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nota 441


tori, ch’erano suoi compatrioti o di quelle parti (gli regalano gato IV 23, 1, tuti XVII 124, 1, fato XXI 46, 7, asciuto (: -utto) XL 10, 6, asciuti XV 40, 6, frascheto (: -etto) XVIII 143, 3, cicaleta XIV 40, 6 ecc.), sovente non si possono tracciare con una linea sicura.

Ad ogni modo, tenendo ben presenti i suoi gusti quando scrive e quando corregge, e applicando quei criteri cui s’accennava; d’alcune espressioni anormali, che assai probabilmente non sono da attribuire a lui, o sono semplici distrazioni, si può, anzi credo si deve liberare il testo del Furioso. Eccone un elenco: apresso XXXVIII 36, 8: ma appresso B, e cosí in (XXXVII 40, 2, 85, 6 ecc.); s’aprende XLV 30, 5: ma s’apprende α; accetasse XXIX 9, 8: ma accettasse B; rassetossí’ XXXIV 69, 3: ma rassettossí’ B; affretar X 49, 3; s’affreta XXX 26, 6: ma se affretta B, e cfr. affrettai α IX 92, 8; spicar XLIV 15, 8: ma spiccar α; minacie XXII 61, 6: ma minaccie B; abbraciare XI 62, 7: ma abbracciare α; dislaciato XLI 98, 5: ma dislacciato B; guerregiar IX 23, 2: ma guerreggiar α; assasino XXI 51, 6: ma assassino 3, e cfr. assassin a IX 75, 8;falace XXXIII 36, 8 . Inoltre: asseddiati XXIV 108, 6: ma assediati 8; riccordo

XXVI 113, 3: ma ricordo B; procacciargli XLV 6, 6: ma cfr. procaccia a XXXVII 65, 6; litto XXII 5, 6 (e cosí XXXIII 39, 8 ): ma lito B, e cfr. lito a IX 60, 1, X 18, 3 ecc. Superfluo poi aggiungere che certi nomi che occorrono con frequenza sono stati ricondotti alla forma consueta: cosí Albraca XI 3, 8; Rugiero VI 64, 3; Feraú II 22, 7, XII 11, 3, 59, 71, XXVII 31, 8, 69, 7; Circasia XII 41, 1, XIX 31, 1Aggramante XXXIII 77, 4; Mattalista XVI 67, 5; Affrica XLIV 19, 4: Fallerina XLI 74, 8; Pinnabel XX 115, 2, Dordonna XLVI 119, 6. Non che l’Ariosto abbia raggiunto, nemmeno per Ruggiero, una forma ortografica definitiva: ma le sue intenzioni risultano bene da C; e in ogni caso gli si rende indubbiamente un servizio correggendo. E parimente, quando nella stessa stanza, o persino nello stesso verso, l’espressione ortografica è varia, né se ne vede la ragione, e forse manca, abbiamo ritoccato: fugia XIV 24, 6, allogiarvi XXXII 65, 8; diffendi XVIII 149, 3; Tessira XIV 13, 6 . Gli Edd., anche i piú scrupolosi, in questa faccenda delle doppie e delle scempie si son creduti pienamente liberi di fare a

  1. L’Ermini stampa Ferraú.