La Lupa (dramma)/Atto primo

Atto primo

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Personaggi Atto secondo
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ATTO PRIMO.


Nell’aia, sull’imbrunire. A destra la capanna dei mietitori, a sinistra una gran bica; mucchi di covoni e di attrezzi rurali sparsi qua c là. In fondo l’ampia distesa della pianura, carica di messe, già velata dalla sera, e il corso del fiume, tra i giunchi e le canne palustri. Si odono passare in lontananza delle voci, delle canzoni stracche, il tintinnio dei campanacci delle mandre che scendono ad abbeverare, e di tanto in tanto l’uggiolare dei cani, sparsi per la campagna, sulla quale scorrono delle folate di scirocco, con un fruscio largo di biade mature. Negli intervalli di silenzio sembra sorgere e diffondersi il mormorio delle acque e il trillare dei grilli, incessante. La luna incomincia a levarsi, accesa — sbiancandosi man mano, in un alone afoso. [p. 178 modifica]

SCENA PRIMA.

Bruno, Malerba, Neli, Cardillo, Grazia e Lia stanno seduti in crocchio, dopo cena, ascoltando una fiaba che narra la Zia Filomena. - Compare Janu sull’uscio della capanna, fumando. — Nunzio sbocconcella pian piano un tozzo di pan bigio, accoccolato sulle stanghe della treggia, in fondo all’aia.

Filomena

(narrando).

La Maga dunque....

Cardillo

(levando il capo a ogni soffiar di vento).

Sentite che scirocco? Domani si vuol sudare il pane!

Filomena

(seccata).

Mi lasciate narrare la fiaba?

Cardillo

(con una spallucciata).

A voi. [p. 179 modifica]

Filomena.

La Maga dunque se ne stava nel palazzo incantato, tutto d’oro e di pietre preziose, e come passava un viandante, s’affacciava alla finestra per tirarlo in peccato mortale.. Giovani e vecchi, vi cascavano tutti!... religiosi anche, e servi di Dio!...

Bruno

(ridendo).

Bene, bene!

Filomena.

Voi che cosa avreste fatto? Se vi ho detto che era una Maga!... e di vecchia si faceva giovane!... bianca e rossa come una ragazza di quindici anni!... con due occhi in fronte che erano due stelle!...

Malerba

(ghignando).

Bene, bene, ditemi dove sta di casa!

Filomena.

Dove sta? All’inferno! E volete sapere che ne faceva di quei poveri disgraziati, poi? Con un colpo di bacchetta, paff! li [p. 180 modifica]mutava in asini o in maiali, con rispetto parlando. Finché un santo eremita, che venne a saperlo, disse: Qui bisogna che vada io, se no finisce il mondo.....

Cardillo

(colla sua aria bonacciona).

Uno che si pigliava le corna altrui, quel santo eremita, e se le metteva in testa!

Malerba

(sghignazzando).

Eh! eh! avrà voluto provare anche lui!...

Filomena

(scandalizzata).

Così parlate dei santi? Allora non dico più nulla.

Malerba

Infine non me ne importa. Son storie che si raccontano.

Filomena

Storie? Saranno storie! Però accadevano allora, quando c’era il timor di Dio!

Bruno

(in tono di scherzo).

No, no, ci credo! Quando vi guardo [p. 181 modifica] negli occhi, comare Grazia, ci credo alla Maga!(le scocca un bacio da lontano, colle dita)

Janu

(gravemente, togliendosi la pipa di bocca)

Maga o non Maga, sapete come dice il proverbio? “L’uomo è il fuoco, la donna è la stoppa: viene il diavolo e soffia!"

Bruno

(alle ragazze, facendo per abbracciarle)

Soffia tu, che soffio io! Ora son io la stoppa, com’è vero Dio!

Grazia

(lo respinge ridendo).

Tenetevi le vostre mani, però!

Cardillo

(col fare di un puledro messo a un tratto in allegria).

È la favola della Maga che ci ha messo il pizzicore addosso! Facciamo quattro salti!

Bruno

(al ragazzo).

Su, su, Nunzio! Mano alla zampognetta! [p. 182 modifica]

Neli

(brontolando).

Quattro salti? Vi ringrazio tanto!... Come se fossi stato a spasso, tutta la giornata!...

Janu.

Come se fossi stato a spasso! Te la pago la giornata, sì o no?

Neli.

Me la pagate.... me la pagate.... Ora ho le ossa rotte. Vi ringrazio tanto.

Cardillo.

Non gli badate a quel poltronaccio. Su, Nunzio, suonaci il ballo tondo. Qui non si spende nulla.

Bruno

(allegro).

Comare Grazia, su!... Gnà Lia! Ora comincia il festino!

(Nunzio si alza, cava fuori la zampognetta dalla bisaccia appesa alle stanghe della treggia, e comincia a suonare, dondolandosi goffamente ora su di un piede e ora sull’altro).

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Malerba

(a Grazia e Lia).

Ehi, ragazze!... Si fanno pregare anche loro! Benedetta la gnà Pina che porta l’allegria dove va lei! (sghignazzando). Quella sì che non si fa pregare!

Bruno

(chiamando ad alta voce verso il fondo della scena).

O gnà Pina!... Che diavolo fa sino a quest’ora? Ci voleva tanto a raccogliere quelle quattro spighe? (torna a chiamare c. s. in tono di scherzo) O venite qua, gnà Pina bella!

SCENA II.

Nanni Lasca, dalla sinistra in fondo, con una forca sulle spalle, e i suddetti.


Nanni

(in tono di scherzo anche lui, ficcando la forca nella bica).

Ohi! non gridare al lupo, se no viene e ti mangia! [p. 184 modifica]

Bruno.

Ah, che ne hai fatto della gnà Pina?

Nanni.

Io? Non ne ho fatto niente. L’ho forse legata alla cintola la gnà Pina?

Cardillo

(col suo riso grossolano).

No. È lei che ti corre dietro le calcagna!

Nanni.

Ho altro pel capo adesso! Dopo una giornata di mietere! Vengo da governare le bestie.

Malerba

(chiamando lontano, colle mani alla bocca,
in tono di scherzo).

Venite qua dunque, gnà Pina bella!... Gioia mia!...

Janu.

Zitto, linguaccia!

Malerba

(sempre in tono di scherzo).

Gioia mia! Gioia vostra! Ce n’è per tutti colla gnà Pina! [p. 185 modifica]

Cardillo.

Intanto il suono si perde. A noi, zia Filomena!(comincia per ischerzo a ballare di faccia a lei). Date voi il buon esempio.... Per mostrare a queste ragazze come si faceva ai vostri tempi!

Filomena

(si alza vispa ed allegra)

Ai miei tempi si diceva: “Vile chi si pente! „ (si mette a ballare di contro a Cardillo) Il buon panno sino alla cimosa! (continua a ballare dirimpetto a compare Janu, per invitarlo, dopo che Cardillo ha terminato) Facciamoglielo vedere, compare Janu, il buon panno antico!

Janu.

Eh! Panno vecchio ormai!... che volete farci!

Grazia

(eccitandolo, con gaiezza).

Vile chi si pente, compare Janu!

Janu

(risolvendosi infine).

E va bene! (si alza e comincia a dondolarsi [p. 186 modifica] goffamente di faccia alla zia Filomena; poi, quando costei torna a sedere, va ad invitare allo stesso modo la Grazia) Ora a te, che hai la lingua lunga, cutrettola!

(Grazia balla con compare Janu, e dopo che costui è tornato a sedere, va ad invitare Bruno come hanno fatto gli altri, ballando di contro a lui.)

Bruno

(saltando in giro allegramente, e facendo scoppiettare le dita).

Ohi! Ohilà!

Nanni

(ridendo)

O Bruno, questo lavoro non te lo paga oggi compare Janu!

Bruno

(continuando c. s.).

Non me ne importa! Lo fo per amore! Ohilà! ohilà! (dopo che Grazia è tornata a sedere accanto alla zia Filomena, va ad invitare Lia, sgambettando dinanzi a lei) Ohilà! [p. 187 modifica]

Neli

(brontolando, sdraiato sulla paglia).

Bel gusto!... Divertitevi!

Malerba

(facendosi avanti c tirando Bruno per un braccio).

A me ora! Un po’ per uno!

Bruno

(svincolandosi).

Va al diavolo! Ohi! Ohilà!

SCENA III.

La gnà Pina dal fondo a destra, con un fascio di manipoli sul capo, e i precedenti.


Malerba

(correndo colle braccia aperte verso la gnà Pina che ha buttato il fascio di spighe in un canto, e s’avanza sorridente, rassettandosi il fazzoletto in capo).

O gnà Pina’... benedetta! gioia mia!... [p. 188 modifica] cuore mio!... Venite qua che vogliamo fare un terremoto!

Pina

(ridendo).

No.... Voglio ballare con compare Nanni....(con civetteria facendo una bella riverenza a Nanni Lasca) se son degna di questo onore....

Malerba

(ironico).

Ah, dev’essere proprio lui? Lo sappiamo che vi piace! Un pezzo che lo sappiamo! Buon pro vi faccia!

Pina

(sdegnosa).

E a voi chi vi parla adesso?

Malerba

(canzonatorio).

Parla a te, Nanni! Non vuoi sentirci di quell’orecchio?

Bruno

(ridendo).

Nanni Lasca non vede e non sente. [p. 189 modifica]

Pina

(a Nanni, tra scherzosa e ironica, canticchiando
nel passargli accosto).

O voi che avete occhi e non vedete,
allora di quegli occhi che ne fate?

Cardillo.

Su, su, Nanni!... poltronaccio!

Nanni

(brontolando).

Avete voglia, voialtri! Prima una giornata colla falce in pugno!... E poi pigiarsi le budella anche! Come se v’invitassero a maccheroni e stufato, adesso!

Janu

(ridendo).

Nanni Lasca non fa niente per niente, gnà Pina.

Pina

(a Nanni con civetteria).

E voi sapete che vi dico? Chi non mi vuole non mi merita.

(Va ad invitare Cardillo e balla con grazia dinanzi a lui, tenendo distese le due cocche del grembiule colla punta delle dita, e piegando il capo sull’omero.)

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Cardillo

(eccitandosi)

Tanto peggio per Nanni Lasca!... Mi sento diventare un leone con voi!... Fossi anche morto nel cataletto, guardate!

Malerba

(accendendosi anche lui al veder ballare la Pina).

Un po’ anche a me, gnà Pina!... Non mi tengono le catene!... Chi non vi vuole non vi merita!... Perdete il ranno ed il sapone con quella bestia di Nanni Lasca!...

Grazia

(ridendo).

Vile chi si pente, compare Nanni!

Nanni

(pigliando fuoco infine lui pure, e risolvendosi
ad alzarsi, con un risolino goffo).

Sangue di...! Corpo di...! Se mi pigliate per quel verso! Via, eccomi qua.

Pina.

Chi tardi arriva male alloggia, compare Nanni!(gli volta le spalle con una risata, e se ne va a destra colle altre donne) [p. 191 modifica]

Nanni

(piccato).

Ora che mi avete scaldato le orecchie? Ora non mi tengo più! Mi sento un Mongibello!

SCENA IV

Mara dal fondo a destra,
con un covone di spighe sul capo,
e detti.

Nanni

(andando incontro a Mara, che va a deporre il covone
accanto a quello di sua madre).

Vostra madre mi ha lasciato nel meglio, gnà Mara! Almeno venite qua voi. Voglio fare il ballo tondo! Voglio sudare una camicia!

Mara

(ravviandosi, in aria timida).

Vi ringrazio, compare Nanni.... [p. 192 modifica]

Nanni.

Non volete neanche voi?... perchè ve lo dico io?

Mara

(sempre più imbarazzata).

No, scusatemi.... non ballo.

Nanni.

Che avete? le gambe molli? O avete il cuore duro?

Mara

(a capo chino, rossa fino ai capelli).

No.... Vi ringrazio anzi.... Scusatemi, compare Nanni.

Nanni

(tra piccato e scherzoso).

Cuore duro, cuore di sasso! La voglia in corpo mi lasciate adesso?...

Malerba

(canzonatorio a Nanni).

Ma no! ma no! Vuoi che si piglino pei capelli con sua madre? [p. 193 modifica]

Pina

(a Malerba, bruscamente).

Finiamola! Lasciate in pace mia figlia!

Malerba.

Chi ve la tocca? (a Nanni dandogli uno spintone per ischerzo)Lasciala in pace!...

Nanni

(ridendo).

Ah! Si fa questo giuoco, adesso? (ricambia la spinta a Neli) A te!

Neli

(che sta per cadere, si rivolta irato).

Eh.... Io che c’entro! (poi si sfoga con Bruno, dandogli un urtone) Divertitevi tra voi!

Bruno.

Ah sì? Ah sì? (tenta di abbracciare Grazia) Ora tocca a voi, bellezza!

Grazia

(lo schiva ridendo, e respinge Malerba dall’altra parte).

Non mi piace questo giuoco. (Lia scappa essa pure) [p. 194 modifica]

Malerba

l(finge di barcollare, avanzandosi verso la gnà Pina
colle braccia aperte).

Allora la gnà Pina, che le piace....

Pina

(respingendolo sdegnosa).

Tenete le mani a casa, voi!

Malerba

(ironico).

Perchè? Ho le mani sudice forse? Bisogna lavarsi le mani con voi, ora?

Pina.

Avete le mani e la lingua, sporche!

Malerba.

Guarda la gnà Pina che patisce il solletico, adesso! Vuol dire che il diavolo si fa eremita, adesso!

Pina.

Vuol dire che siete una bestia.

Malerba

(c. s. sardonico).

Una bestia! Sissignora! Per questo non [p. 195 modifica] volete che vi tocchi! Toccala tu, Nanni, che hai le mani pulite!

Nanni

(ridendo)

Non gli date retta, gnà Pina. È il vino che lo fa parlare.

Pina

(accorata).

E voi che vi fa parlare, l’aceto?... che sputate amaro quando vi parlano gli altri?

Nanni.

Perchè? Che vi ho detto?

Pina

(tristemente).

Niente.... Lasciamo andare.... (cambiando tono, e con dolcezza ancora un po’ triste) Vi avevo portato un pugno di ciliegie, lassù dalla vigna.... Non importa che sputiate amaro con me.... Le ho colte per voi. Le volete? (gli offrre le ciliege raccolte nel grembiule.)

Nanni.

Sì, vi ringrazio.... se volete darmele.... [p. 196 modifica]

Bruno.

A pigliare è sempre pronto lui!

Nanni.

Piglia anche tu.... Malerba....

Pina

(buttando per aria le ciliege)

Tutti quanti! pigliate!...

Nanni

(sorpreso)

O bella! perchè?

Pina

(quasi colle lagrime agli occhi, ma contenendosi).

E voi, perchè? (gli volta le spalle corrucciata)

Neli

(raccattando le ciliege, carponi).

Peccato1 la grazia di Dio!

Malerba

(sbracciandosi a impor silenzio).

Sss! Sss!

Janu.

Che c’è?

(Si odono uggiolare i cani per la campagna.)

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Malerba

(scoppiando in una risata buffa).

Niente. Avete fatto ribellare i cani....

Janu.

Ora piglio un pezzo di bastone per te e per loro!

Cardillo.

I cani abbaiano alla luna.

Bruno.

I cani e gl’innamorati (rivolto a Grazia, in aria galante) Vediamo, chi ci avete in testa, voi?

Grazia

(schermendosi con civetteria).

Io? Nessuno.

Lia.

E neppure io.

Malerba.

O gnà Pina, perchè non parlate voi? L’avete con la luna, che le contate le vostre pene? [p. 198 modifica]

Nanni

(canticchiando in tono di scherzo).

Chi ha la doglia se la tiene.
Chi sospira è fra le pene.

Pina

(con una tinta d’amarezza).

La luna c’è per tutti lassù, compare Nanni.

Cardillo.

O gnà Mara, parlate voi almeno! Ditelo voi chi ci avete in testa.

Nanni

(ridendo, a Mara).

Non ballate! non parlate!... Che diavolo avete dunque?

Mara

(senza dar retta).

Mamma, devo andare al fiume per l’acqua?

Pina

(bruscamente).

Va, va!

Nanni.

Eh, che male c’è? Avete la roba, [p. 199 modifica] grazie a Dio!... e gli anni pure, per maritarsi....

Mara

(voltandogli le spalle).

Io non voglio maritarmi, (entra nella capanna)

SCENA V.

Tutti, meno Mara

Malerba

(facendo portavoce delle mani alla bocca, grida dietro a Mara).

Allora badate che ve lo fa vostra madre questo servizio!...

Pina

(irritata).

Voi che c’entrate nei fatti miei?

Malerba.

Dico che siete in gamba, meglio di vostra figlia! E non vi piace la vedovanza.... Oh no! [p. 200 modifica]

Pina

(minacciosa).

Se ce l’avete con me, e cercate di attaccar briga, guardate che li ho i denti per mordere!

Malerba.

Sì, lo so che ce li avete! Tanto che vi mangiate i cristiani!... pelle e ossa!... soltanto a guardarli, Dio ce ne scampi e liberi!

Cardillo.

Va, va, che ti lasceresti mangiare volentieri anche tu!

Malerba.

E tu? E Nanni Lasca? (cambiando tono, con sorriso ironico) Prima lui, che ha le mani pulite! Un pezzo che lo sappiamo!

Nanni

(ridendo).

No, io ho la pelle dura! Non mi lascio mangiare.

Pina

(a Malerba).

E quello che vi fa vostra moglie non lo sapete voi? [p. 201 modifica]

Malerba.

Senti la lupa, adesso!

Janu.

Finitela! Finitela, voialtri! Si chiacchiera per ridere, per passare il tempo.

Nanni

(accostandosi a Pina, in tono di scherzo).

Che gli fa? che gli fa, la moglie di Malerba?

Pina

(corrucciata).

Niente. E neppure io vi ho fatto niente, a voi che sputate amaro e avete la pelle dura.... Ma il cuore l’avete peggio, anche!

Nanni

(le volta le spalle canticchiando).

Cuore duro, cuore tiranno....

Bruno

(a Grazia con galanteria).

Mi dice il cuore che tiranna siete, o mi scordaste, e che più non mi amate.... [p. 202 modifica]

Grazia

(risponde sullo stesso tono, sorridendo,
ma come parlando alle altre donne).

Non ci credete, no, non ci credete,
ragazze, alle parole inzuccherate....

Cardillo.

Bravo! Ora ciascuno deve dir la sua!

Nanni.

Comincia tu, Neli.

Neli.

Io non so niente.

Malerba.

Aspettate!... la dico io!

Filomena.

Voi tacete! Ci sono delle ragazze! Le sappiamo le vostre belle canzoni!

Bruno

(a Lia).

Allora comare Lia!

Lia

(ritrosa).

No, non ne so. [p. 203 modifica]

Grazia.

Neppure io.

Cardillo.

Gnà Pina, voi.

Pina.

No, non ho voglia.

Grazia.

Ne sapete tante!

Nanni.

Vuol farsi pregare, adesso!

Pina

(saettandogli una occhiata, e tornando a chinare il capo).

Bene, dirò quella che mi viene in mente.(dolcemente, quasi parlando fra sè, coi gomiti sui ginocchi e il capo fra le mani).

Garofano pomposo, dolce amore,
dimmelo tu come ti debbo amare!
Tu di nascosto m’hai rubato il cuore,
ed io qui venni se mel vuoi ridare.
E n’ho toccati tanti cuori duri!
Solo il tuo non si lascia intenerire!
Ora men vado a governo d’amore....
Il mio lo lascio a te. Non ti scordare.

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Bruno.

Bene! brava! Guarda come l’ha trovata, quel diavolo di donna!

Malerba

(a Nanni, in tono canzonatorio).

Ora a te, garofano pomposo!

Nanni

(ridendo goffamente).

No.... non ne so di così belle.... Sono una bestia.

Cardillo.

Se non rispondi adesso, o sei proprio una bestia, o vuol dire che non ci senti da quell’orecchio.

Lia.

Ora vuol farsi pregare lui.

Nanni

(si risolve infine ad alzarsi, mezzo ridendo e mezzo seccato, collo sguardo errante e vago, accompagnando goffamente ogni verso in cadenza col gesto dell’indice teso).

Vedi e taci, se bene aver tu vuoi.
Porta rispetto al luogo dove stai.
Non fare più di quello che tu puoi.
Pensa la cosa, prima che la fai.

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Malerba

(a Pina, sghignazzando e forbendosi la bocca
col rovescio della mano).

Avete sentito, gnà Pina? Dunque mettetevi il cuore in pace!

Pina

(alzandosi infuriata e buttandogli in faccia
una scodella).

Te! senti questa, tu!

Malerba.

Ah! Lupa maledetta! Giuoca colle mani anche!(fa per slanciarsi su lei).

Janu.

Ehi! Ehilà! Basta!

(Un tafferuglio: tutti vociano insieme, gli uomini trattenendo Malerba da una parte e le donne la gnà Pina dall’altra.)

Neli

(salvandosi dalla ressa).

Finisce sempre così, come all’opera di Pulcinella! [p. 206 modifica]

SCENA VI.

Mara, accorrendo dalla capanna, e detti.


Mara

(spaventata, quasi piangente).

Mamma! Mamma mia! Che fu?

Nanni

(a Malerba)

Lasciala stare in pace. Sei tu che la stuzzichi ogni momento.

Malerba

(ancora irritato).

E tu che la difendi!... perchè ti fa gli occhi dolci, la lupa!... buon pro ti faccia!

Pina

(a Malerba mostrandogli il pugno da lontano).

Com’è vero che mi chiamano la Lupa!

Janu

(dando loro sulla voce).

Avete mangiato e bevuto, e ora il vino [p. 207 modifica] vi dà alla testa! (alla gnà Pina) A voi, scacciamo la tentazione! Andate al fiume per l’acqua, piuttosto! Vi rinfrescherà il sangue.

Pina

(va a prendere la brocca, minacciando
sempre Malerba)

M’avessero a sbattezzare, vedi!

Mara.

Mamma! mamma! per carità!

(La gnà Pina s’avvia colla brocca al fiume dalla sinistra.)

Malerba.

Lupaccia maledetta! Se la piglia con questo e con quello perchè non può sfogarsi con Nanni Lasca!

Janu

(spingendolo verso il fondo a destra).

Tu, pensa alle bestie! Vedi se hanno mangiato l’orzo, e dà la paglia fresca, prima di andare a dormire. Hai inteso? [p. 208 modifica]

Malerba

(brontolando, nell’andarsene).

Ho inteso! ho inteso! Però fareste meglio non pigliando a giornata di queste Marie Maddalene!... che vengono a seminare zizzania!... e a cercarsi gl’innamorati! E con questo vi lascio! Benedicite e buona sera. (esce)

Neli

(avviandosi dietro a lui).

Benedicite, benedicite.

Nanni

(a Mara che è rimasta in disparte, asciugandosi
gli occhi col grembiule).

Non gli badate, gnà Mara; sapete che è una bestia Malerba.

Mara

(accorata).

Perchè devono pigliarsela sempre con lei? Non hanno altro che fare?

Nanni.

Vi dico che è una bestia. Lasciatela cantare dunque. [p. 209 modifica]

Mara

(c. s. e quasi in tono di rimprovero)

Vorrei vedervi voi, se parlassero così di vostra madre!...

Nanni.

Ve la pigliate con me adesso?

Mara.

No! me la piglio colla mia disgrazia....

Nanni.

Bene, ma io non c’entro.... e voi non c’entrate nemmeno. Sapete come si dice: dalla spina, nasce la rosa....

Mara

(accennando col capo, amaramente).

Anche voi, adesso!... Sì!... quello che =tate dicendo!...

Nanni.

Che dico di male?

Mara.

Niente!... Lasciatemi stare anche voi! (gli volta le spalle ed entra nella capanna) [p. 210 modifica]

Nanni

(stringendosi nelle spalle).

Bene. Non me ne importa.

Filomena

(a Grazia e Lia).

Andiamo, andiamo ch’è tardi, e il sole si alza presto, domani.

Bruno

(fingendo di volere andar colle donne).

Pronto! Eccomi qua!

Lia

(scappa ridendo).

Gesummaria!

Grazia

(respingendolo).

Voi dalla vostra parte, tentazione!

Filomena

(brandendo una forca).

Vedete? C’è questa per voi. (entra nella capanna con Grazia e Lia)

Janu

(spingendo Bruno e Cardillo verso il fondo a destra).

A cuccia! via, andiamo! (Bruno e [p. 211 modifica] Cardillo escono) Chi è a guardare le pecore adesso?

Nunzio

(raccogliendo la sua roba).

Io, vossignoria.

Janu.

E perchè sei ancora qui, paneperso? Ti piacciono le chiacchiere? Bada che se le pecore vengono a farmi del danno nell’aia ti rompo le ossa.

Nunzio.

Come ho da fare a guardarle anche di notte? Non me lo dicono prima se vogliono venire nell’aia.

Janu.

Paneperso! Scansafatica!

Nunzio.

Scansafatica!... dite bene vossignoria!...

Janu.

Va, va, che se no ti arriva qualche pedata. [p. 212 modifica]

Nanni.

Va, che qui ci abbado io. Dormo qui al fresco.(Nunzio si allontana dal fondo a sinistra)

Janu.

Bene, santanotte. Occhio alla roba dunque.(esce dalla destra)

Nanni

(disponendo la sua roba per dormire).

Benedicite, benedicite. (si ode la voce di Nunzio che si allontana cantando)

     Muta è la viaaaa....
     È mezzanotte, e ora vo a trovarlaaaa....

Nanni

(facendo eco alla canzone, mentre accomoda la
paglia sotto una bisaccia per sdraiarvisi sopra).

     La figlia bella dell’anima miaaaa....

(sedendo sul giaciglio e stirando le braccia) Ah!... E domani daccapo! (Si ode in fondo, tra i seminati, un fruscio di foglie secche) Ehi?... Chi è là?... Bestie feroci, o spiriti maligni?... [p. 213 modifica]

SCENA VII.

La gnà Pina, dalla sinistra in fondo, recando sul capo la brocca d’acqua, e Nanni.

Nanni.

O gnà Pina, siete voi? Che paura mi avete fatto!

Pina

(accigliata, nell’andare a deporre la brocca
accanto all’uscio della capanna).

Scherzate sempre, voi! Vi piace burlarvi del prossimo!...

Nanni.

Siete ancora in collera? Non ve lo siete rinfrescato il sangue, laggiù al fiume?

Pina

(come risolvendosi, dopo un istante d’esitazione,
andando diritto a lui, risoluta, ma colle braccia
cadenti in atto triste e desolato).

Perchè ce l’avete con me, compare Nanni? Che vi ho fatto? [p. 214 modifica]

Nanni.

Io? Perchè?... Che vi ho detto?

Pina

(siede accasciata su di un covone lì presso,
quasi parlando fra sè e lamentandosi).

Se ho fatto del male, l’ho fatto a me stessa.... Ma a voi non ho fatto nulla. E neanche a quella bestia di Malerba.... Allora perchè m’ingiuria, e mi carica d’improperi?... in presenza vostra, anche!

Nanni.

Malerba scherza sempre. Non ci pensate più. Buonanotte.

Pina.

Buonanotte a voi, che potete dormire!

Nanni

(sempre in tono quasi canzonatorio).

E voi, no?

Pina.

Io no, compare Nanni. Lo sapete bene!

Nanni.

Fatevi cantare la ninna nanna da [p. 215 modifica] qualchedun altro allora, e lasciatemi dormire, che ho sonno.

Pina.

Benedetto il vostro santo patrono, che vi ha fatto di quella pasta!

Nanni

(ridendo).

O come son fatto?

Pina.

Finta che avete occhi e non vedete, finta!

Nanni.

No, al buio non ci vedo, gnà Pina.

Pina.

S’è buio, tanto meglio!... che le parole non si perdono, al buio!... ma vanno diritte, come escono dal cuore. Le vostre tagliano peggio d’un coltello, compare Nanni!

Nanni.

Non le capisco le parabole, gnà Pina, [p. 216 modifica]

Pina

(in tono d’amarezza)

Ah! che testa avete voi! E il cuore anche!... duro come un sasso!

Nanni.

Non le capisco! non le capisco!

Pina.

Non le capite!... E vi lasciate morire la gente dinanzi!... E voi voltate la testa dall’altra parte!...

Nanni.

Ohi! ohi! Si parla già di morti e di feriti?

Pina

(dopo un breve silenzio, coi gomiti sui ginocchi
e il mento fra le mani, quasi soffocata dalla
passione dolorosa).

     Garofano pomposo, dolce amore,
     dimmelo tu, come ti debbo amare!...

Nanni.

Che non ne sapete altra canzone, gnà Pina? [p. 217 modifica]

Pina

(asciugandosi gli occhi febbrilmente).

Mi torna in bocca sempre quella.... perchè ne ho il cuore pieno!... Finta che non lo sapete, voi! Finta che non mi vedete cuocere a fuoco lento! Mi chiamano la lupa.... ma il lupo siete voi che vi lasciate morire la gente dinanzi....

Nanni.

O che volete infine, gnà Pina?

Pina

(chinandosi su di lui, viso contro viso,
con un suono rauco e inarticolato di belva).

Voglio te!...

Nanni

(scoppiando in riso).

Voi!... Perchè non mi date vostra figlia invece?... Datemi vostra figlia ch’è carne fresca invece....

Pina.

Ah, compare Nanni!... Come vorrei vedervi piangere coi miei occhi! [p. 218 modifica]

Nanni.

Scusate!... Dico per ischerzo.... Sapete la canzone?

     Se vuoi dar retta al maestro di scuola,
     lascia la madre e piglia la figliuola.

Pina.

Come potete scherzare adesso? Perchè vi divertite a calpestarmi coi piedi sulla faccia? Sono la lupa è vero.... Sono una cosa vile.... Vedete come divento soltanto a parlarvi?... un pezzo di cosa vile! Mi butterete via come un cencio poi.... quando non mi vorrete più....

Nanni.

No! no!...

Pensa la cosa prima che la fai!

Pina

(amaramente).

Quanto siete giudizioso! Pensate le cose prima, voi!

Nanni.

Devo pensare ai fatti miei.... Sono un [p. 219 modifica] povero diavolo che campa a giornata.... Non posso mettermi in questo imbroglio.... e avere poi chissà che fastidi.

Pina

(umilmente).

Che fastidì potreste avere con me?... Sapete quella che sono!...

Nanni.

Sì, perchè lo so! Non me ne sbarazzo più, se mi metto in quest’imbroglio. E io devo pensare a maritarmi, capite? Non ho nulla.... Solo il buon nome e la buona salute. Devo pensare a trovarmi un po’ di dote, capite? Ditelo voi stessa.... Gliela dareste vostra figlia a un cristiano che si fosse messo in quest’imbroglio?... con una come voi? Non vi offendete, ora....

Pina

(avvilita).

No, non mi offendo. Da voi non mi offende nulla, compare Nanni.

Nanni.

Dunque lasciamo stare le chiacchiere [p. 220 modifica] che è tardi. E buona notte davvero, adesso (torna, a distendersi sulla paglia, voltandosi dall’altra parte).

Pina

(quasi lamentandosi tra sè dopo essere rimasta
alcuni istanti in silenzio, col capo tra le mani).

Anche questa mi fate?... Mettete il coltello in mano alla mia figlia stessa, anche?...

Nanni

(infastidito).

Io non vi faccio niente. Lasciatemi dormire, caspita!

Pina

(con voce sorda, come fuori di sè, balbettando)

Bene... volete sposare mia figlia dunque?

Nanni

(sorpreso, voltandosi a metà).

Diavolo! diavolo!... Dite sul serio stasera?

Pina

(come sopra).

Sì, dico sul serio. [p. 221 modifica]

Nanni

(ancora incredulo, ma levando il capo
e sgranando gli occhi).

E voi davvero me la date in moglie?

Pina

(soffocata, chinando prima il capo due o tre volte
senza poter parlare).

Sì.... Posso negarvi niente a voi?... Sposerete mia figlia, giacché così volete.... Ed io me ne andrò.... lontano.... per non vedervi più.

Nanni

(dopo averla fissata un momento, dubbioso, torna
a voltarsi dall’altra parte, quasi temesse d’esser
preso a gabbo).

Va bene, se ne può parlare più tardi, quand’è così.

Pina

(come sopra).

E anche adesso, giacché così volete.... È meglio parlarne adesso.

Nanni

(vivamente, rizzandosi a sedere).

Dite proprio sul serio, gnà Pina? [p. 222 modifica]

Pina

(amara).

Vi pare che abbia voglia di scherzare in questo momento?

Nanni

(gongolante, alzandosi del tutto).

Bè, bè! quand’è così vi piglio in parola! E maledetto chi si pente, gnà Pina!

Pina

(accasciata).

Maledetto chi si pente.

Nanni.

E domenica si va dal notaio, per fare le cose spiccie.... Però, badate che non ho niente.

Pina.

Che volete che vi dica?...

Nanni.

Il buon nome e la buona salute.... Questo sì! Ma infine, la roba la date a vostra figlia.

Pina.

Tutto quello che volete.... Ormai non [p. 223 modifica] m’importa di nulla!... Lo troverò un cantuccio, dove cadere e morire, lontano dagli occhi vostri!...

Nanni.

No, sarete sempre la padrona in casa vostra.

Pina.

Non me ne importa, ormai! È finita.... per sempre è finita!

Nanni.

Resta a vedere cosa dice vostra figlia, adesso. Bisogna che dica la sua anche lei.

Pina

(colle lagrime agli occhi).

Oh! mia figlia è sangue mio! Vorrà anche lei, non dubitate! Ora ve la chiamo io stessa, (chiamando verso la capanna) Mara!...

Nanni.

Subito? Volete far le cose a precipizio?

Pina.

Meglio cavarselo subito il dente che duole! Voi non cambiate certo.... [p. 224 modifica]

Nanni.

No, io non cambio. Ma c’è tempo.... Domani....

Pina.

Meglio cavarselo subito il dente che duole. Già non dormiamo più nè voi nè io con questa spina in mente!

Nanni.

Bene, bene.... fate come volete.

Pina

(respingendolo, quasi duramente).

Ma andatevene, ora, andatevene! Lasciatemi sola con mia figlia, ora! Voi non c’entrate tra madre e figlia, (chiamando) Mara! Mara!... Eccola che viene! Vedete che viene subito? Andatevene!

(Nanni esce dalla sinistra.)

[p. 225 modifica]

SCENA VIII.

Mara, e la gnà Pina.

Mara

(dalla capanna, ancora assonnata, ravviandosi
i panni addosso).

Mamma, che volete?

Pina

(facendosi forza, per raffermare
la voce tremante).

Ho.... che compare Nanni.... si è già spiegato infine.... Dice che vuol sposarti....

Mara

(sorpresa, recandosi le mani al petto,
quasi colpita al cuore).

Me?

Pina.

Te! Non mi far la stupida! Io ho detto di sì.... e ora devi dire se sei contenta anche tu.... [p. 226 modifica]

Mara.

Io, mamma?...

Pina

(masticando amaro).

Sei tu la sposa.... Sei tu che devi parlare adesso....

Mara

(sempre più sbigottita).

Che volete che dica?... così all’improvviso!...

Se non lo conosco nemmeno quel cristiano!

Pina.

Ah! non lo conosci? Da un mese che qui a lavorare nello stesso podere!...

Mara

(smarrita, balbettando).

Non ci ho mai pensato con quest’idea.... vi giuro!... vi giuro, mamma!

Pina.

Bene.... ora si è spiegato chiaro..,. È là, che aspetta la risposta. [p. 227 modifica]

Mara

(vivamente).

No! diteglielo voi!

Pina.

(dura).

No? perchè?

Mara.

Perchè non mi marito!... Non voglio maritarmi....

Pina

(sarcastica).

Cosa vuoi fare?... la monaca santa?

Mara

(come sopra).

Non voglio maritarmi!... Non lo voglio quel cristiano!...

Pina

(torva, quasi minacciosa).

Non lo vuoi? Perchè non lo vuoi?

Mara

(tutta tremante, fuori di sè dallo sbigottimento).

Perchè non può essere.... (fissandola con gli occhi in cui balena il sospetto atroce) Sapete bene che non può essere! [p. 228 modifica]

Pina

(bieca, andandole quasi con le mani addosso).

Che vuoi dire? Parla chiaro!

Mara

(scoppia a piangere).

Mamma! Perchè mi tormentate adesso?... che vi ho fatto?

Pina.

Ti fai anche pregare!... Vuoi che ti preghi io stessa? Sarebbe bella anche questa!

Mara.

Lasciatemi andare, per carità! Diteglielo voi stessa, che non può essere questo matrimonio....

Pina.

Io ho detto di sì. Dirai di si anche tu, perchè così voglio!

Mara.

Voi, mamma!

Pina.

Io sono tua madre! Devo dartelo io il marito. [p. 229 modifica]

Mara.

Voi, mamma!

Pina

(incalzandola, fiera e risoluta).

Io!... Te lo do io! Lo piglierai perchè te lo do io!

Mara

(supplichevole, a mani giunte).

No, mamma! non lo fate!

Pina.

Dovessi trascinarti all’altare pei capelli....

Mara.

Non fate questo, mamma!... non fate questo! Il Signore ci castiga!...

Pina

(afferrandola per le treccie e guardandola torva,
viso contro viso)

Che dici? Parla! parla chiaro!

Mara

(strillando).

Mamma! mamma mia! [p. 230 modifica]

SCENA IX.

Nanni e dette.

Nanni.

No, gnà Pina!... colle buone!

Pina

(a Mara, ancora stravolta).

Vattene ora, vattene! (a Nanni bruscamente) Voi non c’entrate tra madre e figlia!...(a Mara c. s.) Vattene! Non mi fare dannare l’anima del tutto. (Mara piangendo rientra nella capanna).

Nanni.

Che è stato?... Perchè?... Dice di no?

Pina

(ricomponendosi a poco a poco, ma ancora tutta tremante, con un sorriso amaro).

No.... non temete per voi.... Sono io che devo portare il carico adesso.... son io!... [p. 231 modifica]

Nanni.

Ma che avete? Parlate!... Siete tutta sottosopra....

Pina.

Ah, vi par nulla quello che ho fatto?...

Nanni.

Scusate.... perdonate.... Ma non c’è bisogno di guastarvi il sangue per questo. S’è cosa che si può fare, bene; se no, pazienza, e vi ringrazio lo stesso del vostro buon cuore.

Pina.

Lasciatemi!... lasciatemi stare adesso!...(scoppia in lagrime, col volto fra le mani)

Nanni.

E piangete anche!... Ma ch’è successo? parlate.

Pina.

Niente; lasciatemi sfogare il cuore. Sapeste che c’è qui dentro!

Nanni

(imbarazzato).

Sentite!... mi dispiace proprio.... s’è per [p. 232 modifica] causa mia.... o per qualche parola che ho detto.... proprio per ischerzo.... (confondendosi sempre più, con calore) Ma finitela ora, caspita!

Pina.

Adesso fate come il coccodrillo, voi!

Nanni.

No, com’è vero Dio!... Finitela, com’è vero Dio!

Pina

(scuotendo il capo desolata).

Non posso!... non posso più! Ho fatto tutto quello che volete voi, ma ora non posso più!... Ah, quello che mi avete fatto fare, compare Nanni!...

Nanni

Non lo sapevo! Non voglio farvi fare le cose per forza, no!

Pina

(fissandolo cogli occhi ardenti e lagninosi).

Lo vedete almeno se vi ho voluto bene?

Nanni.

Sarei un ingrato se non lo vedessi. Mi [p. 233 modifica] date la figlia, mi date la roba! Che potete fare di più?

Pina

(col capo fra le mani).

Niente! niente!

Nanni.

Avete un cuore grande come il mare!... Il vostro che non è vostro!... Vi spogliate anche della roba per darla a vostra figlia!...

Pina

(scuotendo la testa, col grembiule agli occhi).

Questo è nulla!... questo è nulla!...

Nanni.

Sarà niente, ma è anche un bel tratto! Spogliarvi viva del fatto vostro!... mentre siete ancora in gamba!... meglio di vostra figlia!... Lo ha detto lo stesso Malerba....

(in tono di scherzo, onde rabbonirla).

Fortuna che ci mettiamo il parentato fra di noi!... Eh! eh!... (sempre più imbarazzato) Via, finitela!... se no non so che dirvi più.... Vedete che non so dire due parole? Mi fate [p. 234 modifica] fare qualche sciocchezza! (ridendo goffamente) Mando all’aria San Giovanni e il parentato!

Pina.

Ah!... scherzate anche coi santi, voi!

Nanni

(mentre il riso gli muore sulle labbra, sempre più
commosso e turbato di mano in mano lui pure).

No, no, dico sul serio.... Siete un diavolo in carne ed ossa!... Ora finitela e asciugatevi gli occhi.... Fatelo per amor mio!

Pina.

Lo sapete quello che mi avete fatto fare?... che mi avete messo il coltello in mano voi stesso.... e poi mi avete detto.... Te’, ora!... strappati il cuore tu stessa!

Nanni

(smarrendosi del tutto).

Basta ora, basta!... Non posso vedervi piangere così!... Mi fate perdere la tramontana anche a me!... Basta ora!... fatelo per amor mio! (l’abbraccia) [p. 235 modifica]

Pina

(svincolandosi di scatto, tutta tremante e sconvolta).

No!... Lasciatemi!... Fate come il coccodrillo adesso!... (rimangono a guardarsi negli occhi, pallidi entrambi)

Nanni

(smarrito, balbettando).

Perchè?... Perchè gnà Pina?...

Pina

(con voce sorda e rotta, quasi incalzandolo irata).

Fai come il coccodrillo!... infame!... scellerato!... per farmi impazzire del tutto!...

Nanni

(indietreggiando, come per fuggirla).

No!... gnà Pina!... Che volete?

Pina

(con voce sorda, afferrandolo pel braccio, fiera e risoluta)

Taci!... Ci sentono qui.... [p. 236 modifica]

Nanni

(tentando di svincolarsi)

No, gnà Pina! (cava dal petto l’abitino della Madonna con mano tremante) Vi faccio lo scongiuro, guardate!

Pina.

Lascia stare quell’abitino che non giova! Te l’ho fatto io tante volte lo scongiuro.... e non è giovato!...

Nanni.

No!... no, gnà Pina!... Andiamo diritto all’inferno adesso!... (si ode stridere in alto la civetta) Sentite, la civetta (imprecando col pugno rivolto al cielo) Su te il malaugurio, bestiaccia!

Pina.

Su me! Sono io la maledetta! Non me ne importa, ormai! L’inferno l’ho avuto qui! L’ho pagato prima il male che fo!

Nanni

(vinto, colle gambe molli, la faccia stravolta,
senza aver più la forza di resisterle)

Ah, maledetto Giuda!... [p. 237 modifica]

Pina

(tirandoselo dietro pel braccio, a capo chino,
torva, come una vera lupa).

Taci!... Non bestemmiare adesso!


(Scompaiono dalla sinistra, in fondo. Silenzio; odesi lontano il mormorio del fiume, il fruscio delle spighe, il trillare dei grilli, e di tanto in tanto, l’uggiolare dei cani, lugubre, nell’ora tragica. A un tratto passa di nuovo stridendo la civetta.)

Cala la tela