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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/30


appunti di numismatica romana 27

“si sarebbero trovati a ripesarlo, ove con un segno convenzionale non l’avessero precedentemente e forse individualmente classificato?”

Dal canto mio non posso a meno di opporre a tale ragionamento due osservazioni. Prima di tutto mi parrebbe che la moltiplicità dei Contrassegni adibiti a due scopi opposti avrebbe dovuto ingenerare tanta confusione, da sconsigliarne addirittura l’uso. In secondo luogo poi, se davvero il cuneo voleva significare peso calante e la lunula peso crescente, dove se ne andava il segreto che solo poteva giustificare l’applicazione del Contrassegno alle monete calanti?... È ben vero che a queste osservazioni altre se ne possono contrapporrei e il Prof. Milani risponde alla prima che i Contrassegni non eran fatti pel comune della gente, a cui, anzi sfuggivano, come sfuggirono fin qui ai numismatici, e come anche al pubblico d’oggi sfuggono certe piccole sigle poste sulle nostre monete, come p. es. bn sulle lire emesse dalla Banca nazionale. — Alla seconda poi rispose implicitamente (op. cit. pag. 63), osservando come per togliere appunto l’inevitabile confusione, lo Stato si trovasse costretto a intervenire, e come la contromarca IMP • VESP • corrisponda precisamente a questo intervento. — Ma, come dissi più sopra, noi qui non possiamo che aggirarci nel campo molto vago e indeterminato delle supposizioni, mancandoci i dati per discorrere della cosa con fondamento. Non sarà però stato male l’aver espresso i varii pareri, fra cui il lettore potrà fare la sua scelta.

Ed ora ecco le Tavole dei Contrassegni e il relativo elenco: