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Pagina:Martini - Trattato di architettura civile e militare, 1841, I.djvu/351


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la inferiore superficie di un corpo. In Toscana ha valore di sotterraneo domestico.

Forcina (IV. 1), forcella ossia bocca dello stomaco.

Fumigante (V. 8), ed anche fumante, fumaiuolo.

Gemitivo (II. 12), adiettivo di rivolo: gocciolante.

Genga (II. 12), tufo in colore di argilla. Voce senese.

Gocciola (titolo di figure al libro III. 7), mensola di lievissima sporgenza, decorata il più delle volte a foggia di capitello di pilastro, sulla quale impostavansi archi. Vedi Peduccio.

Governo (III. 2), adiettivo: apocope di governato.

Graduata, via (III. 2), strada a gradi, ora cordonata.

Guardacucina (II. 8), serbatoio degli attrezzi culinari.

Imbellìco (IV. 1), bellìco.

Insorbire (II. 12), idiotismo senese per insurbere, insorbire, assorbire.

Intavolatura (IV. 6), porzione orizzontale dello stipite.

Lattata, acqua (II. 12), acqua grassa e bianchiccia.

Libera, stanza (II. 8), stanza con ingresso dal ripiano.

Lumaca (V. Es. 30), semplicemente per scala a lumaca.

Lumacata, via (III. 2), strada a serpe in montagna, volgarmente a zig-zag. È l’Agger cochleatim fractus di Sidonio Apollinare.

Macula (V. 5), legni senza macula, senza tarlo.

Mandare (V. 7), far guasto, uccidere. Vedi il capo 7.o del libro V.

Madre, dell’olio (II. 5), la sua feccia, propriamente morchia.

Mascalcìa, fare (II. 6), esercitare l’arte del maniscalco.

Mezzana (V. 1), specie di artiglieria. Vedi Memoria II. 4.

Nicchiosa, pietra (I. 7), pietra conchigliare. Terra nicchiosa contenente nicchi.

Oliaro (II. 2), canova di olio.

Oliviera (II. 8), veggia o bigoncio per serbare olive.