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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/25

22 francesco gnecchi

parte più o meno felicemente spiegate; rimanendo così oramai chiarito che in generale servirono a indicare la riammissione ufficiale al corso legale di monete (per lo più di bronzo), le quali per quanto logore non avevano perduto il voluto peso.

I Contrassegni invece, immensamente più numerosi nelle loro varietà, ma assai meno visibili per la loro piccolezza, si trovano quasi unicamente sulle monete d’oro e d’argento; e, non avendo un significato diremo implicito, come sfuggono alla descrizione, — talché non c’è altro mezzo di esprimerle che la riproduzione col disegno, — sfuggirono parimenti per lungo tempo allo studio non solo, ma anche all’osservazione dei numismatici. Dirò anzi che allorché incominciai a osservarli e prenderne nota, io credeva che l’argomento fosse completamente vergine; ma, frugando poi nelle riviste e negli opuscoli recenti, trovai che qualche cosa tu già scritto in proposito, il ohe mi corre obbligo d’accennare.

Prima di tutti il sig. M. Bahrfeldt pubblicò un articoletto1, dando un elenco delle Lettere e di alcuni Segni impressi su denari repubblicani.

Arturo Engel poi in un suo articolo2 diede la descrizione e il disegno di 16 di tali Segni stampati su denari della Repubblica e d’Augusto, senza però entrare neppure superficialmente nella materia; e un seguito a questo lo diede E. Taillebois3.

  1. Ueber Einstemplungen auf Silbermünzen der römischen Republik — Zeitschrift für Numismatik, 1881.
  2. Note sur quelques contremarques antiques et sur certaines singularités numismatiques. — Revue Numismatique, 1887.
  3. Contremarques antiques, pour faire suite à l’étude de M. A. Engel, — Revue Numismatique 1888.