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438 nota

36, 5 ecc. Dei moderni, mentre il Morali (col quale m’accordo, perché, ripeto, la scempia e la doppia non suggeriscono oggi al lettore quello che gli stampatori del Cinquecento intendevano di suggerirgli) conforma l’ortografia all’uso corrente; il Panizzi ripete in tutto C, e persino nei manifesti errori. Per qualche nome di grafia incerta, come Ezellin(o) III 33, 1, 32, 8, Ezzellin XVII 3, 2, e in pochi altri, per ovvie ragioni d’opportunitá, come Bevazano XLVI 15, 7, Obizo III 32, 1, 38, 7, 40, 3, Guasparro Obizi XLVI 15, 5 (anche il Fortunio vuole si scriva cosí), Bozolo XLVI 7, 1, e poi Buzea XXXIII 99, 2, Eviza 98, 6, Feza 99, 1, Zizera XXX 10, 2, si ritenne conveniente seguire C.

Per concludere, abbiamo dunque ammodernato lá dove il testo senza suo danno, anzi vantaggiosamente, viene a presentarsi in forma piú snella e piú chiara; serbandoci d’altra parte rispettosissimi, e forse piú di quanti Edd. ci abbiano preceduti, in tutto ai suoni della poesia dell’Ariosto.

E cosí, se per es., ti, tti in parole come spatio I 38, 5, condition II 73, 5, destruttion I 6, 6, instruttion IV 21, 4, differentia I 23, 3, attention 49, 1 ecc. si traducono senza esitazione; solo per il dubbio che l’Autore seguisse ancora la vecchia pronunzia1, abbiamo conservato mercantie XVIII 135, 2 . E coi piú diligenti Edd. si stampa Dictea XX 14, 8, 15, 2, absorto ABC XIV 6, 5, XLIII 174, 5, Absalone XXXIV 14, 5, Clitemnestra XX 13, 2 . E persino in un caso fu da noi restituito un tratto latineggiante particolarmente caro al Poeta. Altro non trovi nel libro, e son parole usate sovente, che absente, absentia ABC XVIII 2, 1, 27, 7 ecc., XXI 22, 2, XXVIII 16, 5 ecc., salvo un assente XLIV 13, 4 . È probabile che sia dovuto ad arbitrio di stampatore: notisi che anche qui l’autogr. ha absente.

Infine, come han fatto i migliori Edd. delle Satire e del Furioso, si conserva et innanzi vocale, con tutta probabilitá rispondente alla pronunzia dell’Autore (vedi le ottime osservazioni del Morali nella Pref., p. xxxii n.).

Nel ritoccare il testo, come giá s’accennava, abbiamo proceduto con gran cautela; e se raramente s’è vista l’opportunitá di dare alle parole altra forma da quella che presentano in C, le ragioni ormai sono conosciute.

  1. Due appunti, ma converrebbe fare altre ricerche, in Arch. glottol. ital., XV 67, XVI 161.