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modAutore in evidenza
Antonio Fogazzaro2.jpg
Antonio Fogazzaro (Vicenza, 25 marzo 1842 – Vicenza, 7 marzo 1911) è stato uno scrittore e poeta italiano.

Pupillo del poeta abate Giacomo Zanella, studiò legge alla facolta di Padova e Torino. Fu a Milano, dove frequentò Arrigo Boito e la scapigliatura, a cui farà seguito una profonda crisi religiosa. Stabilitosi a Vicenza, si dedicherà completamente alla letteratura portando avanti una profonda riflessione morale e ideologica. Inviso alla Chiesa cattolica per la sua adesione al Positivismo, ben documentata dalla sua produzione saggistica, è ricordato per un sentimentalismo tendente al fantastico e al soprannaturale, in perenne conflitto con l'impegno civile.


modDa autore ad autore
Silvio Pellico.jpg
Silvio Pellico, non solo scrittore ma anche poeta, ricorda in una lunga cantica in ottave il rapporto fraterno con Ugo Foscolo, per il quale scrive una commemorazione vibrante. In essa filtrando le idee foscoliane alla luce della sua profonda fede cattolica, Pellico auspica la salvezza dell'anima del grande poeta.


Ugo conobbi, e qual fratel l'amai,
     Chè l'alma avea per me piena d'amore:
     Dolcissimi al suo fianco anni passai,
     E ad alti sensi ei m'elevava il core.
     Scender nol vidi ad artifizi mai,
     E viltà gli mettea cruccio ed orrore:
     Vate era sommo, ed avea cinto l'armi,
     E alteri come il brando eran suoi carmi.

(...)

Memor di tanto, io spero, e spero assai,
     Che, sebben conscio non ne andasse il mondo,
     Sul letto almen della tua morte avrai
     Sentito del Signor desìo profondo:
     Spero che l'Angiol degli eterni guai,
     Già di predar tua grande alma giocondo,
     L’avrà fremendo vista all’ultim’ora,
     Spiccato un volo al ciel, fuggirgli ancora.

E mia speranza addoppiasi pensando
     Che alla tua madre fusti figlio amante:
     Quella vedova pia vivea pregando
     Che tu riedessi alle dottrine sante:
     Di buoni genitor sacro è il dimando,
     E sul cuor dell'Eterno è trionfante,
     Nè da parenti assunti in Paradiso
     Figlio che amolli, no, non fia diviso...


Leggila tutta...


modSapevi che...
...Aristofane, in polemica con gli autori che si conquistavano il favore del pubblico regalando leccornie prima delle rappresentazione, arrivò a distribuire agli spettatori presenti alla prima de La pace un chicco di grano?
modImmagine in evidenza
Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori,
le cortesie, l'audaci imprese io canto...

Ludovico Ariosto, Orlando furioso, Canto 1, 1-2.

Il Giardino degli Ariosto, olio di Anselm Feuerbach (1863). In quest'opera Ludovico Ariosto è rappresentato mentre legge i suoi poemi cavallereschi tra il corteggio di amici presso al sua villa a Ferrara
Ha visto Roma, ha visto Firenze, è stato in Lombardia, ma il suo mondo non si è ingrandito; il suo centro è rimasto Ferrara; e le sue cure domestiche, i suoi umori con la corte, i suoi piccoli fastidi, i suoi amori, le sue relazioni letterarie, i suoi interessi privati sono tutta la sua preoccupazione allora appunto che l'Italia era corsa da' barbari e si dibatteva nella sua agonia. Il borghese colto, spensierato, pigro, tranquillo, ritirato nella famiglia o tra le allegre brigate, è tutto qui con la sua quiete e il suo «fuge rumores».

Francesco De Sanctis, Storia della letteratura italiana, cap. XIII.

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