Opere volgari (Alberti)/Nota (volume I)/I libri della famiglia

I libri della famiglia

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Nota (volume I) Nota (volume I) - Cena familiarias
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NOTA SUL TESTO

I

I LIBRI DELLA FAMIGLIA

TESTIMONIANZE

manoscritti

Firenze

Biblioteca Nazionale

1. Cod. II. IV. 38 (già Magl. XXI. 119; provenienza Strozzi, MSS in fo n. 143): (F1).


Cod. cart. sec. XV (intorno al 1438). Contiene cc. 182 di misure diverse (cc. 1-31: mm 294x205; cc. 32-41: mm 294x213; cc. 42-182: mm 294x2x6), numerate nel recto da 1 a 182. Tracce di antiche numerazioni confermano quello che è suggerito anche dalla diversità delle mani dei quattro copisti che hanno trascritto: cc. 1-4 (mano α), cc. 5-30 (mano β), cc. 31-52 e 93-182 (mano γ), cc. 53-92 (mano δ); cioè che i libri della Famiglia della prima parte del cod. furono copiati in diversi momenti, e probabilmente in ordine diverso, e poi riuniti insieme come ora li troviamo. Il cod. è legato in assi e mezza pelle.

È una ricca silloge di opere volgari dell’Alberti (da paragonarsi per le opere latine col cod. Canon. Misc. 172 della Bodleiana, Oxford), pregevole soprattutto perché il testo della Famiglia in questo cod. porta correzioni autografe. Contiene:

cc. 1-4: Prohemium librorum jamilie Leonis bap. Alberti (tit. aggiunto dall’A.)
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cc. 5-119:
I quattro libri della Famiglia intitolati come segue:

1. L. Baptist e Alberti incipit familia. L. p. (tit. agg dall’A.): 5r-30v,

2. Leonis Baptiste Alb. L. II. De Familia: 31r-52v,

3. L. bap. alb. liber III familie. economicus: 53r-92v,

4. L. IIII. Familie L. Bap. Alb., e poi sotto, Leonis Bap. al. Liber quartus familie incipit, tractat. de amicitia1 93r-119r,

c. 119v: Disegno di un occhio alato col motto, Quid tum,
cc. 120r-136v: De Pictura (volgare): in fine, Finis laus deo die XVII mensis iulii Mcccc36,
cc. 38r-148r: Epistola Consolatoria,
cc. 142r-149v: Deifira,
cc. 150r-150v: Elegia Mirtia,
cc. 151r-151v: Sententie pitagoriche,
cc. 151v-160r: Ecatonfilea,
cc. 160v-161v: Elegia Agiletta,
cc. 162r-167r: Amiria Caroli Alberti,
cc. 172r-177r: De Amore (la lettera di L. B. Alberti a P. Codagnello ex veneliis die decima Januarij),
cc. 177r-178v: Sophrona,
cc. 179r-182v: Uxoria (alla fine di cui si legge: finis die lune in nocte ante die martis ora 1½ die ij decembris 1438).

Le cc. 52v, 137, 140v-141Uv, 167v-171v son rimaste in bianco.

Questo cod. fu già adoperato dal Bonucci, dal Mancini, e dal Janitschek, e più recentemente da L. Mallè, i quali ne danno descrizioni più o meno complete2. Sarà adoperato per altre opere nella presente edizione. Vedi anche Mazzatinti, Inventari dei Mss delle Bibl. Italiane, vol. X, Forlì, 1900, p. 103. [p. 369 modifica]

2. Cod. Magl. XXI. 90 (provenienza Biscioni n. 88): F2).

Cod. cart. sec. XV (fine); mm. 214 x 145; cc. 208 in tre numerazioni distinte: 1-84 (bianca l’ultima), 1-64 e 1-60 (bianche le cc. 36, 56-60). Precedono 9 cc. non numerate, di cui la prima è membranacea, sulla quale figura un’antica segnatura: B VILI. B 90, e la seguente descrizione del contenuto scritta a matita da una mano del sec. XVII: Leon Bat Alberti Del Governo della Famiglia, d’Aristotile il libro dell’etica volgare. Mariotto Davanzati ed altri dell’Amicizia. Chiude il vol. una carta membr. non numerata su cui si legge una nota di un antico possessore con la data 1492. Legatura contemp. in pergamena.

Il cod. è tutto della stessa mano, di Giovanni di Matteo di Giovanni Strozzi, con titoli e didascalie in rosso, e fu copiato intorno al 1482 come attesta la nota in fine del terzo libro della Famiglia (c. 64r della 2a numerazione): Finito a honore del glorioso idio et hutile mio et de li altri che lo leggieranno per me giovanni di matheo di giovanni strozzi questo di xx di marzo MCCCClxxxij amen 3.

I quattro libri della Famiglia occupano le cc. 1r (1a num.) - 35v (3a num.) e portano i titoli seguenti:

c. 1r: Leonis Baptiste Alberti Prologus in libros de familia,
c. 6v: Incipit Liber primus familie de officio Senum erga Juvenes et minorum erga maiores et de educandis liberis,
c. 47r: Leonis Baptiste de Albertis incipit L. II de Familia De R. Uxo. et ex. iu.
c. 1r (2a num.): Padre di Famiglia Compilato per messer Baptista Alberti fiorentino Et diricto a Francesco Alberti suo consorte Comincia il Prohemio,
c. 1r (3a num.): Leonis Bap. Al. Familie L. Quartus.

Seguono poi l’ottavo libro dell’Etica volgare di Aristotile (cc. 37r-42v), il tractato de amicitia di Mariotto Davanzati ‘Quel divo ingegno qual per voi s’infuse’ (cc. 43r-47v), e un simile lavoro di Benedetto d’Arezzo ‘Se mai gloria d’ingegno alto comosse’ (cc. 48r-54r)4. Nelle cc. 54r-55v si leggono alcuni Decti et sententie sopra l’amicitia di più savii philosophi. [p. 370 modifica]

Se ne servì il Bonucci per la sua ed. cit. (cfr. voi. II, pp. xxii-xxxiii).

3. Cod. Palatino 455 (F3).

Cod. cart. sec. XV; cc. 166 numerate da 1 a 165 con doppia numerazione della c. 36; mm 334 x 228. Legato in tela giallo-verde. Cod. esclusivamente di opere dell’Alberti. Contiene:

cc. 1r-36r Adesp. e anepig. Della Tranquillità dell’Animo. Incipit: ‘Niccola di meser Veri de’ Medici huomo ornatissimo d’ogni costume...’. Explicit: ‘...di qualunque sia huomo in vita perfido et iniquissimo’. Bianche le cc. 36v, 36bis e 37;

cc. 38r-165v I primi tre libri della Famiglia intitolati come segue:

c. 38: Leonis Baptiste Alberti Prologus in libros de familia,
c. 42: Incipit Liber primus familie de officio Senum erga iuvenes et minorum erga maiores et de educandis liberis,
c. 73: Manca il titolo al secondo libro. Anepigrafo anche il Proemio al terzo libro,
c. 111: L. Bap. Alb. Lib. III Famil. P. F. Oeconomicus.


In fine (c. 165) si legge: Recognovi ego Zenobus Acciaiolus5.

Il cod. fu tutto copiato dalla stessa mano sebbene con molti errori e omissioni, a cui si cercò di rimediare con tre serie di correzioni, delle quali due sembrano per la scrittura assai vicine all’età del cod., e la terza, quella dell’Acciaiuoli, alquanto posteriore. Il testo in cui abbondano forme in -eti per la 2a persona plurale e alcuni casi di forsi per forse, pare opera di amanuense emiliano. L’Acciaiuoli, che ha aggiunto in margine anche numerose didascalie, lo collazionò con un altro cod. che per varie lezioni corrispondenti e per la probabilità che l’avesse potuto avere tra le mani, sembra potersi identificare nel cod. Vat. Urb. Lat. 229 (U)6. [p. 371 modifica]

Descritto da L. Gentile, I Codd. Palatini, Roma, 1889, II, pp. 13-14. Cfr. anche Bonucci, ed. cit., II, pp. xxi-xxii.

4. Cod. II. IV. 48 (già Magl. XXI. z; provenienza Marmi) (F4).

Cod. cart. in fol. sec. XVII; cc. 229 (mm 304 x 220) più 9 carte in principio non numerate; legato in pergamena. Le cc. non numerate portano elenchi del contenuto del cod. e l’indicazione dell’antico possessore: Di Giovanni di Simone Berti et de suoi amici, seguito da uno stemma della famiglia Alberti. Contiene:

cc. 1r-221v: Leon Battista Alberti del Governo della Famiglia (sono i primi tre libri). In margine della c. 1r:Cavato da una copia male scritta e scorretta7,
c. 222r: Sonetto del medesimo autore:«S’io sto doglioso igniun si maravigli»8,
cc. 222v-228v: (copiato da un’altra mano): L. Bap. de Albertis Vita satis mendosa. Incipit: «Omnibus in rebus quae ingenuum et libere educatum deceant...»; explicit:«... poplitem is, inquit, belle scalpit. Cum erroribus transcripta»9,
c. 229: Albero della nobil famiglia degli Alberti anticamente detti del Giudice.

Descritto dal Mazzatinti, Inventari, vol. X, p. 106. Vedi anche Bonucci, ed. cit., I, p. xxiii.

5. Cod. II. IX. 21 (provenienza Poirot, 1825) (F5).

Cod. cart. in 8° sec. XV; mm 211 x 145; cc. 157 numerate sporadicamente, più 2 cc. bianche in principio, sulla prima delle quali si legge: No. 154. Inedito e raro. Legato in pergamena col titolo sul dorso: Baptista Alberti... familiari Libri ii. Contiene:

cc. 1r-157v: Adesp. e anepig. i primi due libri della Famiglia. Alla fine del secondo libro: Finis L. II. Fa. qui dixit de re uxoria et exercitiis iuvenum. L. B. Al.

Il cod. è tutto copiato dalla stessa mano, coi nomi degli interlocutori in rosso.

Descritto dal Mazzatinti, Inventari, vol. XI, p. 261. [p. 372 modifica]

6. Cod. Palatino 635 (F6).

Cod. membran. sec. XV; mm 267x178; ff. 99 numerati, più 2 di guardia in principio (il primo cart., il secondo membran.) e 1 in fine. Sul verso del foglio di guardia membran. il nome di un antico possessore è stato raschiato, e sotto si legge: Questo libro è di Piero di Simone del Nero donatomi da m. Pier Cambi 1581.

Contiene i primi due libri della Famiglia intitolati come segue:

1. Leonis Baptist e Alberti Prologus in Libros de Familia. Incipit L. I. Fa. De officio senum erga iuvenes œt minarum erga maiores œt de educandis liberis.

2. Incipit L. II De Familia. De Re Uxo., poi aggiunto in margine et ex. iu. In fine si legge la stessa rubrica di F5.

I titoli dei due libri e i nomi degli interlocutori sono scritti in rosso. Legato in cartone coperto di tela.

Descritto da L. Gentile, I Codd. Palatini, voi. II, p. 203.

7. Cod. Capponi Vicenzo 126 (striscia 170) (F7).

Cod. membran. in 80, sec. XV (1444); mm 240 x 163; ff. 90 non numerati più 4 carte di guardia, due all’inizio e due in fine. Legatura contemp. in cuoio.

Contiene il terzo libro della Famiglia, preceduto dalla lettera dedicatoria, che comincia senza titolo al f. 4r:‘Messer Antonio Alberti homo litteratissimo...’ Segue poi il libro stesso intitolato: L. Bap. Al. Lib. III Familie PF Economicus. È una bella copia scritta con molta cura, coi nomi degli interlocutori in rosso e una bella maiuscola iniziale in oro su fondo azzurro (f. 4r). Alla fine del testo, f. 89v, Finis Mccccxliiii. Tutti gli altri ff. sono bianchi ad eccezione del f. 3v che porta la seguente indicazione del possessore: Iste liber est bernardj benedictj bernardj de albertis civis et mercatoris fiorentini e suoi amici, di cui le parole bernardj benedictj bernardj de albertis sono scritte con inchiostro nero sopra una raschiatura, mentre tutte le altre sono in rosso salvo e suoi amici, che è aggiunta di mano posteriore10.

Il cod. fu adoperato da Fr. Palermo per la sua ed. Il Padre di Famiglia di L. B. A., Firenze, 1871, e anche da G. Mancini per [p. 373 modifica]la sua ed. cit., Firenze, 1908 (cfr. ibid., pp. x-xi per la descrizione del cod., e vedi pure G. Mancini, Vita di L. B. A., 1a ed., Firenze, 1882, p. 556, e 2 a ed., 1911, p. 240).

8. Cod. Magl. XXI. 134. (già Strozzi in f° n. 578) (F8).

Cod. cart. sec. XV; mm 295x214; cc. 98 anticamente numerate per 96 con ripetizione del n. 38 e omissione di una carta dopo la 45, più una guardia in principio scritta, e una in fine bianca (vedi nota del bibliotecario in fine del cod. marzo 1919). Legato in assi e mezza pelle. Contiene:

cc. 1r-50v: Adesp. e anepig. il terzo libro della Famiglia preceduto dalla lettera dedicatoria.
cc. 50v-96v: Adesp. e anepig. i primi due e parte del terzo libro della Vita Civile del Palmieri. Explicit: «noi gloriosissimamente possiamo vincere chon ll’armi»; arriva cioè alla metà del terzo libro (cfr. l’ed. di F. Battaglia, Bologna, 1944, p. 101).

Mano corsiva e di lettura difficile.

Sul primo foglio di guardia, la seguente descrizione del contenuto fu scritta da una mano del ’6oo: «No. 578. M. Battista Alberti Padre di Famiglia - 1. Vita Civile lib. 4 composta da Matteo Palmieri - 50. Tractatus iste Bapta Alberti idem est ac Liber III de familia eiusdem auctoris. Mss in Fol. No. 143. Del Senre Carlo di Tommaso Strozzi 1670.» Sul f. 1r due antiche segnature e in fondo lo stemma degli Strozzi.

Biblioteca Riccardiana

9. Cod. 2556 (FR1). Anticamente segnato n. 975.

Cod. cart. sec. XV; mm 237x172; legato in pergamena; cc. 81 numerate, più 4 cc. bianche in principio e 4 in fine. Contiene il terzo libro preceduto dal proemio, che comincia a cc. 1r senza titolo e attribuzione. Il dialogo a cc. 5 l’è intitolato: L. Bap. Al. Lib. III. Familie P. E Economicus. Tutto della stessa mano, con i nomi degli interlocutori in rosso, e iniziali a cc. 1r in rosso e azzurro. In fondo a cc. 1r uno stemma ora tanto sbiadito da non potersi più riconoscere. In fondo a cc. 28r un disegno in cui si legge il seguente nome: Antonio Lorenzo Jacopo di Giovani di Filippo Soldani. [p. 374 modifica]

10. Cod. 2975 bis (FR2).

Cod. cart. sec. XV, mm 209 x 147; cc. 72 nuovamente num. a macchina, di cui cc. 68-72 bianche, più una guardia in principio e una in fine. Legat. mezza pergamena. Contiene il terzo libro della Famiglia e la lettera dedicatoria, col titolo a cc. 1r: Padre di famiglia compilato per messer Batista Alberti fiorentino et directo a Francesco Alberti suo chonsorte. Bella copia con iniziali in rosso e azzurro a cc. 1 (proemio) e cc. 3 (inizio del dialogo); i nomi degli interlocutori in rosso, e ogni maiuscola nel testo su sfondo giallo.


Roma

Biblioteca Vaticana

11. Cod. Urb. Lat. 229 (già 1153) (U).

Cod. membr. sec. XV; mm 324x211; fi. 185 più 3 di guardia all’inizio. Bellissimo cod. scritto da mano corsiva e riccamente miniato, soprattutto l’emblema col titolo dell’opera in faccia al f. 1r11, lavoro forse dei copisti di Vespasiano.

Contiene i quattro libri della Famiglia, trascritti nell’ordine seguente: I, II, IV, III12. Precede il Prologo (ff. 1r-7r) seguono poi, ffi. 7v-44v;: Liber Primus Familie de officio senum erga iuvenes et minorum erga maiores et de educandis liberis; f. 45r bianco; ff. 45v-83r: L. B. A. Liber Secundus De Familia De R. Uxo; ff. 83v-85r bianchi; ffi. 86r-i26v: anepigrafo, il quarto libro; ff. 127r-128v:: anepigrafo, il proemio al terzo libro; ff. 129r-183r: anepigrafo, il terzo libro.

Una indicazione del possessore e della provenienza si trova in una nota, forse della mano di Federigo Veterano, ma sicuramente del sec. XV, incollata sul secondo foglio di guardia: Leonis Baptistae de Albertis de Familia liber. olim D. Octavianij Ubaldini recuperatus a fratribus S. Bernardini extra muros (cioè di Urbino). Sembra dunque che il cod. non facesse parte della biblioteca [p. 375 modifica]nate almeno prima del 1498, anno in cui morì Ottaviano13. Non figura nell’Index vetus fatto dal Veterano poco dopo la morte di Federigo (1482)14. È probabile però che fosse copiato per Ottaviano dallo stesso gruppo di amanuensi che lavoravano per il Duca15.

Descritto da C. Stornaiolo, Codices Urbinates Latini, Roma, 1902, tom. I, p. 224.

12. Cod. Ottoboniano Lat. 1481 (O).

Cod. cart. sec. XVI; mm 200x140; cc. 74 numerate. La legatura presente risale agli anni 1878-89 (stemmi di Leone XIII e del card. Pitrà sul dorso). Già posseduto da Marcello Cervino e dal Duca di Altaemps, secondo le indicazioni che si leggono sulle cc. 1r e 2r. A cc. 2v: Versi di Leon Bap. Alberti recitati nel primo Certame Coronario Anno xpj MCCCCXXXXIJ (sic) die... quando e’ donò questo quarto libro de Famiglia al SE. e po. fierentino (sic)16. Incipit: «Dite o mortali che sì fulgente corona». Questi esametri sono seguiti subito, a cc. 3r, dal Lib. IV della Famiglia senza alcuna intestazione: «Era già quasi da riporre gli argenti...» Il codice è stato trascritto tutto dalla stessa mano, che diventa poco leggibile dopo cc. 55 perché l’inchiostro forte ha penetrato la carta sottile e la scrittura traspare da una pagina all’altra.

Biblioteca Casanatense

13. Cod. 601 (già B. V. 15) (Ca).

Cod. membran. sec. XV; mm 245x161; cc. 91 num. più una di guardia bianca in principio. Legato in cuoio contemp. con fregi d’oro sul dorso e sulla copertina, che è chiusa con due fermagli [p. 376 modifica]di metallo. Dentro la copertina davanti al testo si legge il nome Messer batista albcrli, scritto da una mano del ’400, con accanto la data 1745, aggiunta dalla mano settecentesca che sotto ha scritto una lunga nota sul cod.: «Alberti Leone Battista figlio di Lorenzo Alberti fiorentino (libro III intitolato nella pagina 4 a) Il padre di Famiglia; come debba ben governare se stesso e governare e conservare le cose sue: sono dialoghi ne’ quali mancando i nomi non ò potuto cavare quello del autore che però facilmente troverassi a leggerli... in bocca almeno degli interlocutori. Il titolo de libri I e II che mancano vedasi alla 4 a facciata. Forse l’opera è inedita. Tra gli autori della Crusca seguitati questi non c’è.» Contiene:

cc. 1r-58v: Adesp. e anepig. il proemio e il terzo libro della Famiglia. Manca non solo qualsiasi intestazione, ma anche 1 nomi degli interlocutori. Gli spazi lasciati in bianco non sono stati riempiti, come evidentemente era l’intenzione, con nomi calligrafici a colori. La lettera iniziale del proemio è riccamente ornata (oro circondato con fiori in rosso e azzurro),
c. 59r: Adesp. e anep. canzone: Nessun pianeta che possegha il cielo (sono stanze dell’Alberti, edite di su un altro cod. dal Bonucci, vol. V, pp. 355-6. Cfr. Flamini, Lirica Toscana del Rinascimento, Pisa, 1891, p. 636),
cc. 59v-62v: Adesp. e anep. frottola: Venite in danza o gente amorosa (ugualmente dell’Alberti, e stampata già dal Mancini, Opera inedita... L.B.A. pp. 19-29 e 297-304, di su questo cod. Cfr. Flamini, loc. cit.)17
c. 62v: Adesp. e anep. madrigale: Le chiome che io adorai nel sancto lauro (dell’A., già edito dal Mancini di su questo cod., nella prima ed. (Firenze 1882, p. 268) della sua Vita dell’A. Cfr. Flamini, loc. cit.) (17).
cc. 63r-90v: Adesp. il Teogenio dell’A. Questo titolo è stato aggiunto in capo al testo da una mano assai posteriore al cod. L’opera è completa, ma mancano come nella Famiglia i nomi degli interlocutori,
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EDIZIONI


1. Il Padre di Famiglia di Leon Battista Alberti. Trattato del sec. XV ora per la prima volta pubblicato [da Fr. Palermo], Napoli, Trani, 1843. Edizione del solo terzo libro condotta, secondo la prefazione, sui codd. F1, F2, FR2 . Cfr. le osservazioni del Bonucci nella sua edizione, cit. infra, vol. II, pp. 2x7-18, 489-94.

2. Della Famiglia Libri IV, in Opere Volgari di Leon Batt. Alberti... annotate e illustrate dal Dott. Anicio Bonucci, Firenze, Tip. Galileiana, vol. II, 1844. Edizione condotta su F1, dall’editore creduto autografo, con l’aiuto di altri codd., soprattutto di F3 . Il Bonucci dice di aver tenuto presente anche F2, F4, FR1, FR2. Cfr. la sua prefazione, pp. xxi-xxm.

3. Il Padre di Famiglia di L. Battista Alberti. Trattato del secolo XV con note filologiche e morali di Francesco Prudenzano, Napoli, Tip. Belle Arti, 1856. Edizione ridotta del solo terzo libro. L’editore non indica la fonte del suo testo, che sarà stato preso probabilmente dall’ed. del Palermo cit. sopra.

4. Il Padre di Famiglia di’' L. B. Alberti rimesso in luce sopra un nuovo codice Palatino da Fr. Palermo, Firenze, Tip. Cenniniana, 1871. Edizione del terzo libro condotta sul cod. F7 .

5. Della Famiglia di L. B. Alberti, con prefazione di Carlo Capasso, Milano, Sonzogno (Bibl. Econom.), 1906. Edizione dei quattro libri che riproduce il testo del Bonucci, cit. sopra.

6. I Libri della Famiglia editi da Girolamo Mancini secondo il manoscritto riveduto dallo scrittore e coliazionato da autorevoli codici, Firenze, Carnesecchi, 1908. Segue il cod. F1, dando in nota le varianti di U per tutti i quattro libri e quelle di F7 per il terzo libro. L’editore dice di aver consultato altri codd. che non cita, «appartenenti coi tre preferiti ad un unico gruppo, derivati dal medesimo rivolo, e diversi fra loro per poche ed inconcludenti varianti, quasi sempre frutto di palesi sviste o delle fallaci interpretazioni grafiche degli amanuensi» (p. xvi). [p. 378 modifica]

7. Leon Battista Alberti, I Primi tre libri della Famiglia annotati da Francesco Carlo Pellegrini, Firenze, Sansoni, 1911. Edizione basata sul testo stabilito dal Mancini («Solo in qualche punto mi parve che la lezione del Cd. Urbinate, dal Mancini riportata in calce al suo testo, fosse migliore di quella del Cd. Magliabechiano... e allora l’accettai, dicendo in nota il fatto, e spesso anche le ragioni », p. lxii; il Pellegrini non rivide nessun cod., vedi p. 241, n. 1).

8. Ristampa della precedente, 1913.

9. Leon Battista Alberti, Della Famiglia. Precede uno scritto del De Sanctis sull’Alberti, Milano, Bietti, s. a. (1923). Edizione dei primi tre libri che riproduce il testo del Pellegrini.

10. Leon Battista Alberti, Della Famiglia. Precede uno scritto del De Sanctis sull’Alberti, Milano, S. A. Notari, 1928. Edizione uguale alla precedente.

11. I primi tre libri della Famiglia. Testo e commento di F. C. Pellegrini, riveduti da R. Spongano, con una nuova introduzione, Firenze, Sansoni, 1946. Il nuovo editore ha ritoccato qua e là il testo del Pellegrini (e ne dà notizia nella prefazione, pp. v-vi), ma ha anche tolto molte note al testo in cui il Pellegrini spiegava la sua adozione di lezioni desunte da U (cfr. «Rinascimento», ITI, 1952, pp. 213-15).

B) LA PRESENTE EDIZIONE


Il problema del testo critico della Famiglia fu già prospettato in un mio articolo preparatorio uscito nel 195218, che occorrerà qui in parte riassumere e per altri rispetti ampliare in base all’esame più completo dei codici. Giova innanzitutto ricordare la storia della composizione dell’opera quale è nota attraverso altri [p. 379 modifica]documenti. Secondo la Vita anonima dell’A., stesa sicuramente alla fine del ’400 19, egli ne abbozzò i primi tre libri a Roma in novanta giorni nel trentesimo anno della sua vita, cioè nel 1433-34: essi riuscirono però «inelimatos et asperos, neque usquequaque etruscos» a causa della sua poca esperienza di quella lingua, essendo egli nato e vissuto a lungo fuori di Toscana durante l’esilio degli Alberti. Ma presto egli vi pose rimedio:


multo suo studio, multa industria id assecutus extitit, ut sui cives, qui in senatu se dici eloquentes cuperent, non paucissima ex illius scriptis ad exornandam orationem suam ornamenta in dies suscepisse faterentur.


Implicita in questa ultima affermazione della Vita si potrebbe vedere l’ammissione di una prima revisione dei tre libri. Più tardi, poco dopo il suo arrivo a Firenze nel 143420, e forse nell’anno in cui stese la lettera dedicatoria del terzo libro indirizzata a Francesco d’Altobianco Alberti, la quale echeggia le dispute intorno al volgare sorte tra gli umanisti della Curia Papale (1435-36)21, offerse l’opera ai suoi parenti. La loro reazione poco incoraggiante quasi gii suggerì di consegnarla alle fiamme, il che avrebbe fatto, se non fossero intervenuti certi prìncipi per dissuaderlo. I primi tre libri furono così salvati dalla fama che l’A. già godeva fuori di Firenze. Il quarto [p. 380 modifica]libro invece fu composto «post annos tres quam primos ediderat», probabilmente cioè verso il 1440, e donato alla Repubblica di Firenze in occasione del Certame Coronario, organizzato dall’A. nell’ottobre del 1441 sul tema dell’amicizia, di cui appunto si ragiona in quel libro. Ma evidentemente l’A. non rimase soddisfatto del suo lavoro, e lo sottopose nel 1443 al giudizio di due amici, Lionardo Dati e Tommaso Ceffi, con l’intenzione di mandarlo «in Sicilia», donde, pare, era stato richiesto. La critica di questi amici è espressa in una lettera del Dati in data 8 giugno 1443, scritta da Firenze all’A. che allora era a Siena al seguito di papa Eugenio IV. Essa poggia su due punti: «alterum in stylo grandiori ac forsan asperiori praesertim in libri primordio quam Fiorentina lingua aut non literatorum hominum judicia toleratura esse videantur»; e, secondo, l’omissione, contrassegnata nel ms. da spazii vuoti, dei nomi dei diversi autori citatiì22. Non si conosce il seguito di questa corrispondenza, ma è lecito supporre che, seguendo i loro consigli, l’A. con tutta probabilità sottopose l’opera ad altre revisioni negli anni che succedettero al 1443.

Questa storia della composizione della Famiglia ci permette di spiegarne in parte la tradizione manoscritta, quale la conosciamo attraverso i tredici codici che ne rimangono. Tra questi, tre conservano l’opera intera (F1, F2, U), due contengono i primi tre libri (F3, F4), e due hanno i primi due libri (F5, F6), mentre del terzo libro a sé, preceduto dalla lettera dedicatoria, rimangono cinque codici (F7, F8, FR1, FR2, Ca), e del quarto a sé un ms. soltanto (O). Il maggior numero di codici per il terzo libro, insieme con la grande quantità di mss. del Governo della Famiglia (quel rifacimento più tardi attribuito ad Agnolo Pandolfini che godette un favore sproporzionato tra moralisti e filologi fino all’Ottocento), si spiega in primo luogo con la presentazione a parte al consorte Francesco d’Altobianco, e in secondo luogo col fatto che il suo argomento ed il suo tono realistico non poteva non piacere ai borghesi fiorentini della seconda metà del ’40023. L’esempio unico del [p. 381 modifica]quarto libro a sé (O), colla sua nota sulla presentazione al comune di Firenze, sta anch’esso ad indicare un’altra particolare occasione nella storia del testo; ma né l’una né l’altra dedicatoria di questi singoli libri dovrebbe oscurare il fatto che l’autore considerava la sua Famiglia come un’opera sola e integra.

E a dimostrare questo, basta il cod. F1 in cui si leggono tutti e quattro i libri riveduti dall’autore. Significativa però in questo cod. in parte autografo è la mancanza della dedicatoria del terzo libro che figura in tutti gli altri codd. che lo contengono: fatto che induce a credere che questa copia, se non anche le correzioni autografe, fosse fatta prima del 1437, anno probabile della presentazione a Francesco d’Altobianco. Né contraddice questa ipotesi la presenza del quarto libro, che fu, come si crede, composto più tardi, perché i due ultimi libri vi sono copiati da mani diverse. Quali che fossero questi particolari cronologici, le condizioni di questo importantissimo codice, trascritto nella parte che ora ci riguarda, da quattro mani diverse, e largamente corretto dall’Alberti, fanno pensare ad una primitiva redazione che l’autore teneva presso di sé ed emendava e ampliava in diversi momenti. Ho già dato altrove un’analisi delle aggiunte e correzioni autografe di questo cod., preziose anche per la conoscenza delle abitudini dell’A. scrittore24. È importante notare che esse sono più numerose nel primo libro, un po’ meno nel terzo, meno ancora nel quarto, e rare nel secondo. Oltre le correzioni degli errori dei copisti e i non molti emendamenti di carattere lessicale e stilistico, la revisione autografa di F1 si estende soprattutto all’aggiunta di frasi e di intieri periodi, o anche di alcuni paragrafi: lavoro perciò di correzione e di ampliamento anziché di semplice revisione sintattica e stilistica. Sorge il dubbio se questa possa essere la revisione suggerita dalla lettera del Dati.

Queste correzioni fatte dall’autore su F1 si possono dividere per [p. 382 modifica]la nostra dimostrazione nelle seguenti categorie, per le quali si indica il computo approssimativo secondo i singoli libri:


Lib. I Lib. II Lib. III Lib. IV
A) Correzione di errori dei copisti 25 4 7
B) Emendamenti lessicali 22 10 1
C) Emendamenti stilistici 21 3 16 3
D) Aggiunte minori (meno di dieci parole) 82 15 58 28
E) Aggiunte maggiori (più di dieci parole) 13 7 7


Ecco alcuni esempi tolti dalle varie categorie (esclusa naturalmente A) per illustrare il carattere delle correzioni. I numeri delle pagine rimandano alla presente edizione:

Categoria B


Libro I prima lezione seconda lezione
p. 13. 11 ... avere donde pigliare buona speranza ricevere
p. 15, 33 ... vincere la paura superare
p. 19, 10 serà cosa gratissima molto apta e condecentissima (apta e fu poi cancellato)
p. 20, 15 ... quanto in loro era stadio et opera forza et ingenio
p. 23, 6 cercate d’essere ben voluti date opera
p. 43, 2 ... bructeze et stultitie de’ figliuoli spurcitie
p. 47, 17 spess’ora spesse volte
p. 66, 20 ... omicidii, detractori et scelestissimi uomini latroni
p. 75,34 ... ma chi segue quanto a llui sia lecito a me più piace che chi seguita cosa quale seguire non possa cierca
[p. 383 modifica]
p 77,27 ... sendo il vitio cresciuto et in tutto de’ suoi rami steso alcuno
Libro III
p. 162, 27 ... ridursi più tosto tra giovani prodighi che tra vecchi massai spendenti
p. 164, 24 ... senza allegarvi il libro autorità
p. 198, 20 ... manco si scalpesta e seminati lavorati
p. 234, 36 ... subito dia modo di riavella studii
p. 245, 17 ... tutto quello bisogna alla masseritia si richiede
Libro IV
p. 326, 36 ... né dimenticarti la ’niuria la inimicitia

Categoria C

Libro I
p. 14, 13 Ma non dubitare che noi altri quanto ci fusse possibile, in quello che appartenesse all’utile et onore del minimo di casa non che a tuoi figliuoli... carissimi, noi siamo di quest’animo tutti che vorremmo che ogni uomo ci conoscesse esserti buoni et fidelissimi parenti Ma non...
ci fusse possibile, ciascuno sta di quest’animo, in quello....
figliuoli carissimi, vorremmo che ogni uomo...
p. 15. 9 Forse meno mi sarebbero grave et poco acerbe se io potessi di me come solea Iulio Cesare... dire di sé... Forse meno mi sariano grave et poco acerbe perderle, se io potessi dire di me come solea Iulio Cesare... di sè dire...
p. 16, 21 Vero è che io sempre ò cerco d’essere da tutti amato più che temuto a)... mi ramento cercare
b) sostituito poi con:
con ogni industria et arte mi sono molto ingegnato...
[p. 384 modifica]
p. 27, II Perché è egli lodato ornare chi già è caduto di vita ... piace egli onorare
p. 28, 2 Ben ti confesserei di quello dicea Platone essere uno de’ quattro furori come e’ ponea de’ vaticinii l’uno, l’altro de’ poeti, el terzo della ... cundia (?) Bem confesserei a Platone que’ suoi quattro furori essere nell’animo et mente de’ mortali molto possenti et veementissimi, quali e’ ponea de’ vaticinii, de’ ministerii, de’ poeti et dello amore.
p. 28, 15 A me non accade giudicare quanto de’ padri verso de’ suoi nati sia affectionalissimo animo ...
... ne’ padri...
... sia l’animo affectionatissimo
p. 43, 12 ... non senza grandissima ignominia et biasimo di negligentia saranno a’ padri e figliuoli disviati et scelerati .......
....
... saranno a’ padri quali aràno e figliuoli...
p. 80, 31 Qual sì pazo si pigliasse questa graveza di mostrare a te il quale in ogni singulare cosa sopra agli altri sei perito...? E qual sì pazo...
... di rendere in alcuna cosa te più docto, il quale... doctrina...


Libro II

p. 104, 28 ... saldissimi fondamenti onde crescano e onde s’aggiungano tutti gli altri dove
p. 141, 27 ... non però sarà da spregiar colui...: tramettasi adunque costui in questo quale exercitio conosca sé essere non inepto se si tramette in questo


Libro III

p. 170, 23 E’ mi misero ad altri exercitii... E miei misero me ad altri exercitii
p. 174, 6 Esso si stese in grande ragionamento Stesesi in uno grande ragionamento
p. 175, 31 Io vi darò una regola brieve Prendete questa regola brieve
[p. 385 modifica]
p. 179, 13 ...a chi faccia morirci in exilio ...a chi ci accresca l'ultime nostre miserie
p. 192, 1O ... colui il quale sarà con strana o senza compagnia pochi strani
p. 202, 7 se io avessi villa simile quale io t’ò narrato... ti narrava
p. 224, 15 Vedi la disonesta essere in odio a chi veramente et di buono amore ama et senti la disonestà tua solo essere grata a chi ti sia inimico

... et sente costei... sua... a lei...
p. 229, 18 ...a te piacerà non comunicare e nostri segreti ad altri né investigare e facti altrui ... tacendo più ascoltare che favellare e favellando mai comunicare... né troppo mai investigare...
p. 238, 36 Vieni qua, moglie mia... E! moglie mia
Libro IV
p. 288, 22 Maravigliomi che tu preponga della istoria, quale ... fortuna, dedurmi... Maravigliomi che tu della istoria, quale... fortuna, preponga dedurmi...
p. 325, 29-326, 1 ... quali inciese le macchine de’ Romani, e pel gran vento appreso in la terra e sue case, grandi e piccoli, maschi e femmine con arme repelleano e Romani, quali concorreano ad aiutarli piatosi per spegnieite el fuoco, ostinati e feruti litii, che con suo mani altrove transferiron el fuoco, e piacqueli cadere tutti insieme con la patria in cienere ... quali inciese poi che ebbero le macchine de’ Romani e pel gran vento videro el fuoco appreso in la terra sua et in molte case excrescere, quasi di questo lieti, grandi e piccoli, maschi e femmine con arme corsero a repellere e Romani quali piatosi correano ad aiutarli per spegniere loro el fuoco, ma quelli ostinati e feruti litii con suo mani altrove...
(ma l’Alberti, non contento di questa correzione, la cancellò, e ricopiò tutto il passo come ora si legge nel nostro testo)
[p. 386 modifica]

Categoria D

Diamo soltanto un piccolo saggio delle aggiunte minori, che sono troppo numerose per farne qui l’elenco completo. Le parole aggiunte sono stampate in corsivo.


Libro I
p. 13, 21 ...e mi pesava non assectar prima questa a noi padri adiudicata soma, et spiacevami lasciare adrieto simile alcuna... faccenda
p. 15. 24 per affaticarmi chome soglio in utile... di casa nostra
p. 21, 17 conoscere le cagioni el fine e riusciinento delle cose
p. 23, 6 fate di vivere liberi, lieti, onorati et amati
p. 41, 16 non so se in noi Toscani questo fusse...


Libro II
p. 112, 22 Tu di fresco isposo né puoi sanza danno...
p. 128, 26 ornarsi d’optimi costumi et gratie di molti
p. 135, 11 Sono l’opere giuste e buone quelle che non solo nuociono a niuno, ma giovano a non pochissimi
p. 148, 24 ... quiete, tranquillità e verità, le quali cose, come le sue a el corpo sono da moderato et netto vivere, così queste all’animo nascono da ragione et virtù


Libro III
p. 171, 3 Adunque si vol queste bem saperle usare et contenere, amare i buoni, odiare i vitiosi... desiderare cose optime...
p. 178, 7 Tanto sono le cose della fortuna nostre sì quanto ella ce le permette et ancora quanto noi le sappiamo usare
p. 206, 1 La diligentia del maestro può d’uno factore non molto buono farlo migliore
p. 230, 11 ... insegnasti voi alla donna come ella avesse a farsi ubbidire et avere con simile gente rozza et inepta?


Libro IV
p. 281, 18 Io a cui que’ vitii et suoi et di tutta la famiglia dispiaceano...
p. 309, 15 (la benivolentia) contro ogni suspictione et oblivione fermissima
p. 336, 33 ... né sempre appruovo la parsimonia et tenacità
[p. 387 modifica]

Categoria E

Ecco le indicazioni delle aggiunte maggiori25:

Libro I
* p. 18, 20-19, 1 avervi grandissima cura... desìi e operosi
p. 20, 33-36 del quale uomo... prudentissimo e civilissimo
p. 21, 4-5 vedendo forse in qualcuno de’ nostri cittadini qualche fiamma d’invidia e d’ingiusto odio essere incesa
p. 24, 21-22 e non vorrai umanitate alcuna essere da te lontana, certo (arai) non pochissima (parte di vera felicità).
* p. 36, 6-20 E pure vorrei anch’io... senza femmina dispiace
* P- 37, 31-38, 4 le quali cose... cresciuto e nutrito
* p. 48, 5-12 Prudentissimo che sapea... suoi dilecti e piaceri
* p. 53, 26-55, 3 et sarà non dannosa... loro superfluo e incommodo
p. 63, 4-5 E non è virtù altro se non in sé perfecta e bem producta natura
* p. 67, 30-33 In ciascuno non in tutto freddo... mollo gioverà
* p. 76, 3 -10 Et è cosa brutta... da meni che un porco
p. 77, 30-33 Non dividerà el figliuolo da sé... a sé e a suoi
* p. 81, 5-12 Sono contento, Adovardo... in farmi marito


Libro III
p. 161, 6-14 Nulla si truova... delle sue fortune
p. 173, 19-22 onde per questo... e per onorarli
p. 203, 21-22 Sempre fu utile al padre della famiglia più esser vendereccio che compraiuolo
p. 215, 1-4 in modo che non tu... e così sempre
* p. 236, 16-19 come el grano in luogo fresco... li possa nuocere
p. 256, 21-22 né a me ancora par poco piacere ove io dileggio chi me voglia ingannare
* p. 261, 11-21 imperò che, come voi litterati... o minore che lla intrata.
[p. 388 modifica]
Libro IV
* p. 274, 25-275, 14 Erano in que’ tempi... tanto principe satifacto
* p. 281, 31-34 non come molti fanno... e referendo odiosi
* p. 302, 8-16 Ma basti qui a noi... a te buon vecchio amico.
p. 317, 1-8 Molti in exercito di Gaio Martio... arebbc exterminatoli
p. 321, 3-32 Et confermano la sententia di Publio poeta, soffrendo l’antica iniuria s’invita a nuova iniuria.
* p. 338, 36-339, 11 et talvolta ti segue... et da quelli ne fu odiato
p. 340, 20-28 Et Camillo dictaiore... quello indicassero da seguirne.

Giova mettere bene in chiaro con questi esempi il carattere e l’estensione delle correzioni fatte dall’A. su F1, per valutare i rapporti tra questo e gli altri codici: soprattutto quando si trova che F1 sta a sé, non solo perché è in parte autografo, ma anche perché all’infuori di O, rimane isolato. Prescindendo per ora dai rapporti con O, troviamo infatti che tutti gli altri codici rappresentano con lievi varianti una redazione diversa, in cui sono già state assorbite, con pochissime eccezioni che si discuteranno più avanti, tutte le numerose aggiunte e correzioni autografe di F1, e in cui figurano molte altre lezioni e nuove aggiunte che difficilmente si possono attribuire ad altri che all’autore stesso. Anzi a giudicare dal loro carattere, sembrano continuare e compiere la revisione già iniziata su F1 . A parte le aggiunte, alcune sostanziali, vi si trovano varianti sintattiche e stilistiche più numerose ancora delle correzioni di questo tipo fatte dall’A. su quel codice. Inoltre, fatto assai significativo, alcune di queste nuove lezioni riguardano parole e passi già corretti o aggiunti dall’autore su F1 . Tutto ciò fa supporre che dovesse esistere un altro testo della Famiglia riveduto dall’A. posteriormente a F1, e dal quale deriverebbero gli altri codici.

Tenendo presente, dunque, il fatto che tutte le correzioni autografe (con minime eccezioni) di F1 sono passate negli altri codici, facciamo ora l’analisi delle varianti tra questi (escluso O) e F1, simile a quella fatta sopra per quella che secondo la nostra dimostrazione doveva essere la prima revisione. Prima le statistiche, e poi l’illustrazione26. [p. 389 modifica]

Lib. I Lib. II Lib. III Lib. IV
I. Correzione di errori minori e omissioni in F1 13 16 11 15
II. Emendamenti lessicali, e ritocchi minori ai costrutti 131 137 68 19
III. Varianti di frasi, correzioni stilistiche 109 31 3 10
IV. Aggiunte minori (meno di dieci parole) 125 52 32 35
V. Aggiunte maggiori (più di dieci parole). 17


Bastano queste cifre, che sono sempre più numerose per il Libro I, per destare il sospetto di una seconda revisione. Ecco alcuni esempi che ne chiariscono il carattere e l’estensione.

Categoria II

Libro I F1 altri codd.
p. 5, 36 nostri latini auspitii forze
p. 7, 22 eterna fermezza dello imperio fortezza
p. 8, 22 merore e pianti lamenti
p. 13, 1 nostro padre era in Padova giaceva
p. 17, 8 nell’altre cose sollicito diligente
p. 20, 21 la cura del reggere la gioventù... negli altri ancora è lodatissima si conosce essere
p. 26, 28 intera e incorrupta gloria correcta

[p. 390 modifica]

p. 31. 33 ... come nell’altre cose altrove
p. 32, 18 vitioso e inumano incorrigibile
p. 41. 22 molte conticue et extranee genti vicine
p. 45. 22 cose... dal necessario uso... rimosse rimotissime
p. 47. 17 [spesse volte] spesso
p. 57. 15 acuta e forte ragione sottile
p. 60, 34 colla ferza castigando scopa
p. 68, 2 come di [suoi] figliuoli proprii
p. 75. 25 Se io avessi figliuoli, io n’arei... pensiero di loro
p. 76, 27 el nocchier savio... nella adversa fortuna.. tempesta
p. 79. 3 Se il figliuolo... non ti vuole per padre, nollo volere per figliuolo avere
p. 80, 3 Gnaffe! Che stimi?
p. 80, 10 se tu anoveri bene, più troverai annoverrai


Libro II
P 88, 31 a bene e onestamente vivere onesto
p. 93, 18 ferme ragioni firmissime
p. 101, 35 tra l’Italici Cicerone, Varrone, Catone... Latini
p. 103. 35 precepto proverbio
p. 108, 19 nella quale si truovi acerchiati d’infiniti bisogni vive
p. 115. 32 ... in una donna necessarie moglie
p. 16, 22 il proprio ragionamento nostro primo
p. 123, 1 epidemia infezione
p. 133. 6 contro alla infermità a cacciarla, per la sanità a conseguirla conservalla
p. 150, 16 perché noi a che fine
p. 150, 26 admonimenti comandamenti
[p. 391 modifica]
Libro III
p. 162, 11 doppia e incurabile pazzia incredibile
p. 179,32 staterecci statuali
p. 180, 18 le molte publiche faccende pratiche e
p. 181, 13 porgere orecchie fronte
p. 201, 5 vita felice et non conosciuta felicità
p. 220, 25 più che niuna altra qual si fusse
p. 260, 10 via cattiva difficile


Libro IV
p. 272, 15 da più amarlo in pace che odiarlo armato che da temerlo
p. 275, 7 [io certo gli stolsi] bello
p. 297, 15 fia luogo prevedere ne’ gesti comprendere
p. 300, 29 qualche ardua difficultà aspera
p. 302, 9 [Martiale festivissimo poeta] antiquo
p. 332, 9 quella pistola sua scripse agli Ateniesi scritta

Categoria iii

Libro I F1 altri codd.
p. 6, 25 E come diremo noi avere balia con sue ambiguità e inconstantie la fortuna a disperdere...? E come diremo noi la fortuna con sue ambiguità e inconstanze potere disperdere...?
p. 9, 11 Non ha virtù se non chi non la vole. Solo è sanza virtù chi nolla vuole.
p. 16, 34 crescono i vitii et di dì in dì si rinnovano et nascono. nascono di dì in dì e crescono vari vizii.
p. 21, 31 debbasegli non avergli... riverentia? debbase loro non aver... riverenza?
[p. 392 modifica]
p. 36, 12 [che disaventura è questa nostra!] che disaventura sia la nostra certo mi pesa.
p. 42, 30 il costume in uno giovane non è meno che la richeza stimato. il costume in uno giovane si stima certo non me. no che la ricchezza.
p. 48,8 [conoscea costui... più facile consentire allo appetito...] conoscea che a costui... più era facile consentire all’appetito...
p. 50, 32 Può adunque di certo l’exercitio assai non solamente... Può adunque di certo l’essercizio assai non solo nel corpo, ma nell’animo ancora tanto potrà quanto vorremo con ragione e modo seguire. E potrà certo l’essercizio non solamente...
p. 51, 9 ... quali per consuetudine per corrocto ingegno avevano in sé qualche vitio, poi si corressero exercitando. Né può solo nel corpo tanto l’exercitio, ma nell’animo ancora tanto potrà quanto vorremo colla ragione seguire. ... quali prima in sé avevano qualche vizio, poi con studio essercitandosi in cose lodatissime sé corressero
(Si noti in questi due esempi, oltre le «correzioni», la trasposizione di una frase intera.)
p. 54, 20 [... non tanto a tutte le tue necessità ma voglie. Chiamo io voglia solo quella qual sia onesta.] ... non tanto a tutte tue necessitati, ma e alle voglie. Chiamo qui io voglia sol quella che sia onesta.
p. 59, 12 Ma e’ sono molti padri che per troppa ignavia più che per pietà perdonano Ma e’ sono molti padri che per troppa non vo dire piatà et misericordia... perdonano
p. 60, 4 Non si curi ad simile el padre... Così el padre non curi...
p. 64, 24-29 Piacemi questa tua sententia, Lionardo, e lodola, ma stima però più difficile che non pare conoscere... e vitii nella gioventù. La gioventù è cosa volubile... è quasi impossibile a qualunque prudentissimo fermare in loro certa alcuna institutione. Sono anche io in questa tua sentenza, Lionardo, ma parmi forse da stimare però pur difficile questo conoscere... e vizii nel la gioventù. Segue la gioventù sempre volubile... credo io sia quasi impossibile in animo giovenile fermare certa alcuna instituzione.
[p. 393 modifica]
Libro II
p. 89, 3 Sollazzi, suoni, canti e feste, e altre molte maravigliose, sanza altre molte, delle quali ora sarebbe lungo raccontare, voluptà. sollazzi, suoni, canti e feste, e ’.’altre molte maravigliose, sanza quella ultima della quale ora dissi, voluttà.
p. 91, 1 Pure non so qual maggior forza... qualche volta scacci et extermini dell’animo de’ padri ogni carità e ogni pietà. Pure non so qual maggior forza... la iscacci qualche volta ed estermini degli animi patemi.
p. 115. 4 alle fortune sono e’ buoni parenti fermi, e, giudicio de’ buoni, molto utili più che la roba. alle fortune più sono e’ buoni parenti fermi, e a giudicio de’ buoni, utili più che la roba.

Libro III

p. 203, 19 perché non mi dovesse egli parere da farne danari...? perché non mi dovessi io farne danari...?
p. 205, 28 ... e così... tutto rivedere, che quasi sempre avesse la penna in mano. ... e così... tutto rivedendo, quasi sempre avere la penna in mano.
p 221, I ... conoscere e sapere bene fare tutto ciò... (anche F2 e FR2). conoscere e con opere bene asseguire tutto ciò...

Libro IV

p. 273, 32 Ma se questo uno a voi non seguiva quanto lo sperasti amico... Ma se non questo uno a voi conseguiva quanto lo sperasti amico...
p. 307, 34 più essere stato che tu me aspectassi prolixo in extendermi a disputare di quelle amicitie con modestia forse meno che alla materia s’apartenea. più essere stato che tu me aspettassi prolisso quanto alla materia s’appartenea.
[p. 394 modifica] {|class=lba1

|class=td1|p. 311, 2||class=td2|degno da te essere amato,||degno da te fusse amato, |- |p. 321, 17||dicono... nulla se tanto pregiare quanto...|| dicono... nulla essere da tanto pregiare quanto... |}

Ma più eloquenti ancora, a favore della nostra dimostrazione che F1, pur corretto dall’autore, sia anteriore a questi altri codici, e che questi debbano considerarsi come rappresentanti di una redazione posteriore, anch’essa dovuta all’autore, sono le numerose «aggiunte» delle categorie iv e v, che indicano un ampliamento del testo originale ancora maggiore, seppur molto simile a quello già eseguito dall’A. su F1 . Diamo qui solo alcuni casi tipici:

Categoria iv

(Le parole aggiunte sono stampate in corsivo)


Libro I

p. 6, 18 quelle tutte divine virtù ascriverelle noi alla fortuna?
p. 10, 12 prudente e forte nelle avverse tempestati
p. 16, 36 ora per proprio ingegno... depravato e corrotto, ora per brutte conversazioni e consuetudini viziato e guasto, e per mille...
p. 20, 36 in l’isola di Rodi
P- 37. 11 iracundia, timidità, spaventi e simili mali
P- 74, 5 Scrive Columella, s’io ben mi ricordo, che...
p. 81, 4 ogni mia antica scusa al non tôr moglie


Libro II
p. 92, 19 giaceano vili e convinti d’amore. Molle e lascivo amore, che rompi e attriti ogni superbia...
p. 95, 9 ad acquistare fama e grazia.
p. 101, 13 volendo versare testé qui in mezzo...
p. 112, 4 copia di fratelli tutti maschi.
P 138, 5 benché ivi a lui quello riesca (suo fatica) poco fruttuoso (fructuosa).
[p. 395 modifica]
Libro III
p. 164, 20 se io già non veggo...
p. 172, 15 messer Iacobo cavaliere
p. 172, 36 spesa per noi conservata
p. 210, 8 d’ogni tuo onore a loro ne risulta lodo, e d’ogni disonore sentono parte di biasimo.
p. 239, 13 né come gli uomini fare l’altre cose virili, né ancora...
p. 250, 30 ... chi credesse il giudicio e sentenze di Giannozzo


Libro IV
p. 267, 19 supplire alle molte che (F1 a quali) forse bisognavano spese...
p. 277, 8 necessario e lodato essercizio a’ principi, non meno e a’ privati nobili cittadini.
p. 305, 36 iocunde cose nostre e ridiculi detti. Né truovasi, vincoli, credo, quali...
p. 319, 29 nobili giovani e posti in magistrato
p. 330, 4 qualunque irato sia, costui iudica sé non iniusto difendere sua contesa.
P 334, 3 la presenza loro sta grave a tutti e’ suoi cittadini.

Categoria v27

Libro I
p. 21, 22-24 in qual sempre con fede e diligenza possa difenderla da qualunque subita ruina, e con forza e virilità d’animo adirizzarla e ristituirla...
p. 21, 33-35 Debbano adunque, e’ giovani riverire e’ vecchi, ma molto più i propri padri, e’ quali e per età e per ogni rispetto troppo da’ figliuoli meritano.
p. 22, 33-36 Sempre sarà pacifica vita quella de’ mollo costumati; sempre sarà onorevole vita quella de’ virtuosi. Da cosa ninna tanto segue alla vita de’ mortali gran perturbazione quanto da’ vizii.
[p. 396 modifica]
p. 23, 20-22 Suole la umanità... non poco essere lodata (e magnificata), ma verso e’ maggiori la riverenza ne’ giovani sempre fu grata e molto richiesta.
p. 24, 9-10 Sarete adunque quanto vi conforto verso e’ maggiori molto riverenti, e quanto in voi stessi potrete virtuosi.
p. 37, 26-28 Pertanto si vuole molto provedere che a quella tenerina età sia nutrimento quanto si può ottimo. Però si procuri al bisogno avere la balia lieta... (F1 la balia stia lieta...)
p. 39, 33-35 aspettino e’ padri veder... divo Augusto Cesare,
p. 40, 1-4 e speri ciascun padre... farne essequie alcuna
p. 42, 33 I figliuoli costumati sono testimoni e lodo della diligenza de’ loro padri.
p. 49, 3-7 Solea Socrate... sarebbe lascivo e inetto.
p. 50, 4-16 Scrive Erodoto, quello antico greco... quasi niuno si vede esser calvo.
p. 52, 19-22 Dilettami certo, Lionardo, questa tua copia... e conferma la virtù. Ma...
p. 53, 1-8 Tu forse per far ch’io più ti creda... se così forse bisogna. E dimmi, Adovardo'...
p. 56, 30 Però correggano e’ padri coll’animo sedato e vacuo d’ogni iracundia, ma sempre piaccia loro più vedere... (cfr. F1 Però piaccia a’ padri più tosto vedere...)
p. 64, 34 - 65, 8 E chi potrebbe essere teco buon massaio... e volentieri me ascolti. Dico adunque che...
p. 66, 13-16 L’animo de’ viziosi sempre sta disordinato... l’animo non regolato e ragionevole.
p. 72, 35-73, 1 Così amerei io ne’ nostri, da piccoli si dessino e insieme colle lettere imparassino questi essercizii e destrezze nobili e in tutta la vita non meno utili che lodate (F1 imparassino)
p. 78, 31-33 Alla qual cosa in prima gioverà la diligenza. Sarà la diligenza quella che sempre el farà da’ suoi amato e riverito.


Al Pellegrini, queste «aggiunte» portate dal cod. Urbinate (U) in confronto con F1 sembravano addirittura «appiccicature superflue»28, che guastavano la naturalezza del dialogo come si leggeva nel testo che il Mancini e poi il Pellegrini stesso avevano preso come base delle loro edizioni. Ma egli doveva confessare in molte note che le lezioni di U erano migliori, e perfino accoglieva passi e [p. 397 modifica]lezioni di questo codice, creando in tal modo un testo ibrido che, secondo la nostra dimostrazione, confonde due redazioni dell’opera29.

Credo con questa analisi delle varianti di avere illustrato la necessità di supporre l’esistenza di una seconda redazione corretta e ampliata dall’autore, e perciò di fondare il testo critico, non su F1, ma su quel gruppo di codici che rappresenta una versione alquanto diversa e ampliata. Sarebbe difficile stabilire rapporti precisi tra le critiche riferite sopra del Dati e del Ceffi, e il tipo di correzioni e aggiunte che troviamo nel testo di questa seconda redazione, ma l’attenzione già data dall’autore alla correzione del Lib. I in F1, diventa ancora più notevole nel gruppo di codici che esaminiamo, e desta il sospetto che l’A. abbia in questo modo tentato di corrispondere alle loro osservazioni sul «primordium libri» 30. Significativo anche ci pare il fatto che il Lib. II, poco ritoccato dall’A. nella revisione compiuta su F1, qui riceve maggiore cura. L’ipotesi che ia seconda serie di emendamenti fosse fatta intorno a quella data, cioè al 1443, trova qualche conforto anche nel fatto che il cod. F7, trascritto nel 1444, non corrisponde a F1, ma piuttosto a U e agli altri codici del terzo libro. Ma qui si tratta di un libro solo, e quello che ha subito meno emendamenti, ed è difficile fondare la cronologia della fortuna dell’opera su elementi parziali. Né [p. 398 modifica]si deve tacere il fatto che nessuno dei codici, sia F1 che gli altri, rivela quelle gravi lacune dovute alla omissione di autorità citate, a cui Dati e Ceffi accennano, salvo alcuni casi poco probanti soprattutto nel quarto libro31. Nondimeno, sembra molto probabile che la seconda redazione debba riferirsi a quegli anni, anziché ad un periodo più remoto dal suo soggiorno fiorentino, in cui gli interessi dell’Alberti si rivolsero più verso l’architettura e altre occupazioni pratiche che a problemi morali e sociali, e a scritti in lingua volgare32.

Passiamo ora alla recensione dei codici della seconda redazione. Che essi risalgano, almeno per i Libri I-III, ad un unico archetipo può essere dimostrato, oltre che dalle lezioni citate sopra, anche da certe comuni lezioni errate:


Libro I F2 F3 F4 F5 F6 U F1
p. 8, 12 e persino al termine degli Idii (oppure dii) Indii
p. 8, 18 manca le are (senza di cui il resto della frase non corre bene) le are
p. 25, 6 ne’ deboli animi e negli animi inesperti de’ giovani anni negli animi
p. 42, 24 pensieri, quali al continuo l’animo di chiunque si sia non stolto s’avolgono negli animi
p. 45, 34 aconca (salvo F4) ancora
p. 71, 26 (le lettere) a qualunque in essa essercizio molto giovano (ma F4: in esse si exercita) si sia
[p. 399 modifica]
p. 72, 18 avendo... alla palla perduto davane se non cinquanta (salvo F4) avendo... alla palla perduto cento non ne dava se non cinquanta


Libro II
p. 84, 8 seguono ogni minimo vien loro membro
p. 88, 6 abandonata quasi agli altri grata a loro e necessaria cosa (salvo F4) ogni altra
p. 88, 35 manca qual uomo qual uomo
p. 92, 35 negli annosi poeti (salvo F4) pecti
p. 97, 14 tanto giuramento (manca in F4) vi ramento
p. 107, 22 Di chi se arà affannato... troppo a costui pesarà A chi...
p. 113, 7 a lloro (salvo F4) altro
p. 116, 33 manca perturbano perturbano
p. 131 7 fruttifera fructerà
p. 132, 20 questi pare... se stessi oziosi trastullando pure... trastullano
p. 134, 26 in luogo più certo e più difficile erto
p. 139, 27 a fare proval costi che la sia per vil cosa ch’ella sia


Libro III F2 F3 F * F7 F8 FR1 FR2 Ca U F1
p. 167, 13-14 (mancano, evidentemente per omeoteleuto, le parole in corsivo) magagnate; così tutto il tempo mangiano le più fracide. Viene alla fine ch’elle sono al tutto magagnate e guaste
p. 171, 24 utile vile (precisamente uṭile)
p. 207, 8 molto e assai come et sai
p. 242, 11 (mancano, evidentemente per omeoteleuto, le parole in corsivo) contro all’utile nostro; e stima colui essere inimicissimo il quale cerchi cosa alcuna contro al nostro onore
[p. 400 modifica]
p. 254, 10-13 (mancano, evidentemente per omeoteleuto, le parole in corsivo) non vi sarà vero amico. Chiegga costui medesimo il tuo in dono, dimandilo in presto, o voglialo per minacce, o cerchilo con lusinghe, dico chi studierà torvi sarà non vero amico.

I pochi casi in cui F4 fa eccezione, accordandosi invece (ma non sempre) con F1, non smentiscono però il sostanziale accordo che ci persuade della derivazione da un comune archetipo di tutto il gruppo. Anzi, bisogna tener presente la forte probabilità che il copista di F4, sapendo che trascriveva «da una copia male scritta e scorretta», sia intervenuto per correggere le mende più ovvie. Come già sospettò il Bonucci, questo codice è anche pieno di espressioni rammodernate, che saranno dovute al copista anziché allo stato della copia da cui trascriveva33.

Per il Libro IV, F2 e U s’accordano in generale contro F1 e O. Basteranno, fra i molti, i seguenti esempi:

F1 O F2 U
p. 264, 2 Non sia chi stimi potersi qual... Non sia chi stimi in vita potersi trovare uomo qual...
p. 265, 15 ... appresso di chi io vivessi con più autorità che nudo escluso e con meno sospetto e riguardo della salute mia. ... apresso di chi io vivessi con più autorità che escluso, e con meno sospetto che nudo, e con più riguardo della salute mia.
[p. 401 modifica]
p. 267, 19 ... supplire a quali forse bisognavano spese... supplire alle molte che forse bisognavano spese...
p. 275, 7 io certo gli stolsi (in un passo aggiunto dall’A. su F1) io bello gli stolsi
p. 277, 6 ... chi la tenga e prosterna e sovinca ... chi la ritenga e prosterna e sottenga
p. 277, 8-11 ... necessario e lodato essercizio a’ principi non meno e a’ privati nobili cittadini. Giannozzo: E che lode fie questa darsi o intendersi di cacce (U: cacciare) ... necessario essercizio a’ principi. Giannozzo: E che lode a un principe darsi o intendersi di cacce (O: caccia)
p. 287, 18 ... congiunzione... ... cognizione...
p. 289, 6-7 (manca il passo che figura in U F2) Così Teseo... mosso ad amarlo.
p. 303, 15 beutone benitone
p. 307, 34 ... prolisso in estendermi a disputare di quelle amicizie con modestia forse meno che alla materia s’apartenea... ... prolisso quanto alla ma teria s’apipartenea.
p. 341, 25 Adovardo: Che dice? Carlo: Dice messere Antonio. Adovardo: Che dice Carlo? Lionardo: Dice messer Antonio

Occorre aggiungere, però, che O, pur essendo vicinissimo a F1, non fu copiato da esso, ma deve derivare da qualche altro esemplare in cui fossero passate le correzioni autografe fatte su F134. [p. 402 modifica]Il discorso fatto fin qui sui rapporti tra i varii codici si potrebbe riassumere nel modo seguente:

F1
(riveduto dall'autore)
X
(seconda redazione
riveduta dall'autore)
Y
(libro IV)
U, F2, F3, F4, ecc
O

Il problema del testo critico si riduce dunque alla ricostruzione dell’archetipo X. Senonché, questo compito presenta certe difficoltà che bisogna subito esporre, perché turbano l’apparente semplicità dello stemma provvisorio abbozzato sopra. Prima di tutto pare probabile che la revisione di F1 non fosse compiuta dall’A. in uno stesso tempo, per il fatto che alcune aggiunte e correzioni fatte su questo cod. non sono passate a X, e perciò non figurano nel gruppo di codici che ne discende in linea più o meno diretta. D’altra parte, non sarà da escludere completamente la possibilità che esse mancassero in X per pentimenti dell’autore; più difficile è che vi mancassero per negligenza di copisti. Elenco qui i pochi casi in cui tali aggiunte o correzioni autografe fatte su F1 non appaiono negli altri codici:


Libro I
p 29, 32 Non meriterà egli molto odio apresso de’ buoni e molta infamia? (agg. in marg. dall’A.; manca negli altri codici)


Libro III
p. 183, 17 goderà negli ozii privati ma non manco in quello degli altri cittadini.
L’A. ha sostituito amerà a in. Gli altri codd. leggono sempre in.
[p. 403 modifica]
p. 222, 24 L’A. aggiunse in margine pure, ma senza indicare dove andava inserito, e questa può essere la cagione della sua omissione negli altri codici.
p. 225, 23 L’A. in margine sostituì unguenti a impiastri, ma gli altri codd. hanno sempre impiastri.


Accanto a questi casi bisogna metterne due in cui piccole aggiunte autografe su F1 sono passate ad un codice solo:


Libro II
p. 96, 5 L’A. aggiunse su F1 il nome di Geminio per cui il copista aveva lasciato lo spazio. Figura, forse per congettura del ~ copista, solo in F1 .
p. 134, 27 L’A. aggiunse in margine lascivi, sebbene il copista avesse lasciato lo spazio nel testo. Figura solo in F2; U e F3 leggono invece gl’umani; gli altri lasciano lo spazio, o omettono la parola.


Simili casi si dànno anche per il quarto libro, e meritano di essere considerati a parte. Due piccole aggiunte autografe fatte su F1 non sono passate né in O, né in U, F2:

p. 263, 4, 8 L’A. aggiunse in interlinea sopragiunse e adonque.
p. 290, 5 L’A. aggiunse in marg. quella istoria degna di memoria.


D’altra parte, una piccola aggiunta e una correzione autografa di F1 sono passate soltanto ad O:

p. 281, 4 L’A. aggiunse e stimava, che poi figura in O ma non in U, F2.
p. 313; 36-314, 10 U e F2 riportano la lezione uguale a F1 prima della correzione autografa, mentre O, con piccole varianti, rispecchia la correzione.


Questo ultimo caso, soprattutto, visto fuori del contesto degli altri rapporti tra F1, O e U, F2, sembrerebbe portare alla conclusione che U, F2 non possono essere posteriori a F1, O. Invece, il fatto che tutte le altre correzioni del quarto libro fatte dall’A. su F1 sono passate in U, F2 (e non sono poche, come abbiamo visto), e la presenza in questi due codici di parecchie altre lezioni nuove e più ampie che non figurano in F1, O, mi paiono dimostrare la maggiore probabilità del contrario, cioè che U, F2 rappresentino la [p. 404 modifica]seconda e non la prima redazione. All’obbiezione che il cod. O, l’unico esemplare del quarto libro isolato, che porta anche l’indicazione del dono fatto al comune di Firenze nel 1441, potrebbe rispecchiare, come non è affatto impossibile, la forma del libro a quella data, e che perciò questa correzione, e le altre, dovevano già allora figurare su F1, si potrebbe rispondere supponendo, o che mancasse in X per errore di trascrizione, oppure che non figurasse allora su F1, bensì su Y donde passò ad O. Si tratta però di una ipotesi, che non credo invalidi la maggior consistenza degli altri argomenti avanzati sopra a favore del testo rappresentato da U e F2.

Tutti questi casi, pur essendo importanti per la storia della revisione del testo da parte dell’autore, e necessari alla costituzione della edizione critica, sono veramente pochissimi in confronto col grandissimo numero di correzioni e aggiunte autografe fatte su F1 e trasmesse poi a X, e con quello non meno considerevole di emendamenti e aggiunte che dovevano trovarsi su questo archetipo per poi discendere nel gruppo di codici che ne deriva. In mancanza di elementi che permettano di sapere perché queste correzioni non siano passate anch’esse nella redazione successiva, bisognava o risolversi ad accoglierle o a respingerle tutte. Noi le abbiamo accolte, persuasi dal caso analogo della Musca che l’abitudine di continuare a fare correzioni su una primitiva redazione, anziché su una più tarda copia anch’essa già riveduta, non era affatto aliena alle consuetudini dell’Alberti35.

Se passiamo poi al confronto dei varii codici che derivano ultimamente da X, mentre troviamo poche e minime discrepanze nei primi due libri, nel terzo invece si affaccia la possibilità che alcune varianti siano dovute anch’esse alla stessa abitudine dell’A. di ritoccare la sua opera. L’ipotesi in questo caso naturalmente va intesa colla massima cautela, poiché era facile che questo testo, sottomesso a più di uno vero e proprio rifacimento durante la vita dell’autore, potesse subire dalle mani dei copisti certe modificazioni36. [p. 405 modifica]Senonché, le modificazioni dovute più o meno a negligenza, che si possono riconoscere, spiegare, e eliminare attraverso i confronti delle varie lezioni, sono diverse dalle varianti di sostanza come le seguenti:

p. 183, 23 republiche ricorre solo in U F3 F4
p. 209, 32 F1 F3 F7 F8 FR1 riputarti (ma in marg. F3 ha alias ascriverti); F2 FR2 Ca altrimenti riputarti (dove altrimenti sarà forse traduzione di alias); in F4 la variante ascriverti non sostituisce riputarti, ma è entrata a sproposito nella frase (pigli piacere ascriverti a insegnarli, godi ove te vedi riputare padre, puoi riputarti a felicità...). U solo ha ascriverti al posto di riputarti.
p. 233. 11 donne ricorre solo in U F3 F4 .
p. 240, 25 però figura solo in U F3 F4 .
p. 244, 25 U F3 F4 convenga; gli altri (incluso F1) condica.
p. 246, 35 F1 F2 F7 f 8 FR1 FR2 Ca non si ottengono; F3 F4 non si posseggono o tengano; U non si posseggono e ottengono.

Saranno queste lezioni, che distinguono U, F3, F4 dagli altri codici, varianti d’autore? Io sospetto di sì. I codici che le riportano, pur essendo per molti altri rispetti assai vicini l’uno all’altro, non dipendono direttamente l’uno dall’altro, ma devono risalire ad una fonte comune, che poteva essere o X o una copia di esso in uno stato di revisione lievemente ulteriore a quello da cui discendono gli altri codici, oppure, come è molto probabile, un codice del terzo libro isolato che contenesse tali emendamenti, anziché un manoscritto di tutta l’opera. F4, che si dichiara «cavato da una copia male scritta e scorretta» (descrizione che per altro converrebbe a F3), si distingue per certe lezioni più vicine a F1 che abbiamo elencate sopra; e malgrado i rammodernamenti dovuti al copista, ha talvolta lezioni felici e corrette che fanno sospettare che la sua fonte fosse un codice autorevole. F3, corretto da parecchie mani, e ultimamente

[p. 406 modifica]riveduto e collazionato da Zenobi Acciainoli (evidentemente su un codice molto simile ad U) non poteva essere però la fonte di F4, e nemmeno di U, non solo per certe lezioni diverse ma anche per l’omissione nel testo dovuta alla negligenza del copista di passi che figurano nell’uno e nell’altro codice37.

Tra i codici che contengono il terzo libro è lecito intravedere i seguenti raggruppamenti, che però non si possono risolvere in dipendenze: F2, FR2, Ca: F7, F8, FR1: e, come abbiamo illustrato sopra, U, F3, F4 . Questo schieramento dei codd. per il terzo libro s’intravede subito nelle varianti del proemio, e viene confermato generalmente nel testo stesso, con alcune eccezioni però che fanno dubitare dei rapporti precisi. Si vedano i seguenti esempi (a cui va aggiunto quello cit. sopra della p. 209, 32):

p. 172, 30 U allo oste Pisano, F3 F4 all’oste di Pisa (che fu aggiunto su F1): manca in tutti gli altri codd.
p. 183, 35 U F3 F4 seguire: gli altri seguirla
p. 232, 21 Manca vederla (per errore) in U F3 F4: figura negli altri.
p. 233. 8 F1 F7 FR1 Ca farsi riverire, temere, amare e riverire: F2 F8 FR2 farsi riverire, temere e amare: U F3 F4 farsi ubidire, temere, amare e riverire.
p. 234. 23 F2 F8 FR1 FR2 ne’ luoghi suoi (come anche F1): U F3 F7 Ca negli occhi suoi: la frase manca in F4 .
p. 236, 25 Manca se in U FR2 Ca, ma figura in tutti gli altri.
p. 243, 23 U F3 F4 chi/che desiderare: gli altri chi desidera.
p. 245, 5 F7 Ca interservi: F2 FR2 interporvi: gli altri intesservi (F1 interserirvi).

In questa situazione, in cui il gruppo di codici dipendente ultimamente da X presenta varianti, che, essendo di sostanza, sebbene piccole, possono rispecchiare diversi momenti di revisione dovuta all’autore, è chiaro che nessuno di essi può essere immediatamente scartato; e tanto più perché tutti possono contribuire, in confronto con F1, alla eliminazione di eventuali errori di trasmissione. Ma bisognava sceglierne uno che servisse di base, e trattandosi di dare il testo di tutta l’opera, la scelta doveva cadere su uno dei due codici che per la loro età e compiutezza risaltano in questo gruppo, . [p. 407 modifica]cioè F2 e U, che sono sicuramente indipendenti l’uno dall’altro. Il primo, copiato probabilmente a Firenze, da Giovanni di Matteo Strozzi nel 1482 (dieci anni dopo la morte dell’Alberti), è evidentemente opera amoros38. Il secondo, trascritto forse a Urbino in una «edizione di lusso» di quei tempi, appartenne poi alla biblioteca ducale. Benché manchi nell’inventario di questa biblioteca fatto nel 1482, non è escluso che fosse copiato anche prima di quella data per Ottaviano Ubaldini, a cui, secondo una nota nel codice stesso, esso una volta apparteneva; poteva risalire cioè agli anni in cui l’Alberti, godendo l’amicizia di Federigo da Montefeltro, frequentava la corte di Urbino. Se questo ambiente spiega la bellezza del manoscritto, i rapporti dell’Alberti con Urbino potrebbero anche indicare la forte probabilità che esso rappresenti un testo autorevole39. Tutti e due i codici hanno le loro imperfezioni e alcune piccole divergenze di lezione, ma sono sostanzialmente simili e si rassomigliano anche per la grafia ed i particolari linguistici. Abbiamo, dopo una esauriente esplorazione delle varianti, scelto il secondo, cioè U, che si distingue nel terzo libro, come si diceva sopra, per certe lezioni comuni anche a F3 e F4, che vorremmo attribuire ad ulteriori ritocchi dell’autore.

Il cod. Vaticano, U, si distingue da tutti gli altri, a parte le lezioni che sono evidenti errori, omissioni o fraintendimenti che si [p. 408 modifica]possono correggere con l’aiuto dei confronti, per le lezioni uniche seguenti:

Libro I U altri codd. (incluso F1)
p. 16, 1 le care mie et amate cose le care mie cose et amate (F4 le più care...)
Libro II
p. 87, 29 se io forse dicessi se io dicessi
p. 106, 5 tucto lo serbava tucto serbava
p. 112, 18 sostenere sostentare
p. 134. 26 gli umani appetiti F1 lascivi (agg. dall’A.)
F2 lascivi
F3 umani (agg. da Z. A)
F4 F5 F6 manca
p. 141, 4 l’animo magno e liberale F1 erto, F2
F4 grande
F3 generoso (agg. da Z. .)
F3 F6 spazio
Libro III
p. 172, 30 allo oste pisano F1 F3 F4 a l’oste di Pisa (in F1 fu agg. da un’altra mano, non dall’autore); manca in tutti gli altri.
p. 175, 1 Hen! gratia d’iddio, così mi sento assai bene et sano F2 F3 F4 Ben
(tutti) assai sano
p. 227, 16 (Frase omessa per ragioni non evidenti) Di noi niuno mai volse dall’altro cosa se non tutta onesta.
p 229, 9 adunque manca in tutti i codd.
p 236, 11 nessuna alcuna

Queste sono, s’intende, rispetto al corpo di varianti che corrono tra F1 e tutto il gruppo derivante da X, piccole e povere cose, ma credo doveroso mettere in chiaro tutti gli elementi del problema, perché il lettore possa giudicare da sé della spinosa questione delle varianti d’autore che sorge inevitabilmente nella ricostruzione che qui si propone.

In questa ricostruzione ci siamo comportati in linea di massima nel modo seguente. Nella collazione dei codici del gruppo X, [p. 409 modifica]abbiamo tenuto sempre a confronto la lezione della precedente redazione, cioè di F1 . Nei casi in cui essi andavano tutti d’accordo contro questo, se non si trattava di palese errore o di spiegabile omissione, abbiamo naturalmente seguito quella comune lezione. Nel caso inverso, cioè quando F1 e gli altri codici si schieravano contro U (per es. quando manca in U qualche parola che figura sempre altrove), abbiamo eliminato le lezioni isolate di U seguendogli altri mss. Più difficili sono i casi di disaccordo più complesso tra i vari codici del gruppo X, soprattutto laddove uno o più codici riportano, contro U e altri, la lezione di F1. Qui bisognava adattarsi al caso specifico. Il buon senso détta che, laddove ci sia il minimo dubbio che si tratti solo di errore di trasmissione, prevalga la lezione di F1(sempre, cioè, se questa non paia errore, — e tali errori non mancano in F1, pur dopo la revisione autografa); invece, laddove la variante abbia maggior peso, è necessario, avendo preso come base il cod. U (e i suoi affini, F3, F4), seguire quella e non la lezione di F1 e dei mss. che in quel caso la rispecchiano. È per questa ragione che abbiamo voluto dare in questa edizione un apparato quasi completo di varianti (escluse cioè varianti grafiche e di minimo peso), in modo che in casi di questo genere la nostra risoluzione dei singoli problemi sia evidente al lettore. L’apparato serve anche a due altri scopi; prima di tutto a mettere in evidenza le moltissime differenze tra la prima redazione (F1) e la seconda (gruppo X); e in secondo luogo a far conoscere le più importanti correzioni fatte dall’A. sulla prima redazione (F1). Questo spiega la forma dell’apparato, in cui, dando le varianti di F1, s’intende, in mancanza di altre indicazioni, che la lezione del testo è quella di U e di tutti gli altri codici; e invece, quando si cita una lezione di U, che la lezione adottata nel testo è quella di tutti gli altri, incluso F1; i casi in cui si citano più codici si spiegheranno da sé. Spero che in questo modo chi abbia voglia di rendersi ragione della costituzione del testo, possa trovarvi, anche dissentendo, la spiegazione.

Naturalmente ho tenuto presente le edizioni del Mancini e del Pellegrini, benché fondate sul cod. che per me rappresenta la prima redazione. Rimangono sempre preziose le note storiche, letterarie e filologiche del commento all’ed. Pellegrini. Né debbo tacere l’utilità dell’ed. Bonucci, la quale mi è giovata in parecchi luoghi a risolvere problemi di punteggiatura, cioè di interpretazione.

Una parola a parte merita il Governo della Famiglia, che pure [p. 410 modifica]ha avuto qualche piccola parte nella ricostruzione del nostro testo, una parte strettamente limitata però al semplice confronto di alcune delle lezioni più diffìcili. Ché effettivamente questo rifacimento quattrocentesco costituisce un problema testuale a sé che non ci pare debba confondersi con quello dell’opera genuina: un problema che andrebbe risolto con una esplorazione dei molti codici che ne rimangono nelle varie biblioteche, per stabilire i rapporti precisi di essi con la tradizione manoscritta del terzo libro della Famiglia. Si tratterebbe cioè di illustrare la dipendenza del Governo da una parte di quella tradizione, anziché di illuminare questa con quello. È appunto perché il Governo ci è parso, in quanto rifacimento, marginale alla ricostruzione critica della Famiglia, che prescindiamo qui dall’esame dei codici e delle stampe di esso40. Non sarà forse da augurarsi una edizione critica di questo rifacimento; ma una rivalutazione del Governo in base ad una più accurata conoscenza delle fonti manoscritte nonché delle numerose edizioni più o meno difettose, a partire da quella del 1734, non sarebbe priva di valore. Ma questo è un compito che esce fuori dei limiti del presente lavoro.

C) APPARATO CRITICO

Nell’apparato che segue, la sigla (F1, U, ecc.) precede la lezione del codice. Per restringere e semplificare l’apparato, siamo ricorsi ad alcune abbreviazioni facilmente intelligibili:

agg. = aggiunto
corr. = corretto
ex = dalla lezione precedente
m. a. = mano dell’autore
om. = omesso (omette, omettono)
Z. A. = Zenobi Acciaiuoli
[p. 411 modifica]

Si è creduto meglio dare la lezione precisa dei codd., senza cioè ritoccare la grafìa, se non nei passi citati dal nostro testo che non figurano in F1 o U.

Libro I
p. 3 Titolo: F1 Prohemium librorum familie Leonis bap. Alberti (m. a.), U Leonis Baptiste Alberti Prologus in Libros de Familia 2. F1 vecchi anque e quanto s’è a’ nostri giorni potuto come 5. F1 spesso fra mme solea 6. F1 essere la fortuna 15. F1 A quante si veghono famiglie molte: U Ad quante: F3 Ay 16. f1 saria 19. F1 terra famiglie assai (manca poi famiglie in r. 22) 25. U più ehi o me stesso.
p. 4 5. F1 o se 8. F1 libero e sciolto
p. 5 17. F1 om. prima. 36. F1 le genti acquistato con nostri latini auspitii, ottenuto colla nostra industria, amplificato con nostre armi latine
p. 6 7. F1 om. suo 8. F1 di Cincinato quello (il nome è agg. da altra mano in uno spazio lasciato in bianco: non figura in altri codici); F1 contento nella sua agricultura 12. F1 eximie e prestantissime 18. F1 om. quelle tutte divine virtù 25. F1 noi avere balia con sue ambiguità e inconstantie la fortuna a disperdere 32. F1 giogo (altri mss. gioco, ma evidentemente col senso di «giogo»), F1 impone giogo
p. 7 1. F1 latini militare et combattere 3. F1 l’imperio et la gloria d’Italia 4. F1 maravigliose 9. F1 om. alcuno 16. F1 ove mai per 22. F1 eterna fermezza 26. F1 om. e fermissima 32. F1 incominciò 33. F1 gratia, il decore e lle sue
p. 8 5. F1 sostenere le impetuose adversità 7. F1 laboriosissima, F4 faticosa 11. F1 leggi fasces et magistrati 12. U F2 F3 F4 F5 F6 degli idii (oppure degli dii), F1 Indii ti fu 18. U F2 F3 F4 F° F8 om. le are 20. F1‘ om. queste 22. F1 merore e pianti 23. U om. genti 25. F1 sanctissimo seno 28. F1 o altre 30. U om. gloria
p. 9 2. F1 arìa mai 11. F1 non ha virtù se non chi non la vole 25. U om. difficultà
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p. 10 1. F1 U queste, F2 F3 questo 7. F1 rarissime fiate cadere 12. F1 om. e forte 23. F1 tutto lo ho conferito, F4 speso per conferito 25. F1 om. essi 27. F1 arbitralo, U arbitrarlo, F4 riputammo 28. F1 voi
p. 11 2. F1 modi 16. F1 a quali non potrei insegnare né ricordare cosa quale 22. F1 una o un’altra 28. F1 et così ho inducto a ma stessi 35. F1 et alle vostre expectationi
p. 12 2. F1 om. qui
p. 13 Titolo: F1 m. a. L. Baptiste Alberti incipit Familia L. P. 1. F1 padre era in Padova 10. F1 om. così 11. F1 corr. m. a. ricevere ex pigliare 15. F1 non potrei con parole mostrarvi 19. U F2 F3 F5 F6 non con piccolissimo, F1 F4 non piccolissimo 20. F1 F2 fia, U F3 F4 sia 22. F1 agg. m. a. a noi padri adiudicata 23. F1 agg. m. a. simile
p. 14 9. F1 quale a’ sempre avuto tu 14 F‘ agg. m. a. ciascuno sta di quest’animo (sostituito a noi siamo di quest’animo che figurava al r. 17 dopo carissimi) 25. U om. leggiera 30. F1 indurti questo nell’animo 34. F1 altrui non minore ti sia in ogni tua età usato d’avere
p. 15 4. F1 sariami bene 10. F1 agg. m. a. perderle 11. F1 di se dire alla età 13. F1 in me ancora 18. F1 om. poi 24. F1 agg m. a. come soglio 29. F1 Così è, a soperchiare 30. F1 medesimo v’è grande 31. F1 vita è necessario 33. F1 corr. m. a. superare ex vincere, F1 et l'ombre 36. U om. non
p. 16 1. F1 F2 F3 F5 F6 le care mie cose et amate (F4 le più care...) 10. F1 la virtù in se à questo 12. F1 e’ mi vi promectono 21. F1 corr. m. a. con ogni industria et arte mi sono molto ingegnato ex mi ramento cercare ex ò cerco 26. F1 niuna durezza 30. F1 v’era 34. F1 in loro crescono i vitii et di dì in dì si rinnovano et nascono 36. F1 om. viziato e guasto
p. 17 5. F1 om. pieno 6. F1 non gli à bene recti 8. F1 sollicito 11. F1 quanto egl’erano nelle cose deste et diligenti 14. U F1 F2 F3 F5 F6 culla, F4 cella (Governo, p. 28 cella) 17. F1 si sia 26. F1 col favore 31. F1 non gli lasciare 36. F1 dal timone et da la ragione
p. 18 6. F1 gli altri con che venti 20.-p. 19, 1. F1 agg. m. a. avervi grandissima cura... desti e operosi 28. U F4 F5 F6 d’infamia, infortunii 31. F4 saccienti 36. F1 m. a. si frangieno F4 si frangono
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p. 19 6. F1 mi pare 9. F1 anzi a qualunque 10. F1 m. a. molto apta et condecentissima (ex gratissima), ma apta et è stato poi cancellato; F4 molto conveniente 19. F1 sedando in loro, F4 ponendo loro in disgrazia 22. F1 et empiergli, F2 F3 F4 nimistà, empiendogli 23. F1 forse usano
p. 20 15. F1 corr. m. a. forza et ingegno ex et opera 21. F1 ancora è lodatissima 23. F1 che questi miei 33-36. F1 agg. m. a. del quale omo... prudentissimo e civilissimo 36. F1 amici in Rodi, intrò
p. 21 4-8 F1 agg. m. a. vedendo forse... essere incesa 5. F1 al ragionamento 15. F1 lunga età 17. F1 agg. m. a. fine e 18. F1 da ora quello ch’è presente con quello che fu ieri 20. F1 conseguiti et apparisca (consequiti et agg. m. a.) 22. F1 om. in qual sempre con fede e diligenza possa 24. F1 om. con forza e virilità d’animo 28. F1 di laude gloria et splendore la famiglia 31-35. F1 debbesegli non avergli grandissima riverentia? non dico a’ padri da chi tu ài avuto l’essere et molti... 36. F1 virtù el quale con
p. 22 3. F1 quanto à potuto non à lasciatoti patire 4. F1 om. a quello 16. F1 dagli 20. F1 om. loro 26. F1 niuno è maggior conforto ... quanto è di vedere 28. F1 cui 30. F1 solleciti per vederli pregiati 31. F1 molto è contenta quella vechieza quale vegga 32. F1 adricti et adviati 33-36. F1 om. Sempre sarà pacifica vita quella de’ molto costumati; sempre sarà onorevole vita quella de’ virtuosi. Da cosa niuna tanto segue alla vita de’ mortali gran perturbazione quanto da’ vizii
p. 23 1. F1 om. con virtù e costumi 2. F1 om. vostro 6. F1 corr. m. a. date opera ex cercate 7. F1 agg. m. a. lieti (onorati) e amati 12. F1 né mai partirsi 13. F1 exempli 16. F1 né vani 18. U cercare 21. F1 lodata et magnificata; F1 om. ma verso e’ maggiori la riverenza ne’ giovani sempre fu grata e molto richiesta 27. F1 essere ivi 33. F1 ogn’altro mio sollazzo 35. F1 né mai saria
p. 24 5. F1 in ogni cosa mi parse sempre dovere come ò facto apertomi co llui consigliatomi riputato Ricciardo come padre, F4 sostituisce l’infinito al participio in ogni caso. 9. F1 om. Sarete adunque quanto vi conforto verso e’ maggiori molto riverenti e quanto in voi stessi potrete virtuosi 13. F1 om. tra loro 21-22 F1 agg. m. a. e non vorrei... certo (arai) non pochissima 28. F1 figliuoli miei in fine della frase dopo in me.
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p. 25 3. F1 om. che; F1 mi aver 6. U F2 F3 F4 F5 F6 deboli animi et negli animi, F1 deboli anni negli animi (cfr. p. 26, 7) 7. F1 a cui; F1 om. Ed 19. U uomini con modestia, umanità et discretione, collo studio', per evidente ripetizione della riga 21 (la frase non ricorre due volte negli altri codd.) 26. F1 et ogni utile della fortuna indi riputerete da 33. U dubitare (anche F3, ma corretto in dubitate), F1 F2 ecc. dubitate
p. 26 3. F1 che sino 8. F1 traiectarvi et superare, F1 om. traiettarvi r8. F1 beatissimo è colui 26. U nulla 28. F1 et incorrupta gloria 33. F1 forza et affanno
p 27 2. F1 Ricciardo et gli altri a quali 8. F1 et l’honore... siatene... pigliatene, F2 F3 F5 F6 siate... pigliatene, U siate... pigliate 11. F1 corr. m. a. piace egli onorare ex è egli lodato ornare; F1 già è caduto 14. F1 se così è, non sarà 16. F1 pignerlo inanti et statuirlo 18. F1 niuno 25. F1 potria 34. F1 sono piene le storie
p. 28 2-5. F1 corr. m. a. ex Ben ti confesserei di quello dicea Platone essere uno de’ quattro furori come e’ ponea de’ vaticinii l’uno, l’altro de’ poeti, el terzo della... cundia 7. F1 om. quello 9. F1 ti negherei che la vera amicitia sta legata 15-16 F1 corr. m. a. ne’ ex de’; l’animo affectionatissimo ex affectionatissimo animo 21. F1 da ora vedendo 32. F1 io dopo volte
p 29 5. F1 fare (cfr. l’ed. Pellegrini, p. 51, 14); F1 om. loro 6. F1 om. miei 7. F1 non sarei 8. F1 di molta cattivissima 12. F1 scripte 21. U F2 satisfare 24. F1 sola 32. F1 iniustissimo et inumanissimo. Subito dopo queste parole è agg. da m. a. non meriterà egli molto odio apresso de’ buoni e molta infamia; la frase non è passata a nessun altro cod. 35. F1 om. proverbio
p. 30 1. F1 cosa essere 4. F1 sopra e fanciulli 13. F1 quanto è possibile 15. U F4 F5 om. Adovardo (il discorso continua in bocca di Lionardo), F6 lascia uno spazio senza nome. 18. F1 in quelli quasi expressa 20. F1 om. indi; f1 om. sua 22. F1 om. seco 28. F1 om. che 29. F1 o roctosi et fiaccatosi
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p. 31 7. F1 saria 8. F1 sia qui grata 21. F1 om. e’ F1 om. e’ figliuoli 23. F1 lle felicità 27. F1 om. ti 29. F1 om. più (grandicelli) 33-p. 32, 1 F1 credere sia come nell’altre cose. Veggo la natura sempre da ogni parte essere sollecita a provedere che ogni cosa procreata si conservi et onde ell’è uscita indi riceve nudrimento et aito a perseverare in vita et a produrre le sue utilitati in luce
p. 32 2. F1 le radici quanto porgano et extendano nudrimento al tronco 4. F1 forse è da 6. F1 et confesso sia debito a voi padri avere molta cura et molta sollecitudine 9. F1 ne’ padri 13. F1 om. e 18. F1 om. forse; F1 vitioso et inumano 25. F1 segiunge 27. F1 in mezzo gli otii domestichi et veci 29. F1 saria; F1 ragionamento. Ma pure non per contradirti, ma per certificarmi 33. F1 pigliarsi non che tristeza nell’animo alcuna ma né incarco di 35. F1 om. troppo
p. 33 8. F1 travolga et disluochi, F4 disluoghi 12. F1 om. a 21. F1 conforto al padre et giuoco a vechi 28. F1 et tornava 31. F1 quale è sparta nel viso et nella fronte 34. F1 d’amore di buona
p. 34 1. F1 E’ mi sarebbe molto caro tu sapessi ragionarne per pruova come in parte so io 5. F1 om. questo 8. F1 et è danno grandissimo 12. F1 om. qui 13. F1 et nel nome 18. F1 di presso 30. F1 E’ saria lungo, F2 F3 F4 sarebbe lungo, U F6 sarebbe luogo 31. F1 om. qui; F1 et quanta 32. F1 om. in tempo 33. F1 F4 saccente
p 35 1. F1 quanto nella inferma et scostumata balia vi sia pericolo 2. F1 om. e; F1 quelle extreme infermità 4. F1 rare le nutrice et richieste 9. U om. assai 13. F1 manine 16. F1 om. esser 18. U om. solo 24. F1 de’ figliuoli ha nell’anima de’ padri grandissimo tormento 27. F1 è riputato, U F2 F3 F6 si riputate, F3 si riputata (corr. poi da Z. A. in si riputava), F4 si reputa (quest’ultimo pare rappresentare la correzione giusta della lezione originaria di F1) 32. F1 è povero 33. F1 in darmi
p. 36 6-20. F1 Et pur vorrei... senza femmina dispiace agg. da m. a. e passato (con varianti) in tutti gli altri codd. 12. F1 Ma che disaventura è questa nostra. Quelle vergine... 14. F1 sariano 23. F1 accende 24. F1 credete che il vostro 32. U indeboliscono
p 37 2. F1 Ben piglierei 3. F1 divenuta 9. F1 sia 11. F1 om. timidità 21. U (solo) d’uno 26-28. F1 molto provedere che la balia stia lieta, necta 31-p. 38, 4 F1 le quali cose... cresciuto et nutrito agg. m. a. passato in tutti i codd. 32. F1 cierte'
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p. 38 2. F1 stenderò, U F3 stendo 7. F1 veglio in minori utilitati molti uomini con dilecto affaticarsi che non è per la salute de’ figliuoli la quale è cosa lodevole et dovuta 11. F1 om. questo 14. F1 Et sono talora non sì grandi 19. F1 ramentarci 29. F1 morto 30. F1 è dovuta 34. F1 nella vita 35. F1 niuna cosa è più
p. 39 2. F1 ànno sentite 4. F1 spregiati, sdegnati da tutti, scacciati 21. F1 sollicito dove e’ non t’è licito prendervi altro rimedio 24. F1 così al soctile 30. F1 se alcuno la biasima 33. F1 om. aspettino e’ padri veder e’ nipoti de’ suoi nipoti, qual si scrive vidde a sé nati divo Augusto Cesare 35. F1 alcuna gravissima malatia
p. 40 1-4. F1 om. e speri ciascuno padre sé essere simile a Dionisio tiranno siracusano, quale in età d’anni sessanta né de’ figliuoli di tre sue mogli, né de’ molti suoi nipoti mai acadde farne essequie alcuna; e 6. U ad Altea agg. in marg. 7. F1 om. e intero 13. F1 io forse 17. F1 om. suoi 19. F1 non mi reputi 23. F1 om. più 25. F1 om. ad 29-30. F1 dove è... dove è 32. F1 una o un’altra 34. F1 questa
p. 41 4. F1 saria 6-9. F1 potesse quanto l’animo il traporta, quanto la fortuna si gli porge, quanto il tempo et le condictioni delle cose gli accede et persuade a seguire con minacce et con forza d’arme. Né anche... 9. F2 acciende 10. F1 anzi è più tosto tutta 11. F1 al guadagno et alle richeze: F2 F4 F5 F6 O questo che il paese lo dia, F3 O questo per che lo paese lo dia F1 corr. m. a. o questo il paese che lo dia (lezione rispecchiata precisamente da U) 14. F1 om. che; F1 s’argomenta a guadagnare, ogni arte 16. F1 agg. m. a. Toscani 17. F1 che Atene perché ella aveva 19. F1 più grasso et men chiaro 20. U F1 affermano 22. F1 molte contiene et extranee 29. F1 et luogo l’uso 31. F1 roba a desiderare più che gli altri richeze 33. F1 et stato fra cittadini 35. F1 a ledere
p. 42 3. F1 l’utile et l’honore 5. F1 non gli essere lecito 6. F1 adirizare 8. F1 nostre fatiche 14. F1 Nessuno è mortale 15. F1 le paure 17. F1 aspectare et guadagnare 18. F1 pena è data 20. F1 om. e 22. F1 om. a noi 24. F1 negli animi 25. Tutti i codd. s’avolgono, ma il pronome riflessivo forse sarà rimasto in U F2 F3 F4 F5 F6 per errore. 30. F1 in uno giovane non è meno che la richeza stimato 33. F1 om. I figliuoli costumati sono testimoni e lodo della diligenza de’ loro padri 34. F1 meglio essere alla patria avere s’i’ non erro 36. F1 figliuoli scostumati
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p. 43 2. F1 dispiacciano come agli altri le bructeze: F1 corr. m. a. spurcilie ex stultitie F1 quanto che non dubitano che ogni 4. F1 vergogna et maxime perché ciascuno... quanto sta 6. F1 Et non è chi nieghi 11. F1 modestissimi. Et non sanza grandissima ignominia et biasimo 13. F1 a’ padri: F1 agg. m. a. quali aranno: F1 om. non corretti, ma 26. F1 soffiste 29. F1 l'effigie et nascimento di ciascuno. Et giudicavano 34. F1 et dicevi
p. 44 5. F1 om. che 6. F1 om. Qualunque uso pigliano e’ minori con esso crescono 8. F1 fermeza et prosperità 10. F1 quanto i lloro 13. F1 sophiste 17. F1 om. noi 18. F1 qual via a’ nostri sia più facile 18. F1 om. buon 20. F1 Lionardo: — Piacciati udirmi, Adovardo. Io stimo 22. F1 et addisposti. Qual più è incerto et dubioso che ritrovare 26. F1 giunte 29. F1 F2 F3 F4 chi gli fe certi, F3 F6 chi lo fe certo 32. F1 gli conseguirono: F1 tanto à potuto la industria et la diligentia 34. F1 è non conosciuta 36. F1 egli sarebbe
p. 45 4. F1 arrido o arenoso 7. F1 saria 22. F1 rimosse 23. F1 à voluto 28. F1 et da qualcuno degli altri non saputo: U degli 30. F1 interserite 34. U F2 F5 F6 aconca, F3 acconta, F1 F4 ancora
p. 46 1. F1 et àvi agiunto 10. F1 à dato sì ambigue et obscure operationi 20. F1 om. alle 21. F1 peserà 26. F1 F2 om. muto 27. F1 bucheracte 29. F1 om. vi 32. F1 saria
p. 47 1. F1 non venisse 12. F1 mirare et compreendere 17. F1 spesse volte corr. m. a. ex spessora 20. F1 alcuna 31. F1 sana 33. F1 la gente
p. 48 5-12. F1 Prudentissimo che sapea... dilecti et piaceri agg. da m. a., e passato a tutti i codd. con lievi varianti. 8. F1 om. che a 10. F1 om. era 15. F1 da’ primi 16. F1 fino da piccolo cominciare a fargli 27. U parea: F1 om. e 31. F1 potria 34. F1 om. con diligenza
p. 49 3-7. F1 om. Solea Socrate quel padre dei filosofi... altrove sarebbe lascivo e inetto 17. F1 per otio 21. F1 m. a. e stracchiccia 27. F1 sieno più e fanciulli... robusti et fermi che questi 32. F1 per nolli lasciare
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p. 50 4-16. F1 om. Scrive Erodoto quello antico greco nominato padre della istoria . niuno si vede esser calvo 17. F1 Laceni 32-34 F1 om. non solo nel corpo, ma nell’animo ancora tanto potrà quanto vorremo con ragione e modo seguire. E potrà certo l’essercizio (vedi p. 51, 9)
p. 51 2. F1 nessuno vezo è 3. F1 indurato in te che in pochi dì una tua ferma diligentia et sollecitudine non lo emendi né llo rimuti 6. F1 abstinentia 9. F1 e quali per consuetudine o per corrocto ingegno avevano in se qualche vitio poi si corressero exercitando. Né può solo nel corpo tanto l’exercitio ma nell’animo ancora tanto potrà quanto vorremo colla ragione seguire. Metrodoro... 12. F1 con uso et con exercitarsi la memoria 17. F1 exametri pentametri illirici 22. F1 om. oggi 23. F1 cose sì difficili 27. F1 gioveria 34. F1 om. anzi debito 36. U quello
p. 52 3. F1 a pasto 6. F1 in tutte le cose è lodatissimo 16. F1 om. a (concorrere) 19-22. F1 om. Dilettami certo, Lionardo, questa tua copia, e piacemi ogni tua sentenza, e lodo assai questo essercitarsi, e confesso che lo essercizio emenda e’ vizii e conferma la virtù. Ma 27. F1 e padri forse non sanno, forse 34. F1 om. poi
p. 53 1-8. F1 om. Tu forse per fare ch’io più ti creda... se così forse bisogna. E dimmi, Adovardo 12. F1 o cittadini o stolti 16. F1 non vi avete 21. F1 meriti 26-p. 55, 3 F1 agg. m. a. et sarà non dannosa... superfluo et incommodo; questa lunga aggiunta è passata a tutti gli altri codd. con lievi varianti, qui indicate: 26. Tutti i codd. (F1 incluso) et sarà non dannosa 31. F1 da nutrire l’exercito
p. 54 1. F1 sia inmoderate, U sian inmoderata 4. F1 te convieni o gittare 6. F1 convenirti 15. F1 loro forza 19. F1 servire a fine di richezze 21. F1 ma voglie. Chiamo io voglia solo quella qual sia onesta 23. F1 che voglia. Ciò che 24. F1 om. loro 33. F1 per certo a’ pupilli ànno 35. F1 om. incarco
p. 55 6. F1 om. molto più che ricchezze 13. F1 alcuna è 14. F1 om. saranno troppo: F1 abbino persona dal quale 26. F1 docto et prudente molto più che forse non poteva esso. Ma chi può con sua opera ornarlo di virtù 28. F1 om. Adovardo 29. F1 per aversene il figliuolo più licterato costumato savio et più civile 32. F1 lettere amque notare
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p. 56 1. F1 om. a' figliuoli 4. F1 e figliuoli suoi 7. F1 faria 11-13. F1 essere quelli che emendassero ne’ loro ogni vitio et rendessoli molto virtuosi; in quello che restasse agiugnevano e figliuoli appresso di quegli e quali con maggiore 14. F1 d’ingegno expertissimo et di virtù illustrissimi 19. F1 om. si 22. F1 om. ma lodo 10 23. F1 om. si dice fece 26. F1 om. in altrui: F1 deponeva l’ira 27. F1 om. bene 28. F1 ragione è cosa 29. F1 correggere, non merita 30. F1 Però piaccia a’ padri più tosto vedere e’ figliuoli piangere 32. F1 om. E de’ loro vizii
p. 57 1. F1 non siano fallaci né bugiardi 4-5. F1 in se stesso fidarsi più all’oppinioni 6. F1 et expertissimo credere, stare superbo 7. F1 om. onde 8. F1 mi piace 10. F1 umanissimo solea dire parergli 12. F1 om. dicea 15. F1 a niuna per acuta et forte (evidente ripetizione del r. 12) 16. F1 om. d’amico F1 disegno alcuno contro a suoi propositi 19. F1 si rompe 21. F1 om. dipoi 22. F1 maggiori et stirpino 25. F1 om. de’ suoi 28. F1 om. si 33. U om. da 36. F1 satisfarsi a’ suoi
p. 58 2-3. F1 om. e bruttamente cerca riavere quelle ricchezze quali bruttamente perdette 5. F1 om. sarà consueto 8. F1 pare non si curi darsi se stessi 18. F1 om. adunque 19. F1 ne’ fanciulli indurarvi niuna obstinata volontate 20. F1 om. non onestissimo 22. F1 om. che 26. U om. chi 29. U àne 34. F1 tanto è sozo 36. F1 om. qui
p. 59 2. F1 è mirabile freno 6. U le ingrate faccinle fare 7. codd. prendasela: F1 deferiscano 11. F1 per troppa non vo’ dire piatà et misericordia (spazio di mezzo rigo) perdonano 16. F1 se il figliuolo 23. F1 che gli saldi con onestate et tema quella piaga 32. F1 saria: F1 grande errore però che conosci 33. F1 è facto vitioso aresti d’aspectare 36-p. 60, 1 F1 om. in farli dotti e virtuosi sarà proprio debito al padre. E vuolsi
p. 60 1. F1 come suole l’ortolano fare nel campo 2. F1 qualche fructifera buona erba 4 F1 non si curi ad simile el padre faccendo 5. F1 et tenerezza sua non gli patisca 8. F1 om. e 10. Tutti i codd. furia 11. F1 a’ maggiori dovere o potere 15. F1 e cibi rari et electi 21. F1 om. poi: F1 se pure c’è di questi 22. F1 quel vitio che in se no’ gli dispiace, ché essendo leconi 25. U om. per omeoteleuto e per questo troppo severi gastigatori 27. F1 e fanciugli 28. Tutti i codd. (salvo F4) iustissimi 33. F1 om. prima con essemplo di sé stessi insegnando 34. F1 colla ferza gastigando 36. F1 om. di
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p. 61 1. F1 om. fioritissimi: F1 stolgangli da’ letii (dagli olii di tutti gli altri codd. potrebbe forse essere una lectio facilior) 4. F1 che è faticoso 12. F1 nel ragionar tuo ben 21. F1 dicevi tu: F1 guidare, F4 aggiudicare 26. U stesso: F1 om. tu forse credi 28. F1 om. quel medesimo: F1 om. padri 30. F1 om. stimi tu 36. F1 et vigilantia, egli è pure affanno assai a’ padri
p. 62 1-4. F1 et pigliare/cappare migliore. Et èlli grandissimo dolore de’ conosciuti mali ne’ suoi non gli essere quanto vorria licito schifargli et discacciarli 15. U F3 F3 parare 23. F1 come ti sai 25. F1 potenti 26. U om. tali 29. F1 virtù loro essere innata (loro cancellato con puntini)
p. 63 1. F1 intera natura quanto per se possa venire perfecta 4-5. F1 agg. m. a. E non è virtù ... producta natura 20. F1 agli exercitii 35. F1 senza Libero et Cerere
p. 64 4. F1 mi pare 6. F1 et simili vitii 10. F1 via andare al tempio al theatro (benché al tempio sia qui cancellato con puntini, ricorre negli altri codd., e a mio parere, con miglior senso della frase) 15. F1 nelle laude aiutarli 16. F1 dislodata maniera et vezo 19. F1 om. troppo 24-29. F1 Adovardo: Piacerai questa tua sententia et lodola, ma stima però più difficile che non pare conoscere et emendare e vitii nella gioventù. La gioventù è cosa volubile: le voluntati, gli appetiti de’ giovani sono infiniti, sono instabilissimi, et è quasi impossibile a qualunque prudentissimo fermare in loro certa alcuna institutione. Et chi potria 30. F1 buono et quale cattivo. Chi potria 33. F1 e’ quali 34-p. 65, 8 F1 dopo Lionardo lascia uno spazio di due righe e mezzo in bianco; om. tutto il passo Et chi potrebbe . Dico adunque che
p 65 11. F1 mezani mi sogliono: F1 ne’ quali 19. F1 om. ivi 20. F1 om. lui 22. F1 si fermi ne’ giovani 26. F1 primo 29. F1 om. a’ suoi: F1 ricuopranlo 32. F1 saria non minimo biasimo essere stato 33. F1 pigro a non averne avuto miglior cura. Et se
p. 66 2. F1 che ll’abino 3. F1 om. giova molto 4. F1 om. già: F1 om. vorrassi 6. F1 et a quel modo 8. F1 om. io: F1 et ricordarli e vitiosi quanto siano sviliti 11. F1 om. con grazia 12. F1 non senza 13. F1 F2 F5 F6 molestie d’animo (in U d’animo è stato raschiato, e manca in F3 F4): F1 om. L’animo de’ viziosi sempre sta disordinato e infermo, e niuna pena si truova alla mente maggiore che quella quale a sé stessi prieme l’animo non regolato e ragionevole. 17. F1 Antonio Alberti 18. F1 om. più: U F3 F4 F5 F6 perfetto: 19. F1 quegli in chi 20. F1 corr. m. a. latroni ex detractori 21. F1 scelestissimi 22. F1 om. e’ 28. F1 m. a. minori et men rari vitii negli uomini 33. F1 e’ si consuma
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p. 67 8. U della 11. F1 om. a’ giovani 13-16. F1 mostrar lo’ da tutti meritino essere amati, in molti modi gloriarli et fare sì ch’e nostri non possono 23. F1 om. e questo 25. F1 negli uomini 26. F1 O prudentissima!... O exemplo...! 30-33. F1 dopo altrui agg. da m. a. In ciascuno non in tutto freddo et tardo de intelletto pare da natura sia inmessa molta cupidità di laude et gloria, e per questo e giovani animosi e generosi più che gli altri desiderano essere lodati. Per tanto molto gioverà 35. F1 agg. m. a. confermare in loro: F1 grandissimo odio contra le cose
p. 68 2. F1 di suoi figliuoli (agg. m. a. di suoi) o. F1 o ambigua o incerta
p. 69 10. U prezzo 16. F1 om. qui 26. F1 con opera et rito de’ maggiori 27. F1 quanto è di sapere le cose singalarissime 29. F1 et godano in se essere eruditi et docti 34. F1 dilectivi ornarvi
p. 70 4. F1 né sì fiorito 5. F1 ameno et grato 10. F1 quella del leggere: F1 tu n’esci d’abbundanti exempli 14. F1 saria 18. F1 om. testé 4 . F1 om. alla repubblica e conosciute 21. F1 om. prudentissimi uomini 22. U della: F1 om. nostra 22-26. F1 S’egli è cosa alcuna o che stia benissimo colla gentileza o che sia ornamento alla vita degli uomini o che dia molto utile alle famiglie, certo le ledere sono quelle 23. F2 F1 bellissima 24. F4 alla virtù degli uomini 27. F1 le quali non si può 28. F1 om. bene 30. F1 om. Adovardo: F1 a cui sommamente elle piacciono 31. F1 così è 32. F1 om. come e così 33. F1 om. troppo 34. F1 si diano alle lectere 36. F1 d’averli
p. 71 r. F1 facti necti buoni scriptori et lectori. Egli è quasi simile 2. F1 Dipoi inprendano 3. F1 om. insieme: F1 om. ancora veggano 4. F1 agli ingegni fanciulleschi 5. F1 non poco fanno utile saperle. Poi ritornino a’ poeti, agli oratori, a’ philosaphi 6. U om. d’avere 8. F1 om. buoni 9. F1 et Servio 10. F1 grecismi (cfr. «Lingua Nostra» XIII, 107) 12. F1 dal primo principio ricevano et attingano quella perfectissima et splendidissima aere d’eloquentia 15. F1 om. forse 16. F1 da poi ne saprà 17. F1 crudi et duri 18. F1 om. non 22. U quali ebbono 26. F1 a qualunque si sia exercitio giovano, U F2 F3 F5 F6 leggono in essa per si sia, al quale evidente errore F4 ha rimediato con a qualunque in esse si exercita 27. F1 sono stati egregii et singulari 30. F1 Et non credere 34. F4 da niuno vitio o biasimo
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p. 72 2. F1 ma niuno di quegli giuochi senza exercitio et fatica a’ robusti giovani mi pare lecito 5. F1 piglino exercitio colla persona 6. F1 virili giuochi et di fatica 11. F1 la mano per segno: F1 om. costui 16. F1 molto se ne dilectò 18, 19 U e tutti gli altri (salvo F1) Celio 18. F1 perduto cento non ne dava se non cinquanta, U F2 F5 F6 (e F3, in cui il passo è agg. da Z. A.) perduto davane se non cinquanta, F4 perduto cento davane se non cinquanta 19. F1 om. adunque 21. U Publico: F1 om. e (Publio) 23. F1 saria 24. F1 Né mi dispiaceria e fanciugli avessero 25. F1 om. e 26. F1 om. in tempo 28. F1 per consuefarti a virtù a questi 33. F1 anni LXII in su ’no cavallo, U F2 F3 F5 F6 benché el cavallo che quanto (il che sarà rimasto per errore dopo la correzione; manca in F4) 35-p. 73 1 F1 da piccoli imparassino cavalcare, schermire...
p. 73 4. F‘ tutte queste quali ò dectte cose essere necessarie 5-6. F1 presto l’imparano et a me paiono tutte negli uomini molto richieste però che veggo in ogni età a cui elle siano acquistano lode, et in cui le non sono nuoce et rendono biasimo 7. F1 10 t’ò con molta voluptà el dilecto in verità, Lionardo, ascoltato 9. F1 mi piacevano da ogni parte 12. F1 troverebbono e quali volessono 13. F1 om. mai: F1 om. uno 15. F1 potria 16. F1 s’induceria 18. F1 om. facile 20. F1 dove t’è stato poco a voluptà che io chiega 22. F1 mi dài testé nuova fatica: F1 sapessi che llo studio dell’uomo può ogni cosa 25. F1 om. in Roma 26. F1 om. qui: F1 in casa stanno 27. F1 om. ài nuovo 28. F1 studio, potrà ella manco 30. F1 dopo difficilissima cosa segue questa frase che non ricorre negli altri codd., tolta forse perché non fa che ripetere, perfino qua e là con le stesse parole, la frase precedente, Et se questo può la sollecitudine degl’uomini in una bestia, insegnare cose all’uomo proprie, alienissime a chi le impara, molto più facile esserne maestro sia nato et acto per saperle (cfr. l’ed. Pellegrini, 128, 11) 31. F1 agli uomini 32. F1 molto pochissimi 33. F1 et per ingegno: F1 a ogni cosa più di me non vagliano 34. F1 quanta la casa è non poco gloriosa 35. F1 a me non ci pare 36. F1 discreto (tutti gli altri destro)
p. 74 5. F1 om. s’io ben mi ricordo: F1 Parririo 9. F1 qual prima solea 11. F1 dotolla del secondo di que’ medesimi tertii di tutto il campo: et dio buono 13. F‘ om. così 16. F1 quella 17. F1 a se quanto tutto lo ’ntero rendea 23. F1 om. e pregiare
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p. 75 10. U da’ 17. F1 sariano 21. U altri 25. F1 io n’arei 26. F1 sariano 27. F1 saria 34. F1 corr. m. a. cierca ex seguita
p. 76 1. F1 exercitio 3-10. F1 agg. da m. a. e passato a tutti i codd. Et è cosa bructa et odiosa vedere chi sempre si stia indarno come facea quel otioso, el qual domandato che cagione ti tiene tutto el dì quasi dannato a sedere et giacerti per le panche, rispose: lo attendo a ingrassare. E chi costui udì lo biasimò e pregollo più tosto desse opera d’ingrassare um porco, però che almeno ne ritrarria qualche utile. Così onestamente gli mostrò da quel che fusse un otioso, da meni che un porco. 27. F1 adversa fortuna 31. Tutti i codd. (salvo F1) om. a 32. F1 om. a molto lodo 35. U F2 F3 F4 F5 F6 le quali... perturba (già lezione di F1, ma corr. in la quale)
p. 77 7. F1 al continuo ci sta nell’animo 15. F1 come potrà 25. F1 nel figliuolo 27. F1 et in alcuno (corr. m. a. ex tutto), U et alcuni, F2 F3 F4 F5 F6 et alcuno 30-33. F1 agg. da m. a. e passato a tutti i codd. Non dividerà el figliuolo ... infame a sé e a’ suoi
p. 78 1. F1 fatica et dolore amorzare 12. F1 è mantenuta 17-18. F1 quanto è... più merita 19. F1 quale è costume 21-30. F1 gli animi sdegnosi et malingni contro e maggiori che ubbidienti. Et ànno e gentili ingegni in se per male ove come servi sono non come figliuoli tractati. Et è meglio alcuna volta non volere conoscere ogni cosa che non correggere quello qual mostri di conoscere. Et nuoce manco se ’l figliuolo in qualche cosa stima il padre ignorante più che negligente. Chi s’aveza a ingannare il padre poco fa stima di tradire altrui. In ogni modo... 31-33. F1 om. Alla qual cosa in prima gioverà la diligenza. Sarà la diligenza quella che sempre el farà da’ suoi amato e riverito 35. F1 volere più tosto nollo chiamare 36. F1 om. nostre
p. 79 3 - F1 nollo volere 8. F1 è inimico chi ti dà 11. F1 età a non (tutti gli altri codd. se) 12. F1 n’arà 13. U Ma la virtù 18. F1 si trovariano eglino 24. F1 se lla fortuna ne fia con noi avara 25. F1 om. la fortuna 26. F1 più volte veggiamo più nuoce 27. F1 Lionardo allora 36. F1 E che non
p. 80 1. F1 saria 3. F1 Lionardo: Gnaffè! Di vivere 4. F1 dorria 5. F1 m. a. dici tu (ex di’) 10. F1 anoveri 12. F1 troppo di se stesso contenta 13. F1 om. Assai sarà ricco chi viverà contento 15. F1 io mai 32. F1 corr. m. a. rendere in alcuna cosa te più docto... doctrina ex mostrare a te... cosa'
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p. 81 i. F1 om. di quella ragionando 4. F1 om. al non tôr moglie 5-12. F1 agg. da m. a. Sono contento, Adovardo,... el tuo consiglio in farmi marito 5. U condocto per contento: F1 om. poiché sì me ài convinto 19. F1 domandasse 20. U F1 (m. t.) Explicit primus liber Familie. Deo gratias.
Libro II
p. 83 tit. F1 Leonis Baptiste Alberti Liber II de Familia 9. F1 copioso 19. F1 apreso
p. 84 3. F1 niuna 5. F1 vuogli: F1 al ragionare 6. F1 domestici 8. F1 membro, tutti gli altri hanno vienloro 11. U om. costume 13. F1 accortissimo 16. F1 pongo 20. F1 cm. io 27. F1 F2 F3 F4 om. si 32. F1 om. tu
p. 85 15. U om. più anni 18. F1 quello che dice il vulgo 19. F1 occhio 20. F1 non hanno 24. F1 molto 25. F1 ora da lungi 27. U F3 F1 F3 F8 di molte conoscentie, F2 di molti conoscienti (seguo F1)
p. 86 10. F1 bene et lodato 11. F1 me medesimo: U nell’aiuto 9.3. F1 fra compagni 32. F1 simigliarti 34. F1 reputarmi
p. 87 16. F1 (peritare) alias dubitare in marg. 25. F1 adrossare 29 F1 F2 F3 F4 O se io dicessi 32. F1 dirai forse
p. 88 1. F1 F2 F3 divina natura 3. F1 da una solo ultima 6. U F2 F3 F5 F6 quasi agli altri grata, F4 quasi ogni cosa agli altri grata et a loro necessaria (seguo F1) 13. F1 forza violenta contendono 17. F1 om. e 19. F1 om. e fermare 26. F1 Cupidine arciero. Crisippo..., F4 Cupidine et sua freccia et arco 31. F1 onestamente: F1 om. e 32. F1 amare 35. U F2 F3 F4 F5 F6 om. qual uomo, ma credo non bene
p. 89 3. F1 et altre molte maravigliose sanza altre molte delle quali ora sarebbe lungo racontare voluptà 4. F1 affermato 5. F1 veggo a sua 7. F1 usa 13. F1 F3 F5 F6 om. di Siria, lasciando uno spazio vuoto, U di Siria agg. in marg. 19. F1 F* F5 F6 om. re di Egitto, U Egitto agg. in marg., F4 dell’Egitto 20. F1 im principe 21. F1 F3 d’amore, F2 da amore 25. F1 et la gloria civile sua et amplissima 28. F1 del sangue civile 31. F1 et le selve 34. U om. una sola 35. F1 fu qui poca F3 fu troppa opera 36. F1 F2 F5 F6 amplissimo et immenso
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p. 90 1. F1 om. lo 3. F1 chi et onore et lande et fama amando poco stima 4. F1 om. E infiniti quanto si truova prepongono l’amore all’amistà, (cfr. più sotto, 28) 23. F1 le cose domestiche, in contenere le famiglie 25. F1 per se 28. F1 marito, et infiniti quanto si vede prepongono l’amore ad ogni coniuntione et a ogni amistà. Et pur si recita (cfr. più sopra, 4) 30. F1 ramento 32. F4 si offerse vendere 33. F1 el vero suo prima marito (prima è lezione di tutti i codd.) 34. F1 non molto qui accade 36. U molto infinita: F1 molto da natura insita
p. 91 1-3. F1 natura non puòse opponendosi sostenere qualche volta scacci et extermini dell’animo de’ padri ogni carità e ogni pietà.. Leggesi... 5. F1 F2 F3 certo adunque si vede 8. F1 F2 F3 divino strale 12. F1 amirabile 17. F1 il quale 19. F1 decto, s’io ben mi ricordo, del 30. F1 guardo se così convenga che voi come diceva 31. Tutti i codd. lasciano uno spazio vuoto tra Terenzio e subito: F1 dopo vecchi ha questa frase, che manca in tutti gli altri codd.: Tal cosa nom par licita a chi non la possa qual forse a chi ella porgie compiuto dilecto e intera voluptà cierto sarà o devuta o non inlicita 31. F1 non so a que’ tuoi filosofi medesimi quanto sia permesso 34. F1 quelli poi nominati
p. 92 1. U so se 3. F1 Ma Melrodoro: lo spazio è in tutti i codd. dopo filosofo 4. F1 Laentia 9. F1 quasi incomportabili, F2 F3 F5 quasi non incomportabili: F1 non dolore, non paura 19. F1 om. vili e 20. F1 om. rompi e 23. F1 om. d’ogni ragione, forti 25. F1 Quando, F4 Quanto, Lionardo, quanto 33-36. F1 mi può parere da giudicare l’amore essere fra primi divini in noi mortali imperii e troppo da qualunque si sia inevitabile: e cierto a mme potrà l’amore ringiovinire nelli annosi petti giovinili et amorose fiamme pare cosa divina. Né vego l’amicitia in se conservi forze quanto l’amore e nella superbia degli imperii, — lezione che il Pellegrini trovò necessario ritoccare (ed. cit., p. 162), e che deve la sua debolezza sintattica all’omeoteleuto. Migliore, ma anch’essa non senza possibilità di simile errore, la lezione degli altri codd. (salvo F4 che rifà il passo così: mi può parere cosa divina, né veggo l’amicitia in se possa né sia consueta far quanto lo amore ringiovinire nelli animosi petti giovenili et amorose fiamme) 35. U F2 F3 F5 F6 poeti
p. 93 3. F1 om. e glorioso essercizio: F1 ogni ben forte vinculo di parentado et d’amicitia. Ma io 6. F1 Rendoti 14. F1 non dico l’amicitia 18. F1 ferme 19. U esse 20-21. F1 Baptista dopo guarda 26. U F2 F3 quali 31. F1 inmisce 32. F1 nominerenllo 33. F1 om. e 36-p. 94, 2 F1 quale, volendo... allo amore, tu fusti
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p. 94 5. F1 gioventù mai amatore 7. F1 sanza che o Catone o, come Laertio Diogene dice, Aristotile ci amuniscie (cfr. l’ed. Pellegrini, p. 165) 9. U F2 F3 le 10. F1 si truova, F2 si truovi 15. U F2 F3 F5 voluptà (cfr. F6 volunpta) 16. F1 non dell’onestà, F2 F3 non onestà: F1 non d’alcuno 18. F1 questo forse essere forza: F1 opur vitio 26. F1 F2 F3 tanta essere crudelità 29. F1 et riso, come testé dicevi. Non... 31. F1 seguirlo fu somma stultitia
p. 95 1. U F2 F3 alcuna 2. F1 la natura quelle essere comuni 9. F1 om. e grazia 18. F1 si volge 21. F1 danze 34. F1 proseguire
p. 96 2. F1 sempre pure 4. F1 et quasi divina 5-6. U F2 F3 F5 F6 spazio vuoto per Geminio e amico, F1 agg. da m. a. Geminio, F4 solo ha Geminio e amico (F2 amico è stato più tardi agg. da altra mano) 11. F1 chiami 14. F1 et se mai ti vide et se mai ti vide 16. F1 satisfare 18. F1 innamorato 21. F1 Già che e padri 27. U copiosi più et più contenti (ripetendo forse più et più dal r. 25), seguo F1 F2 F3 F4 27. F1 storia che a Roma
p. 97 9. F1 furiando, uccidendo figliuoli 14. U F2 F3 F5 F6 tanto giuramento, F4 Pertanto, frategli miei, fugiamo 25. F1 difendere alcuno benché verissimo
p. 98 8. F1 alle quali 10. F1 vorrai meco 13. F1 più tosto mi sia rimaso che non 18. F1 consentiresti 23. F1 Saldumni 30. U om. in
p. 99 7. F1 tu non volessi 25. F1 fuggite 30. F1 om. mai 32. F1 c’imprometti 33. U utilissima
p. 100 3. F1 dall’altre 4. F1 molto 6. F1 solo 16 F1 accomoda 24. F1 alle famiglie 27. F1 om. qui
p. 101 13. F1 om. testé 16. F1 altra volta 20. F1 passando poco mirano, F3 passandon poco mirano, U F2 F5 F6 passandono poco mirano, F4 passando non poco mirano 22. F1 interverrebbe 24. F1 om. e 25. F1 a mezzo nel campo producendo le schiere, F2 F4 a mezzo nel campo perducendo, F3 a mezzo il campo preducendo 31. F1 om. qui; F2 più tosto più potrei 34. F4 Avete 35. F1 tra l'Italici
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p. 102 4. F1 F3 entrando in sí gran paese 5. F1 om. mio 6. F1 voi che mmi stesse 29. F1 om. qui 30. U usata 36. F1 fa ora
p. 103 6. F1 Carlo (gli altri codd. tolgono al fratello queste tra le sue pochissime parole) 9. F1 recordando 20. F1 in quanta 21 F1 spesse volte 27. U ; F1 poss’io 35. F1 approbatissimo precepto
p. 104 8. F1 considerando meco che a una 17. F1 tra infelicissima e Adunque ha questo passo omesso in tutti gli altri codd.: Cosí credo e voi ancora stimiate. Batista. Stimiamo sí. Lionardo: 26. F1 pare 29. F1 corr. m. a. dove (s’agiungano) ex onde 30. F1 altri di quelli nelle famiglie 34. F1 s'aquistano e acrescansi 36. F1 quelli che ànno
p. 105 3. F1 manca 13. F1 disputarle (cfr. l’ed. Pellegrini, p. 186 e Spongano, p. 154) 15. F1 desidia et otio 17. F1 o troppo 21. F1 non in altro modo 27. F1 debolecto 32. F1 lecto (sic) 34. F1 et mantenere
p. 106 5. F1 F2 F3 F4 F5 F6 om. lo 22. U om. cagione 26. U in coniugio 32. F1 quello che sia portato
p. 107 2. U par che: F1 om. volta 6. F1 sé, la donna, e figliuoli 7. F1 om. quali: U om. colla famiglia 10. F1 crescere 22. U F2 F3 F4 F5 F6 Di chi 33-p. 108, 1 F4 diceva: o se pure un piccolino figliuolo mi fusse di te rimasto che nel volto et ne’ gesti ti somigliassi et meco scherzassi, non mi parrebbe essere restata cosí misera et abbandonata amante. Non poco ancora
p. 108 1. F1 cosí l’ultimo 8. F1 poi che si ebbono 11. F1 prepulsare 16. F1 contentarti 17. F1 om. qui 19. F1 si truovi, e in marg. m. a. alias si vive 20-22. F4 siano e figliuoli con la loro propria et ferma età sostegno de’ vecchi 26. F1 indurli ancora 34. F1 padri. Adpresso
p. 109 15. F1 F4 de’ tuoi 26. F1 al tor, F2 de torre 28. F1 piacevano, F4 om. e’ padri 32. F1 età e piú
p. 110 1. U altri 6. F1 attalenta, et i vecchi 10. F1 di famiglia 11. F’ F4 le possessioni, F2 la possessione, U F3 la possessioni 14. U om. di 33. F1 tra bellezze 34. F1 om. donna
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p. 111 15. F1 si cerchi bellezze 21. Tutti i codd. (salvo F4) lasciano alcune righe vuote dopo corpo evidentemente per aggiunte (F3 F6 in marg. dimitte spatium pro hystoria) 28. F1 grandi o troppo svelte 31. F1 sempre qui prepongono 32. F1 dirne
p. 112 4. F1 om. tutti 9. F1 om. io 12. F1 alle famiglie 17. F1 sposi quali 18. U sostenere 19. F1 donde 22. F1 agg. m. a. di fresco isposo
p. 113 3. F1 satisfarci 7. U F2 F3 F3 F6 pare a lloro licito 9. F1 adirizarsi a piatire, F4 fra le teste (sic) dispongonsi et dirizzatisi a piatire
p. 114 1. F1 tractare 3. F1 om. così 6. F1 s’io ben mi ramento 9. F1 in alcuna donna 19. F1 om. a 21. F1 e si egli vero (cfr. l’ed. Pellegrini, 204, 10) 22. U posso 26. U da ogni
p. 115 1. F1 opere 4. F1 om. più: F1 et giudicio de’ buoni molto utili più 12. F1 om. così 21. F1 tu et utili et 22. F1 di drieto 25. F1 ti piaccia più 30. U F2 F3 facunda 32. F1 in una donna 33. F1 stanno
p. 116 2. F1 vegga 5. F1 om. molto 6. Codd. lezione incerta tra diremo e dicemo 13. F1 impetrare 15. F1 et costumati F1 facile o difficile 20. U om. Iddio 22. F1 il propio ragionamento 33. U F2 F3 F5 F6 om. perturbano. F4 om. perturbano e 36. U stroccaccio
p. 117 2. F1 non bene sieno 4. U om. si truovono 6. F1 et come 7. U veggo 8. U volere 12. F1 stracco 16. F1 om. così 22. F1 a proposito
p. 118 2. F1 observare 11-12. F1 narrarti/vi... descriverti/vi... insegniarti/vi (sic) 11. F1 gli statuti della famiglia 13. F1 Noi, aremo noi 14. F1 Caio Macrio, U F2 F3 F1 F5 F6 G. Mutio 15. U a’ cuochi41 22. F1 nell’olio 25. F1 fermezza di tutti i nerbi suoi non sia ben rassettati 28. U el mo
p. 119 7. F1 era già apresso a tutte 9. F1 chiamò a sse 10. F1 E te 18. F1 alle virtù 27. F1 gioveranno 33. F1 in su le nostri domestici conventioni 34. U serbi 35. F1 non v’essendo 36. F1 om. pur
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p. 120 5. F1 dove 7. F1 o anche 8. F1 ti riputerai picol lodo 12. F1 om. il 13. F1 provederemo 21. U F3 om. per omeoteleuto se non in consiglia 23. U F2 F3 F5 F6 fe 32. F1 ove 34. F1 alcuna utilità 35. F1 quando e’ durassi bene assai 36. Tutti i codd. (salvo F1) om. più
p. 121 1. F1 F2 F4 il filiuolo... sano et forte che averlo presso se infermo et debole. F5 F6 el figliuolo... sano et forte che averli presso se infermi et deboli 2. F1 questo a distribuire 5. F1 sono cagione 9. F1 risparmi a nulla 15. U om. cara 17. F1 o conferire 27. F1 sanza grandissimo pericolo: U tua et puoi 28. F1 a morbi 31. F1 primo
p. 122 2. F3 dalla comunità 7. F1 sta 12. U F2 F3 fama in le fortune 16. F1 munifiche 17. F1 questa 18. F1 ma solo gratifichi a uno solo 26. F1 vorremo 28. F1 a llui utile et necessaria a llui abondi
p. 123 1. F1 d’epidemia 2. F1 di pestilentia 0 di morbo, tale che 5. U om. niuno: F1 om. a 6. F1 morte, quanto da 11. F1 F4 mirabile 14. F1 pestifera, F2 pesti... issima, U F3 prestissima, F5 F6 prestitissima, F4 pestiferissima (scelgo quest’ultima come la lezione più attendibile) 17. F1 saracci 24. F1 contro 36. F1 servidori, medicine? Et puòsi
p. 124 2. F1 Non qui voglio essere più in questo ragionamento lungo 5. F1 Fugasi 12. F1 non la cerco, F3 non lo richiego 14. F1 et così 22. F1 non si conviene 32. F1 om. a
p. 125 8. U om. cose, F1 le quali tutte queste cose 14. F1 ancora 17. F1 licito: F1 fare divortio et se dalle loro maritate dividere l’uso et unione congiugale, separarsi dalla moglie, F4 soleva esser lecito et legittima prima consuetudine 27. F1 infecundia, U infacunda 32. F1 F4 lo sponsalitio 36. F1 alla quale
p. 126 15. F1 om. loro 18. F1 om. e dopo figliuoli 25. F1 potre’ ne adurre 29. U stai
p. 127 4. F1 scegliere 9. U Et più maggiori casi, F5 F6 Et p... maggiori casi, F4 Et più maggiori così, V2 Et per i maggiori così, F3 Et per maggiori cosi, F1 Et poi maggiori così
p. 128 3. F1 presto 6. F1 troverai 9. U om. andai io. F1 da llui 12. F1 molte 14. F1 perdere 15. F1 da te... bene mi bisognassi
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16. F1 om. figliuol mio 26. F1 gratie: agg. m. a. di molti 32-33. U om. Seguiteremo noi dicendo di quello che resta a’ ragionamenti nostri?
p. 129 5. F1 senta 10. F1 a tte non sia 13. F1 molte 19. F1 fratello per quanta, U om. per, F2 F4 quanto
p. 130 6. F1 chi cura ornarsi 12. F1 F3 F6 di lascivia, F3 de lascivia, F4 da lascivia 18. F1 si trascorre 19. F1 tanto male 20. F1 non fusse 27. F1 né sente 35. F1 utilità alcuna veruna (alcuna cancellata)
p. 131 2. F1 tucti: F1 om. e 3. F1 giudicare 6. U om. chi 7. U F2 F3 F4 F5 F6 fructifera 8. U vengosi 10. U om. piè 13. F1 i nidi 19. F1 l’intellecto el giudicio 21. Tutti i codd. (salvo F1) forza volontà et ferocità 23. F1 A me qui non può 27. F1 in gratia 31. U F2 F3 F5 F6 cia, F4 ci ha, ma sarà errore di lettura per era (F1) 35. F1 F2 pasto
p. 132 6. F1 Pictagora 16. F1 operationi et actioni 17. U om. che 20. U F2 F3 F4 F5 F8 questi pare in qualche modo faccendo qualche cosa se stessi otiosi trastullando (seguo F1) 28. F1 scelestissimi
p. 133 2. F1 et così consonante 5. F1 contro alla infermità ...per la sanità a conseguirla 11. U F2 satisfarle
p. 134 12. F1 a nostro 17. U om. e chi dispiace a Dio 18-20. U om. per omeot. Adunque si può statuire... nato per essere felice 23. F1 la felicità 26. U F2 F3 F4 F5 F6 certo (seguo F1 erto): F1 sopra i... appetiti e in marg. m. a. lascivi, F2 sopra i lascivi appetiti, U sopra gli umani appetiti, F3 sopra appetiti con l’agg. in marg. di Z. A. gl’umani, F5 F6 sopra... appetiti, F4 om. sopra i lascivi appetiti 28. F1 in gran facti 29. F1 di tutti questi 32. F1 insieme et se stessi 35. U om. vorrà
p. 135 5. F1 om. ed (gli altri hanno tutti e de o e d) 8. F1 in prima costoro 9. F1 procurino 12. F1 agg. m. a. a non pochissimi 20. F1 giugnere presso, U F2 F3 F5 F6 verso presso, F4 verso o presso 23. F1 a uno i modi 31. F1 costituirvi leggi 32. Tutti i codd. lasciano lo spazio: F1 fuoco o d’acqua

p. 136 1. U et in ogni cosa 2. F1 bene a mente degli aiuti 3. F1 al quale 10 F1 sendomi 11. F1 F3 poco 13. F1 volendoti tu dare 17. F1 fra se stessi contrapesare 22. F1 om. Talete filosofo, U Talete agg. in marg. 24. F1 om. e regia 25. F1 ella 29. F1 onde 33. F1 altra 35. F1 adrizati prima 36. U F2 F3 F5 F6 om. a (qualunque)
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p. 137 16. F1 essere quello el quale vuol 19. F1 si sono 20. F1 pregiare 22. F1 poi così essendo in noi così 23. F1 che la virtù. Sta la virtù 29. F1 Et a chi 30. U persevera 33. F1 dopo vuole continua ov’egli adopera ciò che può in quel che vuole (manca in tutti i codd., e doveva mancare nell’archetipo forse per omeot.; ma, essendo mera ripetizione, può anche essere stata tolto su X).
p. 138 2. F1 essere però 4. F1 la natura e lla fortuna gli secondi 5. benché a llui riesca suo fatica poco fructuosa 13. F1 alle fortune tue 15. F1 ristertissi 20. F1 et fra essi fusse 23. F1 convenientissimo al suo presto tragettare 26. U primi 30. F1 tornerebbe 35. F1 essere
p 139 9. F1 veduti 17. F1 distendiamo 18. U F2 F3 le virtù (ma il contesto sembra richiedere il singolare, come F1 F4) 22. F1 om. ancora 24. F1 fra 26. F1 et più a suoi 27. U F2 F3 F5 F6 a fare proval costi che lla sia (corr. in F3 da Z. A. per piccola cosa che la sia), F4 a far prova costui che li sia. Seguo F1 34. F1 om. e’ 36. F1 vorranno pure
p. 140 2. U stimino 3. F1 ma stessesi così 11. F1 volesse parere notare e gittassesi là a mezzo, là nel corso e ondi del fiume 15. F1 quel temerario, quel cupido 22. U F2 F3 F5 F6 bene non penserai, F4 bene penserai (seguo F1) 27. F1 utilità: F1 e eleggasi U exercitii 34. U om. per omeot. s’acquisti ricchezza e in che modo
p. 141 4. F1 l’animo erto, F2 F4 grande, F3 F5 F6 spazio vuoto (in F3 agg. da Z. A. generoso) 7. F1 inducendo 8. F1 om. fare: U trovererete 12. F1 con piccolo lume 23. U dicono non al tutto 26. F1 non è quanto gli altri exercitii maggiori glorioso 28. F1 da natura 29. F1 se si tramette (corr. m. a. ex tramettasi adunque costui) 30. F1 om. al: F1 conosca
p. 142 5. Tutti i codd. lasciano uno spazio per il nome Cipriano nostro, che è stato agg. su F1 da mano posteriore. In mancanza d’altro lo accettiamo (cfr. 11 qui sotto) 9. F1 supliscano 11. Situazione in tutto simile a 5; accetto l’agg. posteriore di Benedetto nostro su F1 12. F1 debitori o amplissimo 30. F1 om. nostra 34. F1 verso ogni utile della patria 35. U om. per omeot. di tutti ma grazia e amore più apresso 36. F1 apresso e’ nostri
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p. 143 8. F1 noi 10. F1 voi 19. F1 Anzi pare in la terra nostra se non della nostra famiglia, F2 om. se non solo la nostra famiglia Alberta gran ricchezza (evidentemente per omeot., che confermerebbe la ricorrenza due volte di niuna) 20. F3 tocasse, corr. poi in giungessi 23. F1 stendermi in recitarne 28. F1 delle fortune 31. F1 om. di virtù
p. 144 3. F1 om. Alberta 6. F1 ma veramente più premio 7. F1 tutti 8. F1 doni/a a lloro 23. F1 ventura o gratia e favore 27. F1 la ricchezza 31. F1 om. né in le cose estrinsece 36. F1 Adunque la masseritia
p. 145 7. F1 l’industria 8. F1 F3 chiamante, F4 chiamianlo 10. F1 apte a guadagnare 12. F1 om. meccanice 25. F1 fanno uno suo exercitio aquistarsi amicitia 30. U F4 exclusi 35. F1 de’ nostri 36. U F2 F3 F5 F6 dalla g... (in F3 corr. in dall’agricultura), F4 dalla possessione. Seguo F1: F1 in tutto Toscana
p. 146 1. F3 todeschi corr. da Z. A. scopeti 6. U tutto 9. F1 simile della nostra 18. F1 in quel modo mi pare excludano ogni usare avaritia 35. U F1 F2 F3 om. cose (agg. da altra mano su F2 F3) 36. F‘ om. adunque
p. 147 1. F1 F4 com prudentia 2. F1 ragionavamo 5. F1 da quella 8. F1 niuna 10. U F2 F3 F4 F5 F6 om. maggiori 13. F1 mercantie 15. U a Firenze: F1 quanto e’ bastava 24. F1 om. gli 26. F1 e mercantanti adunque così 27. F1 in presente 29. F1 impresa 32. F1 siano
p. 148 3. U ciaceranno 15. F1 mai lo lasciano aspirarlo: F‘ libera 22. F1 ben satisfare ad alcuna propria sua necessità 26. F1 agg. m. a. sono da moderato e netto vivere (così) queste 28-29. F1 priva la mente di cogitatione e operatione e d’ogni virile 29. U F2 F3 F5 F6 dagli
p. 149 2. F1 le cose quali sono sottoposte 4. F1 troppo a nnoi sarà 11. F1 signoreginsi le cupidità 15. U imperio d’altrui: F1 sopra ad alcuno, F4 sopra alcuno 19. F1 che a men buoni 21. F1 diviene 27. F1 om. aspettando 31. F1 maninconia
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p. 150 12. F1 del vivere 15. F1 in che modo o perché noi adoperiamo; 16. F1 om. così 17. F1 F4 tutto cura considerando 20. F1 F4 provulga: F1 F4 et vituperio 21. F1 om. adunque 26. F1 ubidiendo suoi admonimenti e consigli 27. F1 mai d’alcuno di tuo detto o fatto
p. 151 1. U questa 2. F1 F2 passo 3. F1 ma solo con la onestà 6. U F2 F3 pensieri 9. U F2 F3 amplissime ricchezze, F4 a quali sieno grandi e amplissime ricchezze (seguo F1) 10. F1 staracci 14. F1 om. colui; U om. ricco 17. F1 testé così 20. F1 conoscessimo 26. F1 om. tu 34 F1 Finis. Deo gratias et laudes, U Finis L. II Familie qui dixit de re uxoria et exercitiis juvenum L. B. Al.
Libro III
p. 153 Supplisco il titolo mancante nei codd. 4. F8 non tacere solea: F2 F4 F7 F8 FR1 nostri 7. F3 F4 om. gentilissima 8. F8 om. così 11. F3 F4 vedersi 15. F7 F8 FR1 admaestrava 17. F3 sommo bene 21. F3 stimasse tanto sia stato, F4 che tanto sia stato 23. F7 F8 FR1 solo rapì: F2 FR2 stinto 25. F3 om. e lettere
p. 154 1. F7 F8 FR1 per suo si conserva, F2 conservi 6. F2 Ca FR2 induca 7. FR2 Ca essere bene 9. F2 adveniticii 15. F2 FR2 Ca om. questa 21. F2 De’ quali 27. FR1 tra gli altri profetano 31. F2 antichi? Nondimeno noi
p. 155 1. F3 F4 della conversatione 3. F7 F8 FR1 con che ragione gli antichi scriptori arebbono cerco 4. F7 F8 con così 8. F7 F8 FR1 decto: F3 F4 F7 F8 FR1 negare 9. FR1 F8 scripsono 16. 172 FR2 Ca om. che 26. FR2 Ca se non vituperare, e in marg. alias biasimare, F7 F8 FR1 se non biasimare vituperare, F3 F4 se non biasimare et vituperare
p. 156 7. F3 F4 om. d’ 14. F2 officio di fare 16. F7 F8 FR1 virtudiosi 19. F2 FR2 Ca om. a (dopo avviata) 21. FR1 al ben: F7 F8 FR1 in questo atroverrai terzo libro adescripto (già lezione anche di F3, corr. poi come U) 23. F3 affastidioso, F4 a fastidio: F3 F4 mondo (ma in F3 corr. in nudo) 25. F3 F4 F7 F8 FR1 om. i’ 26. F3 F4 om. sempre 34. FR1 dictatori: F2 Legerai
p. 157 Desumo il titolo da F1, F3, F7, FR1 3. U F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 Ca circa il di di sopra ragionamenti. Questa fu anche la prima lezione di F3, in cui poi il di fu sostituito (da mano coeva) con e decti, dando così una lezione analoga a F4: i detti di sopra ragionamenti. Data la difficoltà di cavare senso da il di di, e la forte probabilità di uno scambio idicti - ididi (donde il di di), stiamo con F3 F4 (risalendo per la forma all’ipotetico dicti) 5. F1 om. la 14. F1 voi ci fossi ieri da sera: F2 eri sera
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p. 158 2. U om. si (dopo poi) 14. F8 vedere 23. F1 F3 F4 il palagio, F2 FR2 al palagio 31. F1 et vestonci
p. 159 21. F1 altretante, F4 altretanti di più 22. F8 l'altre maggiori 23. F1 F2 F3 al mezzo 27. F8 penso
p. 161 6-14. F1 agg. da m. a. e passato a tutti i codd. Nulla si truova tanto contrario... parte alcuna delle sue fortune 33. U F3 F4 F7 scrucciamenti (seguo F1) 34. F8 perdesi questo, smarriscesi. quell'altro
p. 162 11. F1 incurabile pazia 27. F1 corr. m. a. spendenti ex prodighi
p. 164 19. F1 tutti il dì 20. F1 om. già 24. F1 corr. m. a. autorità ex il libro 28. F1 om. ti 33. U le cose quando bisogna quanto basta (con evidente ripetizione del r. 30)
p. 165 7. U F1 F2 F3 F7 spese (che conservo), F4 impresa
p. 166 18. F1 ma io
p. 167 13-14. Tutti i codd. (salvo F1) omettono la frase: Così tutto il tempo mangiano le più fracide. Viene alla fine ch’elle sono al tutto magagnate, che dovette mancare per omeoteleuto nel comune archetipo (non figura neanche nel Governo, p. 8); l’integrazione di questo passo ha determinato anche la scelta tra le varianti del r. 15 che sono: F1 (corr. da m. a.) F3 F4 FR1 n’averà (o n’arà) gittate, F2 F8 avrà gittato, FR2 n’a gittate, Ca n’a gittati, U F7 n’averà a gittare 25. F1 dalla piova, F4 dalla pioggia
p. 168 11. F1 Unque 29. F1 F7 lasubiecto (Mancini e Pellegrini, l’asubiectò), U F4 l’ha subiecto gli altri codd. la subiecto (cfr. Governo, p. 9) 34. U in marg. occhi, senza altra indicazione (manca altrove): F1 Ca a posta altri
p. 169 21. U F7 alle FR1 a 34. U om. miei
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p. 170 16. F1 appresso in che modo s’abbino 23. F1 corr. m. a. E miei misero me ex E mi misero
p. 171 3. F1 agg. da m. a. in marg. si vol queste bem saperle usare et contenere (passato in tutti i codd.) 21. F1 om. i’ 24. F1 solo ha vile (sic: utile), tutti gli altri utile 35. U fabricategli
p. 172 4. F1 grata... commendata 8. F1 Andrea, di Ricciardo 9. F1 Carlo, e fu 15. F1 om. cavaliere 16. F1 e padre 30. F1 (agg. in uno spazio lasciato dal copista) F3 F4 a l’oste di Pisa, F2 F7 F8 FR2 Ca hanno lo spazio vuoto, FR1 non ha né spazio né questa frase 36. F1 om. per noi
p. 173 19-22. F1 agg. da m. a. in marg. Onde per questo... per imparare e per onorarli (passato a tutti i codd.)
p. 174 6 F1 corr. m. a. Stesesi in uno grande ex Esso si stese in grande 11. F1 quello bello vecchio, F2 FR2 om. quello vecchio 13. F1 agg. da m. a. gravissime, U F2 F4 F7 F8 FR1 FR2 Ca granosissime, F3 pretiosissime corr. poi in gratiosissime (Governo,, santissime). Seguo l’autografo. 15. U om. gratioso (forse per evitare la ripetizione di gratiosissime) 25. F1 cerco adoperare
p. 175 1. F2 F3 F4 Gianozzo: Ben gratia: U solo ha bene et 28. F1 questo che per 31. F1 corr. m. a. prendete questa ex io vi darò una 32. F1 soglia
p. 176 2. F1 dal vecchio al giovane, U F3 al giovane 34. F1 messer... Alberto, e in marg m. a. lascia lo spatio, U lascia lo spazio, F3 F4 F7 F8 FR1 messer Alberto, F2 FR2 Ca messer Nicolaio Alberto (seguo questi ultimi codd.)
p. 178 1. Tutti i codd. (salvo F1) gli permette, ma sembra doversi seguire F1 7-8. F1 agg. m. a. e ancora
p. 179 9. F1 mai potere in uomo alcuno durare 10. U quante (? quant’è) 12. F1 prepongono 13. F1 corr. m. a. ci acresca l’ultime nostre miserie ex faccia morirci in exilio 28. F1 trovarsi 29. F1 perché a noi 32. F1 staterecci 36. F1 da publici servi
p. 180 18. F1 molte publiche faccende (cfr. Governo, p. 19, pratiche e consigli) 21. F1 che degli altri
p. 181 10. F1 om. a 13. F1 porgere orecchie 22. F1 F2 e’ mi sarà, F3 mi sarà 29. F1 de’ suoi incarichi
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p. 182 15. F1 F2 meco in exilio 17. F1 godano
p. 183 17. F1 corr. m. a. amerà ex in; tutti gli altri leggono sempre in (seguo F1) 20. F1 quando chi 23. F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 Ca om. republiche 35. F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 Ca seguirla
p. 184 9. U in ogni 12. F1 F2 FR1 FR2 fare quanto senza dubbio
p. 185 27. F1 queste tutte cose
p. 186 12. U F2 F3 F7 F8 FR1 FR2 Ca governa (F1 F4 governerà) 13. F1 prevederà 21. F1 ove 27. F1 F7 FR1 lascino
p. 187 34. F1 Lionardo: Sta bene, ma per avere
p. 189 1. F1 in prima e fanciulli 9. F1 altronde 20. F1 om. a se 23. U d’altrui, F2 FR2 Ca altrui
p. 190 30. U F7 FR1 quale tu spendi, F1 F2 F3 F4 quando spendi
p. 191 25. U faranne
p. 192 3. F1 Peggio. Quanto fosse magiore il fuoco tanto meglio mi scalderebbe (om. in tutti gli altri codd.) 6. F1 poste 10. F1 corr. m. a. pochi strani ex strana 19. F1 om. ti 28. F1 F2 F8 assettasi, F4 assettisi, U assentisi
p. 193 3 - U s’apparecchino 14. F1 om. tu 25. F1 tolta 35. F1 serbare senza grande sinistro 36. F1 io lo venderei
p. 194 1. F1 fornirei 28. F1 dove
p. 195 4. F1 possendo 6. F1 om. il
p. 196 9. F1 troppe famiglie T2. F1 lasciamo in ragione alcuna 24. F1 le due migliori parti, F4 la migliore parte, F8 le migliori parti 30. F1 om. a
p 197 2. F1 starà 10. F1 F2 Ca fiume (altri, fiumi) 17. U et ancora
p. 198 8. U i quali mai fructano 10. U F2 F3 FR2 Ca da se nascono stessi, F1 om. fessi 20. F1 corr. m. a. lavorati ex seminati 26. F1 taglieregli 32. F1 s’intoppa
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p. 199 18. Tutti i codd. fendere (emendo anch’io in pendere questa lezione che non sembra dia senso; cfr. l’ed. Pellegrini, p. 391; altro emendamento possibile potrebbe essere tendere) 24. F1 quella fiamma 32. F1 piaceri
p. 200 14. F1 tu stessi e facti 36. F1 scelerataggine
p. 201 5. F1 in villa, vita felice et non conosciuta 24. F1 scottarsi 29. F1 om. la 35. F1 proferisceci
p. 202 7. F1 (corr. m. a. ex io t’o narrato) F8 io ti narrava 28. U om. parere
p. 203 10. F1 tanto sarà molto 19. F1 perché non mi dovesse egli parere da farne danari 21-22. F1 agg. m. a. Sempre fu utile... che compratolo (passato a tutti i codd.) 33. U F3 i quali 34. F1 né da non le fare
p. 205 17. F1 F2 FR2 Ca ogni cosa entrata 28. F1 e così spesso tutto rivedere che quasi sempre avesse la penna in mano
p. 206 1. F1 agg. m. a. molto 17-18. La frase niuna cosa tanto fa pessimo factore quanto la negligentia del maestro, che figura in F1, manca in tutti gli altri codd., forse perché omessa per omeoteleuto nell’apografo.
p. 207 8. Tutti i codd. (salvo F1) molto et assai, che pare un errore 22. F1 om. ma 25. F1 quantuncunque
p. 208 8. F1 essere inverso di me più fede: U om. che 23. F1 dell’animo 34. F1 diventò
p. 209 13. F1 ci conviene 26. U ricevute 31. F1 F3 F4 F7 F8 FR1 puoi riputarti a felicità (ma in marg. F3 ha alias ascriverti), F2 FR2 Ca puoi altrimenti riputarti a felicità; in F4 ascriverti figura, non al posto di riputarti, ma dopo piacere. Seguo U
p. 210 8. F1 om. sentono 15. F1 om. tu 23. F1 garzoni 32. F1 et fra l'altre quella
p. 213 16. F1 et a più a pieno 34. F1 quelle tutte cose
p. 214 16. F1 om. non 22. U seguiranno (ma migliore mi pare la lezione degli altri codd.)
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p. 215 1-4. F1 agg. da m. a. in marg. in modo che non tu... onesto et devuto, et così sempre (passato a tutti i codd.) 1. U inditio (ma il passo autografo in F1 ha iuditio) 14. F1 prudentia nel vivere umano 24. F1 molte vostre simili piacevolissime similitudini 30. F1 om. sia dico testé a me licito 36. F1 industriosissimo
p. 216 5. F1 dispongale
p. 217 1. F1 ravistando 13. F1 circa a queste 32. F1 spandere, tutti gli altri spendere
p. 218 2-3. U om. per omeot. femina che uomo. A chi piace l’opere virtuose dimostra piacerli se essere 36. F1 om. più' (vi figura, ma cancellato)
p. 219 20. F1 mi piacque 23. F1 con suo ordine 27. F1 F2 FR2 scriptum, gli altri codd. scripta (forse semplice errore).
p. 220 1. F1 om. forse 6. F1 in animo 25. F1 più che niuna altra
p. 221 1. F1 F2 FR2 conoscere et sapere bene fare, F4 con operare (Governo, intendere e fare con opere) 10. F1 om. così
p. 222 24. F1 pure agg. da m. a. in marg. senza indicazione di dove andava inserito (Mancini, Pellegrini: dalle pure fanciulle); non figura negli altri codd. (se mai si dovrebbe piuttosto leggere Né pure si richiede)
p. 223 5. U (non bene) che per se 15. U F8 om. la
p. 224 15. Leggo qui disonesta (la donna d.), come mi sembra esigere il successivo costei, contro disonestà dei prec. editori (cfr. Pell. p. 447) 16. F1 corr. m. a. sente costei... sua... a lei... ex senti... tua... ti... 20. U F3 se vuoi 28. F1 alcune pazze femine
p. 225 12. F1 calcine 18. F1 F2 F8 FR1 om. non 23. F1 in marg. m. a. unguenti sostituito a impiastri (la correzione non è passata agli altri mss.) 34. U F3 tutti 35. F1 om, e, F2 et acte, F4 et aperte... avorio non saranno, già che
p. 226 9. F1 tutto, F8 per tutte le carni morticcie 14. F3 F4 ella però così 16. F3 F4 parea ch’ella fosse 36. F1 cercherà
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p. 227 16. U om. Di noi niuno mai volse dall’altro cosa se non tutta onesta (figura in tutti gli altri mss.) 26. F1 col 34. F1 F3 F4 scontralla: F1 sorrisi et
p. 228 29. U (solo) om. molto
p. 229 3. F1 om. costui 7. U ogni parola et gesto, ma sarà ripetizione erronea (vedi il rigo seguente) 9. U solo ha adunque 18-20 F1 corr. m. a. tacendo più ascoltare che favellare e favellando mai comunicare... né troppo mai investigare ex non comunicare... né investigare 28. U dissi, ma gli altri dissili, dissigli o dissile (seguo F1)
p. 230 9. U F7 FR1 om. se io. U adatterembosi 12. F1 agg. m. a. farsi ubbidire et: F1 avere 21. F1 non vi ubidisca 25. F1 le fante
p. 231 7. F1 ad proposito, F3 F4 al proposito 11. U garengionsi, F2 gareggionsi, F8 et insieme si gareggiano; mi attengo a F1 F3 F7 FR1 garegiosi (F4 lo sostituisce con crucciosi) 13. F1 et debbasi 15. F1 in marg. m. a. e poi cancellato positus in quarto: Non vuole el raportatore giovare a te ma nuocere a chi gli inimica
p. 232 21. U F3 F4 om. vederla 31. F1 om. e
p. 233 5. F1 altrove trovare 7. F‘ quanto 8-9. F1 F7 FR1 Ca farsi riverire, temere, amare et riverire, F2 F8 FR2 farsi riverire, temere et amare 11. F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 Ca om. donne 25. U F3 F1 andasse male, F4 che le cose domestiche non andassino male
p. 234 5. F1 F2 FR1 dimi che ti 10. Tutti i codd. (salvo F1 F2) om. a (persuadermi), che sembra però necessario 11. U F3 F4 se lei pensava, che pare una lectio facilior di quel che si legge in F1 F7 F8 FR1 e che qui seguiamo; F2 se a lei pesava 14. F1 umile molto e onestissima 23. U F3 F7 Ca negli occhi suoi; F4 om. el non solo ne’ luoghi suoi 36. F1 F2 F3 quella; F1 corr. m. a. studii ex dia modo
p. 236 11. Altri codd. alcuna 16-19. F1 agg. m. a. come el grano in luogo fresco... li possa nuocere 16. U om. fresco 18. F1 li possa 19. F1 rivedelle 20. U corromper 25. U FR2 Ca om. se 30. F1 quali tutta ora s’adoperassino 35. F1 in su e in giù
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p. 237 2. F1 agg. da m. a. per non avere cercandone ad indugiare se forse bisognasse' 9. F1 molto 14. F1 agiunsivi 31. F1 sempre il migliore
p. 238 11. F1 quando io maritai 36. F1 corr. m. a. E! ex vieni qua
p. 239 13. F1 om. virili 28. F1 io ti dico 34. F1 molto
p. 240 5. F1 starebono 18. F8 om. quanto è, F4 om. è il, F1 F2 F7 FR1 FR2 Ca om. è 23. U om. mia 25. F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 Ca diligentia; et più 26. F1 om. vostra
p. 242 11-12. Tutti i codd. salvo F1, om. all’utile nostro... alcuna contro evidentemente per omoeteleuto nell’apografo. L’integrazione pare richiesta dal resto della frase.
p. 243 5-6 U om. evidentemente per omeoteleuto S’ella sarà costumata, tutti la riveriranno 8. F1 controli 17. F1 F2 F3 FR1 Ca to m’avessi 23. U F3 chi desiderare (corr. poi in F3 che), F4 che desiderare; seguo F1 F2 F7 F8
p. 244 3. F1 om. suoi 25. F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 Ca condica 32. U om. nostri
p. 245 5. F1 interserirvi, F7 Ca interservi, F2 FR2 interporvi, F3 inte sui corr. in intexervi 10. F1 quello si potesse della masserìtia 17. F1 corr. m. a. si richiede ex bisogna 21. U F3 questo 26. F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 sempre mi sono 30. F1 om. doppo 3335. U om. per omeoteleuto non ci sia... stato... il tuo, Adovardo
p. 246 9. F1 om. in se 10. F1 F2 om. che 16. F1 F2 essere 27. F1 esca e nutrimento: F1 om. e’ 35. F1 F2 F7 F8 FR1 FR2 Ca non si ottengono, F3 F4 non si posseggono o tengono
p. 247 2. F1 sola questa una del danaio 4. U exilio acerbissimo ingiustissimo per evidente errore di ripetizione 11. F1 drieto 30. Seguo la lectio difficilior, cosa di U F2, anziché casa di F1 F3 F4 F8 34. F1 tu che senti... il danaio qui che... U F3 F4 tu che senti; seguo la lezione degli altri codd.
p. 248 36. Tutti i codd. (salvo U F3 F4)
p. 249 3. F1 che questi vostri
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p. 250 30. F1 om. e sentenze
p. 251 16. U om. cose 17. F1 ti risponderò
p. 252 34. In F1 il nome fu omesso dal copista, e in marg. l’A. scrisse lascia lo spatio. In questo spazio fu poi agg. da un’altra mano, Antonio. Questo nome figura pure in F2 . F4 legge Niccola. Gli altri lasciano lo spazio o omettono il nome. Seguo F1 F2 .
p. 2 53 31. F1 non ti risultando
p. 254 10-13. La frase Chiegga costui... non vero amico si legge solo in F1, e fu probabilmente omessa per omeoteleuto in X. 17. F1 in altre 27. U narrando
p. 255 26. U volgete 35. U om. parole
p. 256 3. F1 appresso li confortava 20. U om. poi 21-22. F1 agg. m. a, né a me ancora... ...voglia ingannare 27. U om. come tutto il dì accade, evidentemente per errore dovuto ai due come.
p. 257 18. F1 F1 adireresti 27. F1 de’ quali
p. 258 7. F1 mette il discorso (Quelli nostri...) in bocca di Lionardo, e l’altro (A me pare comprendere... 17.) in bocca di Adovardo. 18. U F8 om. e’ 35. F1 pare
p. 259 7. Tutti i codd. (salvo U F1) dicono vero 9. F1 peroché
p. 260 4-7. U om. le parole di Adovardo e il di Giannozzo con un salto evidente dall’uno all’altro 10. F1 via cattiva'
p. 261 2. U om. questo 9. F1 piacciati vederti corr. in piacciavi vedervi, ma non dall’A. 11-21. F1 agg. m. a. imperò che... che la intrata, ma legge occhi di chi (18) e sia la spesa... minore (20).
Libro IV
p. 263 Desumo il titolo da F1 3. O l’ultima vivanda quando 4. U F2 O om. sopragiunse agg. da m. a. su F1 7. O a se 8. U F2 O om. adonque agg. da m. a. su F1 io. F1 O dopo i primi 18. O om. di sé stessi 19. O om. gli 22. F1 O om. uomo 23. F1 O om. insieme el
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p. 264 2 F1 O potersi in vita uomo trovarsi 7. U F2 lettera 13. F1 O ma quale 14. O om. convenia 16. O om. prima
p. 265 15. F1 O più auctorità che nudo excluso e con meno sospetto e riguardo della salute ma 20. Codd. Filippo Maria, ma deve esser un errore per Gian Galeazzo, come ben vide il Mancini, ed. cit. p. 247 (cfr. anche p. 270, 14 qui sotto) 21. F1 agg. m. a. et Giovanni 30. O non che da
p. 266 24. U volupta, F1 F2 O volontà (o volomptà) 31. F1 O altri 34. F1 U di... Cesare, F2 di Julio Cesare, O di Cesare (integro Vespasiano, cfr. Suetonio, Vespasiano, 16)
p. 267 1. F1 quelli 2. F1 O et pregna così costoro ben gravi 6. F1 U spazio per il nome, F2 Cesare (integro Vespasiano): F1 pro spungia F2 per spugne O per spongia 19. F1 O supine a quali forse
p. 268 8. U posto 16. F1 om. di 18. F1 e la quercia che 31. F1 O om. come
p. 269 1. O suggerii 16. U ha fu ma cancellato (figura in F1 F2 O)
p. 270 14. F1 F. M., U F2 Filippo Maria (cfr. sopra p. 265, 20: il nome è omesso in O) 17. F1 agg. m. a. Giovanni
p. 271 17. F1 agg. m. a. Barbavara
p. 272 1. F1 O bellice 5. F1 e conosciea n. F1 O om. quasi 15. F1 O che odiarlo armato 21. F1 O d’otio più che di contentione 33. F1 agg. m. a. in marg. non con ostentare la prudentia sua prefsrirsi
p. 273 2. F1 F2 O om. Alberti 10. F1 patria et d’ogni 32. F1 ma se questo uno a voi non seguiva, O ma si questo uno ad voi adseguiva
p. 274 4. F1 O quest’altra 11. O aspectando 15. F1 agg. da m. a. mai 25.-p. 275, 14 F1 Erano in que’ tempi... di tanto principe satisfacto agg. da m. a. e passato agli altri codd. con certe varianti qui indicate 33. F1 O Et già era stato chi di questa promulgata opinione forse avea factone et duca certo
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p. 275 1. F1 O om. questa 2. F1 O om. diuturna 4. F1 F2 O lassuso 7. F1 O om. dentro: F1 O io certo gli stolsi 12-14. F1 extimò al... pel caso di tanto principe satisfacto (i puntini indicano le parole ora illeggibili, essendo sciupato alquanto l’orlo inferiore della carta su cui l’A. fece l’aggiunta), O stimò al pronostico del cielo indi essere per caso di tanto principe satisfatto 18. F1 spazio di 3 cm. tra che e aperto, O più alquanto che el signor duca apto di costumi, U F2 alquanto che aperto (ma il senso pare richiedere l’integrazione di un nome) 29. O assaltato
p. 276 13. F1 O volse 20. U che tale: F2 trovando, O tornando 22. F1 O om. e gulosità: U vede
p. 277 4. O bisogniarvi 6. F1 O chi la tenga et prosterna et sovinca 8-10. F1 O ma necessario exercitio a principi. Gianozzo: Et che lode a un principe darsi o intendersi di 11. O caccia, U cacciare (F l F2 caccie) 30. U vederli et predare 34. O exercitarse
p. 278 1. F1 exercito 6. O solo 7. Tutti i codd. cose; la correzione pare necessaria 9. F1 parte a onesto vivere, O parte honesto vivere 30. F1 O sparga 31. F1 ma et di 32. O om. ancora: F1 O om. io
p. 279 2. O om. così 13. F1 F2 studio diligentia, O studio et diligentia 24. U chi et molto 26. U studio 29. L’A. cita evidentemente a memoria da Cicerone, Tusc. Disp., v, 20
p. 280 12. F1 li
p. 281 4. F1 e stimava agg. da m. a. e passato in O ma non in U F2 5. O incredibile continua dissensione 6. O omini 11. F1 mostra 14. F1 O opinione 18. F1 et (suoi) et di tutta la famiglia agg. da m. a. 22. U om. per omeot. e da tutti i buoni odiali e vituperati 31-34 - F1 agg. da m. a. non come molti fanno raportando et traendoli in invidia et mala gratia pero i' conosceva a principi e raportatori tacendo sono sospetti et referendo odiosi 32. O però ch’io conosceva 34. F1 om. ma; F1 O om. vorremo essere primi 36. F1 O da’
p. 282 12. O e sospecto 14. F1 O da lui
p. 283 29. F1 O om. la
p. 284 8. F1 agg. da m. a. discipulo di Paraxagora 14. O loderelli
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p. 285 13. F1 agg. da m. a. et per questo 22. F1 agg. da m. a. Phormione peripatetico philosopho
p. 286 x. F1 O om. i’ 13. F1 F2 O consisterà U consistere 19. F1 che sai loro essere precepto cancellato con puntini, ma passato negli altri codd. 36. F1 agg. da m. a. Luciano
p. 287 3. F1 O dicono si la virtù, corr. in O (che) da mano più tarda 6. F1 O om. dicono 7. F1 O om. esservi e creata 18. F1 O congiuntione 35. O indirizzare agg. da altra mano dopo fine (non figura negli altri codd.)
p. 288 x. F1 om. se 11. U om. cose 22-24. F1 che tu della istoria quale solo sempre recita... fortuna, preponga corr. da m. a. ex che tu preponga della istoria... dedurmi. La correzione è passata agli altri codd. senonche O comincia che tu mi preponga della istoria e ripete poi preponga
p. 289 3. F1 provulgasse 6-7. F1 Il passo: Così Teseo, quello che superò el tauro maratonio fu dalla fama e lode di Ercole mosso ad amarlo figura nel testo (con le parole el tauro maratonio agg. da m. a.), ma cancellata; O lascia due righe bianche tra onestà e Temistocle; ma la frase è riportata da U e F3 11. O peritissimo 18. F1 agg. da m. a. adonque 20. F1 agg. da m. a. Tito Quintio Flaminio 25. F1 O om. festa e 26. F1 agg. da m. a. messe
p. 290 5. F1 agg. da m. a. quella istoria degna di memoria: non è passato negli altri codd. 13. F1 O om. pascea e 16. F1 O fuggito
p. 291 2. F1 O dolea se in quel dì 3. F1 O om. a chi che sia 8. F1 in marg. m. a. incertus de Piritoo. Bap. 19. F1 O saprà
p. 292 19. F1 O ancora et forte et chiaro 26. F1 agg. da m. a. queste
p. 293 x6. U biasimo, ma seguo O F1 F2 31. O F1 F2 paia
p. 294 22. F1 F2 O a giudicare 27. F1 F2 U spazio per il nome dopo come, O non ha né spazio né nome. (Non sono riuscito a rintracciarlo nei testi di Plauto. Vi supplisco con uno)
p. 295 6. U studiando 27. F1 F2 U O spazio per il nome (cfr. Plutarco, M. Ant., lxx) 36. F1 om. a me
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p. 296 11. U om. a te 14. F1 O tramare simile quasi pattuita amicitia 19-21. F1 O si sottomettano... si rendano 21. F1 O varia 25. F1 comendatione molto ad achiaparli, O comendatione molto vale achiaparsi: F2 acapitarsi 28. F1 om. tu 36. U difficilissime (seguo F1 F2 O)
p. 297 3. F1 et t’aduleranno 15. F1 fia luogo prevedere ne’ giesti, O fia longo prendere 21. F1 O o vera o ficta
p. 298 1. F1 O e commettersi 19-20. F1 O come non dissimile... così oggi sarebbe
p. 299 14. F1 O docto innovarle, U decto
p. 300 2. U pur di cosa 29. F1 O qualche ardua difficultà 33. F1 restarono, O restavono 34. F1 poi confessassono: F2 om. se 35. F1 per rendere el beneficio più grato, O per rendere il beneficio mio più grato, F2 per rendere il beneficio più caro
p. 301 23. F1 se caso (ma è lezione poco chiara), gli altri codd. cosa 31. U multipli
p. 302 1. F1 costanti 8-16. F1 agg. da m. a. Ma basti qui a noi... a te buon vecchio amico passato in tutti i codd. con le varianti qui indicate 9. F1 Martiale festivissimo poeta, O venustissimo (cfr. Epig. I, 54) 10. F1 O dai a farti 14. F1 O tutti quei tuoi 21. F1 familiari a/et primari (sic), O familiari e primarii 31. U quale desiderano fama, ma sarà probabilmente ripetizione del r. 29 (seguo F1 F2 O) 33. U om. a qui'
p. 303 8. F1 F2 O al onesto 15. O F1 beu'tone, U F2 benitone (cfr. Luciano, Tossari, 37)
p. 304 15. F1 O mancassero 18. F1 no absoluto 29. F1 O in utile 32. F1 O possiamo uno dall’altro
p. 305 2. F1 agg. da m. a. in aiuto 10. F1 fie, O fia, F2 fie corr. in sie, U sie 18. F1 diciamo 20. F1 F2 O 21. U Aspetto qui aperto 25. F1 O vediamo a noi 36. F1 O om. detti e credo
p. 306 2. U F2 O o voluptuosi 29. F1 chi e quanto, O che quanto 30. U et così cupidi, F1 F2 O et co cupidi
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p. 307 14. F1 O continui 19. F1 O om. vostra 23. U noi, F1 F2 O voi 33. F2 vorremo 34. F1 O prolixo in extendermi a disputare di quelle amicitie con modestia forse meno che alla materia s’apartenea
p. 308 2. F1 occorse 4. F1 O a me pare 33. F1 cose ivi necessaria, O cosa ivi necessaria 36. F1 O onesta
p. 309 15. F1 agg. da m. a. et oblivione 24. U Duolti, F1 lezione incerta tra diroloti e dicoloti, O diroloti, F2 dicoloti 25. F1 agg. da m. a. o rescindere 35. F1 O et molto e bestiali
p. 310 16. U che qui a noi 25. F1 O presto investigheremo 26. F1 O reggierci 32. F1 O om. che
p. 311 1. F1 odiose 2. F1 O degno da te fusse amato 8. F1 potea 12. F1 inimicitia 15. F1 O principiò a se riputarlo amico 28. F1 om. che 31. F1 non oneste non ama 35. F1 inseriti
p. 312 2. F1 agg. da m. a. commutatione 5. F1 agg. da m. a. non mi dispiace crediamo la benivolentia 10. F1 agg. da m. a. iusta 24. F1 confessosi 32. F1 disiuncto 34. F1 oltra che officio
p. 313 14. F1 F2 O mostro 20. F1 agg. da m. a. forse (troppo) ma da altri poi cancellato (passato però in U F2 O) 22. F1 O privare o diminuire 36-p. 314, io U F2 discindere l’amicitia che se così approvassi comune opinione che ’l danaio nelle cose umane tra e mortali sia quasi primo commodissimo et da pregiarlo onde non pochi astuti subito che veggono de’ suoi amici alcuno adducto in necessità sospectando per non essere richiesti preoccupano et interrumpono ogni adito a chi sperava in lui et accusano e tempi, narrano se essere oppressi da molte difficultà insperate, fingono debiti. Et che più biasimerai ancora vidi chi per più expedito liberarsi diede opera. Questa rappresenta la lezione di F1 prima della correzione dovuta all’autore che abbiamo riprodotto nel testo. O, pur essendo più vicino alla lezione riveduta di F1, ne differisce in alcuni punti
p. 314 2. O et da pregiarlo che non pochi astuti qual subito che vegono... 8. O Et che più 24. F1 O non li bisognava 26. U sarebbe
p. 316 7. F2 non 20. F1 vorremo... luttani 21. U om. parvi? 23. U F2 O vedete
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p. 317 1-8. F1 agg. da m. a. Molti in exercito di Gaio Martio Rutiliano... senza grave discidio et pericolo arebbe exterminatoli (passato in tutti i codd.) 10. F1 O om. non 21. F1 perturbation 31. l’1 F2 U O interrupta
p. 318 31. F1 O om. buono
p. 319 15. U om. per omeot. e tirimi in nuovo favellare della inimicizia 29. F1 om. posti 36. U F2 attasentare, O atasantare (seguo F1 che ha precisamente attasentare con att cancellato)
p. 320 5. codd. saremo 26. F1 O pensare 27. F1 om. uomo
p. 321 10. F1 contro e’ 17. F1 O nulla se tanto pregiare 30. U om. poi 31-32. F1 agg. da m. a. Et confermano la sententia di Publio poeta, soffrendo l’antica iniuria s’invita a nuova iniuria
p. 322 29. U concludendo 32. U Zephonte
p. 323 2. F1 ora fra nuovi 4. F1 dagli, F2 dali 5. codd. cosa 13-14. F1 agg. da m. a. ancora sarebbe con suo capitale inimico molto coniuncto in benivolentia 17. F1 agg. da m a. la istoria 31. F1 a me utile
p. 324 27. F1 om. la nostra
p. 325 3. F1 forze 6, 7 U dicono 10. F1 ancora loro piaccia 25. F1 agg. da m. a. suoi 29-p. 326, 1 F1 questo passo fu corretto due volte dall’A.: lezione originaria: ...quali inciese le macchine de’ Romani e pel gran vento appreso in la terra e sue case grandi e piccoli maschi et femmine con arme repelleano e Romani quali concorreano ad aiutarli piatosi Per spegniere el fuoco ostinati e feriti litii che con suo mani altrove transferiron el fuoco e piacqueli cadere tutti insieme con la patria in cienere; prima correzione: ... quali inciese poi che ebbero le macchine de' Romani e pel gran vento videro el fuoco appreso in la terra sua et in molte case excrescere quasi di questo lieti grandi, e piccoli maschi e femmine con arme corsero a repellere e Romani quali piatosi correano ad aiutarli per spegniere loro el fuoco ma quelli ostinati e feruti litii con suo mani...: la seconda correzione, trascritta in fondo della carta dall’A., è quella passata poi negli altri codd. e nel nostro testo, salvo che manca in U e ogni età (325, 32).
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p. 326 10. U om. ogni dolore e ogni sinistra fortuna (che si trova però in F1 F2 O) 26. U tutto 28. F1 corr. m. a. non più difficile che ex come 31. F1 voglio crediate che ’l 36. F1 corr. m. a. inimicitia ex ’niuria
p. 327 4. F1 om. loro 7. U om. ferito 14. F1 luttana 29. F1 notarci
p. 329 14. F1 resterà 31. F1 om. tu (proponi)
p. 330 1. F1 om. qual: F2 questo di qual mostrasti 4. F1 om. sta costui 16. U F2 del quale (F1 al) 36. F1 om. el
p. 331 5. U del 11. F1 chiamò 12. codd. Cesare (cfr. Senofonte, Cyrop, IV, v, 9, 18)
p. 332 9. F1 pistola sua scripse 22. F1 om. vero 33. U om. 34. U beo (vivere) 35. F1 O inmanità
p. 334 3 - F1 om. suoi 11. F1 om. 18. F1 tanto 26. F1 F2 O le 26. U volupta F1 F2 volompta, O voluntà
p. 335 3 - F1 lezione poco chiara, cipresenteremo o apresenteremo, donde probabilmente derivano U appresenteremo, F2 ne apresenteremo (ma O ci presenteremo) 4-6. F1 il passo è confuso da parecchie correzioni, di cui la prima dovuta all’A. ha la lezione che è poi passata in U F2 O; un’altra mano ha poi sostituito Giugurta a Iemsalo, e Jensale a Aterbal (cfr. Sallustio, Jugurtha, XI) 27. F1 O e arderà immodesta
p. 336 13. F1 servi 18. F1 Et gioverà 20. F1 altrui 21. F1 agg. da m. a. coniunctioni 29. U O Socrate 33. F1 agg. da m. a. et tenacità: F1 O om. che Cesare
p. 337 3 - U om. pieno 4. U scaduti 9. F1 O et crederestili a degnità 10. F1 O volesse 21. F1 dopo tristezza ha E ramenteracci quanto dicea Ennio poeta l’amico cierto si conoscie in cose incierte, (Né ci...) La frase fu evidentemente tolta su X perché già citata altrove (v. p. 287, 29) 27. F1 tue 29. F1 agg. da m. a. bolsio amico a gracco
p. 338 4. U apparseli 6. U cominciò 8. U F2 intesolo (F1 inteselo) 9. F1 om. io 13. F1 agg. da m. a. et allo altrui 17. F1 agg. da m. a. pedarero 20. F1 agg. da m. a. tanto sopra se numero di virtuosi cittadini a’ quali si fidi la republica 35. F1 om. a 36-p. 339, 11 F1 agg. da m. a. et talvolta ti segue... et da quelli ne fu odiato, con le seguenti differenze
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p. 339 6. F1 O protraendo la cosa nulla aquistò grazia del Senato 8. F1 la referisse 16. Manca il nome Dione in tutti i codd. 20. F1 F2 om. e
p. 340 2. F1 netto 13. U om. il tempio 20-28. F1 agg. da m. a. Et Camillo dictatore... quello indicassero da seguirne (il passo è poi stato ripetuto dal copista sulla carta seguente con la nota: questa postilla di sopra è quello che è scritto di contro nell’altra faccia nella legatura che con difficultà si leggie e però se se ne faciesse copia basta copiarlo una volta)
p. 341 9. U F2 discurreremo, O discutere, ma è da preferirsi il preterito di F1 21. U in una 25. F1 O Adovardo Che dicie? Carlo Dicie messer Antonio... 28. F1 om. e


Note

  1. I quattro copisti hanno trascritto rispettivamente il Proemio, il Libro I, i Libri II e IV, e il Libro III. Cfr. le nostre osservazioni sul cod. U a pp. 407, n. 22.
  2. Opere Volgari di L.B.A., annotate e illustrate dal dott. A. Bonucci, tomo II, Firenze, 1844, pp. vii sgg. (ivi anche un saggio delle correzioni autografe); I libri della Famiglia, a cura di G. Mancini, Firenze, 1908, pp. vi-ix (con riproduzioni fotografiche di passi corretti dall’autore. Il Mancini avanza l’ipotesi che il copista dei Libri II e IV sia da identificarsi in Carlo Alberti, fratello di Battista; ma non mi pare ipotesi fondata. Cfr. Rinascimento, IV, 1953, p. 46, n. 2); L.B.A.s Kleinere Kunsttheoretische Schriften hgg. von H. Janitschek, Wien, 1877; Della Pittura, edizione critica a cura di L. Mallè, Firenze, 1950, p. 119 (cfr. Rinascimento, cit., PP- 54 sgg.).
  3. Vedi P. Litta, Famiglie celebri italiane, Famiglia Strozzi, Tav. II; e cfr. più avanti la nostra descrizione del cod. Laur. Med. Pai. 112, che fu copiato dalla stessa mano.
  4. Questi due capitoli sull’amicizia furono composti per il Certame Coronario del 1441, e stampati dal Bonucci (ed. cit., vol. I, pp. clxxxvii-cxcx e ccv-ccxvi).
  5. Per l’Acciaiuoli (1461-1519), amico dei Medici negli ultimi anni del ’400, e più tardi bibliotecario vaticano a Roma, vedi I. Del Lungo, Prose volgari inedite c Poesie latine e greche . . . di Angelo Poliziano, Firenze, 1867, p. 171 n. (con indicazioni bibliografiche), e G. Bottiglioni, La lirica latina in Firenze nella seconda metà del sec. XV, negli Ann. della Se. Normale di Pisa, voi. XXV, 1913, pp. 180-181; note autografe dell’Acciaiuoli in M. Bertola, / primi due registri di prestito della Vaticana, Roma, 1942; cfr. anche M. Marulli Carmina, ed. A. Perosa, Zurigo, 1951, p. 233 .
  6. Ma non tutte le lezioni vanno d’accordo tra i due mss.; 1 ’ ipotesi si fonda sulla possibilità che U fosse passato alla Vaticana già ai tempi di Cesare ìlorgia, ma non è escluso che l’Acciaiuoli abbia coliazionato F3 con qualche altro cod. molto simile a U, mentre era a Firenze. Vedi più avanti a pp. 405-408.
  7. Forse dal Pali. 455 (F3).
  8. Vedilo in Bonucci, ed. cit., V, p. 351; si legge pure nel cod. Laur. Red. 54.
  9. È la stessa vita anonima pubblicata dal Bonucci, I, pp. xc sgg. Cfr. il cod. G. IV. 29 della Biblioteca Universitaria di Genova, descritto più avanti, a p. 451.
  10. Per Bernardo di Benedetto di Bernardo (1495-1565) vedi L. Passerini, Gli Alberti di Firenze, Firenze, 1869, vol. I, p. 152 e Tavola IV.
  11. Riprodotto all’inizio della sua ed. della Famiglia da G. Mancini, Firenze, 1908, e descritto in ogni particolare da C. Stornaiolo, Codd. Urb. Lat., Roma, 1902, p. 224.
  12. Cfr. il cod. F1, e vedi più avanti a p. 407, n. 22.
  13. Cfr. le osservazioni del Mancini, ed. cit., pp. ix-x. Per Ottaviano Ubaldino, nipote di Federigo da Montefeltro, e poi tutore di Guidobaldo, vedi Luzio-Renier, Mantova e Urbino, Torino-Roma, 1893, pp. 32-4, 77-82. Doveva conoscere personalmente l’Alberti, che frequentava la corte di Urbino ai tempi di Federigo (cfr. Mancini, Vita di L.B.A., 2" ed., 1911, pp. 480 sgg.).
  14. L’Index Vetus è stampato dallo Stornaiolo nella prefazione al suo catalogo dei Codd. Urbinates Graeci, Roma, 1895, pp. lix sgg.
  15. Cfr. la Vita di lui scritta da Vespasiano da Bisticci.
  16. Vedi G. Mancini, Op. Ined. L.B.A., Firenze, 1890, pp. 236-7. Il cod. legge Diequando, e il Mancini stampa Die’ quando, ma sospetto che il giorno e il mese siano stati omessi dal copista (cfr. la formula alla fine del De Pictura in F1, a c. 136v).
  17. In attesa del vol. II di questa mia edizione, che conterrà le rime e le altre prose volgari dell’A., rimando per questo madrigale e per alcune altre composizioni in versi alle mie Note sulle rime dell’A. nella «Rass. d. Lett. Ital.», LXIII, 1959, pp. 76-78.
  18. Notes on the texts of some vernacular Works of L. B. Alberti, in «Rinascimento», III, 1952, pp. 212-31.
  19. Pubblicata per la prima volta di sul cod. II, IV, 48 (il nostro F4) dal Muratori tra i Rer. Ital. Script., vol. XXV, 1751, pp. 296 sgg., e poi dal Bonucci tra le Opere Volgari, cit., vol. I, pp. lxxxix-cxviii, dal cui testo prendo le mie citazioni. Per l’età della composizione della vita, anonima, cfr. più avanti (a p. 451) la descrizione del cod. G. IV. 29 della Bibl. Univ. di Genova; per l’autore cfr. R. Watkins, The authorship of the Vita Anonyma of L. B. Alberti, in «Studies in the Renaissance» (New York), IV, 1957, pp. 101-112, e vedi la mia nota in «Italian Studies», XI, 1956, p. 16.
  20. Per questo e altri particolari della vita dell’A. vedi G. Mancini, Vita di L.B.A., Firenze, 2* ed., 1911, soprattutto i capp. IX-X, che riguardano il «certame coronario» e la Famiglia. Cfr. anche l’Introduzione del Pellegrini alla sua ed. cit., soprattutto a pp. xlviii-li.
  21. Per una recente discussione di questa disputa nella storia dei rapporti tra latino e volgare, cfr. H. Baron, The Crisis of the Early Italian Renaissance, Princeton, 1955, vol. I, pp. 331 sgg. e vol. II, 581-90. Si vedano anche gli ottimi articoli di B. Migliorini, Latino e volgare nel ’400, in «Lett. Ital.», VI, 1954, pp. 321 sgg. e Panorama dell’italiano quattrocentesco, in «Rass. d. Lett. Ital.», LIX, 1955, pp. 193 sgg., rifusi ora in Storia della lingua ital., Firenze, 1960, pp. 243-306.
  22. Dathi Epist. xxxiii... recensente L. Mehus, Firenze, 1743, p. 19. Vedi anche Mancini, op. cit., pp. 231 - 32 . Non è noto a chi l’A. volesse mandare l’opera «in Sicilia».
  23. Vedi il mio art. su La redazione Pazzi del Governo, nel «Giorn. Stor. d. Lett. Ital.», CXXX, 1953, pp. 514-9. Dico a posta «il suo argomento ed il suo tono realistico», anziché il suo stile bello e pulito, già così bene messo in rilievo dallo Spongano nella nuova prefazione all’ed. del Pellegrini, cit. avanti, perché la maggior fortuna anche nel ’400 dell’opera in una forma tutt’altro che bella e pulita, cioè nei rifacimenti quali il Governo, mi pare indicare appunto che non si guardava tanto allora all’espressione quanto al contenuto. Siamo noi ora a giudicarne diversamente, ma non cambia il principale motivo della fortuna dell’opera. Per altre osservazioni sul Governo vedi più avanti.
  24. In «Lingua Nostra», XVI, 1955, pp. 105-110.
  25. Mi limito a segnalare le aggiunte più lunghe, indicandole soltanto con le prime e le ultime parole; va inteso che nei casi non segnati con l’asterisco, la lezione delle aggiunte corrisponde a quella che si legge nel nostro testo. per quelli invece segnati con l’asterisco, s’intende che le aggiunte sono passate nella 2a redazione con varianti, e perciò la lezione precisa di F1 va controllata coll’apparato (dove però non si tiene conto di varianti puramente grafiche).
  26. Le statistiche sono basate sulle varianti di U rispetto a F1, e perciò non sono esatte per tutti i codici della 2a redazione, tra i quali corrono lievi varianti di cui si parla più avanti. Le cifre si debbono, dunque, considerare piuttosto come una indicazione approssimativa dello stato della 2’ redazione in confronto alla 1a rappresentata da F1 . Gli esempi citati però per illustrare le diverse categorie di varianti rispecchiano veramente la lezione uguale (rammodernata solo nella grafia) di tutti gli altri codici in confronto con F1 . Tra questi esempi le lezioni di F1 dovute a ritocchi autografi sono chiuse tra parentesi quadre. E s’intende naturalmente che tra «gli altri codici» è qui escluso il cod. O, di cui si parlerà più avanti.
  27. Anche qui si citano per le aggiunte maggiori soltanto le prime e le ultime parole: per le lezioni intere si veda il testo.
  28. Ediz. citata, 1911 e 1913, pp. 8990 (n. 20); cfr. anche p. 101, n. 6 e p. 102, n. 7.
  29. Si vedano ad esempio le sgg. note dell’ed. cit., scelte a caso: p. 10, n. 14; p. 11, n. 7 e n. ai; p. 32, n. 6; p. 41, n. 1; p. 72, n. 8; p. 91, n. 12; p. 99. n. 3; p. 136, n. 21; p. 182, n. 18; p. 183, n. 10; p. 185, n. 7; p. 251, n. 6; p. 312, n. 11; p. 313, n. 7. Sulla contaminazione di F1 e U, cfr. le osservazioni di G. Martellotti in «Leonardo, Rass. Bibl.», nuova serie, XV, 1946, pp. 356-8 (recensione all’ed. Pellegrini-Spongano), e le miei illustrazioni nell’art. cit. sopra (nota 1), pp. 213-5. In molti casi il Pellegrini, seguendo la lezione dei codd. data dal Mancini (purtroppo spesso non esatta) si trovava a dover spiegare nelle note cose insussistenti, o a congetturare l’esistenza di lezioni migliori, che poi effettivamente si riscontrano nei codici, e appunto negli stessi codd. visti dal Mancini. Ma non occorre ora rivedere questi casi; chi avesse la pazienza di confrontare il nostro testo con quello, se ne accorgerebbe senza troppa fatica.
  30. Un’altra serie di varianti tra F1 e gli altri codd. che merita di essere rilevata riguarda la forma del condizionale. Chi esamina F1 trova che nel Lib. I questo oscilla per la 3a persona del sing. e del plur. tra le forme in -ia, -iano, e quelle in -ebbe, -ebbero (-ebbono), mentre negli altri libri predominano quasi esclusivamente le forme in -ebbe, -ebbero (-ebbono). Appare anche che nella stesura del Lib. I erano costanti le forme in -ia, -iano, che poi sono state corrette in parte dallo stesso copista e dall’A. in -ebbe, -ebbero. Se si passa poi ad U e agli altri codd. della 2a redazione, si trova che questo processo sembra essersi compiuto, perché le forme in -ia, -iano sono rarissime, e l’oscillazione notata nel Lib. I in F1 è scomparsa. Nota che anche qui la correzione insiste sempre sul Lib. I.
  31. Alcune piccole lacune sono rimaste incolmate in tutti i codd. Ci sono 7 casi nel quarto lib. in cui l’A. aggiunse dei nomi negli spazi lasciati dal copista di F1: vedi p. 265, 21; p. 270, 17; p. 271, 17; p. 284, 8; p. 285, 22; p. 286, 36; p. 289, 20. Ma non si tratta veramente di «autorità citate»; e sono così pochi da non meritare l’accusa di grave errore. Per altre lacune rimaste nella 2a redazione vedi pp. 91-2, 142, 294.
  32. L’A. lasciò Firenze nel seguito del Papa nel 1443, e non la visitò se non raramente negli anni successivi. Si stabilì a Roma, e frequentò Rimini, Urbino, e Mantova più che Firenze. In questo periodo della sua vita non attese alle opere volgari con l’assiduità di prima, — unica notevole eccezione la composizione del De Iciarchia. Cfr. il mio art. cit. in «Lingua Nostra», p. 109, e anche «Italian Studies», XII, 1957, pp. 37-56.
  33. Vedi Bonucci, op. cit., II, p. xxiii. Basterà citare qui alcuni esempi per illustrare questo sospetto: ecco la lezione di F4 e in parentesi quella degli altri codd. (incluso F1): p. 3, 1 Riducendomi alla memoria... (Repetendo a ...); p. 6, 32 Impone giogo (Tiene); p. 7, 36 Italia, capo e rocca di tutto l’universo mondo (arce); p. 8, 12 collocare fulgentissimi insegni (constituire); p. 8, 19 ostili spoglie (exuvie); p. 10, 24 speso (conferito); p. 10, 27, riputammo nostro officio raccorveli et tutti insieme raunarvegli (arbitra’ lo nostro officio volerveli radunare e tutti insieme congregarvegli); p. 24, 7 aprirmi co llui, consigliarmi, riputarlo come padre (apertomi... consigliatomi riputatolo...); vedi anche p. 107, 33 p. 108, 1 e p. 108, 20-22. Gli altri esempi più notevoli sono citati nell’apparato. Caratteristica in questo cod. è la costante restituzione di che, pronome relativo e congiunzione, così spesso omesso nella sintassi del ’400 (e. g. prego guidi costoro), la sostituzione di forme verbali come debbe per debba (3a pers. pres. indic.) e del condizionale per il congiuntivo imperfetto, così come era spesso adoperato latinamente dall’A.
  34. Si vedano le seguenti varianti:
    p. 263, 2 O vivanda: F1 (F2 U) collatione.
    p. 281, 5 O «incredibile continua dissensione»: manca continua in F1 F2 U.
    p. 289, 11 O peritissimo: F1 (F2 U) perito.
    p. 295, 36 O «molto a me giovò»: manca a me in F1 (ma figura in F2 U).
    p. 296, 25 O «e comendatione molto vale achiaparsi gli animi umani»: manca vale in F1 .
    p. 300, 34 O confessano: F1 confessassono.
    p. 302, 9 O venustissimo: F1 festivissimo.

    Mancano poi anche in O parecchie parole e frasi, che figurano in F1, probabilmente per errore anziché per vera diversità di lezione. Si veda l’apparato delle varianti.

  35. Cfr. la mia ed. degli Opuscoli Inediti di L.B.A.: Musca, Vita S. Politi, Firenze, 1954, pp. 7-17, dove si dimostra che il cod. Can. Misc. 172 della Bodleiana di Oxford rappresenta una redazione più tarda rispetto al testo corretto dall’A. sul cod. 767 della Riccardiana, malgrado il fatto che alcune correzioni autografe non sono passate da questo a quello.
  36. Di questo tipo saranno senza dubbio certe varianti che distinguono F8, che soprattutto per quanto riguarda l’ordine delle parole spesso non va d’accordo con gli altri codici. Sospetto anche ritocchi del copista (se non sono puri errori) alla sintassi in esempi come questi:
    p. 158, 14 F8 «mai mi sta in mente vedere uomo più che Ricciardo desto e sempre adoperarsi» (gli altri codd. leggono vidi).
    p. 159, 10 F8 «E piacionvi testé quante altre che allora forse non vi pareano grate» (gli altri codd. leggono piacevi). Non ho incluso nell’apparato tali varianti di F8 se non là dove abbiano più sostanza o confortino la lezione di altri codd.
  37. Si vedano ad esempio nell’apparato le varianti seguenti: pp. 30, 15; 35, 27; 41, 11; 45, 34; 70, 23; 88, 26; 89, 35; 120, 21; 121, 1; 122, 2; 124, 12; 134, 26; 141, 4; 153, 17, 25; 225, 35
  38. Lo stesso copista vergò anche il Laur. Med. Pai. 112. Vedi più avanti a p. 450 e 453.
  39. Cfr. sopra, la descrizione del cod. e le note. L’autorevolezza del cod. fu messa in rilievo dal Mancini, che non lo seguì però nella sua ed., cit.: scrive nella prefazione, p. x: «...trattandosi dell’opera d’un amico, il duca l’avrà interpellato circa la scelta del testo, seppure da lui medesimo non ricevé in omaggio l’esemplare, che in pochi luoghi apparisce lievemente e talora non infelicemente ritoccato».
    Va rilevato, benché riesca difficile precisarne il significato nella storia del testo, un curioso legame puramente esteriore, che forse non sarà casuale, tra i codd. U e F1 . In U l’ordine dei libri è turbato, il IV cadendo tra il II e il III. Come e perché sarà successo questo? Forse perché esso veniva trascritto da una copia in cui i libri si trovavano ordinati in quel modo. Ora, sebbene i rapporti tra U e F1 non siano diretti, è strano notare che questo poteva essere una volta l’ordine dei libri in F1, dato che in questo cod. i libri II e IV furono copiati dalla stessa mano e, benché non numerati consecutivamente, dovevano probabilmente in un primo tempo seguirsi. Sarebbe possibile che questo fosse anche l’ordine dei libri anche nell’archetipo perduto (X) che derivava da F1; e ciò potrebbe costituire un elemento ipotetico della maggiore prossimità a X del cod. Urbinate.
  40. Alcuni dei codd. sono indicati nel mio art. cit. sopra sulla redazione Pazzi; ma ne conosco altri pur senza averne fatto apposita ricerca. Un elenco di edizioni compiute nel sec. xix si trova in P.-H. Michel, La Pensée de L.B.A., Paris, 1930, p. 30; ma non pretende di essere completo, e si potrebbero fare alcune aggiunte. Io mi sono servito della prima ediz.: Agnolo Pandolfini, Trattato del Governo della Famiglia, Firenze, Tartini e Franchi, 1734, per quei pochi riscontri che sembravano opportuni.
  41. Cfr. Tranq. dell’Animo, III (Bonucci ed. cit., I, 123).