I contrassegni sulle monete della Repubblica e del principio dell'Impero

Francesco Gnecchi

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I contrassegni sulle monete della Repubblica e del principio dell’Impero Intestazione 10 maggio 2018 75% Numismatica

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Questo testo fa parte della serie Appunti di numismatica romana

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IX.


I CONTRASSEGNI SULLE MONETE DELLA REPUBBLICA

E DEL PRINCIPIO DELL’IMPERO




Le impronte applicate per mezzo di un punzone alle monete antiche in epoca posteriore alla loro coniazione sono designate col nome generico di Contromarche. Ma queste si possono dividere in due categorie ben distinte; quelle formate da lettere, il più delle volte legate fra loro in nesso e indicanti in abbreviazione un dato nome o una data parola, oppure da numeri indicanti un valore — e sono le vere contromarche; — e quelle formate da semplici segni convenzionali, senza un significato precisato e determinabile. Ora, siccome, al dire di Manzoni, le parole sono il manico delle idee, ad esprimere due cose diverse, a distinguere cioè le due accennate categorie e ad evitare confusione, sarà bene adoperare due diverse parole, lasciando il nome di Contromarche alle prime, e chiamando Contrassegni i secondi, parole che valgono anche a rendere più precisamente le idee che si vogliono esprimere.

Le Contromarche, come più evidenti e più facilmente spiegabili o interpretabili, perchè contenenti in sé stesse la chiave dell’interpretazione, e del resto poco numerose, attirarono già da tempo l’attenzione del numismatico, furono da molti studiate e in gran [p. 22 modifica]parte più o meno felicemente spiegate; rimanendo così oramai chiarito che in generale servirono a indicare la riammissione ufficiale al corso legale di monete (per lo più di bronzo), le quali per quanto logore non avevano perduto il voluto peso.

I Contrassegni invece, immensamente più numerosi nelle loro varietà, ma assai meno visibili per la loro piccolezza, si trovano quasi unicamente sulle monete d’oro e d’argento; e, non avendo un significato diremo implicito, come sfuggono alla descrizione, — talchè non c’è altro mezzo di esprimerle che la riproduzione col disegno, — sfuggirono parimenti per lungo tempo allo studio non solo, ma anche all’osservazione dei numismatici. Dirò anzi che allorchè incominciai a osservarli e prenderne nota, io credeva che l’argomento fosse completamente vergine; ma, frugando poi nelle riviste e negli opuscoli recenti, trovai che qualche cosa tu già scritto in proposito, il che mi corre obbligo d’accennare.

Prima di tutti il sig. M. Bahrfeldt pubblicò un articoletto1, dando un elenco delle Lettere e di alcuni Segni impressi su denari repubblicani.

Arturo Engel poi in un suo articolo2 diede la descrizione e il disegno di 16 di tali Segni stampati su denari della Repubblica e d’Augusto, senza però entrare neppure superficialmente nella materia; e un seguito a questo lo diede E. Taillebois3. [p. 23 modifica]

Ma lo scritto più importante è quello del professor L. A. Milani: Di alcuni ripostigli di Monete Romane, pubblicato nel Museo d’Antichità classica del Comparetti, Vol. II, Punt. I, anno 1886, in cui l’Autore, descrivendo il Ripostiglio di Roma, dà l’accurata descrizione di tutti i Contrassegni che vi si trovavano, corredandoli di acute osservazioni. Queste però sono naturalmente limitate alle sole monete di quel ripostiglio, le quali, forse per ragioni speciali a noi ignote, sono lontane dal dare un’idea della generalità.

Babelon nella sua Descrizione delle monete della Repubblica romana, accenna alla nota contromarca di Vespasiano che si trova su alcuni denari, ma non si occupa punto dei Contrassegni; i quali invece parmi possano meritare qualche attenzione, sia per quelle deduzioni generali che per ora dobbiamo limitarci a fare, sia perchè potrebbe anche darsi che una volta studiati, quei segni avessero ad uscire dal misterioso mutismo che li avvolge e parlare un linguaggio insegnando qualche cosa a profitto della numismatica.

Ma qualsiasi argomento per essere studiato ha bisogno prima di tutto d’essere conosciuto e conosciuto nella più larga scala possibile; ed è appunto con tale intendimento che nelle due annesse tavole ho disegnato il più accuratamente che mi fu possibile e in proporzioni un poco maggiori del vero circa 600 Contrassegni o gruppi di Contrassegni esistenti su altrettante faccie di monete della repubblica romana o del principio dell’impero. Le monete esaminate sono per la più parte contenute nella mia collezione e in quella massa di duplicati che formano il necessario contorno di una collezione viva, (fra i quali anzi, come i meno conservati, trovai la messe [p. 24 modifica]più copiosa di Contrassegni), e nella serie consolare del R. Gabinetto di Brera4. Come necessario corredo al disegno dò nel prospetto che segue l’indicazione di quegli elementi che vi possono servire di schiarimento, ossia: la identificazione della moneta su cui il Contrassegno si trova, mediante riferimento ai numeri di Babelon per quelle della Repubblica e di Cohen per le imperiali, l’indicazione della famiglia a cui la moneta appartiene, nonché il nome del monetario che la fece coniare e la relativa data, e finalmente se il Contrassegno si trova sul dritto o sul rovescio della moneta. Due altri elementi, il peso e la conservazione, che forse a taluno potrebbero sembrare interessanti, io ho ommesso, ed eccone le ragioni. È indubitato o almeno più che probabile, che il peso dovette avere la sua influenza al momento che il Contrassegno venne stampato sulla moneta, anzi con tutta probabilità ne fu la causa determinante, come lo fu di tutte le contromarche in genere.

Ma, se ci è facile avere il peso attuale della moneta, non ci è assolutamente possibile aver quello che essa aveva al momento in cui il Contrassegno vi venne impresso, il quale peso sarebbe il solo interessante.

Dacché noi ignoriamo quale circolazione e quindi quale diminuzione di poso abbia subito la moneta dopo d’esser stata contrassegnata, il peso attuale delle monete viene ad essere per noi un elemento affatto inconcludente; e il medesimo ragionamento valga anche per la conservazione. Perciò ho omesso l’una cosa e l’altra, e mi limiterò a fare qualche accenno [p. 25 modifica]generale intorno a questi due coefficienti del peso e della conservazione. Pesato un centinaio di denari contrassegnati, ottenni una media di gr. 3,5150 ciò che vuol dire che l’uno per l’altro conservano ancora un peso superiore a quello neroniano di gr. 3,41. Il peso minimo, ossia di circa tre grammi, e quindi inferiore a quello legale, lo trovai fra alcuni denari sconservatissimi delle Legioni di M. Antonio; e qui appunto è probabile si sia verificato il caso accennato d’una diminuzione di peso per peggiorata conservazione, posteriore al Contrassegno. Questo prova di quanto poco interesse sarebbero il peso e il grado di conservazione attuale delle monete nel caso nostro, ben diverso di quello d’un ritrovamento, ove questi elementi possono essere sotto altri rapporti importantissimi.

Noterò ancora come i denari trovati calanti portino i Contrassegni più svariati e tanto dissimili fra loro quanto lo sono da tutti gli altri. Il che escluderebbe l’ipotesi che dei Contrassegni alcuni fossero destinati a indicare un peso abbondante, altri un peso deficiente. E del resto non crederei che in nessun caso un Contrassegno potesse esser fatto per indicare una moneta calante. O era lo Stato che ve lo imprimeva, — ciò che non credo, come vedremo in seguito, — e allora le monete calanti sarebbero state ritirate e riconiate; o ve lo imprimevano i particolari, come mi pare sia veramente avvenuto, e in tal caso, se me lo spiego assai bene per le monete crescenti, non me lo spiego in alcun modo per le calanti. Non posso ammettere che i banchieri di Roma antica fossero molto diversi da quelli odierni, i quali si guarderebbero bene dal contrassegnare un valore calante...

[p. 26 modifica] Il Prof. Milani — e quì mi spiace di non trovarmi d’accordo con chi naturalmente considero quale maestro, — è invece dell’opinione che il Contrassegno comechè privato e segreto abbia potuto adoperarsi nei due casi, ossia tanto per le monete crescenti come per le calanti, e anzi trae la prova di tale principio dall’arguta osservazione dei Contrassegni sulle monete del ripostiglio di Roma.

Ecco le sue parole “Considerando nel nostro elenco i marchi simbolici più comuni in rapporto coi rispettivi pesi, par quasi di sorprendere il significato intrinseco dei medesimi; imperocché si osserva che al segno unico del cuneo corrisponde regolarmente con due leggere eccezioni, un peso inferiore al piede normale neroniano (gr. 3,41); mentre alle lunule non accompagnate dal cuneo, corrisponde regolarmente, senza eccezione, un peso superiore a quello legale. La lunula crescente è una delle contromarche più antiche, e si mostra tanto appropriata a indicare di sua natura un peso crescente, quanto il cuneo a indicare un peso decrescente, ossia calante. Le tre monete contromarcate con i due cunei, del peso di gr. 3,55-3,38-3,50 non farebbero eccezione, potendosi spiegare la duplicazione del cuneo come un segno di correzione in una ulteriore verifica”. (Op. cit., pag. 63).

In una lettera recentissima poi, in cui gentilmente mi comunicava alcune sue osservazioni, di cui feci tesoro, sull’argomento, lo stesso prof. Milani, confermandomi l’opinione sua sul duplice scopo del Contrassegno, mi scriveva: “Nella fluttuazione monetaria dell’argento, quante volte i banchieri, che avevano già riscontrato e pesato un pezzo calante [p. 27 modifica]si sarebbero trovati a ripesarlo, ove con un segno convenzionale non l’avessero precedentemente e forse individualmente classificato?”

Dal canto mio non posso a meno di opporre a tale ragionamento due osservazioni. Prima di tutto mi parrebbe che la moltiplicità dei Contrassegni adibiti a due scopi opposti avrebbe dovuto ingenerare tanta confusione, da sconsigliarne addirittura l’uso. In secondo luogo poi, se davvero il cuneo voleva significare peso calante e la lunula peso crescente, dove se ne andava il segreto che solo poteva giustificare l’applicazione del Contrassegno alle monete calanti?... È ben vero che a queste osservazioni altre se ne possono contrapporrei e il Prof. Milani risponde alla prima che i Contrassegni non eran fatti pel comune della gente, a cui, anzi sfuggivano, come sfuggirono fin qui ai numismatici, e come anche al pubblico d’oggi sfuggono certe piccole sigle poste sulle nostre monete, come p. es. bn sulle lire emesse dalla Banca nazionale. — Alla seconda poi rispose implicitamente (op. cit. pag. 63), osservando come per togliere appunto l’inevitabile confusione, lo Stato si trovasse costretto a intervenire, e come la contromarca IMP · VESP · corrisponda precisamente a questo intervento. — Ma, come dissi più sopra, noi qui non possiamo che aggirarci nel campo molto vago e indeterminato delle supposizioni, mancandoci i dati per discorrere della cosa con fondamento. Non sarà però stato male l’aver espresso i varii pareri, fra cui il lettore potrà fare la sua scelta.

Ed ora ecco le Tavole dei Contrassegni e il relativo elenco: [p. 28 modifica]

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ELENCO

DELLE MONETE CONTRASSEGNATE




MONETE D’ORO.



Augusto.

(44 a. C. 14 d. C).

1- Coh. D. C-4
Augusto e Tiberio.

(14 d. C).

2. Coh. 3 D. Z-24


MONETE D’ARGENTO.



Accoleia.

p. accoleivs lariscolvs.
(43 a. C).

3. Bab. 1. D. L-25
R. L-26

Acilia.

man. acilivs glabrio.
(54 a. C).

4. B. 8 D S-17

Aemilia.

l. aemilivs bvca.
(44 a. C).

5. B. 13 D V-17
6. » 13 » D-7
7. » 15 » A-24
8. » 17 » A-9
9. » 18 » A-9
m. aemilivs lepidvs.

(60 a. C).

10. B. 20 D. A-23
11. » 23 » F-1
12. » 23 » S-18
(42 a. C).
13. B. 27 D. P-8
14. » 34 » Z-5
(Incusa) R. Z-6
Afrania.

spvrivs afranivs.
(200 a. C).

15. B. 1 D. P-2


Alliena.

avlvs allienvs.
(47 a. C.).

16. B. 1 D. C-5
Annia.

annivs lvscvs
(87-82 a. C.).

17. B. 3 D. A-11
Antestia.

l. antestivs gragvlvs.
(124 a. C.).

18. B. 9 D. I-19
19. 9 » M-16
c. antistivs reginvs.

(18 a. C).

20. B. 18 D. D-5
c. antistivs vetvs.

(16 a. C).

21. B. 24 D. A-25

Antonia.

q. antonivs balbvs.
(82 a. C).

22. B. 1 D. B-15
23. » 1 » E-8
24. » 1 » V-16
25. » 1 » N-12
R. N-13
26. » 1 » J-20

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m. antonivs.

(43-31 a. C).

27. B. 3 D. N-16
28. » 3 » A-26
29. » 3 » V-18
30. » 14 » B-14
31. » 28 » O-19
R. O-20
32. » 32 D. P-16
33. » 32 » P-17
34. » 41 » M-21
35. » 41 » S-19
36. » 42 » E-9
37. » 42 » J-17
R. J-18
38. » 43 D. R-13
39. » 52 » Q-15
40. » 75 » T-8
41. » 78 R. S-9
42. » 94 D. T-9
43. » 95 R. E-12
44. » 95 D. Z-3
R. Z-8
45. » 95 D. Q-16
46. » 95 » Q-17
R. Q-18
47. » 96 D. E-11
48. » 96 » O-11
R. O-12
49. » 102 D. F-6
50. » 103 » A-1
51. » 105 » E-13
52. » 105 R. L-7
53. » 105 D. L-8
R. L-9
54. » 105 D. M-9
55. » 105 » R-17
56. » 106 » I-24
57. » 106 » A-2
R. A-3
58. » 106 D. L-12
59. » 106 » S-20
60. » 108 » L-10
R. L-11
61. » 108 » B-17
62. » 109 D. S-21
63. » 110 » F-21
64. » 110 » A-4
65. » 110 » S-22
66. » 110 » L-24
67. » 111 » A-5
R. A-8
68. » 111 » L-13
69. » 113 R. N-6
70. » 114 » A-6



71. R. 114 R. A-11
72. » 114 D. F-2
73. » 115 » N-7
74. » 116 » S-23
R. S-24
75. » 116 D. F-22
R. F-23
76. » 117 D. N-8
77. » 117 R. Z-2
78. » 118 D. B-18
79. » 118 » A-7
80. » 118 » F-24
81. » 118 » N-21
82. » 119 » S-25
83. » 119 » M-3
84. » 120 » N-9
R. N-10
85. » 120 D. M-4
  R. M-5
86. » 121 D. N-17
87. » 121 » I-20
  R. I-23
88. » 121 D. K-12
89. » 121 » P-3
90. » 122 » I-16
91. » 123 » S-26
92. » 123 R. A-9
93. » 123 D. M-1
    R. M-2
94. » 125 D. T-14
95. » 125 » M-11
    R. M-12
96. » 125 D. M-6
97. » 125 » M-7
R. M-8
98. » 125 D. M-10
99. » 126 » I-22
100. » 126 » F-25
R. F-26
101. » 126 D. T-15
102. » 127 R. B-16
103. » 127 D. A-9
R. A-10
104. » 127 » A-11
105. » 128 D. T-16
106. » 128 » O-4
107. » 130 » A-12
108. » 132 » P-5
109. » 132 » D-14
110. » 132 » N-16
111. » 132 » N-12
112. » 133 » M-13
113. » 133 » T-17
114. » 133 » F-3
R. F-4
115. » 134 D. N-4
R. N-5

[p. 32 modifica]

116. D. 135 D. I-25
R. I-26
117. » 135 D. T-18
118. » 135 » N-19
119. » 135 » G-16
120. » 135 » Z-1
121. » 135 » N-1
R. N-2
122. » 135 D. N-3
123. » 136 » F-5
124. » 136 » B-19
125. » 136 » B-20
R. B-21
126. » 136 D. J-16
127. » 137 » P-6
R. R-17
128. » 137 D. B-22
R. B-23
129. » 137 D. G-14
R. G-15
130. » 138 D. B-24
131. » 138 » G-17

c. antonivs
44-43 a. C.)
132. B. 148 D. O-11

Appuleia.
l. appvleivs satvrninvs
(104-94 a. C.)
133. B. 1 D. S-14
134. » 138 D. J-23
135. » 1 » P-20

Aquilia.
l. aqvilivs florvs
(20 a. C.)
136. B. 9 D. F-7
137. » 9 » M-22
138. » 15 » P-18

Atia.
q. ativs labienvs parthicvs
(40 a. C.)
139. B. 2 D. F-8

Atilia.
atilivs saranvs
(194 a. C.)
140. B. 1 D. O-1

Aurelia.
l. avrelivs cotta
(90 a. C.)
141. B. 21 D. O-16



Barbatia.
m. barbativs philippvs
(41 a. C.)
142. B. 2 D. P-9
143. » 2 » I-18
144. » 2 » L-23
145. » 2 » F-9
R. F-10
Caecilia.
q. caecilivs metellvs pio scipio
(48-46 a. C.)
146. B. 48 D. B-24
147. » 48 » T-19
148. » 51 » F-11
R. F-12
Caesia.
l. caesivs
(101 a. C.)
149. B. 1 D. N-11
Calpurnia.
l. calpvrnivs piso frvgi.
(89 a. C.)
150. B. 8 D. T-10
151. » 11 » G-1
152. » 11 » B-25
153. » 12 » F-13
150. » 12 » M-18
Calpurnia.
c. calpvrnivs piso frvgi.
(64 a. C.)
155. B. 26 D. A-13
Caninia.
l. caninivs gallvs.
(20 a. C.)
156. B. 3 D. T-10
157. » 3 » C-14
Carisia.
t. carisivs.
(48 a. C.)
158. B. 4 D. M-14
159. » 8 » G-2
160. » 10 » O-18

p. carisivs.
(25 a. C.)
161. B. 17 D. C-15
162. » 19 » T-21
163. » 19 » Z-7
164. » 20 » C-18
165. » 20 » G-18
166. » 20 » G-19
167. » 21 » T-11
168. » 22 » C-16
169. » 24 » C-17

[p. 33 modifica]

Cassia.
l. cassivs q. f.
(79 a. C.)
170. B. 6 D. R-8

q. cassivs longinvs
(60 a. C.)
171. B. 7 D. A-11
172. » 8 » O-5
173. » 10 » N-21

c. cassivs longinvs
174. B. 14 R. L-5
175. » 14 D. P-15
176. » 19 » N-23
Claudia.
c. clavdivs pvlcher.
(106 a. C.)
177. B. 1 D. T-22

clavdivs vnimanvs.
(89 a. C.)
178. B. 4 D. Z-22

ti. claudivs nero.
(84 a. C.)
179. B. 5 D. I-15

p. corn. p. f. lentvlvs marcellinvs
(45 a. C.)
180. B. 11 D. R-14
181. B. 11 » J-19

c. clodivs c. f. pvlcher.
(43 a. C.)
182. B. 12 D. S-11
183. » 13 » B-1

p. clodivs tvrrinvs.
(43 a. C.)
184. B. 1 D. D-8
185. » 15 » J-15
186. » 17 » R-15
187. » 18 » R-16
Cloulia.
t. clovlivs.
(101 a. C.)
188. B. 2 D. K-22
Cocceia.
l. antonivs
(41 a. C.)
189. B. 2 D. I-17
190. » 2 » S-26
R. R-17


191. B. 2 D. T-7
R. G-3
192. » 2 D. T-23
R. T-24
Coelia.
c. coilivs caldvs.
(94 a. C.)
193. B. 2 D. R-17

c. coelivs caldvs.
(54 a. C.)
194. B. 7 R. R-11
Considia.
c. considivs nonianvs.
(60 a. C.)
195. B. 1 D. G-4
196. » 1 » P-1

c. considivs paetvs.
(49 a. C.)
197. B. 2 D. G-5
198. » 2 » G-6
199. » 7 » K-15
Cordia.
manivs cordivs rvfvs.
(49 a. C.)
200. B. 4 D. C-22
Cornelia.
l. corn. scipio asiagenvs.
(90 a. C.)
201. B. 24 D. R-11
R. R-18

p. corn. lentvlvs marcellinvs.
(89 a. C.)
202. B. 25 D. B-25
R. R-18

l. cornelivs sylla felix.
(87 a. C.)
203. B. 28 D. G-7

a. manlivs.
(81 a. C.)
204. B. 48 D. TU-25, 26
R. VZ-25, 26

cn. corn. lentvlvs p. f. marcell.
(84 a. C.)
205. B. 51 D. B-2
206. » 51 » B-3
R. B-4

(74 a. C.)
207. B. 54 D. B-5

[p. 34 modifica]

p. corn. lentvlvs spinther.
(74 a. C.)
208. B. 58 D. C-21
favstvs cornelivs sylla.
(64 a. C.)
209. B. 59 D. C-19
210. » 63 » B-6
R. A-13
l. cornelivs lentvlvs crvs.
(49 a. C.)
211. B. 65 D. D-5
212. » 66 » B-21
R. A-13
l. cornelivs balbvs.
(41 a. C.)
213. B. 77 » C-20
Cossutia.
c. cossvtivs maridianvs.
(44 a. C.)
215. B. 2 D. B-8
Crepusia.
p. crepvsivs.
(84 a. C.)
216. B. 2 D. G-9
217. » 1 » L-6
218. » 1 » D-4
219. » 1 » B-8
Domitia.
cn. domitivs ahenobarbvs.
(42-36 a. C.)
220. B. 21 D. G-10
Durmia.
m. dvrmivs.
(20 a. C.)
221. B. 3 D. R-18
222. » 5 » R-1
Egnatuleia.
c. egnatvleivs.
(101 a. C.)
223. B. 1 R. T-1
224. » 1 D. O-13
225. » 1 » C-23
226. » 1 » G-20
Eppia.
m. eppivs.
227. B. 1 D. G-11
228. » 1 » R-20
229. » 1 » G-21


230. B. 1 D. L-14
231. » 1 » B-9
R. B-10
232. » 1 D. B-11
R. B-12
Fabia.
fabivs labeo.
(144 a. C).
233. B. 1 D. J-14

l. fabivs hispaniensis.
(81 a. C).
234. B. 17 D. R-21
Farsuleia.
l. farsvleivs mensor.
(82 a. C).
235. B. 1 D. R-22
236. » 2 » C-24
231. » 2 » O-17
Flaminia.
l. flaminivs chilo.
(44 a. C).
238. B. 1 D. O-9
R. O-10
239. » 1 D. C-25
240. » 3 » O-6
Flavia.
c. flavivs hemicillvs.
(44-42 a. C).
241. B. 1 D. G-12
Fonteia.
man. fonteivs.
(104 a. C).
242. B. 7 R. R-23
243. » 7 » R-24

man. fonteivs. c. f.
(88 a. C).
244. B. 10 D. C-1
R. B-13
245. » 10 D. J-21
R. J-22
246. » 12 D. C-2
R. C-3

p. fonteivs p. f. capito.
(54 a. C).
247. B. 17 D. C-26
248. » 18 » D-14
Fufia.
q. fvfivs calenvs
(82 a. C).
249. B- 1 D. G-13

[p. 35 modifica]

Fundania.
c. fvndanivs.
(101 a. C.)
250. B. 2 D. D-15
Furia.
m. fovrivs m. f. philvs.
(104 a. C.)
251. B. 18 D. O-2

l. fvrivs cn. f. brocchvs.
(53 a. C.)
252. B. 18 D. O-2
R. O-4
Gellia.
l. gellivs pvblicola.
(41 a. C.)
253. B- 7 D. P-10
Herennia.
m. herennivs.
(99 a. C.)
254. B. 1 D. R-10
Hostilia.
l. hostilivs saserna.
(49-46 a. C.)
255. B. 4 D. C-20
Iulia.
l. ivlivs bvrsio.
(88 a. C.)
256. B. 5 D. H-1
257. » 5 » Q-3
258. » 5 » K-20

c. ivlivs caesar.
(58-44 a. C.)
259. B. 9 D. C-4
260. » 9 R. P-16
261. » 9 D. Q-1
262. » 9 » M-19
263. » 9 » M-20
264. » 11 » Q-26
265. » 12 » T-1
266. » 12 » M-26
267. » 28 » K-12
268. » 59 » R-17
269. » 112 R. H-2
270. » 115 D. H-3
R. H-4
271. » 116 D. P-12
272. » 135 » Z-8

c. ivlivs caesar octavianvs.
(44-29 a. C.)
273. B. 139 D. O-23
274. » 140 » C-5
R. C-6



275. B. 110 D. C-7
R. C-5
276. » 141 D. T-12
R. T-13
277. » 145 D. K-14
R. K-15
278. » 145 D. D-16
279. » 145 D. K-16
280. » 145 » S-6
281. » 153 » H-11
R. H-12
282. » 154 D. H-5
283. » 159 » H-6
Iunia.
c. ivnivs c. f.
(204 a. C.)
284. B. 1 D. H-7

d. ivnivs silanvs l. f.
(89 a. C.)
285. B. 15 D. N-24
286. » 15 » U-11
287. » 17 » N-25

q. caepio brvtvs.
(43-42 a. C.)
288. B. 29 D. H-15
R. H-16
289. » 31 D. R-2
290. » 34 » J-24
R. J-25
291. » 34 D. N-26
Licinia.
p. licinivs nerva.
(110 a. C.)
292. B. 7 D. K-5

c. licinivs l. f. macer.
(82 a. C.)
293. » 16 D. S-1
290. » 16 » J-26

a. licinivs nerva.
(49-45 a. C.)
295. B. 23 D. H-8

p. licinivs stolo.
(17 a. C.)
296. B. 28 R. P-20
297. » 29 » T-13
Livineia.
l. livineivs regvlvs.
(43-42 a. C.)
298. » 1 D. R-25
299. » 8 » C-8

[p. 36 modifica]

300. B. 8 D. H-9
301. » 11 » C-9
R. C-10
302. » 13 D. Q-2
Lollia.
lollivs palikanvs.
(45 a. C.)
303. B. 2 D. L-17
304. » 2 » O-24
Lucretia.
l. lvcretivs trio.
(74 a. C.)
305. B. 3 D. H-13
306. » 3 » I-1
Marcia.
l. marcivs censorinvs.
(84 a. C.)
307. B. 24 D. Q-4
R. Q-5
308. » 25 D. I-2
309. » 25 » M-17
Maria.
c. marivs c. f. capito.
(84 a. C.)
310. B. 9 D. D-17
311. » 9 » G-6

c. marivs c. f. tromentina.
(17 a. C.)
312. B. 10 D. U-1
313. » 15 » P-24
314. » 16 » P-22
R. P-23
315. » 17 D. D-18
R. D-19
Memmia.
l. memmivs l. f.
(58 a. C.)
316. B. 8 D. D-20

c. memmivs c. f.
(60 a. C.)
317. B. 9 D. L-17
318. » 10 » Q-6
Mescinia.
l. mescinivs rvfvs.
(15 o 16 a. C.)
319. B. 1 D. U-2
320. » 1 » I-3
321. » 1 R. G-22
322. » 4 D. B-26
323. » 6 » D-17


Mettia.
m. mettivs.
(44 a. C.)
324. B. 1 D. P-14
325. » 4 » I-4
326. » 1 » Q-7
R. Q-8
327. » 4 D. C-11
R. A-9
Minatia.
m. minativs sabinvs.
(46-45 a. C.)
328. B. 3 D. D-22
Munatia.
l. munativs plancvs.
(46-45 a. C.)
329. B. 4 D. D-23
R. C-20
Mussidia.
l. mvssidivs longvs.
(43-42 a. C.)
330. B. 5 D. I-5
331. » 5 » D-21
332. » 8 » T-3
333. » 8 » D-10
334. » 8 » Q-9
Naevia.
c. naevivs balbvs.
(218 a. C.)
335. B. 1 D. P-10
Nasidia.
q. nasidivs.
(38-36 a. C.)
336. B. 1 D. S-13
Papia.
l. papivs.
(79 a. C.)
337. B. 1 D. I-6
338. » 1 » D-24
339. » 1 » O-15
Papiria.
m. papirivs carbo.
(139 a. C.)
340. B. 7 D. K-26
Petillia.
petillivs capitolinvs.
(43 a. C.)
341. B. 1 D. I-7
342. » 2 R. G-23

[p. 37 modifica]

Petronia.
p. petronivs tvrpilianvs.
(20 a. C.)
343. B. 4 D. R-26
344. » 9 » L-19
345. » 10 » Q-11
346. » 10 » S-5
347. » 10 » R-1
348. » 19 » U-14
349. » 20 » U-15
350. » 20 » C-20
R. D-12
Pinaria.
l. pinarivs scarpvs.
(31-27 a. C.)
351. B. 9 R. U-16
352. » 9 D. Q-14
Plaetoria.
l. plaetorivs l. f. cestianvs.
(74 a. C.)
353. B. 2 R. I-8

m. plaetorivs cestianvs.
(69 a. C.)
354. B. 4 D. A-9
355. » 4 » U-17
356. » 5 D. I-9
357. » 5 » I-10
358. » 6 » I-11
359. » 9 » U-18
360. » 10 » U-19

l. plaetorivs cestianvs.
(44-42 a. C.)
361. B. 11 D. F-7
Plancia.
cn. plancivs.
(54 a. C.)
362. B. 1 D. J-9
Plautia.
a. plavtivs.
(54 a. C.)
363. B. 13 D. G-24
R. G-25

l. plavtivs plancvs.
(45 a. C.)
364. B. 14 D. I-12
Poblioia.
m. poblicivs.
(46-45 a. C.)
365. B. 10 D. D-25
366. » 10 » U-20


Pompeia.
q. pompeivs rvfvs.
(58 a. C.)
367. B. 4 D. D-8
R. D-9
368. » 5 R. S-8
369. » 5 D. R-6
R. R-7

cn. pompeivs magnvs filivs.
(46-45 a. C.)
370. B. 8 D. U-11
371. » 9 » C-12
R. C-13

sex. pompeivs magnvs.
(43 a. C.)
372. B 20 D. Q-10
373. » 20 » K-21
374. » 21 R. D-13
375. » 25 D. S-12
Pomponia.
l. pomponivs molo.
(94 a. C.)
376. B. 6 D. C-2
377. » 6 » Q-12
378. » 6 » Q-13

q. pomponivs mvsa.
(64 a. C.)
379. B. 8 D. E-2
380. » 8 » R-5
381. » 9 » E-1
382. » 15 » U-22
383. » 17 » I-13
384. » 17 » J- –
385. » 19 » E-14
386. » 21 » G-26
Porcia.
m. porcivs cato.
(101 a. C.)
387. B. 5 D. J-3
388. » 6 R. U-23
389. » 6 D. U-24
390. » 7 » J-2
391. » 7 » S-7
392. » 7 » K-23
R. K-24
Postumia.
postvmivs albinvs sp.
(89 a. C.)
393. B. 5 D. E-15

[p. 38 modifica]


d. postvmivs albinvs brvti f.
(43-44 a. C.)
394. B. 10 D. P-10
395. » 13 » C-20
396. » 13 » D-26
397. » 14 » H-14
Quinctia.
ti. quinctivs trogvs.
(104 a. C.)
398. B. 6 D. J-5
399. » 6 » J-6
Roscia.
l. roscivs fabatvs.
(64 a. C.)
400. B. 1 D. O-22
401. » 1 » J-7
402. » 1 » J-8
403. » 1 » J-9
404. » 1 » J-10
405. » 1 » J-11
406. » 1 » J-12
407. » 1 » J-13
408. » 1 » V-14
Rustia.
q. rvstivs.
(19 a. C.)
409. B. 3 D. K-1
410. » 3 » B-11
Rutilia.
l. rvtil1vs flaccvs.
(79 a. C.)
411. B. 1 D. L-22
Salvia.
q. salvidienvs salvivs rvfvs.
(41 a. C.)
412. B. 1 D. E-16
413. » 1 » V-15
414. » 1 » L-20
415. » 1 » L-21
416. » 1 » P-21
Sanquinia.
m. sanqvinivs.
(17 a. C.)
417. B. 1 R. T-2
418. » 1 D. E-18
R. E-17
Satriena.
p. satrienvs.
(74 a. C.)
419. B. 1 D. A-11
420. » 1 » M-23
421. » 1 » P-7
R. Q-9
Scribonia.
l. scribonivs libo.
(54 a. C.)
422. B. 8 D. K-17
423. » 8 » H-8
Sempronia.
ti. sempronivs graccvs.
(38-36 a. C.)
424. B. 10 D. K-2
425. » 11 » K-3
426. » 11 » N-14
427. » 13 » E-20
Sentia.
l. sentivs c. f.
(89 a. C.)
428. B. 1 D. Q-20
R. Q-21
Sepullia.
p. sepvllivs macer.
(44 a. C.)
429. B. 1 D. S-2
430. » 3 » T-2
431. » 5 » K-19
Servilia.
m. servilivs c. f.
(94 a. C.)
432. B. 13 D. Q-19

c. servilivs c. f.
(64 a. C.)
433. B. 15 D. D-6
434. » 15 » D-7
435. » 15 » I-7
436. » 15 R. K-12
437. » 16 » C-20

q. servilivs caepio brvtvs.
(43-42 a. C.)
438. B. 22 D. K-4

servilivs casca longvs.
(43-42 a. C.)
439. B. 35 R. T-6
Sestia.
l. sestivs.
(44-42 a. C.)
440. B. 1 » E-21
Sicinia.
q. sicinivs.
(49 a. C.)
441. B. 1 D. L-24
R. D-17

[p. 39 modifica]

Spurilia.
avlvs spvrilivs.
(214 a. C.)
442. B. 1 D. D-1
Statia.
l. stativs mvrcvs.
(43 a. C.)
443. B. 1 D. E-7
Sulpicia.
c. svlpicivs c. f.
(94 a. C.)
444. B. 1 D. K-6

p. svlpicivs galba.
(64 a. C.)
445. B. 6 D. H-10

l. servivs svlpicivs rvfvs.p.
(44-43 a. C.)
446. B. 10 D. K-7
447. » 10 » K-8
R. K-9
448. B. 10 D. E-22
R. E-23
Thoria.
l. thorivs balbvs.
(94 a. C.)
449. B. 1 D. Q-22
Titia.
q. titivs.
(90 a. C.)
450. B. 2 D. A-11
451. » 3 » K-10
Tituria.
l. titvrivs l. f. sabinvs.
(88 a. C.)
452. B. 1 D. S-3
Valeria.
c. valerivs flaccvs.
(81 a. C.)
453. B. 12 D. O-14

valerivs aciscvlvs.
(46-45 a. C.)
454. B. 18 D. K-11
455. » 18 » E-24
R. E-25
Vettia.
t. vettivs sabinvs.
(69 a. C.)
456. B. 2 D. H-17
457. » 2 » L-18
458. » 2 » M-24
459. » 2 » T-13


Vibia.
c. vibivs pansa.
(43 a. C.)
460. B. 16 D. K-12
461. » 16 » R-4
462. » 16 » H-18
R. H-19
463. » 18 D. A-8
464. » 18 » A-11
465. » 22 » E-3
R. E-4
466. » 22 » K-18
467. » 22 » E-5
R. E-6
468. » 1 D. Q-23
Vinicia.
l. vinicivs.
(58 a. C.)
469. B. 1 D. K-13

l. vinicivs l. f.
(16 a. C.)
470. B. 2 D. R-3
471. » 3 R. L-2
472. » 3 D. Q-24
473. » 4 » L-1
474. » 4 » U-3
Vipsania.
m. agrippa.
(38 a. C.)
475. B. 1 D. T-5
476. » 2 R. Q-25
477. » 3 D. L-15

c. svlpicivs platorinvs.
(18 a. C.)
478. B. 7 D. S-10
Voconia.
q. voconivs vitvlvs.
(41-40 a. C.)
479. B. 1 D. L-3
480. » 1 » T-4
R. H-20
481. » 2 D. D-2
482. » 3 » M-25
Volteia.
m. volteivs m. f.
(88 a. C.)
481. B. 2 D. L-4
484. » 4 » S-4
Denaro anonimo.
(104 a. C.)
485. B. 176 D. H-21

[p. 40 modifica]

(89-54 a. C.)
486. B. 226 D. M-28
Sesterzio.
487. B. 3 R. S-16
Semivittoriato.
488. B. 10 D. S-15
Angusto.
489. Coh. 4 D. D-11
490. » 8 » H-22
491. » 17 » P-26
492. » suppl. 5 » V-19
493. » 18 » B-21
444. » 33 » U-12
495. » 50 » V-20
496. » 50 » A-13
497. » 50 » F-20
498. » 52 R. H-23
499. » 60 » U-13
500. » 60 D. V-21
501. » 70 R. V-1
502. » 1 D. H-24
503. » 76 » V-2
504. » 76 » V-22
505. » 80 » V-3
506. » 80 » V-23
507. » 83 » V-4
508. » 85 » V-5
509. » 87 » U-4
R. U-5
510. » 87 D. U-6
511. » 87 » U-7
512. » 87 R. U-8
512. » 87 D. H-25
514. » 91 » H-26
515. » 91 » Z-20
516. » 94 » V-6
517. » 94 » V-24
518. » 99 » V-7
R. V-8
519. » 105 D. O-25


520. Coh. 107 R. E-29
521. » 109 D. E-14
522. » 110 » V-9
523. » 110 » F-15
524. » 110 » Z-12
525. » 110 (incusa) » A-21
526. » 111 » V-10
527. » 112 » Z-15
528. » 112 (incusa) » A-22
529. » 117 » I-21
530. » 117 R. V-22
531. » 117 D. Z-16
532. » 119 » V-12
533. » 124 » P-25
534. » 126 » V-13
535. » 128 » Z-9
536. » 128 » F-16
537. » 138 » F-17
538. » 156 R. Z-10
539. » 177 D. Z-17
540. » 186 » Z-18
541. » 196 R. Z-1
542. » 1 D. N-23
543. » 204 » K-25
544. » 204 » I-14
545. » 218 » Z-12
546. » 221 » Z-13
547. » 223 » A-14
548. » 226 » U-10
549. » 226 » F-13
R. F-19
550. » 232 D. A-15
551. » 247 R. A-16
552. » 248 D. Z-19
553. » 251 » A-17
554. » 253 » U-9
R. U-10
555. » 253 D. A-20
556. » 320 » A-19
Tiberio.
(14-37 d. C.)
557. Coh. 2 D. Z-23

[p. 41 modifica] La serie avrebbe potuto prolungarsi indefinitamente esplorando altri musei, ma mi pare che il materiale raccolto sia più che sufficiente per addivenire ai seguenti dati generali, i quali ben poco e solo in parte potrebbero forse variare, anche quando la serie venisse duplicata:

I. Le monete d’argento5 contrassegnate sono tutte di buon argento, fatte pochissime eccezioni, (4 o 5 in tutta la serie descritta) le quali però si verificano su monete suberate così ben fatte e complete, o che almeno si può argomentare tali essere state all’epoca in cui furono contrassegnate, da autorizzare a credere che chi vi ha posto il contrassegno sia stato tratto in errore, e le abbia credute di puro argento.

II. I Contrassegni esistono, oltre che sugli aurei, su tutte le monete d’argento, denari, vittoriati, semivittoriati, quinarii e sesterzii, e non sono escluse neppure le monete incuse.

Il Sig. Bahrfeldt nel citato articoletto osserva che non gli sono mai capitati vittoriati né sesterzi contrassegnati; ma aggiunge ciò doversi probabilmente alla minore quantità di questi in confronto dei denari e dei quinarii. La quale osservazione mi pare giustissima, giacché io, esaminando un numero molto maggiore di monete, ho trovato un sesterzio (N. 487) e un semivittoriato (N. 488), dal che è più che lecito argomentare come egualmente v’abbiano ad essere anche dei vittoriati muniti di Contrassegno. [p. 42 modifica] I Contrassegni si trovano indifferentemente sia sui denari conosciuti solamente in puro argento, che su quelli del cui tipo v’hanno anche esemplari suberati.

IV. I Contrassegni si trovano di preferenza sulle monete sciupate, e solo per eccezione taluno si trova su monete a fior di conio, forse uno in cento. — È un fatto noto e facilmente spiegabile che delle monete antiche ne sono rimaste assai più di sciupate che di nuove, e quindi è naturale che delle monete contrassegnate ve ne siano più delle prime che delle seconde. Quando poi si consideri che dei denari della Repubblica, stante i numerosi ripostigli di monete nascoste appena uscite dalla zecca, non è così difficile come in altre serie trovare dei pezzi a fior di conio, o almeno di eccellente conservazione, risulterà tanto maggiore la proporzione delle monete sconservate relativamente a quelle di buona conservazione sotto questo rapporto dei Contrassegni.

V. I Contrassegni sono impressi di preferenza sul diritto delle monete senza alcun riguardo che essi cadano nella figura o nel campo. Talvolta ve ne hanno sia sul diritto che sul rovescio, più raramente nel solo rovescio. Delle 556 monete figuranti nel prospetto, 439 hanno i Contrassegni nel dritto, 78 nelle due faccie, e sole 39 semplicemente al rovescio.

VI. Il più delle volte il Contrassegno è unico; ma non è raro il caso che se ne trovino due, tre, quattro, cinque, sei e anche più su di una stessa moneta. Talvolta su di un piccolo quinario pare quasi che i punzoni si siano inferociti fino al punto di renderne irriconoscibile la figura rappresentata. Vedasi ad [p. 43 modifica]esempio il gruppo di Contrassegni Z-7 esistente su di un Quinario della Julia. — È raro però il caso della ripetizione dello stesso Contrassegno su di una moneta, e come unico citerò il caso di un Contrassegno (o di una vera contromarca CL) ripetuta tre volte nel dritto e tre nel rovescio di un denaro della Cornelia (N. 204)6, il quale denaro ha poi anche nel dritto un altro Contrassegno somigliante a un V pure tre volte ripetuto.

VII. Quanto alla maggiore o minore rarità delle monete contrassegnate parmi non si possa dire che vi sia preferenza né per le rare né per le comuni, trovandosene indifferentemente tanto sulle une quanto sulle altre a un dipresso nella proporzione in cui le monete rare stanno alle comuni. Ciò si potrà rilevare dalla serie esposta, in cui fra le moltissime monete comuni figurano anche nomi rari e rarissimi, come quelli dell’Atia, della Maria, della Minatia e della Statia.

VIII. I Contrassegni sui denari romani sono impressi con un punzone nella loro grandissima maggioranza e solo qualche volta per eccezione graffiti col bulino o collo stilo. Quelli da me esaminati sono tutti indistintamente impressi con punzone; ma il Prof. Milani ne trovò anche alcuni graffiti7.

IX. Come dei conii antichi, di cui è ben difficile trovarne due eguali, così avviene dei Contrassegni. Due perfettamente identici e che si possano dire con sicurezza prodotti dal medesimo punzone è quasi impossibile trovarli, salvo il caso di ripetizione sulla stessa moneta. [p. 44 modifica] Se qualche rara volta ho fatto servire il medesimo disegno per due Contrassegni su due diverse monete, gli è perchè le differenze erano tanto piccole, che certo sarebbero sfuggite nella riproduzione, mentre erano però sufficienti a riconoscerli come prodotti da due punzoni differenti. Conviene però anche osservare che alcuni segni talvolta sembrano diversi da altri mentre forse sono uguali o molto simili, per l’ineguaglianza della superficie su cui furono impressi. Un cerchietto per esempio riuscirà completo nel campo piano di una moneta, ma se battuto sulla parte convessa di una testa può rimanere impresso solamente in parte e formare uno o due segmenti di cerchio.

X. Pochissimi fra i Contrassegni dei denari repubblicani rappresentano un oggetto o qualche cosa di esprimibile a parole; ossia, quando escludiamo i punti, i cerchietti o frazioni di cerchio, le mezzalune, i cunei, i rettangoli, e le lettere, le quali pure sono per lo più segni somiglianti a lettere che vere lettere, tutti gli altri sono segni che quasi chiamerei cabalistici, e che non hanno assolutamente un appellativo con cui poterli distinguere a parole.

Mi sorprende anzi a questo proposito come il Bahrfeldt nel citato articolo non abbia quasi trovato che lettere sui denari da lui esaminati, mentre a me risulta che le lettere sono in estrema minoranza contro quelli che non posso chiamare con altro nome che seffni. Ma potrebbe benissimo darsi che le monete da lui esaminate provenienti in gran parte da un solo ripostiglio portassero, per speciali condizioni a noi ignote, quali comuni Contrassegni, quelli che nella massa generale non si trovano che per eccezione. E lo stesso dicasi del ripostiglio già più volte citato [p. 45 modifica]di Roma, sulle cui monete il Prof. Milani trovò proporzionatamente assai più lettere di quelle che a me avvenne di trovare sulla massa delle monete esaminate.

XI. Quanto all’epoca, le monete contrassegnate si estendono da circa un secolo avanti l’era volgare, fino a tutto il regno d’Augusto, abbracciando così il periodo di circa un secolo e mezzo. Poche sono anteriori a quest’epoca, e si spingono fino a circa 200 anni a. C.; crescono evidentemente quelle che datano da solo mezzo secolo a. C, e il punto culminante lo segnano quelle di Marc’Antonio e d’Augusto. Di posteriori a quest’epoca non ho trovato che un aureo di Tiberio colla testa d’Augusto al rovescio e un denaro pure di Tiberio suberato, ambedue appartenenti al Gabinetto di Brera.

XII. Dal numero delle monete esaminate risulterebbe che le contrassegnate si trovano in proporzione minima fra quelle d’oro (una o due in cento) e invece in ragione di circa il 10 per cento fra quelle d’argento. Fra poco più di un centinaio di aurei, due soli ne trovai contrassegnati, uno d’Augusto (Cohen N. 150) appartenente alle mia collezione (Vedi N. 1) e uno d’Augusto e Tiberio (Cohen N. 3) appartenente al Museo di Brera (Vedi N. 2). Fra le monete d’argento invece ne trovai poco meno di 600 mentre la cifra delle monete esaminate ascende a un dipresso a 6000. — Il Contrassegno è dunque veramente la specialità della moneta d’argento.

Ed ora, venendo alle conclusioni generali che si possono cavare dai fatti accennati, mi pare si possano ridurre alle seguenti: La infinita varietà dei Contrassegni esclude che questo fosse un marchio governativo. Se lo Stato [p. 46 modifica]avesse voluto apporre un marchio ufficiale alle monete che ancora conservavano un peso legale, si sarebbe servito di una vera contromarca o almeno di un marchio stabilito e uniforme, e difatti vediamo che quando lo volle fare, impresse anche sui denari, come sui bronzi, una contromarca uniforme e intelligibile. Cosi fece Vespasiano, il quale sui denari repubblicani, riammessi alla circolazione impresse la contromarca imp vesp8.

Per darci una ragione sufficiente a spiegare l’enorme quantità e varietà dei Contrassegni è necessario ammettere l’opera dei privati, e forse anche quella dei comandanti militari, a cui Roma spediva volentieri pel soldo delle truppe lontane la vecchia moneta meglio conosciuta e meglio accetta dai popoli, fra cui si trovavano gli eserciti.

Ecco come mi pare ciò possa essere avvenuto e a qual’epoca.

È noto come il denaro romano subisse una prima riduzione di peso, quando, in seguito ai disastri della seconda guerra punica, in forza della legge flaminia, venne tagliato a 1/84 di libbra in luogo di 1/72, al al peso cioè di gr. 3,90, in luogo di 4,55; ed è quindi probabile che i primi contrassegni siano stati impressi molto anteriormente all’impero9 nei due ultimi secoli della repubblica. [p. 47 modifica] Ma le monete che a noi pervennero contrassegnate sono, meno rare eccezioni, quelle coniate appunto nei due ultimi secoli della repubblica. Bisogna dunque che noi cerchiamo più tardi il nostro momento storico, e lo troviamo precisamente sotto il regno di Nerone, quando il denaro romano subisce la sua seconda riduzione e viene tagliato non più a 84 ma a 96 la libbra, ossia a grammi 3,41. In seguito a ciò è naturale che i vecchi danari tuttora in circolazione aumentassero di pregio rispetto ai nuovi, comechè di maggior valore intrinseco; e come tali avrebbero continuato il loro corso regolarmente, se il lungo uso non li avesse in gran parte consunti fino al punto da renderne dubbio il peso, giacché una quantità di quei danari repubblicani erano in circolazione da circa un secolo, altri da un secolo e mezzo o anche più.

Se a questo si aggiunge come in causa della sterminata varietà dei tipi, una gran parte dì essi fosse diventata quasi sconosciuta al pubblico, si capisce come assai probabilmente di quando in quando si verificasse il caso che alcuni denari non venissero accettati per un valore superiore o anche pel semplice valore dei denari contemporanei, se non dietro una garanzia di chi li spendeva. Ora questa garanzia si esplicava con un Contrassegno di provenienza, confrontabile in qualche modo ad una firma, che talvolta al giorno d’oggi viene apposta a un biglietto di banca, su cui sia nato qualche sospetto, allo scopo di renderlo all’occasione a chi l’ha speso. E tale fu l’origine dei Contrassegni.

Il primo Contrassegno bastava talora da solo per molte successive transazioni e, per quanto non [p. 48 modifica]precisamente da tutti conosciuto, imprimeva al denaro un marchio di garanzia; talvolta invece se ne esigeva un secondo, un terzo e così via, il che spiegherebbe la moltiplicità dei Contrassegni su di una stessa moneta.

Si potrà qui dimandare perchè, ammesso che ciò abbia avuto luogo al tempo di Nerone, i Contrassegni finiscano colle monete d’Augusto e non se ne trovino più su quelle di Tiberio, Caligola e Claudio; e la risposta parmi abbastanza ovvia, dacchè questi denari, sia per essere poco numerosi e di tipi poco variati, sia per essere molto recenti erano universalmente conosciuti e circolavano apprezzati al loro giusto valore senza bisogno di ulteriore garanzia. — Il Contrassegno trovato in via eccezionale sul denaro suberato di Tiberio mi pare serva di prova a tale ipotesi. Era un denaro suberato ma così bene eseguito da poter trarre in inganno. È quindi spiegabilissimo che su di esso sia nato un dubbio, a dissipare il quale, in buona o in mala fede questo non ci riguarda, vi venne apposto un Contrassegno. La piccola rottura per la quale oggi è visibile il rame interno sarebbe, come negli altri simili casi, posteriore al Contrassegno.

Ammessa dunque la causa e l’epoca dei Contrassegni come da me esposte, emergerebbe quale conseguenza il fatto che al tempo di Nerone o giù di lì la circolazione monetaria nell’impero romano era costituita ancora in gran parte dalla vecchia moneta repubblicana. Vi circolavano in massa le monete coniate da circa un secolo; v’era ancora in corso buon numero di denari repubblicani datanti da un secolo e mezzo, e una certa quantità [p. 49 modifica]anche di anteriori. In altre parole i Contrassegni servono colla loro maggiore o minore frequenza a dare un’idea abbastanza esatta della qualità delle monete in circolazione all’epoca di Nerone.

E con questo finisco, lasciando che altri, approfittando del materiale da me raccolto, faccia qualche ipotesi più ingegnosa e più probabile se la mia non gli soddisfa. Nulla è meno assoluto e più soggetto a variazioni che il risultato dell’induzione.



Note

  1. Ueber Einstemplungen auf Silbermünzen der römischen Republik — Zeitschrift für Numismatik, 1881.
  2. Note sur quelques contremarques antiques et sur certaines singularités numismatiques. — Revue Numismatique, 1887.
  3. Contremarques antiques, pour faire suite à l’étude de M. A. Engel, — Revue Numismatique, 1888.
  4. Appartengono alla mia Collezione le monete portanti i 481 Contrassegni disegnati da A-1 a M-26, e a quella di Brera gli altri 117 da O-14 alla fine.
  5. Parlo delle monete d’argento perchè, come abbiamo veduto, gli aurei contrassegnati sono rarissimi e quasi si possono considerare come eccezioni.
  6. Vedi fig. a pag. 40.
  7. Vedi articolo citato, pag. 62.
  8. Vedi M. Bahrfeldt: Contremarken Vespasiani auf römischen Familiendenaren nella Zeitschrift für Numismatik di Berlino, 1876.
  9. Tale idea fa espressa già dal Prof. Milani nell’opuscolo citato pag. 60. «Il ripostiglio di Aleria (altro descritto prima di quello di Roma) ci offre la prova che l’uso di contromarcare con segni incusi (lunule, punti, quadratini, ecc.) i denari detriti è anteriore all’impero, e ci apprende che probabilmente l’uso risale al tempo della prima riduzione del denaro a 1/84 di libbra».