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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/50


appunti di numismatica romana 47


Ma le monete che a noi pervennero contrassegnate sono, meno rare eccezioni, quelle coniate appunto nei due ultimi secoli della repubblica. Bisogna dunque che noi cerchiamo più tardi il nostro momento storico, e lo troviamo precisamente sotto il regno di Nerone, quando il denaro romano subisce la sua seconda riduzione e viene tagliato non più a 84 ma a 96 la libbra, ossia a grammi 3,41. In seguito a ciò è naturale che i vecchi danari tuttora in circolazione aumentassero di pregio rispetto ai nuovi, comechè di maggior valore intrinseco; e come tali avrebbero continuato il loro corso regolarmente, se il lungo uso non li avesse in gran parte consunti fino al punto da renderne dubbio il peso, giacché una quantità di quei danari repubblicani erano in circolazione da circa un secolo, altri da un secolo e mezzo o anche più.

Se a questo si aggiunge come in causa della sterminata varietà dei tipi, una gran parte dì essi fosse diventata quasi sconosciuta al pubblico, si capisce come assai probabilmente di quando in quando si verificasse il caso che alcuni denari non venissero accettati per un valore superiore o anche pel semplice valore dei denari contemporanei, se non dietro una garanzia di chi li spendeva. Ora questa garanzia si esplicava con un Contrassegno di provenienza, confrontabile in qualche modo ad una firma, che talvolta al giorno d’oggi viene apposta a un biglietto di banca, su cui sia nato qualche sospetto, allo scopo di renderlo all’occasione a chi l’ha speso. E tale fu l’origine dei Contrassegni.

Il primo Contrassegno bastava talora da solo per molte successive transazioni e, per quanto non