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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/31


trentesimoterzo 25


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     Voglio Astolfo seguir, ch’a sella e a morso,
a uso facea andar di palafreno
l’ippogrifo per l’aria a sí gran corso,
che l’aquila e il falcon vola assai meno.
Poi che de’ Galli ebbe il paese scorso
da un mare a l’altro e da Pirene al Reno,
tornò verso ponente alla montagna
che separa la Francia da la Spagna.

97
     Passò in Navarra, et indi in Aragona,
lasciando a chi ’l vedea gran maraviglia.
Restò lungi a sinistra Taracona,
Biscaglia a destra, et arrivò in Castiglia.
Vide Gallizia e ’l regno d’Ulisbona,
poi volse il corso a Cordova e Siviglia;
né lasciò presso al mar né fra campagna
cittá, che non vedesse tutta Spagna.

98
     Vide le Gade e la meta che pose
ai primi naviganti Ercole invitto.
Per l’Africa vagar poi si dispose
dal mar d’Atlante ai termini d’Egitto.
Vide le Baleariche famose,
e vide Eviza appresso al camin dritto.
Poi volse il freno, e tornò verso Arzilla
sopra ’l mar che da Spagna dipartilla.

99
     Vide Marocco, Feza, Orano, Ippona,
Algier, Buzea, tutte cittá superbe,
c’hanno d’altre cittá tutte corona,
corona d’oro, e non di fronde o d’erbe.
Verso Biserta e Tunigi poi sprona:
vide Capisse e l’isola d’Alzerbe
e Tripoli e Bernicche e Tolomitta,
sin dove il Nilo in Asia si tragitta.