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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/47

44 francesco gnecchi


Se qualche rara volta ho fatto servire il medesimo disegno per due Contrassegni su due diverse monete, gli è perchè le differenze erano tanto piccole, che certo sarebbero sfuggite nella riproduzione, mentre erano però sufficienti a riconoscerli come prodotti da due punzoni differenti. Conviene però anche osservare che alcuni segni talvolta sembrano diversi da altri mentre forse sono uguali o molto simili, per l’ineguaglianza della superficie su cui furono impressi. Un cerchietto per esempio riuscirà completo nel campo piano di una moneta, ma se battuto sulla parte convessa di una testa può rimanere impresso solamente in parte e formare uno o due segmenti di cerchio.

X. Pochissimi fra i Contrassegni dei denari repubblicani rappresentano un oggetto o qualche cosa di esprimibile a parole; ossia, quando escludiamo i punti, i cerchietti o frazioni di cerchio, le mezzalune, i cunei, i rettangoli, e le lettere, le quali pure sono per lo più segni somiglianti a lettere che vere lettere, tutti gli altri sono segni che quasi chiamerei cabalistici, e che non hanno assolutamente un appellativo con cui poterli distinguere a parole.

Mi sorprende anzi a questo proposito come il Bahrfeldt nel citato articolo non abbia quasi trovato che lettere sui denari da lui esaminati, mentre a me risulta che le lettere sono in estrema minoranza contro quelli che non posso chiamare con altro nome che seffni. Ma potrebbe benissimo darsi che le monete da lui esaminate provenienti in gran parte da un solo ripostiglio portassero, per speciali condizioni a noi ignote, quali comuni Contrassegni, quelli che nella massa generale non si trovano che per eccezione. E lo stesso dicasi del ripostiglio già più volte citato