Satiri alla caccia (Sofocle - Romagnoli)/Note

NOTE al III volume

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Sofocle - Satiri alla caccia (V secolo a.C.)
Traduzione di Ettore Romagnoli (1926)
NOTE al III volume
Secondo stasimo

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ELETTRA


Pag. 9, v. 7. - Il Dio di lupi sterminatore è Apollo.

Pag. 10, v. 36. - All’oracolo di Pito, a Delfo.

Pag. 11, v. 52. - Fanoteo, re della città dello stesso nome nella Focide, e amico dell’usurpatore Egisto; mentre il fratello di lui Strofio, ricordato a pag. 70, v. 1139, era amico dell’ucciso Agamennone.

Pag. 15, v. 159. - L’augello araldo di Giove è l’usignolo, in cui fu trasformata Procne, che piange continuamente il figlio Iti ucciso.

Pag. 16, v. 170. - Quei che gli anni giovani ecc. è Oreste, ricordato al v. 174.

Pag. 34, vv. 514 sgg. - Pelope, per vincere nella gara dei cocchi il re Enomao, corruppe l’auriga di lui Mirtilo. Riuscito cosí vincitore, e sposata la figlia di Enomao, Ippodamia, per sbarazzarsi di Mirtilo, lo precipitò dall’aureo cocchio lungo il lido d’Eubea. Da questo delitto ebbero origine le fiere contese che funestarono la discendenza di Pelope.

Pag. 35, v. 543. - La tua sorella, Ifigenia.

Pag. 36, v. 552. - I due figli di Menelao erano Ermione e Nicostrato.

Pag. 51, v. 873. - Anfiarao, costretto dalla moglie Erifile a partecipare alla spedizione dei Sette contro Tebe, nel ritorno trovò la morte; [p. 246 modifica]ma anche nell’Averno conservò tanto potere da ispirare al figlio Alcmeone la vendetta della sua morte.

Pag. 67, v. 1096. - I saggissimi augelli sono le cicogne, celebrate spesso dagli antichi per la pietà verso i genitori.

Pag. 68, v. 1111. - La Furia duplice, cioè Egisto e Clitemnestra.

Pag. 70, v. 1138. - Strofio è il fratello di Fanoteo; cfr. p. 11, v. 52.

Pag. 76, v. 1238. - Se queste ecc.; allude, accennando, alle donne che compongono il coro.

Pag. 79, v. 1257. - Il sigillo è l’anello di Agamennone, dato da Elettra ad Oreste, quando lo mandò presso Strofio.

LE TRACHINIE

Pag. 118, v. 46. - In casa di un amico, cioè, in cosa di Ceice, re di Trachine.

Pag. 126, vv. 189-190. - In Dodona fino dai tempi piú remoti era in grande onore il culto di Giove pelasgico, il quale dava i suoi responsi per mezzo del sussurrare di una quercia sacra, interpretato dai sacerdoti Selli; cfr. p. 183, v. 1261.

Pag. 127, v. 213. - Il popol dei Malèi, appunto perché Trachine era posta nel territorio dei Malèi, piccolo popolo della Tessaglia meridionale, sul golfo omonimo.

Pag. 131, v. 260. - Giove Cenèo era Giove onorato sul promontorio Ceneo, a N. O. dell’Eubea, in faccia al golfo dei Malèi.

Pag. 143, vv. 470-71. - L’Iddio che dai selvosi picchi signoreggia dell’Eta è Giove.

Pag. 144, v. 496. - Altre donne; per fare il nome di alcune, ricorderemo Megara, Astydameia, Astyoche, Epicasta, Partenope ecc.

Pag. 146, v. 551. - Eniade, antica città dell’Acarnania.

Pag. 148, v. 574. - Lo straniero, cioè Lica.

Pag. 154, v. 720. - Suada, la dea della persuasione.

Pag. 156, v. 740. - Il Centauro è Nesso.

Pag. 169, v. 1016. - La fiera è il Centauro Nesso. [p. 247 modifica]

Pag. 179, vv. 1185-86. - Il figlio dell’orrida Echidna è Cerbero, che, secondo Esiodo, è appunto figlio di Echidna e di Tifone.

Pag. 179, v. 1187. - Il drago che custodiva gli aurei pomi del giardino delle Esperidi.

Pag. 182, v. 1243. - Tirinto, antichissima città dell’Argolide.

Pag. 183, v. 1261. - Per i Selli cfr. addietro la nota a p. 126, vv. 189-190

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