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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/28


appunti di numismatica romana 25

generale intorno a questi due coefficienti del peso e della conservazione. Pesato un centinaio di denari contrassegnati, ottenni una media di gr. 3,5150 ciò che vuol dire che l’uno per l’altro conservano ancora un peso superiore a quello neroniano di gr. 3,41. Il peso minimo, ossia di circa tre grammi, e quindi inferiore a quello legale, lo trovai fra alcuni denari sconservatissimi delle Legioni di M. Antonio; e qui appunto è probabile si sia verificato il caso accennato d’una diminuzione di peso per peggiorata conservazione, posteriore al Contrassegno. Questo prova di quanto poco interesse sarebbero il peso e il grado di conservazione attuale delle monete nel caso nostro, ben diverso di quello d’un ritrovamento, ove questi elementi possono essere sotto altri rapporti importantissimi.

Noterò ancora come i denari trovati calanti portino i Contrassegni più svariati e tanto dissimili fra loro quanto lo sono da tutti gli altri. Il che escluderebbe l’ipotesi che dei Contrassegni alcuni fossero destinati a indicare un peso abbondante, altri un peso deficiente. E del resto non crederei che in nessun caso un Contrassegno potesse esser fatto per indicare una moneta calante. O era lo Stato che ve lo imprimeva, — ciò che non credo, come vedremo in seguito, — e allora le monete calanti sarebbero state ritirate e riconiate; o ve lo imprimevano i particolari, come mi pare sia veramente avvenuto, e in tal caso, se me lo spiego assai bene per le monete crescenti, non me lo spiego in alcun modo per le calanti. Non posso ammettere che i banchieri di Roma antica fossero molto diversi da quelli odierni, i quali si guarderebbero bene dal contrassegnare un valore calante...