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PARTE TERZA CAPITOLO IV

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Come le afflizioni s’hanno da sopportare con ringraziamento

Fidia, che fu uno dei più nobili ed eccellenti scultori dell’età sua, fece d’ogni sorta di materia statue meravigliose, poichè ne fece di creta, di cera, di gesso, di marmo, di legno, di bronzo, d’avorio, d’argento e d’oro; e d’ogni sorte di legno fece le statue di Mercurio. E Seneca dice che Fidia non solamente faceva statue d’avorio ma le faceva ancora di bronzo, e se tu gli havessi dato marmo o qualsivoglia altra più vile materia, ne havrebbe sempre fatto il meglio che se ne havesse potuto fare. Che se quel legno rozzo e non ancora lavorato havesse havuto voce e havesse potuto parlare, havrebbe reso moltissime grazie a questo suo maestro, che per beneficio della sua erudita mano havesse potuto deporre l’antica sua bruttezza. Con le miserie e con le afflizzioni vien talmente l’huomo ad essere lavorato da Dio sapientissimo artefice, che viene ad acquistare affatto una nuova dignità. Perciò conviene che questo informe tronco renda prima le dovute grazie a questo suo Fidia, poichè non si sarebbe mai mutato in così bella statua se non havesse perduto molto del suo con l’essere [stato] mal trattato dall’ascia e dagli scalpelli. Habbiamo detto che tutte le cose s’hanno da sopportare Pazientemente, allegramente, costantemente. A questi aggiungiamo un altro quarto modo che è con ringraziamento ovvero gratamente. Ma per qual cagione s’habbia da ringraziare per le calamità, che sono ingratissimi benefici, hora l’andremo dichiarando.

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