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indice 413

II
VERONICA FRANCO
I. Terze rime.
i. Del magnifico m. Marco Venterò alla signora Veronica Franca. Loda la bellezza e l’ingegno di Veronica e la prega di essergli benigna e amorosa pag. 231
ii. Risposta della signora Veronica Franca. Essa lo riama, e vuole ch’egli compia, per amor di lei, opere ed azioni conformi alla virtú dell’animo: solo allora gli concederà le gioie apprese da Venere 237
iii. Della signora Veronica Franca. Lontana dall’amante, soffre e piange, e sospira Venezia. Dove appena sarà tornata, a lui che l’attende darà, in amorosa lotta, dolce ristoro delle noie passate 243
iv. D’incerto autore alla signora Veronica Franca. Rispondendo all’epistola precedente, l’amante, pur dolendosi ch’ella abbia voluto allontanarsi, spera che per la pietà di luí s’induca a tornar presto 246
v. Della signora Veronica Franca. Non ama piú colui, che la prese con la beltà sua caduca; ora la ragione, vinto il senso, la fa desiderosa di riavvicinarsi all’uomo virtuoso, da lei trascurato per quello 249
vi. Risposta d’incerto autore per le rime. L’uomo è lusingato e lieto del pentimento di lei, e spera di provarle la sua fede 250
vii. D’incerto autore. Un amante, non corrisposto da Veronica, si lamenta della crudeltà di lei, e la supplica umilmente di riamarlo, invocando l’aiuto d’Amore 251
viii. Risposta della signora Veronica Franca. Veronica risponde dicendosi ancor soggetta ad uomo indegno, che le fa trascurare ogni altro amante. Forse un giorno, libera dal giogo, verrà a chi ora la supplica invano 257
ix. D’incerto autore. Altro lamento d’un amante di Veronica, durante un’assenza di lei 261
x. Risposta della signora Veronica Franca per l’istesse rime. Non potendo ella, invaghita d’un uomo a lei caro su tutti, corrispondere ad altro affetto, s’è allontanata da Venezia, perchè nella sua assenza si mitighi l’ardore di chi l’ama senza speranza 264
xi. D’incerto autore. Mentr’ella è a Verona con un suo amante, un altro, rimasto a Venezia, si duole ch’ella tardi a ritornare, ed a ciò la sollecita 267