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Una sabbiera dentro un parco giochi
Una sabbiera dentro un parco giochi

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PROPOSTA DI LEGGE

d’iniziativa della deputata PEZZOPANE

Modifica alla legge 20 luglio 2000, n. 211, in materia di estensione del « Giorno della Memoria » al ricordo di tutte le vittime delle persecuzioni etniche, sessuali, sociali e religiose, deportate nei campi di sterminio nazisti

Presentata il 19 ottobre 2018

ONOREVOLI COLLEGHI !

— Il « Giorno della Memoria », istituito con la legge 20 luglio 2000, n. 211, si propone di ricordare gli orrendi crimini attuati dai nazisti, complice il Governo fascista italiano. La deportazione di milioni di persone verso i campi di sterminio, la loro atroce sofferenza e l’orrenda morte a cui sono stati sottoposti non possono essere dimenticati. Il Giorno della Memoria prevede infatti iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici. La legge del 2000 però ricorda soltanto il popolo ebraico quale vittima dello ster- minio nazista ma oltre al popolo ebraico tanti altri gruppi furono perseguitati, deportati e privati della loro dignità e anche loro trovarono la morte nei campi di ster- minio. Fin dagli anni trenta venne perpetrata, a opera dei nazisti, una violenta persecuzione nei confronti degli ebrei, dei disabili, degli omosessuali, delle persone transessuali, dei rom, dei sinti e dei testimoni di Geova: in sintesi, di tutti coloro che erano considerati « diversi » dal regime nazista. La presente proposta di legge è frutto dell’iniziativa di un giovane giurista di 23 anni, Alessandro Reda. Alessandro sin da piccolo e soprattutto in età scolare, appartenendo al movimento religioso dei testimoni di Geova, è sempre stato consapevole del mancato ricordo, da parte di molti politici e insegnanti nonché degli stessi libri di storia, dei testimoni di Geova durante la Giornata della Memoria quali vittime della follia del regime nazista e oggi ci chiede di colmare questa mancanza della legge e di menzionare, oltre al popolo ebraico, anche tutte le altre vittime dei nazisti. Negli anni del regime nazista, infatti, la persecuzione divenne ben presto deportazione e sistematico sterminio, ma solo a partire dagli anni ottanta del XX secolo una storiografia più mirata considerò con più attenzione le vittime « dimenticate » dando dignità e visibilità a gruppi che, perseguitati durante il nazionalsocialismo, continuavano a essere discriminati e mar- ginalizzati nella società tedesca del dopoguerra. Gli inquirenti incaricati di predisporre gli atti di accusa del processo di Norimberga contro i criminali nazisti non sono riusciti a valutare con precisione l’entità del massacro: sicuramente più di 500.000 rom, sinti e camminanti scomparvero nei vari campi di concentramento nazisti; il razzismo biologico trovò le sue prime vittime tra i disabili tedeschi; nella prima fase dell’Aktion T4, cioè dal 1° settembre 1939 al 24 agosto 1941, circa 70.273 pazienti con disabilità furono eliminati dai nazisti. Le vicende delle persone con disabilità uccise con il gas rappresentano un drammatico antecedente del genocidio degli ebrei, un fenomeno anticipatorio della « soluzione finale »; tra il 1933 e il 1945, come riportano alcuni documenti, circa 100.000 uomini fu rono arrestati per omosessualità (« triangoli rosa »). Di questi circa la metà fu imprigionata e un numero compreso tra 10.000 e 15.000 fu inviato ai campi di concentramento. Nel 1945 ne sopravvissero solo circa 4.000; nel 1933, quando i nazisti salirono al potere, i 20.000 testimoni di Geova tedeschi furono immediatamente presi di mira quali nemici dello Stato per il loro rifiuto di sostenere l’ideologia nazista imperniata sull’odio. Quasi 10.000 di loro, identificati con un « triangolo viola », furono rinchiusi nelle prigioni o nei campi nazisti e circa 2.000 vi trovarono la morte. Con la presente proposta di legge intendiamo ricordare anche questi gruppi per troppo tempo dimenticati che hanno subìto le deportazioni e lo sterminio, vittime di discriminazioni etniche, sessuali, sociali e religiose: parliamo dei rom e dei sinti, degli omosessuali, dei disabili e dei testimoni di Geova. Per non dimenticare anche queste vittime del nazifascismo riteniamo sia doveroso prevedere che siano menzionate dalla legge che istituisce il Giorno della Memoria. Farne apposita menzione vuol dire riconoscerle, farle vivere nella memoria e contribuire, anche in questo modo, al superamento delle forme di razzismo che ancora oggi vedono questi individui vittime di discriminazioni di matrice razzista.

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Alex brollo (disc.). 12:37, 25 gen 2024 (CET)Rispondi[rispondi]