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Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  Le nebule 100 percents.svg  di Aristofane (424 a.C.), traduzione dal greco di Bartolomio Rositini, Pietro Rositini (1545), Venezia, Vincenzo Vaugris, 1545

Aristophanes - Project Gutenberg eText 12788.png

Strepsiade

Oime, oime, ò signor Giove quanto sono lunghe le notti: non si farà hormai dì e pur un buon pezzo è, ch’io hò udito il gallo, e i famigli runchegiano, ma non già da quì in dietro, ò guerra rea per causa de molti, vatene in mal’hora, per ciò che à me non è lecito à punire i servidori. ma ne anche questo da ben giovane di notte si lieva, anzi poltronegia in cinque schiavine involtosi. e se à noi pare, runchegiamo coperti: ma io infelice già dormir non posso, punto, e morduto da la spesa, e da la stalla, e da’l debito, per questo mio figliuolo. & egli con suoi bei capelli se ne cavalca, e su’l cocchio si fà menare, e cavalli s’infogna: io poi mi muoro, vedendo che la Luna s’invecchia: però che le usure s’approssimano. impizza regazo il lume, e portami il libro da i conti, che voglio sapere à quanti sono debitore, e voglio vedere il conto de le usure. sù, ch’io vega quel che son debitore. Dodeci mine à Pasia: in che modo dodeci mine à Pasia? ch’hò io adoperato? quando comprai io cavallo bollato co’l x? ahi me sventurato, piacesse à i dei che m’havesse tratto fuora piu presto un’occhio con questo sasso.


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