Dialogo e discorsi del reggimento di Firenze/Nota

Nota

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Discorsi (Guicciardini) - VII. Del modo di assicurare lo stato alla casa de' Medici Indice dei nomi e delle cose notevoli

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NOTA

A) Il Dialogo del reggimento di Firenze. — I. I manoscritti. — II. L’edizione Canestrini. — III. La nostra edizione. — IV. I due proemi rifiutati. — V. Lezioni del primo e del secondo testo rifiutate dall’autore.

B) I Discorsi. — I. La nostra edizione. — II. L’edizione Canestrini. — III. Lezioni del primo testo rifiutate dall’autore.

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A)

I. — Del Dialogo del reggimento di Firenze esistono due manoscritti1: uno interamente autografo, l’altro di mano d’un segretario, con aggiunte e correzioni dell’autore. Entrambi sono conservati nell’archivio Guicciardini; il primo in Carte di F. G., Filza VIII (antica D, 5) — un volume legato in pergamena che contiene diversi scritti di Francesco ed ha sulla copertina, di mano del Gallizioli: «Componimenti di messer Francesco Guicciardini fra i quali il Dialogo del reggimento di Firenze»2; il secondo nella stessa serie, Filza XXVII (antica D, 17) — un volume legato in pergamena, che contiene solo quest’opera e reca sulla copertina, sotto un errato titolo cancellato, sempre di mano del Gallizioli: «Dialogo del reggimento di Firenze. Parlano Bernardo del Nero, Piero Capponi, Pagolo Antonio Soderini e Piero Guicciardini. Autore messer Francesco Guicciardini».

I due manoscritti non offrono alcun elemento diretto di datazione. Il Canestrini, che primo pubblicò il Dialogo, non parla [p. 286 modifica] affatto di ciò. Ma il Benoist3 affermò di aver avuto da lui una nota manoscritta nella quale si poneva la composizione dell’opera «verso il 1527 o il 1529». Aggiunse di ritenere che queste date dovessero riferirsi piuttosto alla copia e che la stesura originale avesse a riportarsi più addietro.

La questione rimase insoluta finché l’Otetea4 non ritrovò in uno. dei due proemi rifiutati indicazioni precise. Si legge infatti nel secondo di essi: «... avendole [queste cose] cominciato a scrivere a tempo di Leone, trovandomi per lui commessario generale nello esercito cesareo e suo nella guerra contro a’ franzesi... le ho finite ora che per Clemente sono preposto al governo di tutte le cittá di Romagna, le quali sono turbolentissime e piene di infinite difficultá per le novitá seguite in loro doppo la morte di Leone».

Da questo passo l’Otetea deduce5 che il Guicciardini ha incominciato il lavoro «alla fine del 1521 e l’ha finito probabilmente all’inizio del 1526, quando Clemente VII era ‘piú potente che mai’».

Non sappiamo la data precisa in cui il Guicciardini fu nominato commissario generale. Appare probabile che la designazione sia stata fatta fin dall’aprile, ma pubblicata ai primi di luglio6. E poiché il Guicciardini, nel passo citato, si riferisce all’esercizio effettivo della sua carica, si può concludere che il Dialogo fu iniziato fra il luglio e il i° dicembre (morte di Leone X).

Alla presidenza della Romagna il Guicciardini fu nominato il 6 aprile 1524; il 6 maggio era a Forli. Nel gennaio del 1526 egli delegava i suoi poteri al fratello Iacopo e si trasferiva a Roma. Ma giá nel giugno 1525, dopo che il Papa gli aveva imposto una politica di transazione coi sudditi ribelli, egli prevedeva di lasciare presto la presidenza7. Tale disegno si concreta nell’agosto e ancor piú nell’ottobre8, finché in una lettera del 24 novembre9 scrive che sebbene le cose di Romagna non sieno pacifiche né [p. 287 modifica] si pacificheranno mai, è certo che per la sua sostituzione non si disordineranno di piú perché «è sviluppato quello caos che ci era a principio quando io ci venni».

Le parole del secondo proemio debbono dunque riferirsi al primo periodo del suo governo di Romagna; e possiamo concludere che il Dialogo fu terminato sicuramente avanti il novembre 1525 e molto probabilmente anche prima (nei primi mesi del ’25 o negli ultimi del ’24).

Se si considera che il manoscritto autografo non presenta indizi d’interruzione, e che la frase riguardante Clemente VII si trova nel secondo proemio, mentre il primo ha solo quella che si riferisce a Leone X, si potrebbe supporre che il «cominciato»  indicasse la compilazione della prima stesura, e il «finito», la dettatura della copia10. Questa ipotesi si trasformerebbe in certezza se potessimo accettare senz’altro l’opinione dell’Otetea il quale afferma11 che i Discorsi politici VIII e IX furono scritti nell’agosto 1523. Infatti nel codice che contiene il primo testo del Dialogo e dove i diversi componimenti si trovano senza dubbio nell’ordine cronologico in cui furono compilati, i due Discorsi sono inseriti dopo il Dialogo. Ma il fatto che essi si riferiscono alle vicende dell’agosto 1523 non significa nulla, perché in molti altri Discorsi il Guicciardini commentò fatti non contemporanei.

L’unica cosa sicura è che il «finito»  si riferisce alla copia del segretario. E evidente che se quella copia fosse stata eseguita in epoca posteriore, non troveremmo in essa, ed in essa soltanto, la frase del proemio: «le ho finite ora che per Clemente etc.».

Quanto alle aggiunte e correzioni autografe del secondo manoscritto, non possiamo in alcun modo stabilire se sieno anch’esse di questo tempo oppure, di poco o di molto, posteriori. E nemmeno il terzo proemio. Di questo l’Otetea12 cita, e se ne vale come abbiam visto, per la datazione dell’opera, una frase secondo la quale,Clemente VII era allora «plus puissant que jamais». Ma la traduzione non è esatta, ché il Guicciardini ha scritto semplicemente: «per la potenzia grandissima del pontefice». Questo proemio, che è autografo e aggiunto in fine del volume, non offre [p. 288 modifica]altri elementi di datazione e non sappiamo neppure se sia contemporaneo alle correzioni del testo.

Dei lavori sul Dialogo del reggimento di Firenze non ci sembra il caso di dare una bibliografia, perché di quest’opera, come di quella che meglio rispecchia le idee politiche del Guicciardini, hanno parlato e discusso tutti gli studiosi che si sono occupati di lui dopo la pubblicazione delle Opere Inedite. Rimandiamo perciò a quella Bibliografia generale che, se ci sará dato condurre a termine la nostra lunga fatica, ci proponiamo di inserire nell’ultimo volume delle Opere guicciardiniane.


II. — Gli errori dell’edizione Canestrini furono giá segnalati dall’Otetea il quale osservò come il titolo vi sia modificato (nel manoscritto è Dialogo del reggimento di Firenze e non Del reggimento di Firenze — Libri due); come vi si riproduca una sola delle tre prefazioni, e alcune note marginali sieno arbitrariamente intercalate nel testo, e la lezione adottata sia «una specie di compromesso fra i due manoscritti»13.

Potremmo limitarci a riferire questi rilievi senza diffonderci di piú in tale esame; ma poiché, quando furono pubblicate per nostra cura le Storie Fiorentine, non mancò chi, facendosi paladino del primo editore, ci rimproverò di aver usato parole troppo acerbe ne’ suoi riguardi, crediamo opportuno documentare con una certa ampiezza il giudizio, anche troppo mite, dato dall’Otetea.

Diamo prima di tutto un saggio degli errori di lettura (avvertendo che qui e in seguito indicheremo con A il manoscritto autografo, con B la copia del segretario, con C le correzioni ed aggiunte dell’autore; e che quando si segnala soltanto la lezione di B, ciò significa che è conforme a quella di A e che non ha subito ulteriori modificazioni).

p. 11 (del nostro testo). Can. stare che male — B, stare altro che male
»  12 Can., è appartenente a — AB, è tutto di — C, appartiene a
»  14 Can., o la natura sua — B, o la mala natura sua
»  15 Can., non di meno credo io — B, non diremo credo io
»  28 Can., o altrimenti — B, o altri meriti
»  30 Can., che io non mi voglio — B, di che io non mi voglio
»  31 Can., confidenti — B, confidati

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»  35 Can., e sono quelle — B, che sono quelle
»  45 Can., tanti che ordinariamente — B, tanti che si potessi dire che ordinariamente.
»  52 Can., cittá ordinate — B, cittá bene ordinate
»  69 Can., fiacchissima — A, affaticatissima — B, stracchissima
»  73 Can., quanto era piú grande tanto venivano a essere piú potenti — A, quanto era piú grande e piú potente la cittá tanto erano maggiori loro — B, quanto era piú grande e piú potente la cittá tanto venivano a essere piú potenti loro
»  77 Can., pensassino a — B, pensassino o
»  78 Can., e di manco valore — B, e manco valere
»  80 Can., non so se si possa — B, non so che si possa
»  81 Can., dispiaceri — B, dispareri
»  82 Can., allegare — B, assegnare
»  83 Can., e contentarvi — B, a contentarvi
»  85 Can., guadagnare — B, generare
»  93 Can., purché la si ordinassi — B, pure che come ho detto la si ordinassi
»  97 Can., manco male — B, manco malo
»  100 Can., si può chiamare — 13, si può piú chiamare
»  104 Can., Ci bisogna — B, E però ci bisogna
»  105 Can., di nobili ottimati — B, di nobili o di ottimati
»  109 Can., hanno a concorrere — B, aranno a concorrere
»  121 Can., sará causa — B, ará causa
»  139 Can., non vi siano — B, non vi sia
»  144 Can., ad escludere — B, di escludere
»  150 Can., sedizioni e — A, sedizione le quale — B, sedizione che
»  153 Can., scuoprono — B, scuopre
»  168 Can., rispetti — B, ricetti
Can., vedde — B, vede

Per quel che riguarda la lingua e grafia guicciardiniana, e le alterazioni che essa subisce attraverso la trascrizione del Canestrini, basterá riferirci a quanto scrivemmo nella Nota alle Storie Fiorentine.

Circa la lezione del testo, il Canestrini talvolta adotta quella di A, talvolta quella di B, senz’altra ragione di scelta che il suo capriccio, ma spesso, con quella specie di «compromesso»  argutamente notato dall’Otetea, fonde insieme le due lezioni, senza badare se il pasticcio che ne risulta offenda il senso o la grammatica.

Oltre l’esempio della p. 131 (del nostro testo) citato dall’Otetea, riportiamo qualche altro caso tipico. [p. 290 modifica]

p. 17 Can., ma a chi ha la vista acuta. facilmente lo ricognosce — A, ma a chi ha iudicio... non è difficile ricognoscerle — B, ma chi ha la vista acuta... facilmente lo ricognosce
»  30 Can., della sua grandezza propria — A, della sua grandezza — B, della grandezza propria
»  43 Can., ne’primi luoghi — A, ne’ luoghi grandi — B, ne’ primi gradi
»  63 Can., non ardiscono a farlo — A, non si ardiscono a farlo — B, non ardiscono di farlo
»  68 Can., Né mi alleghiate — A, Né voglio che in contrario mi alleghiate — B, Né mi allegate
»  70 Can., ostinatissimi di non si tornare sotto al dominio fiorentino — B, ostinatissimi di non ci tornare sotto — C, ostinatissimi di non ci (sic) tornare sotto al dominio fiorentino — (È evidente che l’autore aggiungendo le ultime tre parole dimenticò di cancellare il ci.)
»  81 Can., chi gli ha imparati... non hanno osservato — A, quelli che gli hanno imparati... non hanno osservato — B, chi gli ha imparati... non ha osservato
»  85 Can., se non avessimo creduto che la cittá avessi a stare meglio sotto — A, se non avessimo creduto che la cittá avessi a stare meglio sanza — C, se noi avessimo creduto che la cittá avessi a stare meglio sotto
»  106 Can., perché sta molto bene insieme che il governo sia medesimo e non sono sempre gli ordini medesimi — A, che giá ancora che el governo sia medesimo non sono sempre gli ordini medesimi — B, perché... che el governo sia medesimo e non siano sempre gli ordini medesimi
»  113 Can., e che i divieti sono — A, e gli divieti sono — B, e che e’divieti siano
»  130 Can., veduto mai a’ vostri di questa cittá libera — A, veduto mai a’ vostri di republica o libertá in questa cittá — B, veduto... in questa cittá republica libera — C, veduto... in questa cittá libertá
»  141 Can., che era uso stare sotto la tirannide — A, che era uso alla tirannide — B, che stava sotto la tirannide
Can., gli parrebbe entrare in paradiso e piglia — A, gli pare entrare in paradiso e piglia — B, gli parrebbe entrare in paradiso e piglierebbe
»  146 Can., nel quale ognuno pare avere parte — A, nel quale ognuno gli parrá di avere parte — B, dove a ognuno pare avere parte
»  150 Can., replico come di’tu... la disciplina — A, replico come di’tu... che la disciplina — B, replico che come di’ tu... la disciplina
»  161 Can., e che allora vi potessino — A, e che sono in modo che vi potessino — B, e che allora vi possono
»  167 Can., o povertá di tiranno — A, o povertá del tiranno — B, o povertá sua
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Gli esempi riportati in questi due elenchi non sono che un saggio dei molti che si possono rilevare collazionando l’edizione delle Opere inedite coi manoscritti; ma confidiamo saranno sufficienti a dare una chiara idea della trascuratezza e dei criteri arbitrari con cui il Canestrini condusse il suo lavoro.

III. — Nella nostra edizione abbiamo seguito lo stesso metodo adottato per le Storie Fiorentine: serbare la massima fedeltá all’originale, modificando solo particolari di pura grafia che, prodotti dal vezzo latineggiante, non avevano alcuna rispondenza nella pronunzia14.

Ma di fronte a due manoscritti bisognava anzitutto stabilire quale di essi fosse il testo definitivo. A questo proposito è da accettare senz’altro l’opinione comune, secondo la quale il testo definitivo è costituito dalla copia del segretario (B) mentre l’autografo (A) non è che un primo abbozzo: oltre alla sicura successione cronologica dei tre proemi, sta il fatto che le moltissime correzioni ed aggiunte di A sono quasi costantemente inserite nel testo di B, mentre delle correzioni ed aggiunte che l’autore introdusse di sua mano in B, non si trova quasi mai traccia in A. (Le rarissime eccezioni non sono una prova in contrario, chè l’autore potè benissimo ritornare qualche volta alla prima lezione, preferendola a quella adottata nella seconda redazione).

Posto ciò, passiamo ad esaminare come fu compilata la copia del segretario: se questi trascrisse da A, oppure da un altro manoscritto ora perduto, o se invece il suo testo gli fu dettato dall’autore. La prima ipotesi va esclusa, perché troppe sono le differenze fra A e B. Delle altre due, l’ultima è la sola accettabile. Nessun indizio ci consente di supporre l’esistenza di un altro manoscritto; il testo di B ci offre invece molti dati a sostegno della terza ipotesi.

A p. 25 (della nostra edizione) si legge: «... hanno fatti molti beni». Cosí B. Ma il segretario, prima di scrivere «molti» aveva scritto «infiniti», e «infiniti» è la lezione di A. A p. 99 troviamo: «... la inclinazione, e per strignere tutte queste cose in una parola, gli umori della cittá». Questa la lezione di B, dove però la parola «strignere» sostituisce un originario «dire». In A manca tutto l’inciso: «e per... parola». [p. 292 modifica]

Finalmente a p. 119 è un «gli desta» corretto su «di questa». (Il passo non esiste in A). E a p. 122 un «assuefatti» sostituito a un «satisfatti». (Anche A dá «assuefatti» ). Cosí «di questa», come «satisfatti» non avrebbero senso.

Questi casi, che si ripetono piú volte nel testo di B, dimostrano la presenza dell’autore, il quale ora modificava il testo di A, subito dopo averlo dettato, ora nell’aggiungere frasi nuove sostituiva altre parole a quelle prima formulate, ora, accorgendosi che il segretario aveva frainteso, gli faceva correggere l’errore, prima di proseguire.

Precisati cosí i rapporti fra i due manoscritti, possiamo concludere che l’edizione del Dialogo deve attenersi alla lezione di B (con le modificazioni introdottevi dall’autore).

Ma nuove incertezze sorgono a proposito dell’ortografia15, perchè essa varia nell’autografo e nella copia, e ciò suggerisce l’ipotesi che il segretario, pure scrivendo sotto dettatura dell’autore, abbia seguito criteri propri (cosa che non potrebbe meravigliare in un’epoca nella quale un’ortografia generalmente riconosciuta non esisteva ancora).

All’ipotesi non contraddirebbe il fatto che l’autore sottopose ad una nuova revisione l’esemplare copiato, ove questa revisione si fosse applicata al pensiero e allo stile, senza indugiarsi sull’ortografia. E in tal caso la via da seguire apparirebbe sicuramente tracciata: adottare la grafia di A, e dove B contiene passi modificati o del tutto nuovi, correggere la grafia in base all’autografo (cosa che pur sarebbe difficile, per non dire impossibile, data l’incostanza e varietá dei criteri seguiti dall’autore, anche in uno stesso manoscritto); oppure segnalare al lettore i passi dove si è dovuto, in mancanza dell’originale, attenerci alla copia.

Senonché il Guicciardini non si limitò a correzioni di pensiero o di stile. B presenta casi assai numerosi di vera e propria revisione ortografica. Vi troviamo breve corretto dall’autore in brieve (p. 7), mostrerò in mostrerrò (p. 9), direno in diremo (p. 15), erreremo in errereno (p. 17), acconciono in acconciano (p. 19), e cosí via.

Si aggiunga che se talvolta la lezione C corrisponde a quella di [p. 293 modifica] A, molto spesso modifica cosí B come A. Si può dunque concludere che nemmeno per l’ortografia conviene attenersi alla lezione di A.

Ma dall’esame di B e delle correzioni autografe sorge una nuova difficoltá. Accade ripetute volte che forme le quali dalla correzione autografa ricevono una specie di convalidazione ufficiale, non sono costanti neppure in B: una parola che ad una pagina è stata modificata dall’autore, si trova senza modificazioni di sorta alla pagina seguente. Se fosse lecito attribuire questa difformitá ad una minore attenzione ch’egli avesse prestato alla revisione ortografica, l’editore potrebbe, dai casi dove si hanno correzioni autografe e, per il resto, dall’uso guicciardiniano quale appare in A, dedurre regole fisse per la grafia del suo testo, modificando in conseguenza l’ortografia del segretario.

Ma questo metodo non è accettabile. La lezione C non concorda sempre con A: se in molti casi l’autore introduce in B la grafia di A, in altri corregge cosí A come B. Abbiamo visto acconciano mutato in acconciano; anche in A aveva scritto acconciono.

Si potrebbe pensare che, quando corresse B, il Guicciardini avesse adottato criteri ortografici definitivi, che in qualche parte differissero anche da quelli seguiti mentre scriveva il primo abbozzo. Ma neppure le correzioni C sono regolate da norme costanti: ricordiamo l’esempio citato di direno ed erreremo rispettivamente corretti in diremo ed errereno.

Queste considerazioni ci hanno indotto a seguire, per l’ortografia come per il testo, la lezione di B (salvo naturalmente le correzioni C). In mancanza di un manoscritto autografo definitivo ci è sembrato che il miglior criterio fosse di prendere B come la redazione riconosciuta dall’autore, anche nella sua ortografia. Le diversitá ortografiche fra B ed A, fra B e C, non corrisponderebbero perciò a diversi criteri dell’autore e del suo segretario, ma deriverebbero dalle incertezze proprie dello stesso Guicciardini, incertezze che in ogni suo manoscritto si ritrovano a distanza di poche pagine e anche di poche righe.

Ad ogni modo, per offrire agli studiosi una completa documentazione, diamo qui notizia delle diversitá che si notano nell’ortografia dei due manoscritti. E cominciamo dai casi in cui B usa sempre forme diverse da A o da C.

B scrive lodare, senza, confundere, fundamento; A (e C) sempre: laudare, sanza, confondere, fondamento. In B troviamo specie, [p. 294 modifica] stiettamente, stiatta16; in A (e C) spezie, schiettamente, schiatta. In B, figliolo; in A (e C) figliuolo. In B si alternano le forme come tutt’a dua e tutti dua; in A (e C) si ha sempre tutt’a dua, tutt’a tre, lutti a sei. Invece del contro el (circa le, sotto le) di B, si ha in A contro al (circa alle, sotto alle). Nelle locuzioni che sia, che non, se sia, se si e simili, B aggiunge il pronome e', che in A (e C) è sempre omesso.

In questi casi, nei quali la differenza è costante, abbiamo tuttavia seguito la lezione di B per le ragioni giá dette, ed anche considerando che in casi consimili si hanno continue oscillazioni fra i due testi (cosi se A scrive sempre spezie, fondamento e B specie, fundamento, in A e in B si alternano otio e ozio, giudicio e giudizio, voluntá e volontá). E bisogna anche tener conto del fatto che il segretario, il quale si dimostra nella sua scrittura accuratissimo, non è molto probabile che, scrivendo sotto dettatura, modificasse un laudare in lodare, un sanza in senza; qui la diversa forma ortografica corrispondeva ad una troppo netta differenza di pronunzia perché fosse possibile un equivoco, e nulla ci permette di affermare che il segretario si arrischiasse volontariamente a correzioni di questo genere.

Per lo piú l’ortografia dei due manoscritti presenta continue variazioni di forma. In A e B si alternano popolo e populo, officio, ufficio e uficio, azioni e azione (plur.), leggi e legge (plur.), beneficato e bonificato, volontá e voluntá, castigo e gastigo, conoscere e cognoscere. Se in generale A scrive adunque e qualunque mentre B adunche e qualunche, forme come queste ultime non mancano nemmeno in A; se in A troviamo il piú delle volte concludere e in B conchiudere, a p. 21 un concludo di B è corretto dall’autore in conchiuggo.

Costante incertezza è nell’uso delle consonanti doppie e scempie; lo stesso nell’articolo e pronome plurale, dove si alternano gli e li, quegli e quelli.

Nei casi obliqui dell’articolo, A usa generalmente la consonante doppia: dello, allo, mentre B, scrive de lo, a lo; ma se qualche volta l’autore corregge de lo in dello, ciò che parrebbe convalidare la lezione di A, a p. 109 troviamo in B allo avere e in A a l’avere; a p. 81 un dalla di B è corretto dall’autore in da la. [p. 295 modifica]

Nei verbi abbiamo la giá accennata alternativa di -amo e -arto (i a pers. piar, del pres. indie.), di -ano e -ono (3» pers. plur. del pres. indie, nei verbi della i a coniug.), di -emo e -eno (i a pers. plur. del futuro), di -avano e -avono (3» pers. plur. dell’imperfetto), di -arono e -orono (3 a pers. plur. del passato remoto). La terza pers. del pres. ind. nei verbi della 3 a coniug. presenta in B le forme popolari toscane in -ano ( paiano, astengano, procedano ), mentre A di solito usa quelle normali ( paiono, astengono, procedono). Ma a p. 75 troviamo in B un proc edotto corretto dall’autore in procedano. Finalmente nel futuro e condizionale dei verbi in -are, -ere, -ire, l’autore ha spesso (non sempre) raddoppiato la r: mostrerrò, scopriranno, doverrebbe.

In tre casi solamente abbiamo modificato la grafia di B. Vi troviamo tre volte metta (una volta corretto dall’autore in meta), due volte ferrila (una volta cori -, in ferita). Queste due forme sono cosí estranee all’uso di tutti i manoscritti guicciardiniani che ci parve lecito modificarle. Lo stesso abbiamo fatto per allora. Il segretario scrive sempre al/tora, mentre il Guicciardini, in questo, come in tutti i suoi manoscritti, usa esclusivamente allora o allhora. Tanto piú ci siamo ritenuti autorizzati a tale correzione in quanto nella scrittura del segretario la lettera h si discerne a fatica dalla l, sicché la diversa grafia potrebbe anche essere sfuggita all’attenzione dell’autore, quando fece la sua revisione.

IV. — Crediamo conveniente riprodurre, a fronte, il proemio di A, e quello di B, entrambi rifiutati dall’autore. 11 primo è inedito, il secondo fu pubblicato dall’Otetea (op. cit., p. 369), ma con molte e gravi scorrettezze. Quest’ultimo presenta anche passi e parole corrette dall’autore: in questi casi diamo in nota la primitiva lezione di B, ma solo dove diversifica, nei passi comuni, da quella di A.

Proemio di A. Proemio di B.
Potrá credo per varie ragione porgere ammirazione a molti che io abbia scritto de’ modi di ordinare la libertá della nostra cittá. Prima, perché avendo trattato studi e faccende diverse, so per lo ordinario poco di cose simile, tanto piú che essendo la maggiore parte della etá che ha capacitá, stato fuora di quella, ho poca notizia degli umori suoi. Credo che per varie ragione porgerá ammirazione a molti che io abbia scritto de’ modi di ordinare uno governo libero nella nostra cittá. Prima, perché avendo io trattato sempre studi o faccende diverse, non posso con la esperietizia avere acquistato quella notizia la quale col naturale solo è difficilissima a consequire, e tanto piú che essendo io quasi tutta la etá che è atta a gustare e’ travagli degli uomini stato assente dalla patria, si può giustamente credere che io sappia poco degli umori suoi.
Di poi, perché io ne scrivo in tempo nel quale la cittá, governandosi sotto la ombra de’ Medici, è alienissima da questo modo di vivere, donde potrebbe parere cura superflua in ognuno, non potendo non che giovare, pure nè anche publicarsí sanza pericolo, ma in me forse reprensibile. Di poi, perché io ne ho scritto in tempo nel quale la cittá, governandosi sotto l’ombra della famiglia de’ Medici, è al tutto lontana da questo modo di vivere, e però potrebbe parere fatica superflua in me ed in ognuno, non potendo non che giovare, pure né anche publicarsi sanza pericolo, ma in me oltre a questo reprensibile, perchè non può17 passare sanza nota di ingrato o di simulatore.
Perché come dimostrano le faccende grandissime in che mi adoperano e gli onori che m’hanno dati, hanno in me somma confidenzia. E però o sarò tenuto ingrato, scrivendo cose che possono dispiacere e forse nuocere a chi io sono obligato, o simulatore, se loderò quello che in fatto non mi piaccia. E cosí dove gli altri sogliono di simili fatiche aspettare qualche laude, io sarò giudicato presuntuoso, avendo scritto di cose delle quali posso poco sapere, e di piú n’arò nota di ingrato o di simulatore e farò dell’uno e dell’altro. Conciosiachè, come dimostrano le faccende grandissime in che giá dua pontefici di quella casa, Leone e Clemente, mi adoperano, e gli onori con utilitá che ho avuto da oro, non si può negare che non abbino in me somma confidenzia, e che io non abbia alla casa de’ Medici estraordinaria obligazione, e cosí non potrò, sanza fuggire nota di ingrato, dire che mi piaccia la ibertá della cittá, che non può essere se non con la ruina loro, nè lodare quello che in fatto non mi piacessi, se non con nota di simulatore. Potrò anche essere ripreso18 da chi saprá precisamente el tempo nel quale ho scritto queste cose, perché avendole cominciato a scrivere a tempo di Leone, trovandomi per lui commessario generale nello esercito cesareo e suo nella guerra contro a’ franzesi, cura di tanto travaglio ed occupazione che a pena lo può comprendere chi l’ha provato, le ho finite19 ora che per Clemente sono preposto al governo di tutte le cittá di Romagna, le quali sono turbulentissime e piene di infinite difficullá per le novitá seguite in loro doppo la morte di Leone20. Però quanto ragionevolmente parrá strano che el tempo che io ero necessitato spendere in faccende di tanta importanza, io lo abbia consumato sanza alcuna necessitá ed utilitá in questo pensiero.
Nondimeno credo facilmente che apresso a’ giusti consideratori delle cose questa deliberazione mia sani, se non laudata, almanco escusata, e sarebbe sanza dubio lodata se la felicitá del bene scrivere fussi riuscita pari al desiderio che n’ho avuto, perché la materia in sé è degnissima, piena di grave ed utilissime considerazione, e potrebbe essere giudicato che io presummessi di me assai piú che el conveniente, se quello che è scritto fussi opinione o giudicio mio, ma non essendo altro che una sincera narrazione di quello che altra volta ne fu ragionato da uomini gravissimi e savissimi della nostra cittá, è stato proposito laudabile raccomandarla alla memoria delle lettere con quello modo ed ordine che piú volte mi fu recitata da mio padre, che uno fu di coloro che ne parlorono; e per essere el piú giovane di tutti e che non si era mescolato in quella inutazione sopra la quale fu fondato el ragionamento, cercò più presto di intendere la opinione delli altri che dire la sua. Nondimeno io mi voglio persuadere che facilmente appresso a’ giusti consideratori delle cose questa fatica mia sará se non lodata, almanco scusata, e credo che sarebbe sanza dubio lodata se alla volontá dello scrivere fussi stata accompagnata la felicitá del bene scrivere, atteso che la materia in sé è nobilissima e degna veramente di animi generosi e piena di gravi ed utilissime considerazioni, né potrò mai essere giudicato presuntuoso per avere abbracciato si alto suggetto, conciosiaché in quello che io ho scritto non è nulla di opinione o giudicio mio, ma è tutto una sincera e fedele narrazione di quello che altra volta ne fu ragionato da uomini gravissimi e savissimi della nostra cittá, ed a me è parso laudabile intenzione volere, perché uno discorso tale di tanti uomini21 non si perda, conservarlo con la memoria delle lettere, con quello modo ed ordine che piú volte mi fu recitato da mio padre, che uno fu di coloro che ne parlorono, e per essere el più giovane di tutti e non si essere mescolato in quella mutazione, dalla quale nacque el ragionamento, cercò piú di intendere la opinione degli altri che dire la sua. Raccontommi lui piú volte, come essendo Piero Capponi, Pagolantonio Soderini e lui, l'anno 1494, poche settimane doppo la mutazione dello stato, andati22 insieme per voto o per divozione a Santa Maria Impruneta, visitoono nel ritorno Bernardo del Nero che, sequestrato allora per el so. spetto in che communemente erano quegli che avevano potuto a tempo de' Medici23, dal governo, si dimorava tranquillamente nella sua villa quivi vicina.

Né potrei facilmente dire quale fussi maggiore in mio padre, o el piacere che e' pigliava dalla memoria di questo ragionamento, che certo era grandissimo, o el dispiacere di considerare lo infelice fine che ebbe Bernardo, el quale essendo si prudente ed avendo come uno oraculo previsto tante cose che se guirono, o fussi per lo sdegno di qualche ingiuria che ebbe, e massime delle disoneste gravezze che gli furono poste, o perché desperato che la città, che allora era ridotta in grandissime divisione e confusione, si potessi riducere a uno governo ordinato, tornassi con lo animo a’ pensieri di quello vivere in che era nutrito, o24 fussi pure perché al fato non si può resistere, non seppe o non potette serrare tanto gli orecchi a chi gli manifestò pratiche che andavono a torno di rimettere Piero de’ Medici, che non come autore o consultore di cose simili, ma come non revelatore fu punito.

Donde si ragionorono molte cose che la notizia loro può essere utile non solo a tempo di uno governo libero, ma aliavi a chi vive sotto gli stati stretti, satiza che la spessa mutazione che hanno le cose del mondo e spezialmente quelle della nostra cittá, di chi è troppo naturale sentire spesso questa infermitá, può facilmente fare credere che, cosí come el governo populare che successe alla cacciata de’ Medici è stato presto mutato dal ritorno loro, la grandezza de’ Medici possa doppo non molto tempo dare luogo di nuovo alla autoritá del populo, massime che sanza dubio molto minore speranza di perpetuitá porta seco una famiglia che una republica. Ma tornando al proposito nostro, vedrá chi leggerá che tra loro si ragionorono molte cose, la notizia delle quali può essere utile non solo a tempo di uno governo libero, ma ancora a chi vive sotto gli stati stretti, sanza che la spessa mutazione che hanno le cose del mondo e spezialmente quelle della nostra cittá, di chi è troppo naturale sentire spesso questa infermitá, può facilmente fare credere che, come el governo populare che successe alla cacciata de’ Medici è stato presto mutato dal ritorno loro, cosí la grandezza de’ Medici possa doppo non molto tempo dare luogo di nuovo alla autoritá del popolo, massime che sanza dubio una famiglia porta seco molto minore speranza di perpetuitá che una republica.
E però potrebbe questa fatica mia non riuscire al tutto inutile e -venire eziandio, innanzi che io invecchiassi, el tempo suo da publicarsi; la quale intratanto si potrebbe dire che nocessi alle faccende che io tratto se si vedessi che io mancassi loro di diligenzia alcuna, e se la curiositá che io uso in vere queste partorissi negligenzia nelle altre; ma vedendosi che questo non è, debbo piú presto essere laudato se quello tempo che, rubato dalle faccende, io potrei spendere in piaceri o commodi miei, lo spendo, con speranza di profittare a altri, in fatica certo laudabile e forse a qualche tempo non inutile, benché, a dire la veritá, a me la non è fatica né molestia, ma piú presto recreazione, la quale è necessaria a chi è oppresso da infiniti travagli come ora sono io; e’ quali nascendo da arme, da violenzie e da tumulti di uno esercito, conviene molto bene che io cerchi la recreazione ed el piacere dal contrario suo, cioè da pensieri di pace, di giustizia e di equalitá di una cittá; e’ quali se io nutrisco per le cagione dette di sopra, credo facilmente poterlo fare sanza nota di ingrato o di simulatore. E si potrebbe dire che questa fatica mia avessi nociuto alle faccende che io trattavo, se si fussi veduto che io fussi mancato loro della diligenzia debita, e che la curiositá usata in questo scrivere avessi partorito negligenzia in quello che allora importava25 piú; ma poi che questo non era, debbo piú presto essere lodato se quelle ore che, rubate dalle faccende, io potevo spendere in piaceri o commodi miei, l’ho speso in fatica certo laudabile e forse a qualche tempo non inutile, benché, a dire la veritá, a me la non sia stata(i) fatica né molestia, ma piú presto recreazione, che è necessaria a chi è oppresso da infiniti travagli, come allora sono stato io; e’quali nascendo da arme, da violenzie e da tumulti di eserciti, e poi da sanguinose e crudeli sedizione di disordinatissime cittá, fu molto bene conveniente che io cercassi la recreazione ed el piacere dal contrario suo, cioè da pensieri di pace, di giustizia, di equalitá e di concordia civile di una republica; e’ quali se io ho nutriti, non credo giá potere essere notato né per ingrato nè per simulatore.
Ma perché questo è luogo che ricerca più parole che non si conviene a uno proemio, pretermetterò ora la iustificazione, detto solamente questo: che, oltre che è differenzia dallo scrivere al mutare gli stati, che piú sono le obligazione che ho con la patria che co’ Medici, e piú detestabile sarebbe la ingratitudine che si usassi con quella che con questi. Ma perchè questo è luogo che ha bisogno di piú discorso che non ammette uno proemio, pretermetterò ora el giustificarmene, detto solamente questo: che, oltre che lo scrivere mio, massime fatto per me e sanza pensiero di publicarlo, non offende persona né dá causa di mutare stati, piú sono le obligazione che io ho con la patria che co’ Medici, benché con loro io l’ho grandissime, e piú detestabile sarebbe la ingratitudine che io usassi con quella che con questi. Anzi essendo nel vivere civile distinti e’ gradi de’ benefici e degli offici degli uomini, non merita me di ingratitudine el tenere piú conto del maggiore debito che del minore.
E che le faccende in che ho servito e’ Medici, che dependono dal pontificato, non dallo stato di Firenze, non fanno indizio che naturalmente e’ governi stretti mi piaccino, né la qualitá del vivere mio che è stato sempre modestissimo ed incorruttibile, debbe apresso a chi lo considera tórre fede che in me non possi essere animo quale si conviene a uno cittadino moderato ed amatore della patria, e che, non dichiarando tra dua governi male ordinati quale mi dispiaccia manco, se giá non fussi sforzato dalla ragione a fuggire quello che ha manco facilitá o speranza di riordinarsi, non s’abbia a credere che uno modo di vivere bene composto e bene regolato mi piacerebbe sopra tutti li altri. E che le faccende in che ho servito e’ Medici, che dependono dal pontificato, non dallo stato di Firenze, non fanno indizio che naturalmente e’ governi stretti mi piaccino, nè la qualitá del vivere mio che, con tutta la prosperitá e licenzia grande che io ho avuto, é stato sempre modestissimo ed incorruttibile, debbe appresso a chi lo considera tórre fede che in me non possi essere quello animo che si conviene a uno cittadino moderato ed amatore della patria, e che non dichiarando tra dua governi male ordinati quale mi dispiaccia manco, se giá dalla ragione non fussi sforzato a fuggire più quello che ha manco facilitá o speranza di riordinarsi, non si abbia a credere che uno modo di vivere libero, bene composto e bene regolato mi piacerebbe sopra tutti gli altri.

V. — Della duplice revisione alla quale il Guicciardini sottopose il suo Dialogo, crediamo necessario dare una documentazione il piú possibile completa. Tralasciamo soltanto alcune correzioni di minima importanza, come inversioni di parole, eliminazioni o aggiunte di articoli e simili.

Lezioni del primo e secondo testo rifiutate dall’autore.

(Con C indichiamo il testo definitivo quale resulta dalle ultime correzioni autografe, con B la copia del segretario, con A il primo manoscritto. Quando si contrappongono C e B, s’intende che la lezione di A è uguale a quella di B; quando si citano B ed A, s’intende che il passo in li non ha correzioni dell’autore.)

p. 7 — C, Noi abbiamo... l’avere occasione — B, Noi abbiamo preso volentieri questo cammino per la divozione di visitare si santo luogo e tanto piú volentieri per avere occasione [p. 302 modifica]

p. 7 — C, la assenzia del quale... veduto avere — B, la assenzio di chi dal Palagio e dal governo della cittá ci pare si strana e fuora d’ogni dovere che non ci pare (A, paia) in si grande mutazione di stato come è stata questa, avere veduto cosa piú nuova

— C, universalmente... parere — B, universalmente sono,del medesimo parere tutti quegli che hanno gusto

— C, faccende publiche saranno — B, faccende saranno

p. 8 — C, faranno di richiamarvi — B, faranno a gara di chiamarvi

— C, o sia per avere — B, o abbia a avere

— C, vecchiezza — B, vecchiaia (in A, corr. su vecchiezza)

— C, (e A) che io pensassi — B, che pensassi

— C, utile... allegare — B, utile, e ve ne potrei allegare molti esempli

— C, fia dannosa — B, sia daiuiosa

p. 9 — C, vi pare... modesto — B, vi pare piú modesto el parlare cosi

— C, che io penso di fare — B, che io disegno fare

— C, vi mostrerrò... fare — B. vi mostrerò molte cose che si potrebbono fare

— C, piú contento... che io non fui — B. piú contento che non fui

— C, reputiamo esservi noi — B, reputiamo noi

p. 10 — C, di grande etá — B, di tanta etá

— C, Piero Capponi e Pagolantonio — B, Piero e Pagolanlonio

— C, si apparecchiano, ma sempre sia — B, si apparecchiano, sía

— C, dato la etá — B, dato la lunga etá

— C, dichiarare meglio lutto quello che sará in proposito — B, dichiarare meglio tutta questa materia

p. 11 — C, giá piú e piú anni — B, giá molti anni

— C, conversare se non co’ vivi, né — B, conversare uomini, nè

— C, tutti a tre voi — B, tutti voi

— C, direi el falso — B, direi le bugie

— C, cercai... adirarmi, pure — B, cercai col consigliarlo... co’l’adirarmi, col gridare ovviarvi, pure

— C, de’cieli — B, del cielo

— C, e quello che era destinato che avessi a essere — B, c quello che aveva a essere

— C, cara quanto alcuno altro — B, cara come voi altri

p. 12 — C, anche chi ha poca grammatica possa parlare — B, anche e’ mercatanti possino parlal e

— C, Questa risposta appartiene a Piero — B, Questa è tutta di Piero

— C, egli risponda — B, lui risponda

— B, cognoscendo essere stata — A, cognoscete (corr. su cognoscendo) essere stata

— C, vi dirò volentieri quello — B, vi dirò quello

— C, e quello... che non so io — B, e quello che sa ognuno di voi [p. 303 modifica]

p. 12 — C, È vera cosa — B, È vero

— C, di spezie simigliarle — fí, di simile qualitá

p. 13 — C, e manco ostaculi — In A ( marg. e senza segno di richiamo ): Considerisi quale si corrompe piú facilmente o el governo di uno o di molti

— B, si abbatte — A, si abbatta

— B, cattivo quello di uno... o in governo di molti. Bernardo — A, cattivo quello di uno, in quale si debba desiderare piú di cadere e quale pesi piú, o quello vantaggio che ha el governo di uno per essere migliore quando è buono, o el disavantaggio che ha per essere piggiore quando è cattivo e per essere piú spesso cattivo. Bernardo

— C, con le parole quello che hanno... opere. Capponi — B, con le parole quello che hanno favorito co’ fatti, ma non è giusto che io che insinó a ora non mi sono mescolato o dichiarato mi dichiari senza necessitá. Capponi — A, con le parole... ma io che insino a ora non mi sono mescolato o dichiarato non è giusto che sanza necessitá mi dichiari. Capponi

— C, comprendere... la tua — B, comprendere di che acqua tu bea

— B, in modo... delle loro — A, in modo che bisognassi porre piú inente a’ vivi che a’ morti

— C, per questo... luogo vostro, ma — B, per questo oggi mi dichiarerò

p. 14 — B, elezione e voluntá — A, elezione o volontá

— C, che egli medesimo — B, che lui medesimo

— C, perchè la spezie del governo in sé — B, perché el modo di tenerlo in sé — A, perché el modo di tenerlo da se stesso

— C, quello che fussi d’altra condizione — B, quello che di sua natura fussi d’altra sorte

— C, governo usurpato — B, governo di sua natura violento — A, governo violento

— C, essere usurpato — B, essere di natura violento — A, essere violento

— B, ed avere occasione di considerare — A, e per considerare

p. 15 — C, che diresti voi? Segue in A cane.-. Capponi. Non saprei rispondervi risoluto insino che io non intenda piú innanzi dove voi volete •capitare. — Bernardo. Però ho io disavantaggio a parlare con voi altri letterati, perché io parlo alla grossa e voi procedete con le arte e vantaggi che usano questi disputanti

— C, maligni e perniziosi — B, maligni e dannosi

— B, effetti loro — A, effetti suoi

— C, migliore, o uno violento o uno volontario — B, migliore, o violento o uno naturale — A, migliore o uno violento o uno naturale

— C, el volontario — el naturale

— C, cosí ci promette la sua natura — B, cosí è l’ordinario suo [p. 304 modifica]

p. 15 — C, mai cagione — B, mai causa

— B, nella tale o quello che fu... prima, allora — A, nella tale, allor

p. 16 — B, dicessino altrimenti — A, dicessino in altra maniera

— B, fondamento... fatto, a volere — A, fondamento, a volere

— B, da altro canto considerare quali saranno — A, da altro considerare quali sieno poi

— B, introdotto, o forse... pensate di introdurre; perché... ditemi che governo sará questo — A, introdotto, o pensate di introdurre-, anzi per dire meglio, quali saranno, perché essendo questo uno stato in sul nascere, insino che io non lo veggo nato e battezzato, non so che nome abbia a avere. Però voi Piero Capponi e Pagolantonio che siate di quelli che hanno le forme in mano e dovete avere disegnato che stato volete fare, ditemi che stato sará questo

— B, effetti producerá — A, effetti saranno e’ suoi

— B, e cosí postigli... possiamo fare — A, e cosí posti da uno canto gli effetti di quello quali sappiamo tutti di che sorte erano, e da altro gli effetti quali ci immagineremo che possa producere questo altro possiamo fare

— C, Sará difficile — B, Sará cosa diffícile

— C, certa ed una incerta — B, certa ed incerta

— C, risoluto totalmente come — B, risoluto coinè

— B, equalmente — A, pariment

p. 17 — B, drento e quasi... di fuora — A, drenlo e pochissimo adoperatomi di fuora

— B, variare dalla opinione — A, variare da quello che fussi la opinione

— B, sustanzia, spero... potrete — A, sustanzia, stimo mi ingannerò poco, e pure dove io mancassi, potrete

— B, voi, perché avendo — A, voi, e’ quali avendo

— B, certo le avete — A, certo l’abbiate

— B, perchè el mondo... che — A, perché la natura degli accidenti del mondo è di una sorte che

— C, è stato... luoghi altre — B, è staio sotto diversi nomi in altri tempi e vari luoghi altre — A, è stato in altri tempi e luoghi e sotto diversi nomi altre

— C, el passato, parte... sará — B, el passato, sará

— B, chi non ha l’occhio molto buono... calculare — A, chi non è bene savio non lo ricognosce e lo piglia per nuovo, ma a chi ha iudicio e che sa... e quali quelle di minore importanza non è difficile ricognoscerle e con e’ calcali... calculare

— B, del futuro — A, delle future

— B, dubio procedendo... cosi, errereno — A, dubio tutti insieme errercno

— B, questo nuovo — A, questo vostro nuovo [p. 305 modifica]

p. 17 — B, ve ne dimando di nuovo... battezzare? — A, ve lo dimando di nuovo, come s’ha a battezzare questo governo che voi volete ordinare?

— B, se stará fermo — A, se proceder

p. 18 — B, è ottimo — A, debbe essere ottimo

— B, dove è naturale — A, perché è naturale

— B, E però credo che e’ politici — A, E se io bene mi ricordo e’politici

— B, di molti, non neghino... una cittá — A, dimoiti, tamen sempre vogliono che el migliore che abbia ( corr. su possa avere) una cittá

— B, regola vostra — A, regola che voi avete fondata

— C, introdurre — B, mettere

— B, variare — A, vacillare

— B, quando uno governa bene — A, quando el governo di uno è buono

— B, non contradice alle cose dette prima — A, noti è diversa dalle cose ragionate

— B, sogliano recare seco — A, recano seco

— B, che qualunche — A, che in qualunque

— B, saresti sempre consigliato — A, sempre consiglierest

p. 19 — B, ci bisogna ritornare — A, di necessitá ritorniamo

— B, che se io non mi inganno — A, il che a mio giudicio

— B, ve ne dimando — ve lo dimando

— C, che governo sará questo vostro? — B, che governo sará questo?

— B, Capponi. La — In A cane.: Io risponderò presto e liberamente come è mia natura. La

— C, né però ristrlgnerlo — B, non però ristrignerlo

— B, governo libero — A, stato libero

— B, con l’ordine di fare — A, con la autoritá di fare

— C, e gli altri modi — B, ed Antodi

— B, saltato su — A, sopravenuto

— B, ed ha tanto gridato el — A, ed ha cominciato a gridare el

— C, avere egli — B, avere lui

— B, credito che ha... sará pure necessario — A, credito che ha si è appiccata tanto che io credo che non ci sia rimedio a fare che le cose non si allarghino piú che non era el nostro disegno, nondimanco la cittá sará libera ed ancora che el governo sia populare sará pure necessario

— B, limando — A, ristrignendo

— B, a quelli effetti — A, a quello modell

p. 20 — C, causa che e’ non si sia... E sarebbe... E per... se e’ si potessi — B, causa che voi correggiate presto e senza alterazione quello che a ogni modo la forma del nostro governo con e’ disordini che ne sarebbono seguiti vi arebbe constretto a fare disonorevolmente e con dissensioni civili e forse con maggiore scandolo. E sarebbe... E per... se e’si potessi — A, scandolo. Perché io vi parlerò liberamente, se si potessi [p. 306 modifica]

p. 20. — C, governo ottimo — B, stato oliimo

— C, venti e gli altri... parlamento — B, venti ed el vostro parlavi e n lo

— C, effetto, benché in molte cose... Ma io — B, effetto, benché in molle cose meritava di essere piú lodata la intenzione vostra che e’ modi che voi avevi trovati. Ma io — A, effetto. Ma io

— B, sia necessario... venga totalmente — A, sia necessario venire a uno de’ dua estremi, o che si abbia uno capo superiore a tutti gli altri o che el governo venga totalment

p. 21 — B, si accordano mal volentieri a avere — A, veggono mal volentieri Vavere

— C, quelli pochi che hanno — B, quelli che hanno

— B, indebolirsi tanto piú la sua — A, indebolirsi la sua

— B, vanno in terra — A, vanno a gambe levate

— C, è impossibile che la duri se la non ha — B, è impossibile che la duri se non ha — A, non può durare se non ha

— C, che la sostenga — B, che la faccia stare

— B, che ha introdotto — A, che introduce

— B, agli altri. Non nego... lo stato. Bisogna — A, alli altri ed in modo che fermi lo stato, perchè forse per qualche accidente potrebbe farsi una grandezza ma non fondata in modo che fussi durabile. Bisogna

— C, concordilo... tutte in uno — B, concorrino molte cose, prudenzia, tesoro e riputazione, che tutte insieme si trovano (A, sono) in nessuno, e quando bene concorressino (A, vi venissino) tutte in un

p. 22 — B, infinite occasioni — A, molte occasioni

— C, cose e tante opportunitá si accumulino — B, cose si accumulino

— B, e però poi in fine — A, in modo che poi in fine

— B, Dunche — A, Però

— B, si sia fatto — A, si faccia

— B, si è fatto — A, si fa

— B, E però abbiamo... e per — A, Sará adunche lo stato di che abbiamo a ragionare populare e cosí per— B, fatica di parlare del governo — A, molestia del parlare dello stato

— B, arei caro di intendere — A, ho caro intendere

— C, cittá sanza mutazione e — B, cittá quieta e

— B, Pisa e molti altri luoghi ed augumentorono — A, Pisa ed augnine ntorono

— B, parlato o scritto — A, scritto e parlato

— C, alla superioritá — B, alla grandezz

p. 23 — C, a quello primo luogo — B, a quello primo grado assoluto

— C, tanto pochi sono e’ savi che — B, tanto pochi che

— C, tanto inimici — A, si inimici

— C, la veritá o per... ambizione, o per — B, la veritá o per poco giudicio o per [p. 307 modifica]

p. 23 — C, pareva effetto diverso — B, pareva diverso

— B, piú unito... La prima — A, unito che non sarebbe stato. La prima

— B, e’migliori in modo che — A, e’migliori che

— B, gli uomini di piú qualitá — A, quelli di piú quali

p. 24 — B, governo libero — A, stato libero

— C, non vi ebbe, si può dire, parte — B, non vi ebbe parte

— B, di assicurarlo e stabilirlo — A di assicurare e stabilire quello governo

— B, quelle parte — A, quelle fazione

— B, quello governo non fu — A, quello vivere non fu

— C, che egli ha — B, che lui ha

— B, sperare che vi potessi riuscire — A, sperare vi potessi succedere

— C, avuta questa felicitá — B, avuta (A, avuto) questa sorte

— B, succedere in uno modo, quando — A, succedere bene quan

p. 25 — B, che si è fatto — A, che si fa

— B, che sono... de’ Medici — A, clic sono proposti: dello stato de’ Medici

— C, (e A.) fussi lo stato de’Medici — B, fussi quello de’Medici

— B, negare che non sia vero — A, negare essere vero

— C, che fussi uno stato usurpato — B, che lo stato de’ Medici fu usurpato

— C, esprimere — B, dire

— B, nondimeno — A, tamen

— B, gli ubidiva a’ cenni — A, ubidiva a’ cenni suoi

— B, desiderosi e caldi a — A, desiderosi di

— B, la potenzia — A, la grandezza

— B, molti beni — A, infiniti beni

— — C, e con umanitá e modestia B, e con modestia e con umanitá

— B, e di animo — A, e di natura

— — B, violenzia, come... Bologna, arebbe A, violenzia, arebbe

— — B, le cose de’ Medici A, lo stato de’ Medici

— B, raccontare e’mali — A, ricordarmi de’mali (corr. su: raccontare e’ mali)

— C, perché e’ mali siano — B. perchè sia

p. 26 — B, noti — A, manifesti

— C, tanti piú che e’ beni che — B, tanti piú che

— C, non voglio giá dare... essere stati — B, non voglio dire che e’ Medici siano stali

— B, stretti assai sono — A, stretti sono

— B, potevano assai — A, erano di momento

— C, indovinarle... solo a chi è capo (B, solo al capo)... o favore.

— A, indovinarle e chi non può con loro direttamente cerca avere mezzo con quelli che possono con loro [p. 308 modifica]

p. 26 — B, dependenti da sé — A, dependenti da lu

p. 27 — B, cognosciute da ognuno tanto — A, cognosciute tanto

— B, che ciascuno — A, che ognuno

— C, per suo amico e... offici — B, per suo amico e di essergli caro e... offici — A, per suo amico e di essergli caro, e sapete che quivi ed in ogni Arte voleva cancellieri a suo proposito per la medesima ragione. E perché

— B, da altro che dal sospetto del favore che giá — A, da altro, che giá

— B, sieno di sua natura piú — A, sieno piú

— C, che potren noi [dire] della — B, che diremo noi della

— C, oppresso e che... quando e’ delitti erano — B, oppresso e dove lui non si intrometteva avea piacere che e’ delitti fussino puniti con severitá. Ma pure quando erano

— B, dominio — A, contado

— C, non solo si procedeva... ma si — B, non solo si mitigavano spesso le ferite e gli scandoli violenti, ma si

— C, tirannelli — B, caperozzoli

— B, alcuno, e quanti soprusi... rimedio. E che — A, alcuno. E ch

p. 28 — B, parola con... e che giá — A, parola che si allegava per scusa e che giá

— C, aggravare piú questo capo... abastanza però — B, aggravare piú questo capo perchè lo fa da se stesso abbastanza però — A, piú aggravare questa parte che la si faccia per se stessa, però

— B, questa distribuzione — A, la distribuzione degli onori ed utili

— B, a dire — A, el dirlo

— B, aiutati con quegli — A, sollevati da quegli

— B, che sono... republica — A, che può dare lo stato

— C, utili appartengono a tutti — B, utili sono stati di tutti

— B, commune. Come — A, commune\ però a chi sono negate si fa ingiuria e viene a essergli tolto el suo. Come

— B, stato di dargli — A, stato dargli

— C, e contentatone... appetiti — B, e satisfattone ancora spesso gli appetiti — A, e spesso ancora satisfattone alli appetiti

— B, autoritá in questo — A, autoritá in questo articulo

— C, (e A) mai voluti fidare — B, mai potuti fidar

p. 29 — B, Di che è riuscito — A, E di questo disordine è riuscito

— B, tolto a chi — A, tolto a quelli a chi

— B, ancora mancando questi si è dato — A, ancora per suplire al luogo di questi si è dato

— B, ed esaltato a’ primi onori — A, ed avendo esaltato a’ primi gradi

— C, Puccio, sforzatisi... panni di grana di San Martino... perché coloro a’ quali hanno tolto gli utili hanno anche caricato di pesi maggiori. È notissimo — B, Puccio, sforzatisi... panni di San Martino... [p. 309 modifica] perché a chi hanno tolto gli utili hanno dato e’ pesi maggiori. È notissimo — A, Puccio, col mettere indosso a’ gaglioffi e’ panni di San Martino gli hanno fatti o per dire meglio voluto fare nobili. Con questo capo è attaccata la disonestá delle gravezze perché a chi hanno tolto gli utili hanno dato e’ pesi maggiori. È notissim

p. 29 — B, non ha consentito — A, non ha permesso

— C, quest’altro instrumento per farsi — B, quest’altro instrumento (A, quest’altra medicina) per satisfare alla ambizione (A, superbia) sua e per farsi

— B, per ubidirgli — A, per compiacerli

— B, Ho troppo dispiacere... però — A, Io non mi distendo in questa parte quanto potrei perché ho uno dispiacere incredibile pure a ricordarmene però

— B, che io proposi — A, che io notai

— C, sempre per ultimo... le deliberazioni — B, sempre lo obietto al bene suo particulare e dirizzando tutti e’ mezzi a quello fine, le deliberazioni

— B, fare o conservare le amicizie — A, fare le amicizi

p. 30 — B, ma ancora — A, ma etiam

— B, constrinse e’volterrani — A, condusse e’volterrani

— B, riuscendo el rovinare Lorenzo per — A, riuscendo per

— B, danni del paese — A, danni de’nostri cittadini e del paese

— C, io non mi voglio... occasione la nostra — B, io non mi posso lamentare poiché da questo è nata (A, perché ne è nata) la nostra

— C, la fu stretta... Lorenzo — B, la fu in termine da non si potere piú tenere Lorenzo

— B, per avere lui... d’altri — A, per averne l’onore lui

— C, fortificarla si è fatto... intollerabile, benché... particulare — B, fortificarla si è fatto... intollerabile, il che non attribuisco a interesse particulare — A, fortificarla si è speso tanto che è una vergogna il che non attribuisco a interesse particulare

— — B, a essere mancato di giudicio A, a non avere avuto in questo caso buono giudici

p. 31 — B, che si è avuto di qualunche impresa — A, che se ne è avuto

— B, si hanno appropriato loro — hanno appropriato a sé

— C, quante volte perché... ci hanno — B, quante volte per avere l’arme in mano ci hanno

— B, fare condotte — A, torre soldati

— C, Lorenzo quasi fallito — B, Lorenzo rovinato

— A, iness’egli — A, messe lui

— C, a chi non è maligno... hanno sospetto di — B, a chi non è maligno... dubitano di — A, a chi non è interessato molto bene seco dubitano di [p. 310 modifica]

p. 31 — C, a ciascuno — B, a ognuno

— B, Pazzi con... l’ereditá — A, Pazzi l’ereditá

— B, perchè poi... sempre piú del beneficio — A, perchè non sendo seguito lo effetto voglio piú tosto ricordarmi del benefici

p. 32 — C, pericolo; ma si sa che non — B, pericolo; che non

— B, a me e forse... altri. Né — A, a me. Né

— B, delle altre cose — A, di questo

— C, amici suoi piú confidenti non — B, amici suoi non

— C, quella sottile invenzione — B, quello sottile trovato

— B, di tenere con... cancellieri — A, di tetierc cancellieri

— C, che gli imbasciadori erano — B, che erano

— B, la veritá a rispetto... lasciata — A, la veritá secondo gli altri tiranni l’arebbono fatto

— B, la grandezza propria — A, el bene proprio

— B, conservarsela — A, conservarsi la grandezza

— B, perché non pare si possa dire — A, perchè non so se si può dire

— B, e nondimeno — A, e tamen

— B, ma poco appresso — A, ma el di sequente

— B, e’ parenti. Segue in A cane.-. E perché voi avete detto che Cosimo e Lorenzo furono savi e che per sua natura, e forse non manco per conoscere che cosí era a proposito, si governorono, dove la necessitá non gli sforzava al contrario, con umanitá e con modestia, io confesso essere vero, ma questa ragione mi fa piú odiare simile governo, perchè non potevamo avere tirannide che facessi manco mali che la loro, anzi da ogn’altra avevamo a temerne piú; e però se sotto loro si sentivano tanti mali, che potevamo sperare che avessi a essere sotto Piero, della natura di chi non accade parlare, si per la temeritá si per la insolenzia e crudeltá, di che non mi maraviglio per essere nato di sangue forestiero e per questa cagione imbastardita giá la dolcezza fiorentina ed anche per lo ordinario... Però, Bernardo, se noi ci rallegriamo di essere usciti di questo giogo e venuti a uno modo di vivere che speriamo sará di altra natura, non ci pare doverne essere biasimati... Non voglio distendermi piú in questo discorso: Paolantonio suplirá lui tutto o almeno parte di quello che io ho mancato..

p. 33 — B, a comparazione degli altri — A, secondo l’uso degli altri

— B, savi e bene consigliati, questa — A, savi, questa

— B, aspettare da Piero — A, sperare da Piero

— B, furono el padre e lo avolo — A, furono e’passati suoi

— C, imbastardito in lui el — B, imbastardito el

— B, al nostro vivere. — Segue in A, canee. Certo io credo che Bernardo ará da fare assai a mostrare che e’ tempi di Cosimo e Lorenzo fussino migliori che quelli che possiamo sperare sotto la libertá, ma intendo certo che non si metterá a parlare di quelli che si può credere che sarebbono stati sotto Piero [p. 311 modifica]

p. 33 — B, che se bene Piero... di necessitá — A, che se Piero fussi stato persona bene qualificata sarebbono a ogni modo le cose sempre di necessitá

— C, piú assoluto che Cosimo — B, piú assoluto che lui

— B, ser Piero da Bibbiena e — A, ser Piero e

— C, Piero Capponi — B, Piero

— B, el participare, nondimeno quando... sua, non può essere — A, el participare piú che li altri, nondimeno non può esser

p. 34 — C, che diferisca — B, che cali

— B, direttamente — A, de directo

— B, donde eziandio — A, però eziandio

— B, da sé medesimo e dal bene della patria, bisogna — A, da sé medesimo, bisogn

p. 35 — B, non le dico senza proposito — A, non lo dico fuora di proposito

— B, siano tagliati tutti — A, sia tagliato tutti

— C, In che, come ognuno sa, Lorenzo... tutti gli uomini — B, In che, cotne ognuno sa, Lorenzo avanzò tutti gli uomini — A, In che è noto a tutto il mondo quanto Lorenzo fussi proprio

— B, a chi vi vive drento venire — A, a’ sudditi venir

p. 36 — B, danno a una republica lo può — A, danno lo può

— B, questo ordine — questo istituto

— B, el verso vero — A, el verso suo

— B, e non si potessino adoperare a — A, e non a

— B, si vede, intendo — A, si vede, tamen intendo

— B, Potrebbonsi, credo, dire — A, Credo si potrebbono dire

— C, abastanza — B, assai

— B, detto tanto che... non accade che per ora — A, detto tanto che credo non si possa dire piú, e che quello che voi avete proposto non si possa risolvere per Bernardo, né alle risposte che lui fará replicare per voi, se non si dichiarano infiniti belli passi apartenenti al governo di una cittá che è quello che io desideravo. Però essendo in via di avere lo intento non accade che per ora

— B, avete raccontato — A, avete narrato

— C, governo dal quale — B, governo da chi — A, stato da chi

— C, molti di questi... degli altri, in modo — A, molti e quasi tutti e’ medesimi difetti e n’ará anche de’ maggiori in modo

— Il, bilanciando minutamente l’uno e l’altro — A, contrapesando sottilmente l’uno con l’altr

p. 37 — B, governo libero — A, vivere líbero

— C, virtuose qualitá — B, buone qualitá

— C, è molte volte preso piú — B, è molte volle tolto piú — A, è tolto piú

— C, concerne lo stato... cioè... Mi pare — B, concerne la sustanzialitá... cioè... Mi pare — A, concerne le persone. Mi pare [p. 312 modifica]

p. 37 — B, communemente siano... tanto — A, communementc nessuno ami tanto

— B, si vede in fatto ogni di — A, si vede vero

— B, stati vicini — A, stati di altri

— B, medesima cittá — A, medesima republic

p. 38 — B, de’ primi gradi — A, nel primo grado

— B, e singulari — A ed unici

— B, molti piú compagni — A, molto piú compagni

— B, si servono el piú delle volte della — A, si servono della

— C, le vostre istorie e l’antiche. Da — B, le vostre istorie. Da

— B, el suo fine — A, e’ suoi pensieri

— B, cercare o almeno... la grandezza — A, cercare la grandezza

— B, cominciano, se ne... occasione, a — A, cominciano a

— B, di chi sperino — A, del quale sperino

— B, potente si serve molte volte del nome della libertá per — A, potente non si serve del nome della libertá se non per

— C, ingannare gli altri — B, ingannare altri

p. 39 — B, delle republiche, massime che... ordinata. Tutti — A, delle republiche. Tutti

— B, come furono molti appresso a’ romani — A, come fu apresso a’ romani uno Scevola uno Orazio

— B, abbraccia — A, contiene

— B, Coloro — A, Quelli

— C, giudício certo che — B, giudicio che

— C, grandezza propria. Ma se ne può... cercata la tirannide — B, grandezza propria come abbiamo detto (A, dicemo) che spesso (A, che communemente) fanno quegli che cercono la libertá; e se questi tali erano bassi a tempo del tiranno possono avere cercata la libertá perchè non potevano (A, potevano di bassi) diventare grandi con altro mezzo; se erano degli intimi suoi si può dubitare l’abbino oppresso per intrare iti suo luogo, in effetto poi che di questi non si è veduto el paragone non si può fare giudicio quale sia stata la intenzione loro senza che (interrotto, e segue: Ma se ne può) — Tn A da in effetto segue: non si può fare iudicio quale sia stata la intenzione di questi non s’ avendo avuto a vedere el paragone. Se noi parliamo di quelli a chi è riuscito el disegno, dico che di questi sono stati molti che in progresso di tempi si è veduto che hanno cercata la tirannide

— C, in principio. Molti... effetto; altri — B, in principio; altri

— B, che si sono mossi — A, che sono moss

p. 40 — B, trovandosi in disordine — A, trovandosi in debito e disordine

— B, del tiranno — A, de’ tiranni

— B, patria, a’ quali... maggiore quanto è — A, patria e’ quali quando e’ tiranni erano cattivi io non voglio privare della debita laude che in veritá è grandissima anzi maggiore quanto è [p. 313 modifica]

p. 40 — C, può inferire da questo lo — B, può conietturare da questo lo — A, può conietturare lo

— C, quanto perché — B, quanto che

— B, patrocinio essere gloriosissimo — A, patrocinio famosissimo (corr. dopo gloriosissimo)

— B, commendazione singulare di — A, commendazione di

— B, con opere laudabili e con... patria, e non — A, coti opere che hanno giudicato laudabili, e non

— B, resterebbe pochi che — A, resterebbe pochissimi e forse nessuno c

p. 41 — B, quali siano maggiori o’ beni che — quali sono maggiori beni o quelli che

— B, cercassi mai per — A, cercassi per

— C, e’ non si può però negare — B, tamen e’ non si può negare

— B, libero, perché — A, libero piú che altro vivere, perché

— B, disordinare — A, tumultuare

— B, Bernardo. È diffícile... nondimeno — A, Bernardo. Paolantonio ha tanto vólto l’animo alla libertá che non si spiccherebbe mai da questa impressione; nondimeno

— C, le sustanzie di ciascuno — B, le sustanzie degli uomi

p. 42 — B, da lui, io commincerò — Segue in A canee, dallo ultimo, cioè da quello che attiene alla conservazione ed augumento del dominio, che in effetto sono le deliberazione circa le guerre, le pace e le leghe, dove si includono tutte le pratiche e maneggi che si hanno con gli altri potentati; in che, se io non mi inganno, credo che mi sará molto facile a mostrare che meglio erano governate a tempo de’ Medici che non si può sperare da questo nuovo stato. Le cose di questa sorte non hanno regola certa né corso determinato, anzi hanno ogni di variazione secondo gli accidenti ed andamenti del mondo, e le deliberazione che vi s’hanno a fare sono quasi sempre fondate in sulle conietture; però a volere non pigliare granchi, bisogna siano giudicate da uomini che abbino prudenzia ed esperienzia assai, abbino resoluzione, abbino segreto, e dove bisogna, abbino la esecuzione presta; ed una di tante che manchi, manca sempre molto: si possono meglio sperare nel governo di uno, massime quando hanno intorno uno cerchio di uomini savi che non si possono in una republica. A tempo de’ Medici sono state benissimo maneggiate, in questo nostro stato nuovo non si può sperarne altro che male; dove, come direno nell’altro capo, e’ magistrati gireranno di necessitá in molti insufficienti, e per essere piú a deliberare, nasceranno spesso dispareri e consequenteinente irresoluzione, che accade eziandio dove tutti sono savi, quando sono piú pari; pensate che sará dove fussi de ornili genere musicorum come solete dire voi altri. Di segreto e resoluzione presta non bisogna ragionare, perché la moltitudine ne è inimica, alla quale per necessitá aranno a capitare molte deliberazione importante; però non [p. 314 modifica] solo saranno spesso e’ giudici mali (Questo passo fu dall’autor e riportalo in parte piú avanti — v. p. 60

p. 42 — 13, potreno meglio... bene questo — A, potremo male esaminare questi due altri capi se non dichiarassimo bene questo

— C, per non essere buono — B, per essere malo

— B, uomini nuovi — A, uomini nuovi inabili

— B, quello onore — A, quello grad

p. 43 — B, dannoso — A, inutile

— B, questo governo nuovo — A, questo vivere di popolo

— C, rimesso al consiglio — rimesso a questo consiglio

— B, molti errori — A, infiniti errori

— B, non sará... né misurerá — A, non è... né misura

— B, ne’ primi gradi — A, ne’ luoghi grandi

— B, con lo stare cheto — A, col parlare poco

— B, pruova che gli piaccia in una — A, pruova in una

— B, che mettono al — A, che spesso adoperano al

— C, nome di attendere... queste. Però — B, nome di buono bottegaio. Però

— B, peso d’ogni cosa — A, peso dello stat

p. 44 — C, el fargli... torre. Né — B, el fargli capitani di parte. Né — A, el fargli podestá di Prato. Né

— B, a avere luogo — A, a avere la parte sua

— B, cattivi e’ quali... simili — A, cattivi a’quali non può dispiacere el suo simile

— B, distribuiranno... offici, che — A, distribuiranno molto peggio gli oneri ed e’ magistrati che

— B, fará forse mai — A, fará ma

p. 45 — B, ingannato facilmente — A, ingannato cosí facilmente

— C, condizione di ciascuno — B, condizione di ognuno — A, condizione degli uomini

— B, bisogno di usare — A, bisogno usare

— B, insufficienti — A, male collocati

— B, per molti rispetti — A, per tutti e’ rispetti

— B, intratenersi gli... fama perché communemente gli importava avere — A, intrattenersi piú gli... fama che gli altri perché communemente importa piú avere

— B, non buone né potevano... di utile — A, non buone pure ordinariamente da quelli in fu or a... ritiri, carezzeranno sempre ed onoreranno piú volentieri tali persone, e però non solo volteranno a questi piú che a altri e’ magistrati di onore, ma ancora quegli di utile

— B, che e’ cercavano — A, che cercherá

— C, nondimeno se è prudente si — B, nondimeno s

p. 46 — C, ed animo ed... piú stretto — B, ed animo ed è irrequieto, può andarsi co’ primi largamente, co’ secondi è bene (è bene manca in A) procedere con qualche rispetto piú, co’ terzi bisogna andare piú stretto [p. 315 modifica]

p. 46 — C, (e A,) togliendogli le — B, togliendogli quelle

— B, avvertire di — A, avvertire o

— B, confidare massime... la — A, confidare la

— B, fa in modo — A, fa con modo

— B, come sono gli... amministrazione — A, come sono quelli ufici che consistono piú nello utile che nella amministrazione

— C, da malignitá, per dire cosi, che — B, da malizia che

— C, malignitá — B, malizia

— B, piú spesso e con piú danno — A, molto piú spesso e con molto piú danno

— C, perché quello che... suole — B, perché la malizia suole

— C, sanza termine e regola — B, sanza regola

— B, Medici perché quello... e però dice — A, Medici perchè cosí è la ignoranzia e però dic

p. 47 — B, tanto cattive — A, tanto erronee

— B, spero pure... giudicherá bene — A, credo che pure el piú delle volte giudicheranno bene.

— B, bene e di... Vinegia, né — A, bene, né

— B, umori — A, cose

— B, in brieve — A, in brevissimo

— B, e fatta questa digestione, io — A, e digestiti questi primi umori, io

— B, ragionevoli — A, ragionevoli, e ne veggo lo esemplo in Vinegia

— B, Potrebbe forse essere — A, Potrebbe essere

— B, elezione si andranno... tutti questi — A, elezione riuscissino lunghe ci sarebbe contradizione, ma se le andranno limandosi tutti questi

— B, si ristringhino tanti — A, siano tanti

— C, perché mi pare... accadrá — B, perchè mi pare essere cerio che altra volta accadrá — A, perchè innanzi che noi finiamo sono certo che accadr

p. 48 — B, eravamo — A, eramo

— C, (e A.) del quale — B, di chi

— C, erano fatti... anzi forse quasi — B, erano per malizia anzi forse quasi — A, erano per malizia anzi per dire meglio quasi — In marg. di A: Quod boni etiam adherebant Medicibus

— B, el bisogno o e’ fini loro gli ricercavano — A, el bisogno gli ricercava

— B, Vegliamo ora... e Lorenzo massime — A, Vegliamo all’altra considerazione circa la nobilita e condizione delle case; molti ne furono alzati da’ Medici piú che non si conveniva al grado suo etiam che non valessino, perché questo non sarebbe forse errore anzi molti di inabili fatti abili. Credo che in questo gli errori che fará el populo saranno equali vel circa perché etiam se n’abiliterá di nuovo e giá vedete essersi ordinato che ogni anno ne vadia tanti a partito e quelli che vincono siano [p. 316 modifica] abili e forse è cosa che non è Cuora del ragionevole perché interviene alle case ed alle nobilita come alle cittá ed alle altre cose del mondo, che invecchiano e diminuiscano e si spengano per vari accidenti ed in luogo... delle altre. Ma mi persuado che ordinariamente si terranno manco in riputazione le degniti e gli offici principali che non si faceva a tempo de’ Medici, perché loro e Lorenzo massim

p. 48 — B, conservare in... quanto — A, conservare le cose in riputazione perché guatilo

— B, aveva. Ma el popolo che non distingue — A, aveva. Il che non interverrá nello stato del popolo perchè lui non distíngue

— B, distinzione, credo che errerá — A, distinzione che erano dal mazzochio agli undici ufici a’ quattordici ed agli altri scaglioni e le cose segnate al gonfalone ed in effetto ancora che io credo che in questa parte errerá

— B, Restadi questo... parte — A, Resta in questo articulo l’ultimo membro

— B, ed in questo... quello che — A, in che io non voglio fare difficultá perché è la veritá quello ch

p. 49 — B, si conserva negli eredi»la — A, si conserva la

— B, ma affermo che in uno governo — A, ma confesso che in uno stato

— C, causa onesta o urgente non — B, causa onesta non — A, causa molto onesta non

— B, Questo primo membro — A, Questa materia

— B, nobilitare — A, alzare

— B, saranno quasi pari — A, saranno pari

— C, dell’uno e dell’altro governo — 11, de l’uno e l’altro governo — A, dell’uno e l’altro governo vel circa

— C, erravano sanza comparazione piú — B, errano sanza comparazione piú — A, errano pili

— B, dare a uomini — A, dare offici a uomini

— B, importante... merita. Bernardo — A, importante o quello che fa el popolo o quello che fa e’ Medici, cioè o el dare a non idonei o escludere una parte degli idonei e per successione. Bernardo

— B, ordinariamente — A, naturalmente

— B, chi non merita — A, chi non è att

p. 50 — B, piú presto — A, piú tosto

— B, Pare pure che anche sia — A, Credo sia anche

— B, a loro è dato a uno che non lo merita — A, a lui è dato a uno non atto

— B, a assicurarsi degli inimici — A, a disfare gli inimici

— B, vivere popolare; ed ogni volta... né regola. Io vi — A, vivere populare. Io v

p. 51 — C, e che a comparazione loro erano — B, e per (A, pel) contrario erano [p. 317 modifica]

p. 51 — B, qualcuno era male — A, qualcuno era molto male

— B, beni sodi — A, beni immobili

— B, e di quegli a chi — A, e anche di quelli a chi

— B, saranno communemente piú — A, sempre saranno piú

— B, del popolo, perché — A, del popolo che de’ Medici, perchè

— B, ordinariamente — A, communemente

— B, battono oltro al dovere e’ ricchi — A, battono c’ ricchi

— B, rovinano — A, stirpano

— B, a distruggere — A, a rovinare

— B, alla patria — A, alla cittá

— B, quanto a ordinare — A, quanto al fare

— B, perché volevano — A, perchè in fatto volevano

— B, udito parlare mille — A, udito ragionare molt

p. 52 — B, Si torna pure — A, Si torna spesso

— B, sempre stará fermo in un luogo medesimo... Bernardo.... pure... molti mali. Guicciardini. In ogni modo — A, sempre stará fermo. Bernardo. E forse saranno in maggiore numero gli errori, sanza che nelle gravezze, come uno è segnato male una volta, è piú facile Io andare di male in peggio che ricorreggere lo errore. Guicciardini. In ogni modo

— C, massime non faccendo distinzione da quegli... gli altri, a quegli che vi sono portati — B, massime non lo faccendo con distinzione, cioè cosí contro a quegli... gli altri, come contro a chi si è portato

— C, sia per vivere sempre — B, sia per portarsi sempr

p. 53 — B, uomini tristi. E questa... governare. Se — B, uomini tristi. Se

— C, nettamente, sareno — B, nettamente, come ho fatto io, saren

p. 54 — C, malignitá — B, malizia

— B, e questo, parte... parte — A, e questa in parie... in parte

— C, disonesto: difficile perché — B, disonesta, perchè

— B, perché sarebbe troppo — A, perché troppo

— B, contratti, mercati e cambi che — A, contratti c mercati che

— B, ed essendo... fondate — A, ed anche a Firenze dove le faccende sono spesso fondate

— B, lo stato vero de’ — A, lo stalo de’ . — B, Se adunche... E questo — A, Bisogna adunche fondarsi in sulle gabelle o in sulla farina e sale. E questo

— B, bene tutti gli altri... Ma passiamo — A, bene gli altri luoghi di Italia hanno piú che la parte sua e volerle augumentare sarebbe uno fare gridare tanto el popolo minuto che oltre a essere ingiusto e non si trovare facilmente chi si voglia tirare addosso si grande carico, genererebbe si mala disposizione... Però sono cose che piú facilmente si dicono che non si fanno e se el modo non si è trovato allo stato de’ Medici mi persuado non si troverrá anche a tempo del consiglio grande; e [p. 318 modifica] se sí potessi trovare che fussi modo ragionevole sarebbe molto laudabile perché assicurerebbe gli uomini dal poter essere battuti dalle gravezze che è una delle importante cose che abbia una cittá simile alla nostra. Ma passiamo

p. 55 — B, importante cosa — A, sustanziale cosa

— B, facultá e però mi ha... Dunche gli errori — A, facuitá c però gli errori

— B, offendono — A, toccono

— B, gli uomini come... volte o per — A, gli uomini o per

— C, per malignitá — B, per malizia

— B, opinione mia dalla quale... del popolo — A, opinione mia che piú facilmente saranno a tempo del" popolo dati e’ magistrati agli ignoranti che non era al tempo de’ Medici, donde si può concludere che in quanto a questo capo sará peggio amministrata la giustizia

— C, Quanto alla malignitá — B, Alla malizia

— C, interesse pari — B, interesse equale

— B, che per natura non gli — A, che non gli

— C, e le cose che... come è la natura dello uomo hanno... E però è stato — B, e le cose che... come è quello hanno... e però è stato — A, ed infinite sono le cose che lo incitano a questo, tante quante sono le cupiditá e le passione, però è stato

— B, civile né sanza... troppo bene. Dunche — A, civile. Du

p. 56 — C, giustizia studiosamente errerá piú o — B, giustizia errerá pili per malizia o

— C, poco, non distinguendo... a mente — B, poco, perché come ho detto, el popolo di sua natura non distingue, non pensa e non tiene a mente

— C, che per mia oppenione si — B, che sanza dubio si

— C, perchè non ci sará... provedergli — B, perchè noíi ci è giudice di appellazione

— B, ara forse buona — A, ara buona

— C, l’uno cittadino... con l’altro — B, l’uno riscontra spesso l’altro

— A, si riscontra spesso a venire l’uno alle mani úe\Y altro

— B, ognuno faccendo... dubita — A, ognuno dubita

— B, di Lorenzo perché — A, di Lorenzo e di quello stato perchè

— B, mancare del debito — A, prevaricare el debito

— B, se pure eri gravato — A, se pure si prevaricava

— B, si temeva piú... che el dispiacere — A, si stimava piú el satisfare allo stato che el dispiacere

— B, minore stimolo — A, manco sti

p. 57 — B, piegheranno chi — A, corromperanno chi

— C, giudicare; né so... ma se fu, fu... né aveva cancelliere — B, giudicare... ma fu... cancelliere — A, giudicare; cosí questi giudici forestieri che sono sopra ’l civile perchè faranno amicizie per corruttele [p. 319 modifica] per prieghi si lascieranno piú maneggiare che non facevano allora che gli era dato diligente e particulare ricordo che tenessino le bilancie pari. E se voi dite che a ’stanza di Lorenzo si faceva nel civile qualche torto, vi dico, e voi non lo negate, che questo fu rarissimo a tempo di Piero, ma a tempo di Lorenzo forse non mai, né aveva cancelliere

p. 57 — B, e’giudici tenevano — A, e’giudici sapevano chi era el padrone e tenevano

— B, ne’sei e nelli altri uffici — A, ne’sei e ne’consolati

— B, le cose civili — A, le cose del civile

— B, della mercatanti — A, de’ sei

— B, come fanno ogni di... li amici e forse per sapere — A, come fanno tuttodí le altre cose; e se vi volevano cancellieri a proposito era per pascere li amici e forse per servirsene se fussi bisogno, pure non si faceva, ma molto piú per sapere

— B, Queste ragioni servono — A, Queste medesime ragioni che ho allegate servono

— B, negare che è... da loro: pure o poco — A, negare essere vero che nel criminale s’aveva spesso rispetto agli amici dello stato cosí drento come di fuora e dependenti da loro, e questo procedeva per ordine di Lorenzo; pure o poco

— C, ogni delitto ed a... delitti da quegli... atroci fussino... per lira

— B, ogni delitto ed a... delitti fussino... per lira — A, ogni delitto ed io ho udito dire molte volte da uomini pratichi, e consideratolo ancora io, che assai basterebbe che e’ delitti fussino puniti a 15 soldi per lira

— B, parte di pena sapere — A, spezie di pena el sapere

p. 58 — B, e forse maggiori — A, ed a giudicio mio maggiori

— C, cagione — B, causa

— B, piú presto — A, piú tosto

— B, giudicano a sangue — A, giudicano in sulla furia ed a sangue

— B, ed allora è... gli rovinano. Ma per — A, ed allora fanno di grandi ingiustizie ed estravaganzie, spezialmente contro alli uomini grandi e di autoritá che per sospetti vani spesso gli rovinano e fanno morire. Ma per

— B, piú volentieri — A, piú presto

— C, perché in quello cesseranno — B, perchè vi cessano

— B, ma dubito... contrario — A, ma nelle cittá tutto el contrario

— B, contro a quegli — A, verso quelli

— B, E questo sarebbe — A, E questo è

— B, discordie — A, sedizione

— B, È adunche... la giustizia — A. Vedete adunche, se io non mi inganno, che se lo stato de’ Medici non aveva la giustizia

p. 59 — B, delle legge: non dico... perché sotto — A, delle leggi, cioè del farle e dello osservarle: non dico delle legge che si fanno contro a’ delitti, cioè ferite omicidi rapine fraude e cose simile perchè sotto [p. 320 modifica]

p. 59 — B, per limitare — A, per resecare

— B, che meglio provede — A, che molto meglio provede

— B, perché chi ha — A, perchè in queste chi ha

— B, desiderare che... e si osservino — A, desiderare di farle bene ordinate e che gli ordini si osservino

— B. piacendo a lui si fanno — A, è in arbitrio suo el farle fare

— B, cioè e’ rispetti e la negligenzia — A, cioè qualche volta e’ rispetti e qualche volta la negligenzia

— C, si mantengono — B, si custodiscono

— B, esemplo che... credo certo che — A, esemplo donde nessuno ne fa instanzia. E però ardirò dire che

p. 60 — B, perché operò... la riverenzia — A, ed in questo operava non solo la pena ma la riverenzia

— B, altro, parlare... dominio — A, altro, de’capi considerati da Piero Capponi el terzo, cioè di quello che attiene al conservare e crescere el dominio

— B, quello che ci occorressi — A, quello che non ci satisfacessi

— B, capaci di quello... a ora — A, capaci delli altri dua capi

— C, come io mi persuado — B, come io sono certo

— • C, macchinazioni de’primi... de’secondi — B, macchinazioni di quelli... di quest’altri

— B, Perché le cose... moto dependono — A, Li accidenti del mondo e delli stati sono di sorte che el più delle volte dal moto di una cosa piccola dependono

— B, nascono spesso effetti — A, nascono effetti

p. 61 — B, accidente — A, andamento

— B, di uno governo — A, di imo stato

— B, che tutto... da uno governo — A, il che tutto... da uno stato

— B, come questi propongono — A, come questi lo cognoscono e propongono

— B, non solo impediscono... che a un altro — A, non solo sono causa che la provisione non si fa ma edam che a uno altro

— B, ed in sospetto — A, e venuti in sospetto

— B, Per questa fallacia sono — A, Da questo fondamento sono

— B, spese e pericoli — A, spese e travagli

— C, ricuperare lo stato... della casa... suo padre si era... parte, cercò — B, rassettare lo stato... per la casa (A, della casa)... suo padre era andato sottosopra, cercò

— B, dimandando pace onorevolissima per noi e — A, proponendoli pace onorevolissima e

p. 62 — C, che egli non desiderava pace — B, che lui non desiderava pace — A, che lui non cercava pace

— B, E dove... e con poca spesa arebbono — A, E dove con poca spesa e con poca fatica e sicuramente arebbono [p. 321 modifica]

p. 62 — B, bisognò che poi entrassino in — A, furono di poi messi in

— B, si messe assai — A, si messe non poco

— B, perché la fu... collegarsi — A, la quale fu... congiugnersi

— B, assicurare da quello... un altro — A, spegnere quello fuoco sanza accenderne uno altro

— B, viniziani pensorono — A, viniziani entrorono in disegno

— C. altro che la via di insignorirsi presto — B, altro che insignorirsi poi

— C, fu cagione — B, fu causa

— B, Francesco — A, Francesco Sforza

— B, Di queste cose sono... nelle antiche — A, Li esempli sono infiniti cosí nelle istorie moderne e credo nelle antiche

— B, per questo che anche uno governo — A, per questo che nelle cose degli stati etiam uno governo

— B, oltre a quello che è detto — A, oltre alle ragione dette di sopra

— B, communemente — A, el piú delle volte

p. 63 — B, a’ populi — A, a molti ed a’popoli

— B, governo largo — A, stato largo

— C, che uno governo stretto — B, che uno stretto — A, che uno stato stretto

— B, sia prima publicato che detto — A, sia piú presto publicato che si sia inteso

— B, uno o dua cittadini — A, tino dua tre o quattro cittadini

— B, dirlo nelle pratiche — A, metterlo nelle pratiche

— B, scoprirebbono qualche cosa non ardiscono di farlo — A, rivelerebbono qualche cosa non si ardiscono a farlo

— B, pratica che... occulta — A, pratica che non venga a notizia di qualche altro principe

— — B, e’ disegni degli altri non vi puoi provedere e A, e’ disegni segreti delti altri non vi puoi provedere a tempo c

— B, in una terra — A, in una cittá

— B, de’pazzi — A, de’ si pazzi

— B, deliberazione passi — A, deliberazione minima passi

— B, ragunata che sia... el piú delle volte — A, ragunala sará spenta; messa che è in consulta, innanzi che sia accordata, che sia deliberata, che sia indirizzata, passa una etá, in modo che non si ha mai tempo a pigliare altro che le lepre zoppe. Aggiugnesi che el piú delle volte

— B, si possono fuggire — A, si può fuggire

— B, quanto muovono — A, quanto tirano

— B, misurano con quello... e col — A, misurano non solo con quello... ma col

p. 64 — B, in uno subito non ha mai a tempo in ordine quello — A, in uno momento non ha mai in uno tempo in ordine tutto quello

— C, congiunzione continuate si fanno difficilmente con uno popolo [p. 322 modifica]

— B, congiunzione si fanno difficilmente...popolo — A, congiunzione si hanno diffícilmente con una republica populare

p. 64 — C, fortuna di Italia e — B, fortuna nostra e — A, fortuna nostra o

— B, Lodovico e la... di Piero — A, Lodovico e forse la pazzia di Piero

— B, bene. Anzi... tutte le cose — A, bene. Perchè el contrario è vero e mi confesserete anche in questo che altro era el governo passato che non sará el vostro perché tutte le cose

— C, riescono confuse... che saranno giudicati pazzi — B, riescono confuse... che tu gli giudicherai pazzi — A, riescono addentellate: se voi mettete insieme quattro o sei savi a deliberare una cosa nasce spesso tra loro tale varietá e tale disparere che tu gli giudicherai pazzi

p. 65 — B, de’ medici che... piú che uno — A, ne’medici che messone piú e tutti eccellenti alla cura di uno

— B, per suo proprio — A, per interesse suo proprio e particulare

— B, cittá libere — A, republiche

— B, temere da uno — A, temere in uno stato di imo

— C, o per disordinare — B, o disordinare

— B, prudenzia — A, prudenzia e sapere

— B, correzione. Sanza — A, correzione o quante sono le pazzie e gli disordini che fará uno governo di popolo nelle deliberazione della guerra sanza

— B, fare uno solo — A, fare uno principe o uno governo di uno solo

— B, questi se ne servono — A, questi gli tengono

— B, pensano tenere — A, pensano a tenere

— B, sua necessitá... suo inimico... gli servono... da loro... gli possino — A, tua necessitá... tuo inimico... ti servono... da te... ti possino

— B, non basta, perché — A, non basta al discorso nostro, perché

p. 66 — C, utile l’averle... guerre le quali... necessarie. In somma

— B, utile l’averle... guerre. In somma — A, utile el poterle bene fare ed in fatto vedete quanto difetto è quello di uno governo che bisogni consigliarlo a guardarsi dalle guerre e quanto resta debole per infiniti accidenti che da per voi potete considerare. In somma

— B, che è peggio — A, che importa piú

— B, pestifera e sará — A, pestífera e mina degli stati e sará

— B, con arme piú vive — A, con piú modi vivi di guerra

— B, dua principi che non sono si grandi che — A, dna potentati che sono di qualitá che

— B, lo entrarvi ma... fra loro fa — A, lo entrare in guerra ma ancora lo indebolirsi e ’l consumarsi infra loro e’ tuoi vicini fa

— B, mediante la debolezza degli altri — A, con la forza e ruina degli altri [p. 323 modifica]

p. 66 — B, de’ vicini — A, di altri

— B, allora è mala la neutralitá — A, allora è pazzia starsi a vedere

— B, a discrezione e — A, a discrezione sua e

— B, distrutto. Ed a questo errore di stare — A, distrutto. E perché come io dirò di sotto io dubito che la passata de’ franzesi ará aperta la via a altre nazione oltramontane, sará facile cosa naschino guerre tra principi potentissimi, nelle quali la neutralitá sará perniziosa; massime che mi pare vedere segni che le guerre da qui innanzi andranno con impeto, e si perderá prima uno stato che a tempo nostro si faceva uno castello. Però chi sará stato neutrale non potrá avere speranza di temporeggiarsi e mandare in lungo el nimico. Ed a questo errore, dico, di stare

p. 67 — B, periculi futuri — A, fastidi futuri

— B, che è peggio — A, che è ancora peggio

— B, sarebbe uno modo di aderirsi, anzi... partito. Ma — A, sarebbe quasi una spezie di aderirsi. Ma

— B, a quello ancora — A, etiam a quello

— B, perché lo tieni — A, perchè poi che tu non lo chiarisci di volerestare neutrale come lui dimanda lo tieni

— B, ti ha per inimico — A, t’ha malo animo

— B, discussione... ragionamento — A, discussione non mi paressi fuora di proposito del nostro principale argomento

— B, Non entriamo — A, Non voglio che per ora entriamo

— B, del mondo si insegnano — A, del mondo o come voi altri dite in agibilibus si insegnano

— B, cagioni — A, cause

— B, ancora fuora — A, eziandio fuora

p. 68 — B, in su che ragione è... bene. Per — A, le ragione in sulle quali è fondata, non è difficile quando e’ casi vengono sapergli distinguere e fare buona resoluzione. Per

— B, el dominio — A, lo stato

— — B, Né mi allegate in contrario A, Né voglio che in contrario mi alleghiate

— B, era composto in modo da — A, era atto a

— B, E questa fece.. in comparazione — A, E questa fu efficace e fece effetti suoi non manco e forse piú in comparazioíie

— B, si regge in — A, si regge in gran parte in

— C, lo imperio — B, la signoria

— B, e che non... guerra — A, e desiderosi della guerra

— B, questi esempli — A, quelli esempli

— B, risponderò — A, replicherò

— B, cose si dicono — A, cose sono facili a dire

— B, fare pensare — A, fare dire

p. 69 — B, ambizione pigliano imprese — A, ambizione di stato o di onore fa pigliare delle imprese [p. 324 modifica]

p. 69 — B, periscono — A, restano

— B, sotto una... si imbarcano in imprese — A, imbarcatisi sotto una... si aviluppano in imprese

— B, Lucca, doppo... propose — A, Lucca e fatto progresso propose

— B, stracchissima — A, affaticatissima

— B, impresa difficile per — A, impresa difficile per sua natura per

— B, la moltitudine — A, el popolo

— B, deliberorono ne’... la impresa — A, deliberarono la impresa

— B, e di altro — A, e di altre imprese

— B, si lungo — A, si prolisso

— B, necessaria; la impresa — A, necessaria a questo stato; la impresa

— C, per e’ fiumi tra’ quali... forte di muraglia — B, per e’ fiumi e di muraglia

p. 70 — B, non saranno pochi, sono — A, non saranno pochi per la difesa sua, sono

— C, non ci tornare sotto al dominio fiorentino — B, non ci tornare sotto

— B, cavare da noi — A, cavare danari da noi

— B, stringerci — A, astringerci

— B, tirerete umori adosso — A, tirerete qualche omore addosso

— B, che vi metteranno... del resto e nondimanco — A, che vi metterá forse in pericolo la vostra libertá e nondimanco

— C, che chi ora proponessi... riporterebbe — B, che chi ora si facessi capo di questo parere (A, autore di questa sentenzia) sarebbe forse lapidato

— B, non sarebbe bene — A, non sarebbe utile

— B, la impresa con... disfarvi gli altri — A, la impresa ma non con esercito e provisione potente da sforzare la terra: basterebbe tanto che voi racquistassi el contado e fornito dua o tre luoghi, disfare li altri

— B, da molestarvi — A, da infestarvi

— C, penserebbono di fare diversione — B, penserebbono diversione

— B, cade quasi sempre in uno tratto — A, cade molte volte quasi in uno tratto P- 7 1 — C, Il che in ogni tempo importa — B, E questo sempre importa

— B, calamitá ed e’ — A, calamitá a tutta Italia ed e’

— B, reame, pure — A, reame in luogo sono ridotte, pure

— C, grande tra’l papa... Milano, potrebbe — B, gi’andc potrebbe

— B, di questa prima impresa — A, della loro prima impresa

— B, si felice — A, si facile

— C, accesi — B, irritati

— C, che corre ora, di poi — B, che corre, di poi

— B, e’ Ragonesi — A, gli Aragonesi

— C, el signore Lodovico per... tenuto, ma se — B, el signore Lodovico non fu mai savio, via se [p. 325 modifica]

p. 71 — C, disfatto — B, rovinato

— B, e dubito che — A, e dubito assai che

p. 72 — B, con simili occasione — A, con queste occasione

— C, satisfarsi o assicurarsi per — B, satisfarsi per

— B, E questa sarebbe la — A, Il che come sia sará la

— B, l’uno oltramontano caccerá — A, uno oltramontano resterá vincitore e caccerá

— B, Non negherò che sia... della natura viene — A, Non negherò che a una cittá sia di grandissima importanza quello che attiene a conservare e crescere lo imperio; ma quando bene noi supponessimo per vero tutto el discorso che avete fatto circa questo articulo, dico che secondo lo ordine naturale, viene

— B, cercare di essere — A, cercare lo essere

— B, governato e poi di dominare — A, governato lui e poi el dominare

— B, nostro, che quello del dominio e se — A, nostro e poi quello del dominio che non è cosí sustanziale e se

— B, populare avessi... bene ordinato — A, populare ará vantaggio da quello de’ Medici ne’ primi dua, non resterá peggiore, ancora che nel terzo non fussi cosí bene ordinato

p. 73 — C, sia oppressa da altri — B, sia oppressa lei

— B, che restano in terra — A, che sono estinti

— B, male, perché la cittá — A, male pur che la cittá

— C, altrimenti che mi dica io — B, altrimenti che me

— C, quello che fu detto da lui — B, quello che disse lui

— C, che egli confessò — B, che lui confessò

— B, appartato, dal quale — A, appartato da quello della cittá, dal quale

— B, di questa cittá e nel bene... piú potenti loro — A, di questa cittá, però bisognava che sempre pensassino al bene ed alla amplificazione di questo, perchè quanto era piú grande e piú potente la cittá, tanto erano maggiori loro

p. 74 — C, perché con tutto questo... sua patria... dominio — B, perchè con tutto questo... sua cittá... dominio — A, perchè ognuno participava del bene che porta a’ cittadini la grandezza di una cittá e la pace e sicurtá ed e’ rispetti che per questo conto gli sono avuti ( corr. in A, sulla precedente lezione: perchè ognuno participava del bene che ne resultava: la potenzia dello stato vostro e la autoritá di Lorenzo facevano che e’ mercatanti vostri erano fuora piú riguardati ed espedivano con favore le loro faccende, e per molti versi le cose de’ privati ne facevano bene)

— B, potrei forse dire — A, potrei dire

— B, consigliato da tutti e’ principali — A, consigliato vivamente da’ principali

— B, in uno anno — A, in sei mesi [p. 326 modifica]

p. 74 — B, mai in tutto quello tempo — A, mai a quello tempo

— B, e cosí fará male al — A, e cosí sará dannoso al

— B, cattivo governo — A, malo governo

— B, per altra cagione. Vedrete — A, per altra cagione. Voi avete fatto, o per dire meglio, lasciato impiccare Antonio di Bernardo che fu degli utili ministri che avessi mai questo comune, nettissimo, diligentissimo ed amorevolissimo. Vedrete

— B, saranno maneggiate — A, saranno ora maneggiate

— B, governo simile — A, stato simile

— B, sperare altrimenti. In ultimo — A, sperare altrimenti; in modo che e’ tempi sequenti faranno ancora adorare Antonio di Bernardo e confessare a ognuno che meglio sanza comparazione si conservavano e’ danari del commune a quegli tempi che non si fará a quest’altro vivere. In ultimo

p. 75 — B, di ingegno, diffidandosi — A, di ingegno e non gli lasciare emergere, diffidandosi

— B, crudeli, perchè... col ferro. Vedete — A, crudele, cioè amazzare e fare amazzare e’ sospetti. Vedete

— B, Vedete quello che... in Perugia, ne’ — A, Vedete quello che si è fatto e fa in Bologna, ne’

— B, ma dove sono... piú destre — A, ma dove le tirannide sono piú temperate vi si va provedendo co’ modi destri

— B, e’parentadi, non el ritirare che si faceva innanzi — A, c’ parentadi simili, el ritirare che si faceva troppo innanzi

— C, ma dico bene, che a... de’ mali detti di sopra era... dolcemente. Non voglio — B, ma dico bene che a... de’ mah era... dolcemente. Non voglio — A, ma dico bene che poi infine a comparazione de’ mali che spesso hanno le cittá, era piccolo male e che si faceva dolcemente e toccava a pochissimi. Non voglio

— C, ará ancor egli — B, ara ancor lui — A, ara ancora lui

— B, voluntá di machinare — A, voluniá a machinare

— B, nel fondo del pericolo — A, nel procinto del pericolo

— B, piccola diligenzia — A, piccola e modesta diligenzia

p. 76 — B, Basta, che io... sará tale — A, Basta che, se io non mi inganno, el vivere populare non sará tale

— B, ha cacciati e’ Medici — A, ha mutato lo stato de’ Medici

— IJ, piú gravi. E gli — A, piú gravi e piú dannose alla republica. E gli

— B, quanto abbino a essere — - A, quanto s’abbia a avere

— B, ma dubito... inganno perché — A, ma in una cosa mi pare che abbino manifesta fallacia, perché

— B, governo simile — A, stato simile

— B, anni sarebbe... da quello — A, anni non si sarebbe ricognosciuto da quello [p. 327 modifica]

p. 76 — C, si andrá ordinando — B, si andrá conciando (A, acconciando)

p. 77 — B, per necessitá, parte... si cognosceranno — A, necessitá, parte per non essere li uomini bene pratichi a questo vivere nuovo, si cognosceranno

— B, in modo che non... e non ci aranno — A, in modo che si vedrá presto che questo principio vostro è stato piú tosto abozzato che ordinato e non ci aranno

— B, che sarebbono — A, che voi avete considerato dovere essere

— B, posto in terra — A, distrutto

— B, io non credo... non sarebbono sotto — A, io credo che se noi la consideriamo bene che la stará altrimenti e che quanto al proposito dello stare bene la cittá, non sarebbono le cose sotto

— B, migliorato. Lo stato — A, migliorato da quello che io mi immagino. Lo stato

— C, ancora che come — A, ancora come

— B, moltitudine de’cittadini — A, moltitudine delle civilitá

— B, bisognava — A, bisogna

— B, ma ancora - A, ma etiam

— C, le cose importanti — B, le cose importanti dello stato — A, le cose piú importanti dello stato

— B, interamente ognuno e — A, interametile la cittá e

— B; el Palagio — A, questo Palagio

p. 78 — B, e manco valere chi — A, e manco riputato chi

— B, padrone, e cosí... però non si aveva — A, padrone. Dico adunche che non s’aveva

— C, Che vuoi tu — B, Che vói tu — A, Che vuo’ tu

— B, avessino resoluto assolutamente di — A, resolvessino di

— B, mostrargli — A, dimostrargli

— B, meno ancora — A, manco ancora

— B, e’ cittadini ricognoscessino... la loro — A, e’ cittadini dependessino piú schiettamente da lui e da lui ricognoscessino la loro

p. 79 — B, le borse piú — A, le borse de’ cittadini piú

— B, che erano comportate loro — A, che gli erano comportate

— B, dal 34 e massime — A, dal 34 in qua massime

— B, caldezze da giovane — A, caldezze di gioventú

— B, el procedere suo — A, cl maneggio suo

— B, segno delle cose... e pure furono — A, segno degli andamenti di Cosimo Rucellai e forse di Bernardo e di Lorenzo e di Giovanni di Pierfrancesco che furono machinazioni contro allo stato e contro a Piero e tamen furono

— B, io vi confesso — A, io confesso

— B, persuadere da noi e se — A, persuadere o se

p. 80 — B, di loro uno... replicherò che — A, uno di loro uno [p. 328 modifica] cervello si estravagante che ci arebbe condotto a quegli termini di che lui temeva, io risponderò che

p. So — B, che el parlare... e’ termini che — A, che io parlo secondo e’ termini in che

— B, di anni ma... infinito — A, di anni e non parlo nello infinito

— C, ed onori importanti — B, ed importanze

— B, opinione degli uomini — A, opinione negli uomini

— C, va sanza misura al — B, va furiosamente al

p. 81 — B, ha avertito particularmente a — A, ha considerato a

— B, e chi gli ha... non ha osservato — A, e quelli che gli hanno imparati in su’ libri non hanno osservato

— B, che ragione alcuna abbia a volgere — A, che cosa alcuna possi volgere

— B, dal cattivo governo — A, dal male governo

— B, essere tanto che — A, essere tale che

— C, sperare di avere... prima el male — B, sperare di avere... prima male — A, sperare el bene se non viene prima el male

— B, naschino, dove — A, naschino e presto dove

— C, el consiglio grande — B, el consiglio

— B, nessuna potestá — A, nessuna forza

— B, piú oltre — A, piú avanti

p. 82 — B, come solete dire — A, come dite

— B, sanza passione — A, sanza alcuna passiofie

— C, tormentato — B, travagliato

— B, che le siano condotte — A, che le si conduchino

— B, sanza danno e — A, sanza violenzia e

p. 83 — B, in diverso traino da quello di prima — A, in altro traino che aveva prima

— C, a tenerlo... degli inimici — B, a tenervelo (A, a tenerlo in Firenze), né la volontá degli inimici

— B, lo necessita tutto a male — A, lo volge tutto al male

— B, di vendicarsi. Dio — A, di vendicarsi, e vendicandosi si fanno de’ fuorusciti assai che è una delle perniziose piaghe che possi avere una cittá. Dio

— B, dal riducersi — A, da ridursi P- 84 — B, o una dissoluzione — A, o fanno nascere una dissoluzione

— B, la tempesta — A, el caso

— B, non ebbono... che questi — A, non nacquono da altro

— B, ancora — A, etiam

— C, vi affatichiate perché — B, vi afi’alichiale o travagliate perchè

— C, sospetti ed esosi assai — B, sospetti assai

p. 85 — B, Parlano e’ medesimi — A, Collocutori e’ medesimi

— B, io ho avuto... a rivolgermi — A, mi sono rivolto parecchi ore

— B, vi ho pensato — A, vi penso [p. 329 modifica]

p. 85 — B, arò piacere — A, a rei piacere

— B. la opinione vostra. Segue in A, cane.: dico di voi Piero Capponi e Pagolantonio perché io so che Piero Guicciardini non si vorrá lasciare intendere

— C, alla mia perché... abastanza. Voi avete — B, alla mia perchè non bisogna a allargare questa materia che sará dichiarata abastanza e sarebbe piú presto per generare tedio. Voi avete — A, alla mia perchè la materia sará in modo allargata che la non ará bisogno di piú dichiarazione, e però el disputarla potrebbe piú presto generare fastidio e tedio che fare utilitá o fare mutare sentenzia a nessuno. Voi avete

— B, tempo assai — A, tempo abastanza

— C, volentieri... vi dimanderò — B, volentieri e quando (A, e se) mi occorrerá qualche cosa vi dimanderò

— C, se noi... sotto questa — B, se non... sotto questa — A, se non... sanza questa

— C, Piero de’ Medici — B, Piero

— B, avuto delle — A, avuto de’ dispetti e delle

— B, né tali che avessimo solo per... come è stato sempre lo obietto suo — A, nè tali che avessimo a cercare di fare male alla patria e mettere noi in tanto pericolo. Però io desiderai la cacciata di Piero perchè la giudicai utile alla cittá e mi parve sempre che fussi piú beneficio ed onore suo che la fussi libera come è obietto suo

p. 86 — C, considerate — B, guardate

— C, di esequirle — B, di volerle eseguire

— C, congiurare e... cittadino che per — B, congiurare né manco la utilitá sua perché chi per

— C, mutato che... danno — B, mutalo di che gli risulterebbe mille volte piú danno

— C, come è stato sempre lo obietto suo — B, come è el suo naturale — A, come è obietto suo

— B, avevo creduto — A, avevo immaginato

— B, nondimeno — A, nondimanco

— B, si modereranno tanto... che non si possino tollerare e che pesato — A, si modereranno e riducerassi se non in uno vivere bene ordinato almeno che e’ disordini non saranno si grandi che non si possino tollerare c clic in ogni modo pesato

p. 87 — B, trovate nè si... fine che — A, trovate per altro fine né si conservano per altra causa che

— B, abitano, el fondamento di che consiste — A, abitano ed el fondamento di questo beneficio consiste

— C, bene di tutti gli altri — B, bene commune

— B, sanza causa... incommodi — A, sanza causa sia esclusa da’ benefici del publico in tutto o in parte e sia fatta inferiore all’altra ed in consequenzia senta quegli incommodi [p. 330 modifica]

p. 87 — B, sanza giusta causa oppressata dall’altra — A, sanza causa e sanza ragione posposta all’altra

— B, vi nasca uno — A, vi si contraila uno

— C, esaltava — B, tirava innanzi

— B, fuggire e’ sospetti — A, fuggire li inimici e sospetti

— B, mali che potessi — A, mali e de’ maggiori danni che potessi

— B, né è scusa... in contrario, quando — A, nè la necessitá della natura dello stato è scusa bastante anzi dimostra in contrario la malignitá di quello raggiunto, quando

— C, non ará el vivere — B, non sará nel vivere

— B, rifiutato... di quegli altri — A, rifiutalo né battuto nessuno per essere nato di questi o disceso di quegli altri

— B, soprafatto dalle gravezze — A, caricato di gravezze piú che el conveniente

— C, temi, come... di sputare — B, temi di sputare

p. 88 — B, né ha mai... chi ha a — A, nè s’ha mai... quando s’ha a

— C, che l’uno cittadino... dall’altro — B, che l’uomo non possa essere ingiuriato o offeso — A, che tu non possi essere ingiuriato o offeso

— B, ma rarissime — A, ma non mai o rarissime

— B, punito uno — A, punito o vessato uno

— B, E nel civile — A, E nelle cose civili

— C, torti spessi o notabili — B, torli notabili

— B, Né è dubio — A, E nelle criminali non è dubio

— B, perché nel contado non sará — A, perchè in quanto al contado non ci sará

— B, e non basterá la... perché se — A, e la amicizia de’cittadini particolari non potrá fare questo effetto perchè se

— C, multiplicassino — A, multiplicheranno

— B, giudicare, che vi provegga — Segue in A, cane.: Non voglio discorrere tutti e’ particulari né contrapesare minutamente le condizioni dell’uno stato e dell’altro, ma dico bene che el caso di una cittá non s’ha a esaminare come quello di uno privato: in questo si risguarda assai allo utile, nell’altra allo onore, alla magnificenzia ed alla maiestá, perché la cittá è una cosa publica alla quale si conviene piú quella generositá ed amplitudine che la utilitá. Segue sempre catte, il passo: che vituperio era... a acquistare, passo che l’autore riportò piú avanti (v. p. 95)

— B, pare che sia stato che le cose... non saranno — A, è stato nelle cose... le quali voi pensate che non saranno

— B, ed esaminavano meglio che — A, e piú sottilmente si esaminavano che

— B, chi non avessi... el beneficio — A, chi avessi avuto per fine solo el beneficio

p. 89 — C, al bene della cittá — B, al caso della cittá

— B, pure — A, tamen [p. 331 modifica]

p. 89 — B, dependenzie della... con danno — A, dcpendenzie loro ed a queste erano necessitati avvertire e considerarle con danno

— B, in qua si può... non abbiano... del nostro — A, in qua la cittá si può... non abbia... del suo

— B, e pure — A, tamen

— B, La causa... tutta la virtú — A, Che altra può essere stata la causa se non che prima, quando lo stato non era in inano di uno solo, tutta la virtú

— B, di quella; ed e’cittadini... potevano e però — A, di quella e per questo

— B, dove poi — A, che di poi

— C, che questo vivere populare non...pure — B, che questo vivere non... pure — A, che le cose nostre si riduchino in uno vivere pure

— B, E se non si potrá piú — A, E se non augumentereno

— C, mantenere questo — B, mantenere el dominio

— B, posso male credere che questo governo — A, non posso credere che questo vivere

p. 90 — B, della vostra ancora che — A, della vostra che

— B, mille disordini, dette — A, mille disordini, fece opere mirabile, dette

— B, del dominio — A, dello stato

— B, che noi abbiáno, mantenendosi... le arme vostre — A, che noi abbiamo. E questa potenzia e virtú che vi darebbe le ai-vie vostre ( corr. su: lo essere armati)

— B, reggersi tanto in su la — A, reggersi cosí totalmente in sulla

— B, industria delle pratiche — A, industria

— B, non è dubio che cosí... le dilíícultá — A, non è dnbio che si potrebbe fare, ma le difficulld

— B, saranno tanti che o... frutto. La — A, saranno tanti che io non credo giá che si faccia. La

— B, fu giá armata — A, fu armata

— C, piú presto — B, piú tosto

p. 91 — B, che nascessi o dalla... o da comminciare — A, che nascessi o da chi teneva per e’ tempi lo stato, perché mal volentieri si domina una cittá armata, o dal cominciare

— B, darsi troppo alle — A, darsi alle

— B, guadagni... la persona — A, guadagni sanza pericolo della persona

— B, fu deliberazione perniziosissima — A, la fu una ordinazione perniziosa

— B, e per el tempo... gli uomini — A, c quello che è peggio ha messo giá lungamente gli uomini

— B, aresti a riducere... ed e’ paesi — A, aresti a riducere sotto uno governo populare la cittá ed e’paesi [p. 332 modifica]

p. 91 — B, sudditi con... disarmati — A, sudditi e tenere disarmati

— B, di altri. Non vi... Ma le difficultá — A, di altri. Considerate adunche con quanta difficultá vi tireresti la cittá; a uno principe non è cosí difficile, el quale, dove non basta el persuadere, supplisce col comandare; ma dove è necessario andare sempre con la persuasione, ed in una moltitudine nella quale e’ piú non sono capaci della ragione e che non cognosce le cose da lontano, non sarebbe piccola fatica inducerveli. Ma le difficultá

p. 92 — B, servire; anzi... in uno stato tale — A, servire-, e questo difficilmente riuscirá in uno staio tale

— B, mille rispetti, massime — A, mille rispetti e riscontarono in mille impedimenti, massime

— B, e che e’ frutti — A, ed essendo cosa che e’frutti

— B, di molti anni. In modo... col tempo perdendo — A, di molti anni. Andrá col tempo piú presto perdendo

— B, acquistando, perché... e sará — A, acquistando e sará

— B, suoi avessi — A, suoi ará

— B, nella opinione di chi non sa — A, apresso agli ignoranti

— B, Però ancor che... sopra — A, Però giudico che ancora che la sarebbe cosa utilissima sopra

— C, pure poi che non — B, pure perché non — A, tamen perchè non

— C, continuo, io dubito che non tanto... uomini, sarebbe — B, continuo, io dubito che sarebbe — A, continuo, che sarebbe

— B, di anni e che... armati. Né per questo... la pruova — A, di anni. Nè per questo biasimerei che con qualche occasione ve ne facessi pruova

— B, perchè ogni volta... non riuscissi — A, perchè quando bene noti riuscissi

— B, se la non è al tutto spenta — A, se giá la non va alla declinazione

p. 93 — B, non pensa, pure che... de’ beni. Ma ritorniamo — A, non pensa. Ma ritorniamo

— B, di prima... non contradire — A, di prima e seguitate voi Piero e Paolantonio, ed io non voglio altro che stare a udire perchè el disputare tra noi farebbe oramai poco frutto (prima aveva scritto-, non farebbe altro che fastidio; poi, ancora cane.-, che se quello che io dissi ieri a lungo non vi muove non saprei che dire altro)

— B, A me occorre — A, Credo ancora io che sia detto tanto che assai si possa comprendere el vero, però a me occorre

— B, come diceva egli — A, come diceva poco fa egli

— B, a giudicio mio — A, indubitatamente

— C, della vera gloria ed onore — B, della gloria e dello onore

— B, esercitare — A, operare

— B, si dirizzano — A, si voltono [p. 333 modifica]

p. 94 — B, tanta fortuna — A, tanta sorte

— B, spero — A, io credo

— B, cognosciuto in Firenze — Segue in A, cane.: Ma e’ sarebbe pure ragionevole che Piero Guicciardini che tanto ha udito tutti questi discorsi, dicessi la opinione sua, il che per molti conti a me sarebbe gratissimo ed el medesimo penso che sarebbe a Bernardo e Paolantonio

— B, dignitá — A, riputazione

— B, e prudenti perché... a’privati — A, e prudenti che altrimenti non avendo altro obietto che di fare che stiano sicuri e con le commoditá che bisognano è fine che si conviene a’ privati

— B, abietto assai... alla — A, abietto che si appartenga alla

p. 95 — B, io crederrei... fussi — A, io considero... è

— B, si edifica — A, si forma

— B, che si creda — A, clic di necessitá si creda

— B, quando si mantiene sotto — A, quando e’ cittadini si mantengono sotto

— B, quando sforzata vive — A, quando contro a loro voluntá vivono

— B, Però ditemi che vituperio — A, E per dire tra noi la veritá, che vituperio

— B, Che vergogna — A, Che disonore

— B, come è stata questa — A, come è stata la nostra

— B, sottilissimi — A, acutissimi

p. 96 — B, di ferro — A, di morte

— B, tórre quella degnitá e quello — A, tórre quello

— B, questa ragione — A, questo capo

— B, della cittá. E — A, della cittá la quale non ci può essere quando la serve contro a sua volontá. E

— B, altro governo fussino — A, altro fussino

— B, fare el giudicio — A, dare la sentenzia

— C, che insino... dimandare... manco a voi — B, che insino... dimandare... e questo oltre a essere gratissimo a me e come credo a voi sarebbe pure anche conveniente — A, che tanto ha udito tutti questi discorsi dicessi la opinione sua, il che si converrebbe per molti conti cd a me sarebbe gratissimo, e cosí credo che sarebbe a tutti gli altri

— B, sanza utilitá — A, con poca utilitá

— B, o almanco quello — A, o gli manchi poco spezialmente quello

— C, non ne neghiate una — B, non mi neghiate una — A, non gli neghiate almanco una

— B, parte e cosí credo non si disputi — A, parte però non veggo che si disputi

— B, sia migliore — A, sia buono

— B, e dichiarato che sia questo — A, e ricercato questo

— B, ragionamento... utilitá, poi che — A, ragionamento e se ne sará cavato la utilitá intera, poi che [p. 334 modifica]

p. 97 — B, accettai di — A, accettai el carico di

— B, perché communemente... nate o — A, perchè le grandezze nelle cittá libere cioè le autoritá estraordinarie vengono o

— B, si è atteso — A, si tende

— B, in chi è concorso — A, in chi concorre

— B, la fortuna — A, la sorte

— B, ma dí necessitá inclinano — A, anzi di necessitá inclina

— B, continuino e’ — A, continui ne’

— B, non sono per — A, non si fanno per

— B, prossimitá. Però lasciando... che se si parlassi — A, prossimitá. Però quando si parlassi

— B, lo eleggessi, perché... di uno solo — A, lo eleggessi massime in una cittá che naturalmente appetisca la libertá ed anzi la equalitá come la nostra, perché non si può mettervi stato di uno solo

p. 98 — C, che ha del violento... mali nelle cose sustanziali e...infelicitá. Doppo — B, che ha del violento... mali e... infelicitá. Doppo

— A, che del violento ha seco di necessitá di molti mali. Doppo

— B, e però si chiamono — A, e però se bene mi ricordo si chiamano

— B, governo che — A, stato che

— B, non è tanto — A, non ci è tanto

— B, tra loro emulazioni e discordie — A, tra loro quando si vedessino padroni discordie ed emulazione

— B, presto con disordine o — A, presto o

— C, questo degli ottimati sia — B, questo sia

— B, peggiore governo — A, peggiore stato

— B, la nostra cittá peggiore... la rapacitá. Resta... fondare bene uno — A, la nostra cittá. Resta adunche a pensare al governo populare, el quale è el proprio e naturale nostro e quello che, quando sia bene ordinato, fará sempre in questa cittá migliore pruova che nessun altro. E come s’avessi a ordinare bene uno

p. 99 — B, sarebbe forse difficile el trovare — A, saria forse difficile a trovare

— B, scrivere de’governi... in pratica come fu forse — A, scrivere de’governi-, ma non credo che questo basti al caso nostro perché a noi bisogna cercare non di uno governo immaginato e che apparisca piú facilmente in su’ libri che si deduca in pratica come fu forse

— C, a cavare de’ luoghi sopra detti — B, a far co’modi sopra detti

— C, non abbiamo a cercare — B, non ci bisogna cercare

— B, ma considerato — A, ma considerare

— B, la inclinazione e... cercare di uno governo che non siamo... persuadere — A, la inclinazione della cittá e de’ cittadini cercare di uno governo che non sia molto difficile a persuadere

— B, de’ medici che se bene... in sé sono buone — A, de’ medici che non danno agli infermi tutte le medicine che in sé sono buone [p. 335 modifica]

p. 99 — B, sua ed altri... è atto — A, sua è atto

p. 100 — B, Molti ordini sarebbono... necessari in uno governo populare... a considerare — A, Molte cose sarebbono buone in uno governo populare che chi volessi tórre lo assunto di introdurle a Firenze si affaticherebbe invano e gitterebbe via el tempo che s’arebbe a spendere in quelle che potessino riuscire. Però è bene considerare

— B, in questo vostro governo, né lo ho fatto... ricorreggergli. E’ quali principalmente sono, che — A, in questo vostro governo; e’ quali principalmente si riducono: che

p. 101 — B, deliberarle nè governarle e — A, deliberarle e

— B, el dominio — A, el reggimento del dominio

— B, cura delle faccende — A, cu?a continua delle faccende

— B, insufficienzia — A, ignoranzia

— B, che lo possa — A, che ti possa

— B, vedendolo di poca — A, vedendo in esso poca

— C, ma è diffícile... appropriata — B, ma è difficile trovarla appropriala — A, e questa medicina è difficile trovarla appropriata

— C, in su questi fini — B, in su questo verso

— C, che bisogna; e se a... per volere farle... e la anima — B, che bisogna; e se a... per farle... e la anima — A, che bisogna. E adunche el fondamento principale e la anima

— B, legitima di... e questo consiglio — A, legittima, el quale consiglio

p. 102 — C, grande el quale in effetto ha — B, grande ed in effetto questo ha

— B, arebbe a convocarlo a ogni ora — A, arebbe di convocarlo ogni ora

— B, che gli antichi chiamavano — A, che loro chiamavano

— B, ruine. Non bisogna... abbia queste condizioni — A, ruine. Basta allo intento nostro che abbia queste condizione

— B, per questa via — A, con questo mezzo

— B, le vecchie sanza la approvazione... perchè cosí si raffrenano — A, le vecchie sanza la deliberazione di questo consiglio perchè cosí si raffrena

p. 103 — B, quella della forza — A, quella delle arme

— B, benché si può... sotto quella — A, benché questa quodammodo viene sotto quella

— B, parimente — A, equalmente

— B, virtú e delle qualitá degli — A, virtú degli

— B, non si può fare non essendo — A, non si può per non essere

— C, anzi avendo bisogno — B, anzi avere bisogno

— B, cosa necessaria e sustanziale — A, cosa suslanziale

— B, le cose importanti... ruina. Però a me — A, le cose rovinano le quali, hanno bisogno di diligenzia e pensiero assiduo. Però a me [p. 336 modifica]

p. 103 — B, abbino provisto... republica con lo — A, abbino e’ viniziani provisto meglio che nessuno con lo

— B, legato dagli ordini loro in modo — A, legato in modo

— B, delle faccende e se bene... le indirizza. Con — A, delle faccende e vi è uno capo a chi riferirle e può sempre a’ tempi suoi proporle ed indirizzarle. Con

p. 104 — B, la libertá o attribuirsi... altri; e questo — A, la libertá; e questo

— B, che si diranno — A, che si diranno di sotto

— B, causati dalla — A, che porta seco la

— C, variazione degli altri magistrati — B, variazione de’ magistrali

— B, magistrati e’quali... perché come — A, magistrali e nel resto si userebbe lo scambiarli che come

— B, di autoritá perpetua — A, di autoritá, perpetui

— B, alla tirannide, ed almanco... che el gonfaloniere — A, alla tirannide o se ogni cosa si scambiassi spesso come si fa ora secondo gli ordini nostri che el gonfaloniere

— B, e’ dieci, sei, le cose... ruina, perché ognuno che è in magistrato — A, e’ dieci quando si fanno, sei, ognuno che fussi in magistrato

— B, si accosta — A, si avicina

— B, e nel principio — A, e quando entra

— B, ucello nuovo. In A, segue la frase mancante prima (le cose grande... ruina)

— B, e per dire forse meglio sia come uno fattore — A, anzi per dire meglio uno fattore

— B, ma a giudicio — A, benché a giudicio

— B, provederono bene — A, provedessino perfettamente

— C, per successione nella... e ne creorono dua — B,per successione e ne creorono dua — A, per successione ma ne facevano dua

— B, che io ho detto — A, che io dico

— B, Pensavo ancora io... che quello — A, Pensavo ancora io allo esemplo de’ L. e R. se fussi migliore che quello

p. 105 — B, stata libera, dico — A, stata libera, ma essendo stata sotto forma regia e da’ re medesimi ridotta a libertá, fu conservata la degnitá a quella famiglia, dico

— B, come era in... republiche — A, come era apresso dell’uno e l’altro

— B, solo sarebbe — A, solo sará

— B, è tempo — A, è termine

— B, pericoloso e non... anno, si potrebbe — A.,pericoloso ed in questo caso si potrebbe

— B, questa autoritá... in dua. Di poi se pure — A, questa simile autoritá... in piú. E ci considero drento uno altro bene perchè se pure

— B, accadere, arebbe — A, accadere in uno governo populare, arebbe [p. 337 modifica]

p. 105 — B, la morte potrebbe importare troppo lo stare — A, la morie farebbe troppo male avere a stare

— B, con uno capo che non fussi... in qualche numero. E se bene

— A, con uno malo capo. E di poi sarebbe pure piú pasto a’ cittadini e case principali che sono usi a avere questa degnitá del gonfaloniere di giustizia la quale levata, che si potrebbe dire levata allo effetto che dico io, non ci resta per loro alcuno grado notabile di satisfargli. E se bene

— B, usata a vita ed è — A, usato ed è

— B, presto di nobili o di ottimati — A, presto di ottimati

— B, sito in Vinegia dove — A, sito dove

— B, empiersi cosí — A, empiersi la cittá cosi

— B, come noi — A, come a noi

— B, Queste sono... e ricercano — A, Queste considerazioni sono belle e ricercano

— B, buone esamine — A, buono esumine

— B, ragioneremo prima — A, ragioneremo principalmente

p. 106 — C, se el modo loro... spartani — B, se quello modo sia migliore... spartani — A, se quello modo sia migliore che quelli de’romani e spartani

— B, viniziano per... disarmata sia — A, viniziano sia

— B, republica — A, cittá

— B, o al caso lo mostrano — A, o al caso ma è necessario proceda da ordini buoni, lo mostrano

— B, spezie diversa — A, spezie dissimile

— B, o per stiatte come... molti e forse piú — A, o per schiatte, ma sono parimente ammessi tutti a ogni cosa, il che non è nel governo degli ottimati e sono di numero molti, non manco e forse piú

— B, ed altri simili, non — A, ed altri,?ion

— 13, che a Vinegia gli — A, che a loro gli

— B, questo non nasce... sempre gli ordini — A, questo non nasce da spezie diversa di governo, ma da avere in una spezie medesima ordini diversi che giá, ancora che el governo sia medesimo, non sono sempre gli ordini

— C, considerare infiniti particulari loro — B, considerare infinitiparticulari — A, considerare in infiniti particulari loro come sono stati magnifici etc. (La frase Hanno ancora saputo etc. posposta).

— B, in modo che se bene — A, ancora che se bene

— B, el nome pure — A, tamen el nome

p. 107 — B, pure vi sono — A, tamen vi sono

— B, la unione loro sia — A, la unione del governo sia

— B, e da e’principi forestieri — A, e principi esterni

— B, tra loro — A, intra loro

— B, sito che ora — A, sito che è ora

— B, cittadino privato, anzi — A, cittadino, anzi [p. 338 modifica]

p. 107 — B, se non ha seco parte — A, se non ha parte

— B, è potuto — A, ha potuto

— B, le cagioni — A, le ragione

— C, drento o di di... non bisognano — B, drenlo non bisognano — A, drento di notte non bisognano

p. 108 — B, a me piace piú... che dua o che — A, io laudo el gonfaloniere a vita o per lungo tempo e mi piace piú uno che dua o che

— B, e perché el governo — A, ed el governo

— B, temere di uno — A, temere da uno

— B, el bene per che si elegge — A, el bene di che ara autoritá

— B, le dissensioni... la diligenzia — A, le loro dissensione... la loro dilige mia.

— B, bene d’accordo a — A, bene uniti a

— B, La necessitá perché — A, La necessitá fu perchè

— B, di fare molte cose sanza compagnia — A, di molte cose sanza concorso

— B, autoritá alcuna — A, autoritá o amministrazione nessuna

— C, uno proposto o priore — B, uno p7-iore

— B, non potendo fare... dargli — A, avendo sempre a essere veduto dagli altri non è necessario dargli

p. 109 — B, le sue imprese — A, le loro imprese

— B, a stare fermi in Palazzo — A, a sta7’e in Palazzo

— B, uno solo fará — A, uno fará

— B, assai ma essendo dua faranno — A, assai, avendo uno compagno pari faranno

— B, che ha tocco — A, che ha tocche

— B, per satisfare... di qualitá perchè — A, per dare pasto a piú persone e piú case perchè

— B, di farlo e perché... insufficiente — A, di farlo perchè sendo insufficiente

— B, perché faccendolo... perché è tempo molto — A, perchè a giudicio mio se ne trarrá molto piú frutto che a farlo a tempo massime per uno anno che è tempo molto

— B, molte occasioni? Non... Però se io lo avessi a fare a tempo

— A, molte occasione? Però avendo a farlo a te7npo

— C, egli medesimo — B, lui i7iedcsimo

— B, piú pratico — A, piú esperto

— B, uno oraculo che è... grandissimo, avete — A, 11710 oraculo, avete

p. no — B, E poiché... importanti che — A, Ed essendo questa una delle utilitá che

— B, cavare di uno gonfaloniere, non — A, cavare di uno doge ed utilitá importantissima, non

— B, tormela, e per le... el pericolo che Piero teme dalla perpetuitá, perché — A, tormela. El pericolo che Piero teme dalla perpetuitá non mi muove perchè [p. 339 modifica]

p. 110 — B, di questo, temerei — A, di questo grado, temerei

— B, el piú sufficiente — A, el piú atto

— B, cittá, ma almanco... sufficienti — A, cittá, almanco uno de’ piú atti

p. 111 — B, cittadini principali — A, cittadini e case principali

— B, conto, massime se... govèrno, perché — A, conto, perchè

— C, ringhiere — B, bigonce

— C, a Vinegia dove... onorati e riputati — B, a Vinegia dove... grandi e riputati — A, a Vinegia dove e’ cittadini sono grandi e riputati e tamen el doge sta a vita

— B, partirei dal farlo a vita — A, partirei da questa forma

— B, medesima opinione — A, medesima sentenzia

— B, affaticarsi e mettersi quando bisogni — A, affaticarsi e bisognando mettersi

— B, al che nelle... la bontá — A, il che fa assai negli uomini da bene la bontá

— B, fa piú caldi. Hanno... altri. Né mi dite — A, fa piú caldi. Né mi dite

p. 112 — B, che toccherebbe — A, perchè toccherebbe

— B, pigliate dieci — A, pigliate uno numero di dieci

— B, ed ogni nazione — A, ed in ogni nazione

— B, siano quegli — A, siano di necessitá quelli

— B, degnitá ordinarie della — A, degnila e gradi ordinari della

— B, pigliare troppa — A, usurparsi troppa

— B, Palazzo ma... che la non avessi — A, Palazzo e farei che la non avessi

p. 113 — B, possono quello — A, possono a noi qtiello

— B, che le vogliono, vorrei... cittá. La ragione che — A, che le vogliono. La cagione che

— B, per necessitá — A, di necessitá

— B, e che e’divieti siano — A, e gli divieti sono

— B, Donde nascerebbe — A, Donde ne nasce

— B, gli da lo ufficio — A, gli da lo ufficio a vita

— B, che avessi... autoritá — A, che ha la somma atitoritá

— B, sarebbe rarissime — A, sará rarissime . — B, in modo che potrá — A, in modo che con questo potrá

— B, quasi tutte le cose — A, la piú parte delle cose

— B, ma che ancora si levassino — A, ma che etiam volendo che la vadia larghissima si levassino

— B, Questo credo... difficilmente mentre — A, Questo non riuscirebbe mai mentre

p. 114 — B, sará mal volentieri — A, non sará mai

— B, Ma perché io non credo che voi ci conducessi — A, Ma perché io diffido che male volentieri ci conduceresti [p. 340 modifica]

p. 114 — B, a questo costume — A, a questa abusione

— B, starebbe sempre — A, sarebbe sempre

— B, che ora ha suprema — A, che ha suprema

— B, che si dirá nel luogo — A, che si dirá di sotto nel luogo

— B, trovarsi capo in tutte — A, trovarsi in tutte

— B, pruove o per rigore non — A, pruove non

p. 115 — B, della piú parte — A, della maggiore parte

— B, gonfaloniere a vita e forse... La autoritá del governo si ha a riducere — A, gonfaloniere a vita, E 1 pondo del governo s’ha a riducere

— B, republiche gli facevano a vita — A, cittá gli hanno avuti a vita

— B, se non gli corre adosso — A, se non si gli è tirato drieto

— B, e se noi potessimo — A, e quando noi potessimo

— B, gli uomini avessino — A, gli uomini qualificati avessino

— B, variare sanza causa grande gli — A, variare gli

— B, e di dare le loro pallotte ordinate — A, e di andare le loro pallotte ordinato

— B, che e’savi grandi girano — A, e’ savi grandi girare

— B, medesimi e che le elezioni — A, medesimi., le elezioni

p. 116 — B, piú quieta non si — A, piú quieta e manco ambiziosa non si

— B, e se noi facessimo — A, e però se noi facessimo

— B, ma di maggiore — A, ma lo farei di maggiore

— B, cittá grande come — A, cittá si grossa come

— B, non ci possino entrare — A, non ci entrino

— B, che a molti... speranza — A, che a chi non ci è si da spesso speranza

— B, In questo consiglio ha... capo e la autoritá — A, In questo consiglio ogni volta che si ragunerá ha a intervenire la signoria e la autoritá

— B, le provisioni innanzi... grande, eleggere — A, le provisione le quali non possino essere mandate al consiglio grande se prima non sono approvate da questo, eleggere

— B, perché questo consiglio non — A, perchè non

— B, ragunare — A, convocare

p. i *7 B, che in tempo di pace tratti e’ maneggi co’ — A, che nella pace tratti e’ maneggi dello stato cioè e’ maneggi co’

— B, che spettano... dominio — A, che attengono alla conservazione del dominio

— B, per portarle — A, portandole

— B, si faccia sempre — A, si faccia in ogni tempo

— B, con la aggiunta che di sotto — A, con quelli arroti che di sotto

— B, deliberazione simile — A, deliberazione importante

— B, non abbino di divieto — A, nessuno n’abbia divieto

— B, non si hanno a deliberare — A, non s’ha a deliberare [p. 341 modifica]

p. 117 — B, vorrá essere consigliato o consulterá — A, vorrá consiglio ne’ suoi maneggi o le consulterá

— B, o se gli parrá che le non siano — A, o quando gli parrá non siano

— C, dieci o quindici altri — 13, dieci altri

— C, el nervo del governo... o quindici o venti cittadini... saranno sempre — B, el nervo... o quindici cittadini... sempre — A, el nervo dello stato perché saranno uno numero di dodici 0 quindici cittadini piú savi e piú pratichi che saranno sempre

— B, interverranno — A, si truoverranno

p. 118 — 13, che nel consiglio — A, che sempre nel consiglio

— B, indirizzeranno communemente le cose — A, indirizzeranno le cose

— B, e ciò che ha — A, e tutto quello che ha

— B, da che nascono discordie — A, donde ne nasce le discordie

— B, degli stati. E se bene... E questo che noi... perché se bene — A, degli stati. Questo è uno modo ed uno grado che non è pericoloso alla libertá, perchè se bene (in marg. di A, senza richiamo: Che non basta la sicurtá de’ filosofi)

p. 119 — C, che non è oggi el gusto — B, che secondo el gusto

— B, si debbe contentare — A, si può contentare

— B, vacassi. E’quali... onoratamente nelle bigonce — A, vacassi intratanto maneggiarsi onorevolmente nelle bigonce

p. 120 — B, buone republiche — A, famose republiche

— B, e reverenzia... manco. Uno — A, ed essere da quelli che sapevano manco venerati. Uno

— B, quartieri non ha — A, quartieri è cosa che non ha

— B, non che e’ quartieri siano equali, ma — A, non che in ogni quartiere ne siano tanti, ma

— B, Né vorrei — A, Cosí non vorrei

— B, a la arte minore la rata — A, alla minore la rata

— 13, tórre a ogni membro secondo — A, tórre dell’uno e dell’altro secondo

— B, tutti gli uffici — A, tutti gli onori e gli ufi ci

— B, potendo in tutti, farlo — A, potendo negli altri, farlo

— B, provisione prima che vadino — A, provisione che hanno a andare

— B, altra elezione di che io dirò di sotto — A, altra elezione di ufici o di onori di che si dirá di sotto

— B, al presente — A, di presente

— B, e la signoria... e’capitani — A, e la signoria vi intervenissino e’ collegi e’ capitani

p. 121 — B, ed altri magistrati — A, e simili magistrati

— B, che facessino el... uno consiglio — A, che facessino oltre a’centocinquanta, uno numero di ottanta o di cento, e si potrebbe fare uno consiglio [p. 342 modifica]

p. 121 — B, elezione e questo — A, elezione oltre a’ collegi e questo

— B, questo mi piace — A, questo secondo modo de’ cento uomini mi piace

— B, disordine — A, disordine del publico

— B, mi muovono a fare questa aggiunta sono due — A, mi muovono a volere che oltre alla signoria ed e’ centocinquanta intervenghino nelle elezione questi altri numeri sono dua

— B, che a alcuno per... avere — A, che alcuno cittadino gli paressi per essere diventato senatore avere

— B, e tenessi — A, e per questo tenessi

— B, essere giudicato — A, essere ballottato

— B, medesimi, una... partiti in loro — A, medesimi, o si facessi tra parte di loro qualche intelligenzia che facessi girare gli onori in loro

— B, parte si intendessino — A, parte di loro si intendessino

— B, luogo agli altri — A, luogo a’ piú

— B, per ambizione sua — A, per interesse suo

— B, quando parte del senato — A, quando el senato

— B, alla bilancia. Resta parlare — A, alla bilancia. Parmi se ne vegga lo esemplo apresso a’ romani nella elezione de’ consuli ed altri magistrati principali che si eleggevano dal popolo, dove se bene qualche volta per errore si facevano de’ disordini, tamen perché quella plebe non aspirava a essere eletta lei, si dirizzavano communemente agli uomini principali. Resta parlare

— B, si abbino a fare — A, s’hanno a fare

p. 122 — B, perché le consigli... el magistrato — A, perché consulti e deliberi quello che s’ha a fare in tale caso. Donde cl magistrato

— C, che chiama la consulta propone... dimanda — B, che chiamano consulta propone... dimanda — A, che dimanderá la consulta proporrá... dimanderá

— B, e poi ciascuno — A, e poi finita la consulta di tutti ciascuno

— B, pigliare quello — A, pigliare quello parere

— B, con la deliberazione... consigliarla — A, con la materia digestita non per consultarla in effetto ma per approvarla

— B, el numero — A, el consiglio

— B, e se uno ara... contrario — A, c se uno sará in una sentenzia ed altri sia di opinione contraria

— C, uomini non sono assuefatti... ringhiere e vi andranno — B, uomini non sono assuefalli... bigonce e vi andranno — A, uomini che non sono... bigonce vi andranno

— B, vi faccia andare particularmente questo e quello — A, dimandi questo e quello particularmente

— B, che sia — A, che siano

p. 123 — B, e non si straccare... tempo — A, e se aspettano tempo non si straccare di maturarle ed esaminarle bene [p. 343 modifica] p. 123 — B, E’ pareri si pigliano o — A, E 1 pigliare e’ pareri di tutti si può fare o

— B, con le fave — A, per fave

— B, facevano a voce — A, facevano a voce scoperta

— B, moderne... le fave — A, moderne fanno per fave

— B, io lodo piú le fave — A, io laudo piú che si faccia con le fave che con le voce

— B, sia fermo e non stia a uno — A, sia fermo, cioè che se pare meglio le fave, che si faccia sempre con le fave e non sia in potestá di uno

— B, usare ora — A, usare secondo gli viene bene ora

— B, del gonfaloniere — A, di uno gonfaloniere

— B, con le vie indirette — A, con questi modi indiretti

— B, suo e però... ed in ogni caso — A, suo. Risolvisi o le voce o le fave e quello che si risolve si osservi sempre ed in ogni caso

— B, Con questo modo — A, Usando questo modo

— B, si esamineranno — B, le cose si esamineranno

— B, ardirá — A, ará ardire

— B, di fare se non... o chi si sentirá — A, dí fare chi non si sentirá

— B, piú in una consulta — A, piú in uno di in una consulta

— B, ora in venti — A, ora in dua mesi

— B, sará una scala di fargli grandi — A, sará questa la scala del fare gli uomini grandi

— B, di cose onorevole ed utili alla cittá — A, di cose che sieno utili ed onorevole alla republica

— B, col sapere tacere — A, col tacere

p. 124 — B, monete ed è... Nascono nel dominio molte — A, monete. Nascono nel dominio nostro molle

— B, a Firenze, come — A, a Firenze e venire in considerazione di chi governa, come

— C, dispareri in qualcuna... differenzie di confini e iurisdizione tra

— — B, dispareri in qualcuna... differenzie tra A, dispareri in una cittá o castello di questi nostri sudditi o differenzie tra

— B, tratti — A, abbia

— B, dette — A, dette di sopra

— B, Però eleggerei — A, Però o le farei maneggiare a’ dieci o eleggerei

— B, de’centocinquanta... e’quali — A, de’ centocinquanta, come credo che faccino a Vinegia e’ savi di terra ferma, e’ quali

— B, conservarla in qualche riputazione — A, conservare anche lei in qualche forma di riputazione

— B, come a’ dieci — A, come ne’ dieci

— B, sarebbe una scala a’primi gradi — A, sarebbe questa una scala a quelli primi gradi

— — B, secondo che meglio A, secondo la natura de’ casi e che meglio [p. 344 modifica]

p. 124 — B, e cosí arebbono buono — A, e con questi modi sarebbe dato buono

— B, importanti nelle cose — A, importante che avessino a fare delle cose

— B, possibile e trovati... principali negli — A, possibile con ciò sia cosa che è totalmente a proposito di quelli che sono stati capi negli

— B, per molti vagli — A, per tanti vagli

p. 125 — B, ora, massime con uno — A, di presente, e massime avendo uno

— B, provisione utile o che piacessi — A, provisione che fussi utile o piacessi

— B, levati tanti — A, levati questi tanti

— B, ho detto nelle altre deliberazioni — A, ho detto di sopra nelle deliberazione

— C, mandarle come si dice in capperuccia — B, mandarle in capperuccia

— B, si avessino a publicare in senato — A, si avessino le provisione a publicare almanco nel senato

— B, e cosí farle — A, ed etiam farle

— B, collegi e’quali voglio... e per altri — A, collegi perchè voglio che alle provisione intervenghino in senato e’ collegi e per altri

— B, avuto facultá facile di — A, avuto facilitá di

— B, e questo risulta danno — A, il che risulta in danno

p. 126 — B, di esserne e non è — A, di esse?-ne, cosa che non sarebbe a proposito e non è

— B, Sanza che la si tira — A, La quale si tira

— B, molti modi — A, infiniti modi

— B, degli uomini però — A, degli nomini in tutti quanti e’ loro maneggi però

— B, nel criminale, perché nel civile — A, nelle cose criminale perché nelle civile

— B, grande come propone lui ma — A, grande, ma

— B, se avessi voluto — A, se volessi

— B, a l’altro ogni magistrato sará sempre — A, all’altro, gli uomini saranno sempre

p. 127 — B, essendo le cose — A, essendo pure le cose

— B, a che questo... abastanza — A, a che questo freno medicherá sufiícientissimamente

— B, ora e dissi piú largamente ieri — A, ora e piú largamente ne’ discorsi di ieri

— B, spesse o se... donde — A, spesso; donde ■ — B, donde... della cittá — A, donde e’delitti multiplicherebbono e le baldanze degli uomini e con pernizie grande della cittá

— B, possino rendere — A, potessino rendere [p. 345 modifica]

p. 127 — B, potere proponere — A, potere essere proposto

— B, che e’ magistrati procedessino — A, e’ magistrati procedere

— B, meglio che alcuno — A, meglio lui che alcuno

— B, tutti e’casi — A, tulli quelli casi

p. 12S — B, mancassino. E mi... ma quando non la espedissi fra — A, mancassino. Hanno e’ viniziani sopra molti casi criminali uno numero di quaranta, loro dicono quarantia; vorrei una cosa simile, ma non totalmente a imitazione loro. Che ogni volta uno magistrato ha una causa criminale, non la espedissi fra

— B, sanza alcuna altra... e loro avessino — A, sanza altra dimanda o partito devoluta alla quarantia, nella quale vorrei che intervenissino alcuni de’ signori, alcuni de’ collegi, alcuni del senato ed alcuni di quello secondo consiglio che s’ha a trovare in senato alle elezione, e loi’o avessino

— B, ognuno del numero — A, ognuno di questa quarantia

— B, el nome — A, el suo nome

— B, restando per sentenzia quella — A, approvandosi quella

— B, delle fave e piú... Questa — A, delle fave. Questa

— B, del proporre, di assolvere e condannare — A, del proporre e del condannare

— B, criminali potessino — A, criminali della cittá e del dominio potessino

— B, giudicio o... importanti. Ma — A, giudicio o pure, per non avere a stare sempre in quarantia, ristrignersi a certi delitti importanti o alle cose della cittá solo. Ma

— B, Ma basti... mostrato — A, Ma ora basta averne parlato in genere e mostrato

p. 129 — B, molto importante, e — A, molto importante alla cittá c

— B, ha a avere — A, vuole avere

— B, ducato — A, fiorino

— B, considerato tutto, cioè... el senato è informato — A, considerato tutto, mi dispiacerebbe che le imposizione de’ danari avessino a andare al consiglio grande, perché in tanta moltitudine non sono sempre cognosciuti e’ bisogni come si conviene, ma gli rimetterei per sua finale conclusione al senato, el quale è informato

— B, in modo che non sarebbe... ingiusti e... Le spese — A, in modo che quanto a’ modi delle gravezze, non sarebbe da dubitare che non si voltassino a’ modi giusti e che non fussino con e’ debiti e convenienti [rispetti.] Le spese

— B, ragionamento; basta — A, ragionamento se l’uomo volessi distendersi negli individui; basta

— B, toccare le cose — A, toccare molte cose

— B, meglio. Ma io — A, meglio molti particulari. Ma io

— — B, molto bene A, tanto bene che non si possa dire di piú

p. 130 — C, veduto... in questa cittá libertá — B, veduto in questa [p. 346 modifica] cittá republica libera — A, veduto a’vostri di republica o libertá in questa cittá

p. 130 — B, governo come el vostro parrebbe — A, governo simile parrebbe

— C, è ottimo — B, è buono

— C, questo sarebbe almanco buono — B, questo non sarebbe manco buono

— B, Quello che tra le altre cose mi ha — A, Quello che piú che altro m’ha

— B, è stata la... mostro delle — A, è stato oggi quello che non mostrasti ieri cioè notizia delle

— B, e mi vi aveva... poca menzione — A, e mi vi confermò al tutto ieri el farne voi poca metizione

— B, sempre fuggito — A, sempre nel mio ragionare fuggito

— B, giudicando che mi — A, perché ho giudicato mi

— B, ignaro — A, inscio

— B, volendo valermi di — A, volendo fare ostentazione di

— B, seguiterei — A, mi pare da seguitare

p. 131 — B, elettolo — A, eletto questo poco

— B, abbino trovato — A, abbino saputo trovare

— B, prima che siano d’acordo — A, per non essere d’accordo

— C, el vero, si fanno... conclave infinite pratiche. Volete — B, el vero, si fanno... conclave. Volete — A, el vero, vi confesseranno che non si fa tra’ quarantuno poi che sono in conclave minore pratiche ed andamenti che si faccia in conclave tra’ cardinali nelle elezione del papa. Volete

— B, che io vi dia — A, che io vi dica

— B, E questo vi dimostra — A, Il che vi dimostra

p. 132 — B, sono sempre e’ medesimi — A, sono e prima e poi e’ medesimi

— B, le passioni loro — A, le passioni ed affezione loro

— B, Credo bene... fatto — A, Confesso bene che sempre è fatto

— B, piú, perché non è... pure chi abbia — A, piú, perchè in una cosa di tanta importanza sarebbe impossibile si accordassino tanti degli elettori massime qualificati a fare una estravaganzia, ma chi abbia

— C, el giudicio di numero che quello del popolo — B, elgiudicio di maggiore numero che quello del popolo — A, el giudicio di maggiore numero che quello di si pochi

— B, Udite dunche — A, Però udite

— B, a esaltargli volentieri... mostrando — A, a esaltare volentieri questi simili e’ quali ci pervengono mostrando

— B, e chi è andato — A, e chi va

— B, di molto bene — A, di grandi beni

— B, animi del popolo — A, animi della moltitudine [p. 347 modifica]

p. 133 — B, Ne è bene... riputazione per — A, Ne sono stati qualcuni die hanno cominciato a acquistare el credito per

— B, tali hanno fatto cattivi — A, tali che hanno per fine suo la ambizione fanno cattivi

— B, ordinariamente — A, communemente

— B, fa communemente tanto — A, fa ut plurimum tanto

p. 134 — B, Ma come si sia — A, Ma comunque sia

— B, è da fare ogni opera che — A, è da sforzarsi quanto si può che

— B, che si può ed è... metta. Io — A, che si può. Io

— B, cosa che non è — A, il che non è

— B, intervenire seco — A, intervenire con esso

— B, restassi gonfaloniere — A, si intendessi gonfaloniere

— B, restassi eletto — A, si intendessi eletto

p. 135 — B, se bene non — A, etiam che non

— B, come credo che sempre — A, el quale credo che quasi sempre

— B, è credibile — A, tamen è da credere

— B, che resterá eletto — A, che verrá a eleggere

— B, ed essere tenuto — A, e di essere riputato

— B, della patria. E se... ordinazione. Osserverei el medesimo ordine — A, della patria. El medesimo ordine osserverei

— C, el gonfaloniere — B, uno gonfaloniere

p. 136 — B, ne vacassi e lo farei — A, ne vacassi, che gli farei subito lo scambio nel modo sopradetto, e lo farei

— B, ne seguiterebbono — A, ne seguiterebbe

— B, tutti quegli che non cavano — A, lutti gli uomini quando non cavano

— B, si possi chiamare — A, si può chiamare

— Il, di tenere in qualunche modo ferma — A, a tenere ferma

— B, gli animi nobili — A, gli animi generosi

— B, porta anche — A, porta etiam

— — B, benemeriti della republica restano A, benemeriti restano

p. 137 — B, pena possi... buoni perché — A, pena sia sufficiente perchè

— B, a questi bisognano — A, a questo bisogna

— B, de’migliori — A, de’ piú uomini da bene B, ogni di limando — A, ogni di migliorando gli ordini e limando

p. 138 — B, data abbia effetto — A, data si intenda deposto o punito

— B, se bene fussi — A, etiam se fussi

— B, fare migliore — A, fare meglio

— B, e quando paiano... a punto sempre — A, ed anche se bene paiono disegnate a punto non riescono sempre

p. 139 — B, e questo non procede — A, il che non procede

— — B, perché non vi sia degli A, perchè non fussi tra loro degli

p. 140 — B, pieni di sedizioni — A, pieni di mille sedizione [p. 348 modifica]

p. 140 — 13, avuto licenzia la plebe e potestá — A, avuto qualche licenzia la plebe e qualche potestá

— B, di quante divisione — A, di quante sedizione e divisione

— B, tante stiatte — A, tante progenie

— B, ci da grazia — A, ci da questa grazia

— B, però vi prego — A, però vi ricordo

— B, perché ognuno — A, perchè in su questo principio ognuno

— B, una certa larghezza — A, una larghezza

p. 141 — B, a chi ragionassi — A, a qualunque ragionassi

— B, vivere del popolo e non ha — A, vivere populare né ha

— C, principio è una... si intende — B, principio è una tresca ed uno caos che nessuno si intende — A, principio è una tresca ed uno caos che nessuno intende bene la natura di simile governo

— B, ordinare e questo — A, ordinare come gli pare c questo

— B, popolo che stava sotto la tirannide — A, popolo che era uso alla tirannide

— B, si introducessi — A, si introduca

— B, gli parrebbe... e piglierebbe — A, gli pare... e piglia

— B, el principato gli sarebbe... lo amore della patria — A, elprincipato e constituire una republica gli sarebbe... smisurata, perché sarebbe manifesto non si muovere da altro che da amore della patria

— B, accettati per la... comandare ed accettati volentieri — A, accettati non solo per la... comandare ma volentieri

— B, alla grandezza sua — A, alla grandezza e particularitá sua

— B, potrebbe di questa opera attribuire — A, potrebbe attribuirne

p. 142 — B, ma, in quanto a lui, a — A, ma a

— B, Ma gli uomini — A, Pure perché gli uomini

— B, di questi tali e’quali — A, di questi tali ed invano se ne parla e’ quali

— B, trattamenti che fanno — A, trattamenti che usano

— B, sappino che la non è —.A, sappino questa non essere

— B, ingratitudine — A, ingratitudine della patria

— B, fatto Augusto — A., fatto Siila e come Augusto

— B, nè gli bastando — A, né gli bastassi

— B, ingegnassi con la — A, ingegnassi con le arme e con la

— B, a dispetto degli altri — A, a dispetto della cittá

— B, questo beneficio — A, uno beneficio di questa sorte

p. 143 — B, abbandonare — A, lasciare

— B, da coloro a chi — A, coloro a chi

— B, durassi... sarebbe... venissi — A, dura... é... venga

— B, udita; ma — A, udita ed è fuora di stagione, ma

— C, andranno — B, andando

— B, troppo tempo — A, molto tempo

— B, per molti la — A, per assai la [p. 349 modifica]

p. 143 — B, massime che come — A, massime che ora come

— B, ed allora el punto sará che — A, ed in tale caso el tutto consisterá che

— B, però potrá essere che — A, però sará facile cosa che

— B, perché dará — A, perchè questo dará

— B, gonfaloniere, in caso c he si faccia, sará — A, gonfaloniere sará

p. 144 — B, cosi, nascerá mala contentezza ne’ — A, cosi, questo causerá mala contentezza al possibile ne’

— B, sua non potrá... della libertá — A, sua sará pericolo che non sia con ruina della libertá

— B, amatore di — A, amatore della patria e di

— B, farebbono — A, che questo farebbe

— B, fede, perché... lo interesse — A, fede, vedendosi che non si moverebbe a questo per interesse

— B, meglio o farlo a vita o per tempo — A, meglio di fare uno gonfaloniere a vita o farlo per lungo tempo

— B, ordini — A, ordini detti di sopra

— B, che lui lo faccia — A, che lui proponga questo

— B, riordinerá o no; la quale... ed a ogni modo è mala cosa — A, riordinerá o no; ed è mala cosa

p. 145 — B, in pericolo — A, in pericolo grande

— B, che con piú facilitá piglia... che non fa — A, che è piú facile a pigliar... che non è

— B, sono cominciati — A, siano cominciato

— B, cose del mondo che — A, cose umane le quali

— B, e però hanno — A, e però come gli uomini hanno

— B, la quale perda — A, la quale per e’ mali governi perda

— B, tirannide, dove... tutti e’governi — A, tirannide, che questo come sapete è el fine di tutti e’governi

— B, qualunche altro fussi — A, qualunche altra sará

— B, non potrá essere... che le passate — A, non potrá in modo alcuno essere mansueta come sono state le passate

— B, che sempre — A, che communemente

— B, per amici. E questo... bassi. Ma ora — A, per amici. Ma ora

p. 146 — B, dove a ognuno pare — A, nel quale ognuno gli parrá

— lí, sia in sommo odio dello — A, sia odiato al possibile dallo

— B, che viva — A, che sia

— B, e si fondi in su la forza — A, e fondi piú in sullo amore che in sulla forza

— C, ancora di fresca etá — B, ancora giovani

— B, come vi dissi ieri, levati... tollerabile, e che si mantenga — A, come vi dissi ieri, quanto comporteranno le occasione, affaticarvi quanto potete che questo governo si vadia riordinando, poi che non si può sperare piú altro che sia buono, e quando non si riducessi a quella [p. 350 modifica] perfezione che l’uomo desidera, pure che si conduca in grado tollerabile e che almanco si mantenga

p. 146 — B, piú presto andate comportando — A, piú tosto andatelo comportando

— B, che desideriate — A, che vi mettiate a cercare

— B, Diteci — A, Ditemi

p. 147 — B, si faccino — A, si facessino

— B, Scipioni ed altri — A, Scípioni africani ed altri

— B, ha seco — A, ha anche seco

— B, di messer Francesco Foscaro — A, del Foscaro

— B, tanti acquisti — A, grandissimi acquisti

— B, Gli uffici principali oltre... e di Cortona — A, Li offici principali vorrei che a ogni modo si facessino per lo piú fave; come ho detto del gonfaloniere, de’senatori, el medesimo dico degli otto di balia, degli arroti al senato, de’ conservadovi di legge, e degli ufíci di fuora, el capitano di Pisa, di Arezzo, Pistoia, Volterra e Cortona

— B, e si pensa — A, e per tenere contenti piú che si può si pensa

— B, a molti dí qualitá — A, a molli

— B, fanno saviamente — A, fanno molto saviamente

p. 148 — B, Farei anche le ròcche... da principio. Guicciardini — A, Farei ancora per la importanza loro tutte le ròcche per le piú fave. Degli altri ufíci, se bene meglio sarebbe che si facessino tutti per le piú fave, pure quando per tenere contenta la moltitudine bisognassi allargarsi, verbigrazia quelli di qualche peso piú come sarebbono e’ signori, che se ne imborsassi uno certo numero di quelli che avessino piú fave e di poi si traessi per sorte gli altri piú bassi e manco importanti; si imborsassino tutti quelli che vincessino el partito per la meta delle fave ed una piú. Guicciardini

— B, che ancora è — A, il che anche è

— C, opinione di molti — B, opinione commune

— B, possibile che avessi — A, possibile avere

— B, sí disponessino o — A, si disponessino a una delle due cose 0

p. 149 — B, il che arebbe tolto loro la — A, il che faccendo arebbono perduto la

— B, E se si discorre — A, Il che se sí discorre

— B, ancora che facessino... furono con — A, ancora che e’ romori fussino grandissimi, feciono con

— B, si fossi potuto — A, si potessi

— B, di lui alla guerra — A, di lui nelle arme

— B, umane è impossibile che — A, umane questo è impossibile o rarissimo che

— B, dove el male — A, nel quale quello male • — B, piú dalla — A, piú presto dalla

— B, in tutto — A, totalmente [p. 351 modifica]

p. 149 — B, che sopra tutto è dannato — A, che è quello che è dannato

— B, contra le legge — A, contro alle legge della cittá

— C, vi sia chi gli metta... e chi gli cacci — B, vi sia chi gli cacci (In A si trova, aggiunta, la frase mane, in B)

— B, che vorrá — A, el quale per trovarsi perpetuo e con autoritá vorrá

— B, al continuo di crescere — B, continuamente a esaltare

— B, detto è sempre tra lui e — A, dello con unitá è sempre tra el senato e

p. 150 — B, E questo tutto ho voluto dire per — A, Questo tutto ho voluto dire non per fermare alcuna opinione ma per

— B, discorrere tanto piú nella — A, discorrere interamente ciò che si può dire nella

— B, quale sia migliore parere — A, quale parere sia migliore tra queste difficultá

— B, da fine di maggiore — A, da occasione di maggiore

— B, vero quello che dico io — A, vero el presupposto mio

— B, fussi in dominio — A, fussi messa in dominio

— B, bastato — A, stato bastante

— B, la minore — A, tamen la minore

— B, ed a stringergli nelle cose di ragione — A, e nelle cose di ragione e stringerli troppo rigorosamente

— B, ma non bastando... de’creditori — A, ma non sendo bastanti davano le proprie persone in potestá de’ creditori

p. 151 — B, e’plebei agli onori che — A, e’plebei al governo il che

— B, non si assicurerebbe mai dalle ingiurie — A, 71071 sarebbe mai sicura di essere ingiuriata

— B, augumentatori — A, augumentalori sempre

— B, del publico — A, delle communitá

— B, le persone andavano — A, e’ corpi andava 7 io

— B, a conservare el suo — A, a occupare el suo

— B, ma nacquono... principio furono — A, ma erano anche a’ tempi de’ re e cominciorono insieme con la cittá, dal principio della quale. furono

— B, che passorono piú — A, che prevaricorno piú

— B, e soliti — A, ed etiam soliti

— B, che [è] uno stimulo — A, perchè come ho detto di sopra questo è uno stimulo

p. 152 — B, de’ debiti... delle possessione e del consulato — A, circa e’ debiti... circa le possessione e circa el consulato

— B, la plebe vinceva... e ributtava — A, la plebe medesima arebbe vinto quelle due e ributtato

— B, se le avessino messe a partito separate né dette... plebeo. A tempo — A, se loro avessino voluto metterle a partito separatamente. A tempo

— C, el re dal quale... le deliberazione — B, el re che era maestro della bottega [p. 352 modifica]

p. 152 — B, e’ re messono... plebei — A, e’ re molte volte aggiunsono al senato molti plebei

— B, patrizi — A, senatori

— B, oppressato da persona — A, oppressato

— B, non erano... di essere — A, speravano essere

— B, ammessi agli onori — A, ammessi in senato

— B, non avendo piú chi — A, non avendo chi

— B, tenevono... e piú presto — A, tenevano stretto el luogo loro e serrata la via dello entrarvi e piú presto

— B, a chi tiene grado di nobile — A, a quelli che tengono grado di nobili

— B, a liberarsene — B, a liberarsi da quella

— B, sperando avere tempo — A, sperando che aranno tempo

p. 153 — B, e nel processo — A, e poi nel processo

— B, E questo mi fa — A, E questa è una di quelle ragione che mi fa

— B, le impressione e — A, le impressione che quando è vecchia e

— B, fare la guerra — A, fare

— B, che questo fussi — A, che questo non fttssi

— B, Però el modo vero sarebbe — A, Però lo ordine vero del governo sarebbe

— B, cosí sarebbono... e cessavano — A, cosí la cittá sarebbe stata unita e sarebbono cessate

— B, avuto causa di — A, avuto necessitá o occasione di

— B, vero lo mostra che — A, vero lo esemplo se ne vede che

— B, eblrono altra origine — A, nacquono da altre cagione

p. 154 — B, quando bene avessino — A, quando loro avessino

— B, vivessi sicura — A, fussi sicura

— B, temendosi che in soccorso... gli inimici — A, temendosi non si aggiugnessino a loro gli inimici

— B, tanto tempo — A, tanti anni

— B, Si conterebbono — A, Si potrebbe contare

— B, delle arme loro — A, della loro milizia

— B, benché tardassino — A, ancora che loro tardassino

p. 155 — B, Se avessino guerreggiato — A, Se la cittá loro avessi avuto a guerreggiare

— B, ed in consequenzia avuto a valersi — A, e per consequenzia si avessi.avuto a valere

— B, come facevano — A, come faceva

— B, volta in dubio... amazzare — A, volta in consulte di mettere mano alle arme ed amazzare

— B, non perché io... Livio che e’ tribuni — A, noti perchè avessino rispetto a iudicio mio che e’ tribuni... come dice Livio

— B, avevano di potere... portare — A, avevano di portare

— B, perniziosa atteso che el — A, pcrniziosa il che potevano fare tutti ed ognuno di loro perchè el [p. 353 modifica]

p. 155 — B, el popolo non ha... ed è — A, elpopolo è una bestia ed è

— B, che vorrei — A, delle quali vorrei

p. 156 — B, communicato, fu si poco — A, communicato e che e’ plebei avevano la parte sua in tutti e’ magistrati e nel senato, fu cosa si poco

— B, dirne la metá; che uno — A, dirne tanto; che uno

— B, senato o voleva... intera. Però — A, senato. Però

— B, erano opinioni — A, non erano se non opinioni

— B, che fu di utile — A, in che solo fu di qualche utile

— B, si toccono — A, si veggono

p. 157 — B, inimici che... alle delizie — A, inimici per il che non potevano darsi alle delizie

— B, e corruzione. Circa le accusazione... cittá, non lodo — A, e corruzione. Potrebbesi forse in qualche altra cosa oltre alle predette biasimare el modo del governo romano, come nel numero de’ consuli che era piú presto atto a discordie che a unione, di troppa autoritá che avevano, della vanitá degli augúri che era però vizio commune di quella etá, de l’avere certi tempi ne’ quali non si poteva ragunare el senato; ma non sendo questo el principale proposito nostro, non voglio dirne altro; ma sono sforzato toccare una parola di quello che ha detto Piero Guicciardini circa le accusazione... cittá ma non lodo

— B, al senato o da... di sopra — A, senato o da quelle quarantie per usare e’ vocaboli viniziani

p. 158 — B, pure chi ará... lo fará — A, pure e’ magistrati o le quarantie lo faranno

— B, mi pare essere certo che — A, mi rendo certo che

— B, in ogni sua parte — A, in tutte le parte sue

p. 159 — B, direi non ci essere — A, direi non ci fussi

— B, nostri Pisa ed Arezzo, né essendo — A, nostri lo acquistare Pisa ed Arezzo, perché non essendo

— B, acquistasti — A, acquistassi

p. 160 — B, in Italia come io credo non so — A, in Italia, non so

— B, di... augumento, atteso — A, di pensare a fare augumento notevole, atteso

— C, da potenzie si grosse — B, da pesci si grossi — A, da si grossi pesci

— B, e se talvolta qualcuna — A, e se bene talvolta qualcosa . — B, tornano poi — A, tamen tornano

— B, moderna, pare... la memoria — A, moderna, tengono ancora ragionevolmente la memoria

— B, impedimento che se avessimo per vicini popoli — A, impedimento non avendo per vicini altro che la Chiesa o le libertá, che se voi avessi popoli

— B, non ebbe... libertá — A, non cognobbe mai libertá

— B, in Lombardia. E per — A, in Lombardia ed a voi sarebbe piú difficile conservare quello che augumentassi. E per [p. 354 modifica]

p. 160 — B, conforterei... a conservare — A, conforterei che vi bastassi, recuperata Pisa, attendere a conservare

p. 161 — B, savi si ingannano... de’casi — A, savi non sanno indovinare e’ successi de’ casi

— B, immagina che... che poi riesce — A, immagina una cosa dovere andare in modo che poi riesce

— B, di che l’uomo teme — A, dí che tu temi

— B, ed a comparazione sua el bene — A, ed el beile

— B, di che si ha — A, di che tu hai

— B, minimo, chi — A, minimo a rispetto di uno male, chi

— B, resta sanza — A, si truova sanza

— B, di poi spesso... tanto che per — A, dipoi quello di che tu temevi spesso riesce in uno altro modo; e cosí per

— B, si perde — A, ti truovi avere perduto

— B, che non sono... e che allora vi possono — A, che non siano... e che sono in modo che vi potessino

— B, che fare. E perchè — A, che fare perchè ognuno che vorrá travagliarci lo fará sotto pretesto di rimettere e’ Medici. E perché

— B, e maggiore... Medici perché — A., ed a. mio parere non è minore quella de’ Medici che di Pisa perchè

— C, che el... non duri — B, che e’ Medici non durino

— C, userebbe — B, farebbe

— B, ne sará alienissimo — A, vi sará manco inclinato

— C, tutti e’ pisani che — B, tutti quegli che

— B, e fare... timidi — A, e perché quegli che restassino diventassino piú timidi alle fazione

p. 162 — B, con lo ammazzargli o imprigionargli — A, o di amazzargli o di imprigionargli

— B, mai piú Pisa — A, mai piú quella cittá

— B, suo vigore — A, suo antico vigore

— B, perché... prigioni che fu — A, perché tennono in perpetua prigione tutti quegli che furono presi che fu

— C, numero di che... piú valere — B, numero, però non solo perde el valersi — A, numero, per il che Pisa non solo perdé el valersi

— C, presi che... prigione, ma — B, presi, ma

— C, ma ancora ne... progenie — B, ma ancora la posteritá

— B, l’uno e l’altro — A, l’uno e l’altro essere vero

— C, che la anima — B, che la conscienzia

— C, e’ governi e gli stati volendo... oggi secondo — B, e’governi degli stati secondo

— C, ed infiniti altri — B, e tanti altri

— C, rifiutato da tutti — B, uccellato da lutti

p. 163 — B, nessuno non ve lo — A, nessuno ve lo

— B, ragione? Ed el medesimo... e le temporali. Vedete — A, ragione? Vedete [p. 355 modifica]

p. 163 — C, alla strettezza della conscienzia — B, alla conscicnzia

— B, altro che essere — A, altro se non essere

— C, vivere totalmente secondo — B, vivere secondo

— C, può mal fare di non si allontanare — B, bisogna che si allontani

— B, e male si può... Dio — A, e chi vuole vivere secondo el mondo bisogna che offenda Dio

— C, ragionamento, el quale... persone. Ma — B, ragionamento. Ma

— C, ed in modo che per uno tempo almanco briga... possiate — B, ed in modo che non possiate avere briga da loro

p. 164 — C, anni e la... tutta Italia — B, anni e la grandezza sua è notoria ed appresso noi ed appresso a’ forestieri non solo in Italia

— C, credessino potere... le condizioni — B, credessino potergli giovare al ritorno di casa ed in questo medesimo grado metto tutti quegli lo essere de’ quali o nelle facultá o nello stato depende tanto da’ Medici che si tenevano avere peggiorato le condizioíii

— B, e’ principi che — A, e’principi forestieri che

— C, userá per... dice per civetta — B, userá per civetta

— B, avere a fare nascere discordia — A, averci a mettere la discordia

— B, avere a suscitare novitá — A, avere occasione di fare novitá

— B, la impresa — A, lo assunto

— B, mettervegli mossi o da disegno — A, mettervegli o con disegno

— C, potere con questa occasione smembrare... di noi — B, potere smembrare... di noi — A, potere smembrare in questo travaglio parte del nostro dominio o di valersi altrimenti nel nostro stato

— B, assai piú — A, assai piú che gli altri

— C, amici delle tirannide — B, amici a’tiranni

— B, molti nella... desiderano... riducono — A, molti e massime ■nella... desidera... riduce

p. 165 — C, con la potenzia — B, con la autoritá

— C, spesso dalla autoritá della giustizia — B, spesso dalla pena della ragione

— C, ed essendo molto difficile — B, e perché è gran cosa

— B, fabricarne una — A, fabricare una tirannide

— C, le medesime condizione — B, uno (A, quello) medesimo essere

— C, sono raccolti da questi tali — B, sono accettati nella tirannide ■ — C, ma ancora da chi — B, ma da chi

— C, cercati a tempo — B, cercati questi tali a tempo

— C, sendo stato... in pericolo — B, sendo morto Giuliano e Lorenzo in pericolo

— B, più prossimo — A, piú prossimo di Lorenzo

— C, e’principale — B, c’ capi

p. 166 — C, Santi che era giovanetto e... che fussi — B, Santi che era giovanetto presuponendo che fussi — A, Santi presummendo che fussi

— — C, di Hercules de’ B, di uno de’ [p. 356 modifica]

p. 166 — B, e lui — A, el quale

— B, umori sono si potenti che — A, umori fanno che

— B, manifesti ed adoperatisi — A, manifesti e che si sono adoperati

— C, sbarbargli — B, eradicargli

— B, che ne resta — A, che resta di loro

— B, spento... spesso — A, estinto... molte volte

— C, se fussi vivo el principale — B, se el principale vivessi

p. 167 — B, scarsi a... pericolo. E — A scarsi. E

— B, sanno e possono — A, fanno e possono

— B, fa effetto e pure — A, sortisce effetto e nondimanco

— B, non riuscirá — A, non sortirá

— B, perché la giustizia di Dio — A, perchè Dio

— C, offesi per... peccato — B, offesi (A, puniti) con mezzo in quale non hanno peccato

— B, non assicurá — A, non ti assicura

— B, communemente coloro — A, el piú delle volte quegli

— B, povertá sua — A, povertá del tiranno

— C, adito con quegli — B, adito appresso a quegli

— C, grandi apresso a’ — B, grandi co’

— C, mandare messi innanzi — B, mandare imianzi

— C, vengono talvolta — B, viene talvolta p’. 168 — C, egli potendo — B, lui polendo — A, el tiranno polendo

— B, lo impoverirlo — A, el farlo povero

— B, fa piú effetto... tempo perchè — A, fa piú gli effetti suoi nel progresso di tempo che nel principio perchè

— B, e questo serve — A, il che serve

— B, diventare poveri — A, avere a essere poveri

— B, e tanto manco — A, e però tanto manco

— B, della nazione lo piglia — A, della?iazione non ostante che siano rebelli, lo piglia

— B, abbandonati — A, derelitti

p. 169 — B, Speranze. Non arete... che e’ cittadini — A, speranze perché sotto uno governo simile non avete da dubitare che e’ cittadini

— B, dependenzia. Anzi avete — A, depcndenzia. Avete

— B, che la piú... che — A, che quegli che

— C, fiore della cittá come... preso pratica — B, fiore della cittá che (A, il che) interviene in ogni stato stretto che duri lungamente, perché gli amici di quello si aricchiscano, si nobilitano ed esercitandosi alle (A, nelle) faccende, pigliano riputazione, pigliano pratica

— B, in modo che in ogni tempo compariscano — A, in modo che compariscono

— C, cervello. Fermerá... signori ed — B, cervello. Sotto uno governo buono si fermeranno gli animi de’ sudditi che pigliano ardire o per la poca reputazione o per el poco ordine de’ superiori ed [p. 357 modifica]

p. 169 — C, fará andare piú sospesi a — B, fard levare lo animo da

— C, o mostrandosi saranno raffrenati — B, o mostrandosi rovinerai!

— A, o minerá

p. 170 — B, che fa favore — A, e però questo fa favore

— C, che vi è modo — B, che ha modo

— B, non si può fare — A, no 7 i si può usare

— C, si accostassi a Firenze a cento — B, si accostassi a cento

— C, non durò quella... perché — B, no 7 i potette durare perché

— C, e dal canto... stagione — B, e dal ca 7 ilo suo fu fuora di tempo

— B, di godere — A, di riavere

— C, che e’principi non... mercatanti, che — B, che e’principi lo hanno uccellato, che

p. 171 — C, (e A,) gli avessi assegnato — B, gli avete asseg 7 iato

— C, patria e dello stato, ma — B, pat 7 ~ia, 7 /ia

— C, credito che si... annichilati. E — B, che non sarebbono ricognosciuti (A, per quegli medesimi.) E

p. 172 — B, tutti infinita. — Segue in A, cane.: el quale io riputai sempre savissimo, ma oggi e ieri, cosí mi aiuti Dio in ogni mia azione, mi è parso uno miracolo

— B, termina con: vita nostra. Da Cosí dessi a fine, agg. di C.

B)

I. — Dei dieci Discorsi che il Canestrini pubblicò nel II volume delle Opere inedite ristampiamo qui i primi cinque, che si riferiscono effettivamente all’amministrazione interna della repubblica. Il sesto, pur essendo di argomento fiorentino, riguarda i rapporti col papa Clemente VII, durante l’assedio, e perciò troverá il suo posto nel volume che conterrá gli scritti e i discorsi politici. Quanto ai Discorsi VII-X, lo stesso Canestrini li chiamò «discorsi o pareri» e li disse «mandati a Roma di mano in mano che veniva richiesto il suo avviso»26. Bisogna aggiungere che la mancanza di ogni esordio, lo stile sommario e frettoloso, l’uso di iniziali e perfino di cifre per i nomi, i riferimenti a scritti precedenti27 e [p. 358 modifica] la frequenza di frasi latine anche lunghe, fanno ritenere che si tratti non solo di minute ma anche di scritti di carattere piuttosto epistolare che oratorio. E perciò crediamo che queste composizioni dovranno essere riprese in esame quando si tratterá di pubblicare il Carteggio. Nel presente volume aggiungiamo invece i due Discorsi della decima scalata, che il Canestrini inseri nel X delle Opere e che per il loro contenuto trovano qui il posto piú appropriato.

Nella nostra edizione, i Discorsi I e II corrispondono a quelli del Canestrini, il III e IV sono quelli della Decima, il V è il III dell’edizione Canestrini, il VI, il IV e il VII, il V. Quanto all’ordine, abbiamo seguito il criterio del nostro predecessore, dandoli secodo la successione cronologica degli avvenimenti ai quali si riferiscono. Non ci fu possibile ordinarli secondo la data di composizione, perché se il Discorso V è certamente del 1512, il VI probabilmente dello stesso anno e il VII del 1516 o di poco posteriore, per i primi quattro manca qualsiasi elemento di precisa datazione28.

I Discorsi I-IV sono conservati, autografi, nella filza VIII delle Carte di Francesco Guicciardini, il V nella filza XV, il VI29 e VII nella filza X.

II. — Per quel che riguarda l’edizione Canestrini, ci richiamiamo a quello che ne dicemmo precedentemente. Aggiungiamo che del I Discorso egli omise l’esordio, che fu pubblicato dal Ridolfi nel suo Inventario30. Nei Discorsi I, II, V, VI e VII (I-V del Canestrini) la trascrizione, a parte le solite arbitrarie modificazioni di lingua e grafia è relativamente esatta. Notiamo tuttavia un inchieste per incette (p. 183 del nostro testo), l’omissione delle parole alla republica (p. 184), ricordano per ricordando (p. 189) siamo per stiamo (p. 192 ), sia per sta (p. 193 ), acconciata per acconciala (p. 194), [p. 359 modifica] se non di qualche soldo si dessi loro per se non di quel che si dessi loro (p. 222), fondamento per fomento (p. 229), riformatori per fermatori (p. 244), vegghino per neghino (p. 273), forse per forte (p. 279).

Quanto ai due Discorsi della decima scalata giá pubblicati in opuscolo nel 184931, il Canestrini sottopose a revisione il testo spropositatissimo dato dall’anonimo predecessore, ma molti errori, e non dei piú lievi, rimasero. Troviamo cosí una decima e un quarto invece di una decima o una decima ed utino quarto (p. 197), prima sacre per prima facie (p. 197), usassi per uscissi (p. 200), l’omissione delle parole la piú santa (p. 200), parte per spezie (p. 201), farebbero per arebbono (p. 202), discorrete voi con questi per discorrete voi questi (p. 203), danno per diano (p. 204), collega per collegio (p. 208), passioni per possessioni (p. 212), raffinare per raffrenare (p. 212), ributtate... abbracciate... procedete per ributtati... abracciare... procedere (p. 216), dolersi per dolerci (p. 217) etc.

III. — Di tutti questi Discorsi abbiamo un solo manoscritto, autografo. Daremo perciò, quando vi sieno correzioni, la lezione primitiva, sempreché non si tratti di varianti ortografiche o di differenze senza importanza sostanziale nè stilistica.

LEZIONI DEL PRIMO TESTO RIFIUTATE DALL’AUTORE

(Con T. — Testo — è indicata la lezione definitiva; con V. — Variante — la variante o lezione originaria rifiutata.)

p. 175 — T, Ordinato... Sopra — V, Ordinato che fu a Firenze el consiglio grande, quale distribuiva tutti gli ufici per le piú fave, parendo a molti che gli andassino troppo stretti, fu proposta una provisione che tutti quelli che vincevano per la metá delle fave ed una piú, fussino messi in una borsa e di quegli tratto a sorte lo uficio che si eleggevano. Sopra

— T, È opinione etc. — L’Autore ricominciò cinque volte questo discorso con i seguenti diversi esordi, tutti cancellati: 1. Difficile impresa piglia, prestantissimi cittadini, chi vuole persuadere alle Spettanzie vostre [p. 360 modifica] che le non vinchino questa provisione, la quale, perché allarga gli ufici che secondo el parere dí molti sono andati troppo stretti e giudicato che sia a beneficio della maggiore parte di voi, e piú difficile è el parlarne a chi è di quegli che hanno avuto corso con le piú fave, perchè sempre si crederrá che e’ parli per propria utilitá; nel numero de’ quali sendo io per grazia delle Prestanzie vostre, che si sono degnate darmi tutti e’ primi onori, cognosco che le parole mie non possono avere autoritá, e però, e per non potere dire cosa che forse non vi sia molesta, volentieri mi sarei stato a sedere; ma non avendo potuto per el comandamento de’ nostri eccelsi signori tacere, né volendo mancare dello uficio di buono cittadino, come farei se per acquistare grazia con le Prestanzie vostre dicessi altrimenti che io non intendo, vi priego che esaminiate bene le ragione che io dico, e se le saranno buone e di qualitá che le vi mostrino che questa provisione è dannosa, che voi non le ributtiate, per essere detto da persona che paia che ci abbia interesse, ma seguitiate quello che cognoscerete essere piú utile alla vostra cittá. — 2. Volentieri arei taciuto oggi, prestantissimi cittadini, dubitando che chi contradirá a questa provisione sará male udito dalla maggiore parte delle vostre Prestanzie, e perché credo che avendo io per grazia vostra avuto tutte le degnitá principali per le piú fave, sará facilmente interpretato che io parli per proprio interesse. Pure, poi che la ubidienzia de’nostri eccelsi signori m’ha condotto a parlare, ed avendo a parlare el debito mi sforza a dire quello che io intendo, prego le Prestanzie vostre m’abbino per escusato e che non mi condannino innanzi abbino inteso le ragione che io dirò le quali, se io non mi inganno, saranno tale che quelle non aranno causa di avere di me altro che buona opinione la quale hanno... avuta. — 3. Quanto piú io cognosco, prestantissimi cittadini, che contradicendo a questa provisione farò cosa molesta alla maggiore parte delle Prestanzie vostre e potrò venire in concetto di muovermi per lo interesse proprio, poi che per grazia di quelle ho avuto per le piú fave tutte le prime degnitá di questa cittá, tanto piú arei fuggito di venire in questo luogo, se io non coguoscessi essere si potente le ragione che fanno contro a questa provisione che io creda che le Prestanzie vostre, intese che l’aranno, non solo saranno chiare muovermi piú lo amore della patria che altro rispetto, ma ancora aranno piacere che io abbia detto liberamente quanto mi occorre. — 4. Perchè la provisione che si propone, prestantissimi cittadini, si stima che sia grata alla piú parte delle Prestanzie vostre, ognuno che la contradirá ará difficultá a persuadere che la non si vinca, ma molto piú se sará di quegli che sono stati onorati per le piú fave, perché sará a sospetto di parlare piú per lo interesse proprio che per la veritá; nel numero de’ quali essendo io, che per grazia di quelle ho avuto le prime degnitá della cittá, sarebbe stato forse piú prudenzia a tacere. Pure cognoscendo le Prestanzie vostre prudente e benigne, mi sono confidato... — 5. Giudico che sia uficio di ogni buono citt*... [p. 361 modifica]

p. 186 — T, generositá e però — V, generositá ed a procedere con lo animo eccelso e generosamente e però

— T, consiglieri — V, cittadini

p. 187 — T, ancora interamente — V, ancora bene

p. 193 — T, che tolgono a chi merita — V, che danno a chi non merita

p. 196 — T, cinque ducati... dieci... quindici — V, dieci ducati... quindici... venti

— T, vostro dominio è... è superfluo — V, vostro dominio e per non moltiplicare e’ disordini in che noi ci troviamo è... in modo che a me ed a ogni altro è superfluo

— T, conveniente e — V, conveniente e che per ora fussi piú a proposito che altro modo

p. 197 — T, da lui posto... che — V, da lui creato di collegio che

— T, altro che essere... contro — V, altro che avere cura di difendere ed augumentare el bene universale e l’utile del popolo contro

— T, perché sono quelli... suvvengono — V, perchè e’ ricchi l’onorano, e’ ricchi ne’ bisogni la aiutano, e’ ricchi suvvengono

p. 198 — T, si disordina — V, si sconcia

p. 199 — T, ed al privato — V, ed al privato e quello che è piú sono nocive ed offendono loro medesimi

p. 200 — T, di panno — V, di guarnello

— T, avessi a averne — V, avessi bisogno di

— T, uno pitocco — V, uno farsetto

p. 201 — T, dire come forse doverrei che — V, dire che

p. 202 — T, venali — V, meccanici

— T, dell’onore, della patria e di Dio — V, dell’onore e dí Dio

— T, compagni alla ambizione di — V, compagni di

p. 203 — T, uno disagio che abbino una volta piú — V, se una volta sudano pili

p. 204 — T, io, cosí collegio come io sono, di — V, io, di

— T, agli strani ed alle bestie — V, a forestieri e contadini

— T, danarosi e chi... io — V, danarosi, io

— T, rispondo che quanto... perché, oltre — V, rispondo oltre

p. 205 — T, Firenze e se bene... guadagnare né — V, Firenze, nè

— T, comperare — V, avere

p. 206 — T, modestia e bontá di quegli — V, modestia di quegli

p. 208 — T, non abbia del disonesto — V, non sia disonesta

— T, implicato in sé medesimo — V, implicato lui medesimo

— T, dalla veritá — V, dalla veritá. E perché tutto el parlare suo è stato fondato in questo che la decima scalata ancora che per proporzione paghi piú el ricco che el povero è equale e che la ricchezza delle possessione è causa a Firenze di molti mali, io mi sforzerò dimostrarvi e spero lo farò facilmente che l’una e l’altra cosa è falsa [p. 362 modifica]

p. 211 — T, fare la via — V, aprire la via

— T, di desiderare cose nuove — V, di malignare

— T, a sbaraglio — V, a pericolo

p. 212 — T, gravezza [e] la... perchè — V, g?~avezza perchè

p. 213 — T, tumulti — V, scandoli

p. 215 — T, averla in modo... altrove. Vedete — V, averla. Vedete

— T, consentiva di fare... giustizia e come — V, consentiva e come

— T, in aria. È pure... provedervi. Ricordatevi — V, in aria. Ricordatevi

p. 218 — T, cercherá di battere e’minori — V, spaccierá tutti e’minori

— T, viscere sue — V, viscere sue non dico giá che la sia per essere durabile, ma pare facilmente vi si abbi a capitare

p. 219 — T, ognuno a tutti li onori ed — V, ognuno ed

p. 221 — T, Monstranlo oltra la ragione li — V, Monstranlo li

— T, principe: dare... confusione non — V, principe non

p. 222 — T, Aggiugnesi quando — V, Aggiugncsi il che è però di poca considerazione quando

p. 224 — T, ma ancora uno numero grande di quegli — V, ma ancora quegli

— T, possi sperare — V, possi desiderare

p. 225 — T, non ritirano — V, non ritirano, e chi fuggissi questo per non fare uno consiglio di tanta plebe potrebbe ammettervi quegli che stanno a specchio

p. 226 — T, stato ricercono — V, stato ricercono una assiduitá grande

p. 227 — T, da Dio o... dal sapere e — V, da Dio che dalli uomini e

p. 228 — T, raffredda — V, estingue

p. 230 — T, li otto si facessino — V, li otto e come doveano essere li ottanta si facessino

p. 231 — T, riesaminarle perfettamente di nuovo — V, riesaminarle di nuovo

p. 232 — T, trecento — V, dugentocinquanta

p. 233 — T, tanti e si lunghi e’ — V, tanti e’

p. 239 — T, limitato — V, legato

p. 240 — T, si publicassono — V, si proponessino

p. 243 — T, di cento e — V, di cento o piú tosto di ottanta e

— T, a torno dare... le legge — V, a torno le legge

p. 245 — T, le potessino ire a partito — V, le venissino

— T, loro una tornata — V, loro almeno una tornata

p. 246 — T, e’ consigli approvassino — V, e’ consigli o per amore o per forza approvassino

p. 249 — T, nuove el consenso... consigli — V, nuove capitare a’ consigli

p. 250 — T, di reputazione — V, tenuti buoni e prudenti [p. 363 modifica] p. 257 — T, almeno piú che mediocre — V, almeno buona

p. 262 — T, cittadino ed è... governi. E — V, cittadino. E

— T, essersi e’ cittadini — V, essere la piú parte de’ cittadini

p. 275 — T, larghezza che — V, larghezza e confusione che

p. 277 — T, spezialtá — V, disordine

p. 280 — T, alcuna fa tutto carico — V, alcuna anzi el piú delle volte fa tutto carico

Roberto Palmarocchi.


Note

  1. Per la descrizione particolareggiata dei manoscritti guicciardiniani, in questo come nei successivi volumi della nostra edizione, rimandiamo all’inventario ora pubblicato da R. Ridolfi in L’Archivio della famiglia Guicciardini (Firenze, 1931), limitandoci, ove ci sembri opportuno, ad aggiungere qualche notizia e a rettificare qualche inesattezza.
  2. Nell’inventario Ridolfi (p. 58) si legge: «Sulla coperta in pergamena è il titolo «Componimenti e Ricordi» di mano del Gallizioli, il quale tanto se ne compiacque che volle ripeterlo sui quattro volumi successivi». Ma codesto titolo non è in questo volume e neppure nei seguenti. Facciamo questa correzione, pensando che il Gallizioli ha commesso tanti errori che non occorre davvero regalargliene in soprappió. Quel titolo di «Componimenti e Ricordi» il Gallizioli lo scrisse invece nel suo Inventario, e lá è ben appropriato perché comprende piú filze, nelle quali si trovano anche i Ricordi.
  3. Guichardin historien et homme d’ètat italien au XVI siècle, Pavis, 1862, p. 132.
  4. F. Guichardin, sa vie publique et sa pensée politique, Paris, 1926.
  5. Op. cit., p. 213.
  6. v. Pastor, Storia dei Papi, IV, I, p. 314.
  7. v. Opere inedite di F. G. a cura di G. Canestrini, vol. VIII, p. 252.
  8. Ibid., pp. 297 e 330.
  9. Ibid., p. 347.
  10. Vedremo come questa copia sia stata eseguita sotto dettatura dell’autore.
  11. Op. cit., p. 137.
  12. Ibid., p. 213.
  13. Op. cit., p. 5.
  14. Cfr. F. Guicciardini, Storie Fiorentine (Bari, Laterza, 1931), p. 354.
  15. Per comodo di esposizione, usiamo questa parola in senso lato, riferendoci nei paragrafi che seguono anche a varianti morfologiche e all’alternarsi di forme arcaiche e moderne.
  16. Si potrebbe forse vedere in B qualche maggior riflesso della lingua parlata, dovuto alla dettatura da parte dell’autore.
  17. in me di piú reprensibile non potendo
  18. essere maggiormente ripreso
  19. franzesi le ho finite
  20. in loro nella prossima vacazione della Sedia appostolica
  21. uno discorso di tali uomini
  22. e lui andati
  23. erano gli amici de' Medici
  24. ordinato si alienassi con lo animo da’pensieri della libertá o
  25. in quello che importava
  26. Op. cit. II, p. 3S2-3.
  27. Canestrini, Op. cit., II, p. 375: «De’ danari prestati ho scritto per altre la opinione mia...». Ibid., p. 378: «Io replicherò quello che ho detto sempre...».
  28. Nel volume manoscritto che li contiene essi seguono al primo testo autografo del Dialogo del reggimento di Firenze in quest’ordine: III, IV, I, II; ma non possiamo sapere se essi costituiscano la prima stesura o se l’autore ce li abbia trascritti posteriormente.
  29. Da notare, per l’esattezza, che l’Inventario Ridolfi registra due volte un Discorso IV Intorno alle mutazioni e riforme etc., alla filza X e alla XV, mentre quello della XV è invece il IV dei Discorsi politici.
  30. Da correggere nel testo dell’Inventario un tutte quelle che non avrebbe senso in tutti quelli.
  31. La Decima Scalata in Firenze nel 1497. Da manoscritti inediti di messer Francesco Guicciardini, Firenze, tip., sopra le Logge del Grano, 1849.