Industrie femminili/Catalogo degli oggetti esposti

Catalogo degli oggetti esposti

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Prefazione Piemonte
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catalogo degli oggetti esposti

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LA COOPERATIVA NAZIONALE

“INDUSTRIE FEMMINILI ITALIANE”

all'esposizione di milano - 1906



CATALOGO DEGLI OGGETTI ESPOSTI



G
razie alla coraggiosa iniziativa della contessa di Brazzà, presidente del Consiglio d’Amministrazione della Cooperativa Nazionale I. F. I, grazie alla gentile ospitalità del Comitato d’onore delle signore milanesi, le I. F, I prendono parte alla Esposizione.

In questa occasione è stata ammirabile l’attività e l’ardore con cui hanno corrisposto le nostre lavoratrici tutte, sieno esse indipendenti o guidate dai Laboratori e dai Sottocomitati.

La Commissione esecutrice per l’Esposizione (composta della contessa Suardi, della contessa Taverna e del commendatore Maraini, coadiuvati dal segretario D.r Cesare Clerici) ha fatto invito ai sottoscritti delle varie città e regioni, perchè ai lavori da esporre volessero dare un’impronta caratteristica, ricostruendo sotto l’aspetto della propria arte femminile l’ambiente locale. E di questa riproduzione, per così dire, d’ambiente [p. 32 modifica]noi abbiamo avuto saggi interessantissimi dalle varie regioni o in un complesso armonico di lavori d’arredamento, o nei velari, o nella guernizione delle porte e delle finestre.

Volendo accennare a questi saggi noteremo:

ARREDAMENTO.

PIEMONTE. — Camere da letto di stile barocco in ricamo bandera.

UDINE e CIVIDALE. — Camera per bambino, rispondente alle norme dell’igiene moderna, finita in merletto a fuselli di Brazzà e in trina a reticello di Rieti.

FIRENZE. — Sala da pranzo completa in istile fiorentino del ’600, con parato a strisce alternate: l’una in controtaglio di raso giallo e azzurro, l’altra in terzanella cremisi.

PERUGIA (Ars Umbra). — Gabinetto da toletta finito in tessuti che riproducono vecchi campioni di un’antichissima fabbrica, già distrutta per incendio fin dal 1484.

ROMA. — 1.°: Gabinetto da toletta finito in trina d’Irlanda, su disegni della signora Nice Pasi;
2.°: Angolo di salotto variato: ricami a punto arazzo, sculture, miniature, ceramiche e chincaglierie.

SAVIGNANO (Romagna). — Angolo di veranda in tela romagnola con ricami cosidetti a treccia, propri delle copertine da buoi. Quest’applicazione dell’arte per le bestie bovine non è poi tanto strana come può sembrare così a prima vista. Sono le contadine di Romagna, che, forse [p. 33 modifica]in omaggio ai loro bifolchi, i quali amano ancora teneramente i bei giovenchi,

Dolci negli occhi, niveì che il mite
Virgilio amava,



hanno voluto consacrare una forma, sia pur modesta, di arte a questi docili animali alleati dei lavori campestri.

BOLOGNA (Ars Aemilia). — 1^: Lavori italiani in istile del ’500: finimento di una culla in noce intagliato e intarsiato, desunta da un quadro della pinacoteca di Bologna, ed altri oggetti ricamati del medesimo stile; riproduzione di lavori italiani del ’500, quali due coperte da battesimo, una conservata al Kensington Museum, l’altra appartenente alla collezione Cantoni di Milano, e due veli da calice, uno di Siena, l’altro del museo di Cluny;

2.°: Un altare con pala dipinta a sugo d’erba e con accessori imitati dall’antico.

VELARL.

SALONE. — Grande velario di maglia a rete, o punto modano, con ricamo a fiorami, eseguito dalle scuole di Canonica e di Arcore.

SALA DELL’EMILIA. — Velario a punto intagliato, desunto con semplificazioni da un disegno del Vecellio.

SALA DELLA SARDEGNA. — Velario con merletti a tombolo eseguito dalla scuola di Carimate.

SALA DEL VENETO. — Velario con riporti a effetto di chiaroscuro eseguito dal Comitato di Padova.

SALA DI FIRENZE. — Velario di stoffa leggera a tinta unita. [p. 34 modifica]

PORTE.


ROMA. — Finto arazzo dipinto a sugo d’erba (fabbrica Eroli).

GENOVA. — Velluto ricamato a riporto di raso lumeggiato d’oro.

PALERMO. — Sfilati palermitani.

MESSINA. — Sfilati messinesi.

PASSIONANO SORBELLO. — Decorazione in tela ricamata a punto portoghese.

PISA. — Decorazione in tela lavorata a traforo.

EMILIA. — 1°: FORLÌ - Stoffa in filugello tessuta a mano;

2.°: SA VIGNANO - Tela con ricami a treccia.

FIRENZE. — Terzanella e raso controtagliato.

ANCONA. — Tessuto di stile dalmata, a doppio dritto, riprodotto per cura della signora Della Casa, nativa dalmata, maritata in Ancona.

RIMINI. — Ricamo in seta a punto ungaro su disegno di un fregio del tempio Malatestiano.

VENETO. ~ ì°: PADOVA - Finto arazzo misto di ricamo e pittura;

2.°: Lavoro a riporto in stile veneziano del ’700.

SARDEGNA. — 1°: Decorazione con tappeti sardi;

2.°: Decorazione con copricasse sarde.

FINESTRE.

PERUGIA. — Tessuto a fiamme (Laboratorio della contessa Del Mayno).

BRIANZA. — Scuola di Canonica — Buratto in seta a colori. [p. 35 modifica]

COMITATI REGIONALI


Dovendo annoverare i Sottocomitati o Comitati regionali, che per l’Esposizione hanno mandato la loro adesione alle I. F, I., sembra opportuno un cenno sull’origine e sullo svolgimento di essi Comitati, i quali costituiscono, per così dire, la forza d’espansione delle I. F. I. stesse.

I Comitati regionali non sono che una specie di diramazione del Comitato di patronato, di cui tratta l’art. 31 del nostro Statuto.

II Comitato di patronato è composto di 25 signore:

Presidente Onoraria, contessa Maria Pasolini Ponti.

Presidente, contessa Antonia Suardi Ponti.

Vice Presidente, signora Carolina Maraini.

Segretarie, signora Giorgia Guerrazzi Costa - signora Lucia Stringher.

Marchesa Cristina Theodoli-Altieri - marchesa Maria di Bagno - contessa Colleoni - contessa Danieli - contessa Frankenstein - miss Minnie Luck - contessa Martini Marescotti Ruspoli - signora Letizia Pesaro Maurogonato - signora Virginia Nathan-Mieli - signora Nice Pasi - contessa di Sanseverino Vimercati - principessa di Scaletta Borghese - principessa di Venosa - marchesa Pes di Villamarina - signora Alda Orlando Piola Caselli - marchesa Maddalena Patrizi Gondi - signora Olivia Agresti Rossetti - principessa di Viggiano Beauffremont - signorina Carolina Amari - marchesa Luisa Malaspina.

«Esso ha per iscopo di esercitare una benevole ed efficace vigilanza sul funzionamento della Società per quanto concerne [p. 36 modifica]l’indirizzo educativo ed artistico, e di procurare all’istituzione nuovi soci capaci di elevarne l’indirizzo artistico, e di aiutare «moralmente e finanziariamente lo svolgimento del programma «sociale.

Il patronato mira ad ottenere dal Governo e dagli Enti morali quanto può tornare vantaggioso all’educazione, all’istruzione e ai benessere materiale delle lavoratrici.

Il patronato nomina Comitati locali e patronesse, non che ispettrici per la diffusione dell’arte industriale e per la «ropria rappresentanza ove se ne presenti l’opportunità.»

Ora la costituzione di questi Comitati locali, che già sono in numero considerevole, è dovuta alla assidua propaganda delle signore componenti il patronato le quali sono stabilite a Roma, ma in massima parte o per famiglia o per interessi e relazioni particolari, appartengono a diverse regioni d’Italia. E in queste diverse regioni, armandosi d’ogni buon volere, esse sono riuscite ad estendere l’azione delle I. F. I. e a far sorgere i Comitati regionali. A questi poi prestano sempre la loro assistenza, facendo da intermediarie presso la sede centrale col titolo di delegate.

Così avviene di vedere i nomi delle signore del Consiglio e del Patronato anche nei Comitati delle diverse regioni.

E in Roma esse trovano un grande conforto, un grande incoraggiamento nell’interesse e nel favore che per le I. F. I. dimostrano le nostre Regine, le quali si degnano non solo di visitare spesso il negozio-magazzino, ma anche di prestare campioni e disegni.

La contessa Cora di Brazzà, lavorando con zelo indefesso all’opera di propaganda, fece viaggi e conferenze; e nel marzo del 1905, avendo tenuto in Torino una conferenza alla [p. 37 modifica]senza delle LL, AA. le Duchesse d’Aosta e le Duchesse di Genova, ottenne per risultato la fondazione del Comitato regionale piemontese, presieduto da S. A. I. R. la principessa Letizia.

Ogni Comitato regionale si compone almeno di una presidente, di una vice presidente, di una segretaria e di una vice segretaria, e, generalmente, di una delegata alla sede centrale di Roma.

Nell’ultima ristampa dello Statuto (Roma 1906), cui si annette anche il programma di propaganda, e l’elenco dei soci e delle cariche sociali, vi è pure la nota dei Comitati regionali con tutti i nomi delle signore che li compongono. I Comitati regionali sono 24: Ancona, Assisi, Bergamo, Brescia, Catania, Cividale, Forlì, Firenze, Legnago, Livorno, Macerata, Mantova, Messina, Napoli, Padova, Palermo, Perugia, Pisa, Rieti, Roma, Torino, Trapani, Urbino, Udine.

A questi si possono aggiungere i depositi o Comitati provvisori con patronesse delegate, quali sono quelli di Venezia, di S. Remo, di Bologna, degli Abruzzi e della Sardegna.

Presenta poi un’interesse affatto particolare e merita particolare menzione un centro diremo così, di lavoro femminile italiano costituito all’estero, in relazione diretta con le I. F. I., la scuola di New- York fondata, coll’aiuto di Miss Colgate, dalla signorina Amari per le figlie degli emigrati italiani. Nel bollettino del gennaio ultimo scorso fu riportata una relazione della signorina Amari, la quale dimostrava che la sua istituzione aveva già preso uno sviluppo considerevole e si mostrava rispondente ad un’urgenza sentita e reale.

Per iniziativa poi di donna Bice Tittoni si vedranno all’Esposizione tra i lavori delle I. F. I. anche oggetti eseguiti nella Colonia Eritrea. [p. 38 modifica]

Gli Oggetti esposti si dividono in due categorie; 1°: per l’Esposizione, e questi devono rimanere in vetrina sino alla chiusura della mostra; 2°: per il banco vendita, il quale si rinnova; e gli oggetti si consegnano nell’atto dell’acquisto, e si ricevono le commissioni.

Dei Comitati regionali hanno preso parte all’Esposizione:

ANCONA. — 1.° Per l’Esposizione: Decorazione di porta-servizi da the - vestiti da bimbi - tappeti - cuscini - (lavori in stile dalmata e riproduzioni italiane del ’500);

2° Per il banco vendita: oggetti varii (1).

ASSISI. — Biancheria con ricami in colore a punto croce bordi in seta copiati da disegni giotteschi della basilica di S. Francesco.

BERGAMO (Ars Orobiae). — per l’Esposizione: portareliquie ricamato in oro - grande coperta in maglia a rete eseguita su antichi disegni del ’500 - tovaglietta ricamata in seta e oro, riprodotta da un antico disegno umbro del ’500 - tovaglie ricamate a punto antico.

Per il banco vendita: Biancheria con ricami a colori imitati dall’antico e oggetti varii.

BRESCIA. — Tappeto di velluto ricamato in argento.

FIRENZE. — Parato di sala da pranzo, tavola completa e credenza con biancheria e con stoviglie di ricambio.

Per il banco vendita: oggetti varii ispirati all’arte antica; lavori in paglia.

FORLÌ. — Decorazione di porta e di parete.

Stoffe e coperte in filugello con frange tessute - lavori fantasia. [p. 39 modifica]

LEGNAGO. — Lavori in maglia a rete e ricami in bianco di vario punto, plumetis, reticello, ecc.

MANTOVA. — Oggetti pratici di biancheria - ricami inglesi.

MESSINA. — Guernizione di porta. Biancheria confezionata.

NAPOLI. — Parafuoco, sedia, cofano e oggetti varii copiati dall’antico con ricami in oro e coralli.

PADOVA. — Guernizione di porta.

Lavori in moerro antico di stile barocco settecentesco sciarpe impero - ricami in traforo - spazzole roccoccò.

PALERMO (Sicaniae Labor). — Guernizione di porta. Riproduzione di lavori siciliani antichi (2).

PERUGIA (Ars Umbra). — Gabinetto da toletta.

Per il banco vendita: tappeti a fiamme e biancheria in tessuto umbro (occhio di pernice con bordura a colori) e ricami varii.

PISA. — Decorazione di porta.

Ricami a traforo, in bianco o a colori, riprodotti da un’antica coperta spagnuola.

RIETI. — Lavori a punto in aria - trine d’Irlanda - tessuti a fiocchi in filo e in seta (da un campione antico di tipo coptobizantino ritrovato della signora Maraini).

ROMA. — Decorazione di porta e arredamento di due angoli. Alla mostra del Sottocomitato di Roma contribuiscono pure: 1.^ Donna Bice Tittoni - oggetti diversi della Colonia Eritrea; 2P Emma Regis - gioielli di stile bizantino; 3.^ Virginia Eroli - arazzo su telaio in lavorazione; 4.^ Sabina [p. 40 modifica]

Caprioli - miniature; 5.° Matilde Smid - terre cotte e arazzi; 6.° Elisa Sidenius - lavori svedesi; 7.° Lina Falangoli - ventaglio a punto in aria; 8.° contessa Frankenstein (laboratorio di S. Caterina), principessa di Viggiano e principessa della Scaletta (laboratorio di Porta del Popolo) - oggetti pratici di vestiario e biancheria; 9.° Elisa Martelotti Donadoni - cartoline a soggetti romani; 10.° Maria Spezia - terre cotte d’imitazione antica, arazzi e dipinti; 11.° Emma Fabri - maioliche a gran fuoco; 12.° Marchesa Campanari (Veroli, prov. di Roma) - veli di seta.

SARDEGNA. — Due costumi completi di Ploaghe e di Osilo coperte e asciugamani in tessuti a mano, di cotone tappeti, copricasse, bisacce di San Basilio, di Mandras, di Sennorbi in tessuti a mano, di lana, a colori vegetali - cestini di Alghero, di Sinnai, di Castelsardo, di SanVeromiiis, di Tortoli - gioielli.

TORINO. — 1.° Per l’Esposizione: camera da letto stile barocco in ricamo bandera;

2P Per il banco vendita: oggetti varii: pirogravures, ricami variati, merletti d’Irlanda, trine ad ago di Valvaraita, biancheria della Valle dell’Ossola.

UDINE E CIVIDALE. — 1,° Per l’Esposizione: camera completa per bambino, con biancheria finita in merletti della Scuola di Brazzà;

2.^ Per il banco vendita: tessuti in bavella - corredini completi e oggetti varii ricamati e guerniti in merletto.

URBINO. — 1.° Per l’Esposizione: tessuti montefeltreschi.

2.^ Per il banco vendita: oggetti varii. [p. 41 modifica]

VENEZIA. — Merletti di Burano di vario punto - collane in perle di Venezia.

LABORATORI.

Oltre i Comitati regionali sopra enumerati, hanno mandato la loro adesione alle I. F. I. per partecipare all’Esposizione anche molti laboratori e molte lavoratrici indipendenti; a quelli e a queste si deve accennare.

ANTELLA (Firenze). — Campionario e oggetti diversi di lavoro in buratto ripristinato, ricomponendo un vecchio telaio, dalla signora Virginia Nathan.

AQUILA. — Merletti aquilani a tombolo (3).

BRIANZA (Scuole briantee). — Ricami in maglia a rete (4).

BOLOGNA. — Ricami Aemilia Ars.

BUDRIO (Bologna). — Oggetti in stoffa étamine tessuta e ricamata a mano (industria istituita dalla signora Gismonda Menarini).

CALABRIA, MONTELEONE, GIOIATAURO, S. FERDINANDO, (LABORATORI S. PAOLO). — Campionario di tessuti e ricami diversi (5).

CATANZARO (Laboratorio Roma) idem (6).

CARIMATE. — Merletti a fuselli (genere Cantù) (7).

CASAMASELLA (Otranto). ~ Tessuto a fiocchi, merletti a fuselli di tipo abruzzese, e ricami a punto antico.

CANONICA (Scuole briantee). — Buratto in seta a colori. Ricami in maglie a rete in filo e a colori (8). [p. 42 modifica]

COCCOLIA (Ravenna). — Campionario di punti antichi e di merletti a fuselli.

ERITREA (Colonia Eritrea). — Tessuti e cestini.

FANO. — Ventaglio ricamato a punto Fano e oggetti diversi.

JOPPOLO. — Ricami su tela copiati da antichi campioni siciliani (9).

LUCCIANO E QUARRATA (Pistoia). — Ricami in maglia a rete e in traforo (10).

MARIANO COMENSE. — Merletti a fuselli (genere Cantù) (11).

MESSINA. — Oggetti varii in raffia.

NEW YORK. — Lavori diversi eseguiti su disegni e modelli italiani.

PERUGIA. — Tessuti a fiamma e tessuti lavabili ad occhio di pernice in bianco e bleu.

PESCOCOSTANZO. — Tappeti abruzzesi riprodotti dall’antico. Merletti a fuselli (tipo particolare di Pescocostanzo).

POMPONESCO. — Ricami in maglia a rete in sfilato (12).

PORTO S. GIORGIO. — Merletti in refe a fuselli (tipo marchigiano) (13).

RIMINI. — Ricami in seta riprodotti da campioni e disegni antichi (14).

SAVÌGNANO (Romagna). — Ricami a treccia e frange tessute.

SORBELLO. — Ricami a punto portoghese.

VALSESIA — Lavori con fregi a punto avorio, punto che assume diversi nomi nelle diverse regioni in cui è usato:

poincet, punto greco, punto di Spagna, punto saraceno (15). [p. 43 modifica]

LAVORATRICL

BOLOGNA. — Sorelle Fabretti - Ricami bolognesi.

Giannina Caprara - Oggetti dipinti.

Gisella Ballarini - Altare.

Maria Savini - Arazzo dipinto per dietro altare.

CRAVAGLIANA SESIA. — Caterina Ferraris - Merletti e bambole.

CUGGIONO (Milano). — Maria e Augusta Oriani - Oggetti varii in cuoio.

FOBELLO (Valsesia). — Maria Marchiani Albertetto - Pizzi, ricami, tovaglierie, costumi, bambole.

GENOVA. — Decorazione di porta in velluto a riporto di raso lumeggiato d’oro.

MILANO. — Contessa Geltrude Rasponi Fazola - ricami eseguiti in servizi da thè, ed altri oggetti. — Maria Solaro riflettori, paralumi, contorni e frange in perle e in jais.

MODENA. — Anna Ricci - Arazzi.

NOICATTARO (Bari). — Maria Manzari - cuscino ricamato. — Rosa Manzari - vestaglia.

NOVARA. — Paola Gabuzzi - oggetti ricamati e oggetti dipinti.

PILA (Valsesia). — Ermenegilda Ferraris - guernizioni in trina a punto avorio. — Annetta Ferraris - guernizioni in trina a punto avorio.

RAVENNA. — Maria Rizzi - oggetti in pergamena dipinta e miniata, e oggetti in cuoio dipinto, dorato, lavorato a

fuoco. — Augusta Rasponi - cartoline ad acquarello. [p. 44 modifica]

SUNA (Lago Maggiore). — Evelina Rossi - oggetti in trina d’Irlanda, campionario di merletti all’uncinetto.

TERRA DEL SOLE (Firenze). — Geltrude Laghi - abito a pagliette.

TORINO. — Marina Gribaudi - oggetti varii con ricami a punto antico e con ricami inglesi.

VALLE VOGNA (Valsesia). — Clorinda Favro - oggetti di biancheria con ricami a punto avorio.

BAMBOLE.

Accanto ai lavori esposti dalle /. F. I. figurerà anche un gruppo di bambole, le quali rappresentano quegli antichissimi costumi tradizionali, caratteristici di certe regioni, che ancora si mantengono, ma diventano sempre più singolari nell’onda prorompente dell’arte industriale, che invade ornai da per tutto, e da per tutto distende la sua monotona e grigia uniformità.

AVIANO (Rovigo). — Costume veneto, coppia di sposi.

BERGAMO. — Costume di Parre in Valseriana con fregio a punto avorio. È l’unico costume che si trovi in tutto il bergamasco, ed è talmente singolare la persistenza di un costume tanto antico in una regione tanto industriale, che per avere una spiegazione si ricorre al sentimento religioso. Dicono che nel 1600 le donne di Parre per deprecare una terribile pestilenza fecero questo voto di non mutar mai il loro costume, il quale si sarebbe così fino a noi religiosamente conservato, tramandando nelle sue

trine e nei suoi fregi il punto avorio, che in tutto il [p. 45 modifica]

Bergamasco rappresenta la sola nota indigena e popolare nella poesia dei lavori femminili.

CATANZARO. — Costumi varii calabresi.

CATANIA. — Costume siciliano orientale.

DESIO. — Costumi di sposi brianzoli.

MACERATA. — Costume loretano antico.» marchigiano moderno.

MAGLIE. — Costume pugliese.

NAPOLI. — Costume del Cilento.» di Bagnoli Molise.

PALERMO. — Costume di Piana de’ Greci.

PESCOCOSTANZO. — Costume abruzzese.

ROMA. — Costume di Sonnino.» di Castro de’ Volsci (Ciociaria).

SABINA. — Costume reatino.

SARDEGNA. — Costume di Osilo.» di Ploaghe.

SCANNO. — Costume abruzzese (antica colonia albanese).

TORINO. — Costume fobellino.

» gressonaro.
» Gianduia.
» Giacometta.
» di Viù (Val di Lanzo), caratteristico
delle balie piemontesi.

VENEZIA. — Costume di popolana di Venezia.

VALSESIA. — Costumi varii di Fobello, di Scopello, di Rimella.

UDINE. — Varii costumi friulani. [p. 46 modifica]

NOTE.

Parecchi laboratori sono illustrati negli articoli che compongono il presente volume, mentre altri, che pure hanno importato tanto buon volere e tanta pena alle loro promotrici, passano col semplice nome del luogo in cui si trovano. Ora per impedire che restino affatto nell’ombra, si vuol fare qualche noticina su quei laboratori, almeno, di cui si ebbero dati.

(1) pag. 26 — Scuola istituita dalla signora Danica Della Casa, nativa dalmata; ha costato due anni di prove ben vigorose; la prima scuola per bambine non è riuscita. La signora Della Casa ha dovuto prendere delle donne e insegnare loro direttamente essa medesima quei lavori dalmati, che le popolane di tutta la regione balcanica eseguiscono, improvvisando quasi i disegni più semplici e la disposizione dei colori.

(2) pag. 27 — (Palermo) Sicaniae labor, unione di dieci scuole fondate nel 1904 in Palermo dalla principessa Resuttana colFintento di ripristinare gli antichi ed artistici lavori femminili della Sicilia. L’istituzione, grazie all’interesse e alle cure assidue della promotrice, ha avuto un successo così prospero, che in poco tempo si è estesa in tutta l’Isola. Oltre che in Palermo ci sono ora laboratori a Siracusa, a Noto, a Caltagirone, a Trapani, ad Alcamo, a Monte S. Giuliano, a Ragusa, e a Patti.
La principessa Resuttana aiuta la sua istituzione con lotterie, con mostre e vendite particolari. Il lavoro ha un esito felicissimo, tanto che riesce difficile corrispondere a tutte le richieste e a tutti gli inviti.

(3) pag. 29 — (Aquila) Laboratorio fondato nel 1904 da un gruppo di signore della città, le quali fin del 1905 cominciarono ad occuparsi per riportare i merletti aquilani alla loro antica bellezza, ispirate a ciò da S. M. la Regina Margherita, che aveva ammirato la finezza dell’esecuzione come degna di modelli più classici e originali

dell’Abruzzo. [p. 47 modifica]

(4) pag. 29 — Scuole briantee (Arcore, Olgiate e Canonica). Scuola di lavori femminili istituita nel 1898 coli’ intento di sottrarre le fanciulle più deboli fisicamente e più delicate all’improba fatica degli opifici. Nelle due prime scuole la direzione è affidata alle monache; il lavoro in maglia a rete ricamata, per uso di biancheria, è già molto conosciuto, oltre che in Italia anche all’estero. Le scuole briantee hanno una larga clientela, e forniscono grandi magazzini di Parigi e di Berlino. Ad Arcore si occupa di questa scuola la marchesa d’Adda, a Canonica la contessa Lavinia Taverna, ad Olgiate Donna Mina Sala; la quale fornisce i disegni talvolta di propria invenzione e spesso raccolti sui lavori antichi o su campioni concessi gentilmente dagli antiquari.

(5) pag. 29 — (Monteleone, Gioia Tauro, S. Ferdinando). Laboratorio S. Paolo. Questo gruppo di laboratori, così denominati per espresso desiderio dei generosi oblatori forestieri, specialmente americani, in seguito al recente terremoto calabrese, sono stati fondati dalla contessa di Brazzà e sono oggetto di cura speciale per la marchesa Nunziante, che abita sul luogo.

(6) pag. 29 — (Catanzaro). Laboratorio Roma presso l’ospizio la Stella, fondato dalla nostra Cooperativa con oblazioni raccolte dalla Tribuna, da un Comitato napoletano per mezzo di un concerto dato a Londra, ecc.

(7) pag. 29 — (Carimate). L’industria dei merletti a fuselli a Carimate data dal 1200; le monache benedettine la importarono a Cantù, donde non tardò a spandersi per tutta la regione. Ora in causa dei molti opifici che vi si sono stabiliti, è andata scemando, ma in qualche piccolo paese, come Carimate, vi fiorisce per qualche mese dell’anno, specialmente in inverno quando anche il lavoro delle campagne viene a mancare. Si riuniscono allora le contadine nelle stalle e nelle cucine e sovente accompagnano il lavoro col rosario. La marchesa di Licodia si incarica della vendita dei merletti, dando alle contadine il prezzo da loro chiesto e cercando procurare sempre

nuove commissioni. [p. 48 modifica]

(8) pag. 29. — Scuole briantee (Canonica). Laboratorio fondato nel 1904 per iniziativa della contessa Lavinia Taverna, diretto dalla signora Cecchina Gaffuri, riunisce le figlie dei contadini della tenuta allo scopo di procurar loro un lavoro e un guadagno, che le trattenga nelle loro case e le allontani così dai grandi stabilimenti industriali, dove si perde ogni personalità. La scuola di apre dalle 8 7^ alle 11 Vs e dalle 13 Va ^^^^ ^8 e i salari sono superiori a quelli delle fabbriche. Oltre che ai lavori in maglia a rete, il laboratorio si dedica al buratto e alla rete a colori, copiando a preferenza artistici disegni dall’antico.

(9) pag. 30 — Scuola del duca di Cesarò, in provincia di Girgenti (Sicilia), diretta dalla madre la baronessa Emmelina De Renzis.

(10) pag. 30 — Questo genere di lavoro fu iniziato nel 1897 dalla contessa Spalletti, in aiuto alle trecciaiuole rimaste disoccupate per la crisi nell’industria della paglia. Le operaie sono ora circa 180, divise in due gruppi di Lucciano e di Quarrata, entrambi nella provincia di Pistoia. Ogni operaia lavora nella propria casa, e i ricami vengono fatti per conto di un negoziante, il sig. Navone di Firenze, che paga il prezzo fissato dalle operaie stesse e dà in più il 10 o/o sul totale delle ordinazioni. Questo va a beneficio di una cassa di previdenza delie operaie tolte le spese, non gravi, di direzione e di amministrazione dell’azienda.

(11) pag. 30 — (Mariano Comense). Laboratorio sorto nel 1904 per opera del parroco Don Paolo Borroni diretto da Donna Elena Porta Spinola Arnaboldi; raccoglie una trentina di bambine.

(12) pag. 30 — (Pomponesco). Scuola istituita dalla signorina Giulia Cantoni, che con molta costanza ha resistito alle più gravi difficoltà; essa ha chiamato appositamente una maestra da Firenze, accogliendo nella scuola, oltre alle alunne che volevano apprendere per loro industria, anche signorine del paese e villeggianti. Nelle mostre di Genova del 1903 e del 1905 ha riportato due medaglie d’argento; e si è ormai assicurata la soddisfazione di avere istituita un’opera

benefica per il suo piccolo paese. [p. 49 modifica]

(13) pag. 30 — (Porto S. Giorgio). Scuola fondata dalla duchessa Caffarelli e dalla contessa Vinci, incoraggiata con ordinazioni da S. M. la Regina Margherita. Si eseguiscono merletti su antichi campioni in oro; la maestra attuale fu già alunna della scuola medesima.

(14) pag. 30 — (Rimini). Scuola istituita nel 1897, diretta dalla signora Anita Sangiorgi, occupa dalle cento alle centoventi lavoratrici. Il lavoro viene eseguito anche nelle case e nei conventi; consiste in trine d’ogni punto, in ricami in bianco e in seta; la tecnica e i disegni in genere sono rilevati da campioni antichi.

(15) pag. 30 — (Valsesia). La bella rifioritura dei ricami a punto avorio in Vallevogna è dovuta a Mrs. Lynch, una signora inglese che suol villeggiare in questi luoghi. Non avendo quivi la popolazione lavoro sempre in ogni tempo, gli uomini emigrano nell’inverno e Mrs. Lynch soccorre al disagio e all’ozio forzato delle povere donne durante i lunghi mesi invernali, dando vigore all’industria dei merletti a punto avorio, che vengono in gran parte eseguiti nelle stalle e pei quali essa aggiunge agli antichi disegni originali del luogo, nuovi disegni importati specialmente dalla Grecia.


                                           antonia suardi