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Scarica in formato ePub Crystal Clear app kdict.png  Il duomo di Spoleto 100 percent.svg  di Giuseppe Sordini (1908)

Giuseppe Sordini, archeologo.jpg
Tommaso Hope, in quella sua fantastica Storia dell’Architettura, sull’incerto ricordo di una fugace visita, o sopra un disegno infedele, a pag. 322, scrisse intorno al Duomo di Spoleto queste mirabili parole: «Cattedrale pseudo gotica: la parte inferiore ed il portico in istile del risorgimento. Due pulpiti: superiormente un arco acuto o composto, entro cui una pittura a musaico circondata da molti rosoni; nel mezzo vedonsi i simboli degli Evangelisti. Il frontispizio è basso e mozzato.» Tommaso Hope, se vide il monumento, non lo intese; nè molto più meglio di lui, purtroppo, lo intesero e ne scrissero quanti, fin qui, ne hanno trattato.

E la ragione di ciò va ricercata, in gran parte, nel fatto che il Duomo di Spoleto non è un edificio sorto tutto in un tempo, con un solo e schietto carattere stilistico, a cancellare completamente il quale, nei secoli di decadenza, non riescono nemmeno i più dissennati trasformatori; ma è, invece, un vero musaico architettonico, di epoche e stili diversi, cui quel gran pittore che, particolarmente nell’Umbria, è il tempo, ha data un’apparenza, solennemente lieta, di armonia mirabilissima.




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