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PARTE SECONDA CAPITOLO III

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Come l’afflizzione insegna la fortezza e la fedeltà

Girolamo Cardano huomo erudito propone una questione: per qual cagione le rose siano armate di spine? E dopo una lunga disputa filosofica così conclude: (Se la rosa fosse senza spine sarebbe anche senza odore. Di qui è che le rose selvaggie, che per il più hanno cinque piccole foglie, hanno minori spine di quelle che nei giardini si coltivano, e perciò son bene di soavo odore, ma assai debole). L’Orazione è a guisa di una bellissima e soavissima rosa; ma se non ha le sue spine della mortificazione non ha troppo buon odore. E’ comune parere di tutti i Santi Dottori, che l’orazione senza la mortificazione sia quasi di nessun valore; che una non possa stare senza l’altra; e che queste due cose non possano fra di loro [essere separate] separare. Quindi è che essendo una volta lodato un religioso in presenza del N.S.P.Ignazio, per huomo di molta orazione; il Santo soggiunse in un altro tono: egli è un huomo di molta mortificazione che non solamente attende a macerare il corpo, ma ancora, e molto più a vincere e soggiogare la propria volontà e giudizio. E che queste due cose, cioè l’orazione e la mortificazione s’insegnino benissimo nella Scuola della Pazienza l’andrò mostrando in questo capitolo.

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