Giambi ed epodi/Libro I/Per Eduardo Corazzini

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Libro I - Meminisse horret Libro I - Nel vigesimo anniversario dell'8 agosto 1848
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III.
PER EDUARDO CORAZZINI
morto delle ferite ricevute
nella campagna romana del mdccclxvii



D
unque d’Europa nel servil destino
Tu il riso atroce e santo,
O di Ferney signore, e, cittadino
4Tu di Ginevra, il pianto

Messaggeri invïaste, onde gioioso
Abbatté poi Parigi
E la nera Bastiglia e il radïoso
8Scettro di san Luigi;

Dunque, tra ’l ferro e ’l fuoco, al piano, al monte,
Cantando in fieri accenti,
Co’ piedi scalzi e la vittoria in fronte
12E le bandiere a’ venti,

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Vide il mondo passar le tue legioni,
O repubblica altera,
E spazzare a sé innanzi altari e troni,
16Come fior la bufera;

Perché, su via di sangue e di tenèbre
Smarriti i figli tuoi
E mutata ad un’upupa funèbre
20L’aquila de gli eroi,

Là ne’ colli sabini, esercitati
Dal piè de l’immortale
Storia, tu distendessi i neri agguati,
24Masnadiera papale,

E, lui servendo che mentisce Iddio,
Francia, a le madri annose
Tu spegnessi i figliuoli et il desio
28Di lor vita a le spose,

E noi per te di pianto e di rossore
Macchiassimo la guancia.
Noi cresciuti al tuo libero splendore,
32Noi che t’amammo, o Francia?

Ahi lasso! ma de’ tuoi monti a l’aprico
Aer e nel chiostro ameno
Più non ti rivedrò, mio dolce amico,
36Come al tempo sereno.

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Per l’alpestre cammino io ti seguía;
E ’l tuo fucil di certi
Colpi il silenzio ad or ad or fería
40De’ valloni deserti.

L’alta Roma io cantava in riva al fiume
Famoso a l’universo;
E il can latrando a le cadenti piume
44Rompeva a mezzo il verso,

O a te accennando usciva impazïente,
Fuor de la macchia bruna;
Or raspa su la tua fossa recente,
48E piagnesi a la luna.

Squallidi or son i monti: ma l’aprile
Roseo nel ciel natío
Tornerà, che doveva una gentile
52Ghirlanda al tuo desío:

E in vece condurrà l’allegra schiera
De gli augelli in amore
Su l’erba ch’alta andrà crescendo e nera
56Dal tuo giovenil core.

Perché i bei colli di vendemmia lieti,
Perché lasciasti, amico.
Sfuggendo a’ pianti de l’amor segreti
60Sur un volto pudico?

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Perché la madre tua lasciasti? Oh, quando
A mensa ella sedea,
Il tuo loco guardava, e lacrimando
64Il viso rivolgea.

Madre, perdona. A un cenno tuo la testa,
La balda testa ei piega;
Ma il suo duce prigion bandí la gesta,
68E la gran Roma prega.

Egli su’ trionfali archi diritta
Vide, nel ciel del Lazio,
Di Roma vide l’alta imago, afflitta
72D’inverecondo strazio.

Ella che tien del nostro patto l’arca,
L’ara del nostro dritto;
Per cui Dante gemé, fremé il Petrarca,
76E ’l Machiavelli ha scritto;

Austera e pia ne la materna faccia
Con lagrimoso ciglio
Lo riguardava, e gli tendea le braccia,
80E gli diceva: O figlio.

Ed ei, questo predone (ascolta, o greggia
Turpe di schiavi, ascolta),
Questo predon cui l’Apennin verdeggia
84Di lieti paschi e folta

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Mèsse, questo feroce a cui nel core
Ridea queto un desire,
Per lei lasciava il suo solingo amore,
88Per lei corse a morire.

Ed or ne’ luoghi, ove fra sé ristretta
È la gente de i morti
Per forza, e chiama a Dio la gran vendetta
92Che il mondo riconforti,

Or co i caduti là nel giugno ardente
De l’alta Roma a fronte
E co i caduti nel decembre algente
96De’ martiri su ’l monte1

Parla, e Nemesi al suo ferreo registro
Guarda con muto orrore,
Parla di lui, del Cesare sinistro,
100Del bieco imperatore.

Le madri intanto accusano ne’ pianti
Del viver tardo i fati
E con le man che gli addormian lattanti
104Compongon gli occhi a’ nati.

In vece di ghirlande le fanciulle
Vestonsi i neri panni,
Mancan le vite a le aspettanti culle...
108Maledetti i tiranni!

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Ma io per man tôrrommi questa madre
Vedova, questa sposa
Vedova; e, dove fra sue turbe ladre
112Quel prete empio riposa,

E sogna d’armi e ad un selvaggio agguato
Pare che frema e rugga,
E su ’l capo gli penzola inchiodato
116Gesú perché non fugga,

Là me n’andrò, là sorgerò, per vie
A tutt’altri secrete,
Come una larva del supremo die
120Lento, e dirògli — O prete,

Godi. Di larga strage il breve impero
Empisti e le tue brame.
Trionfa nel tuo splendido San Piero,
124O vecchio prete infame.

Con le tremule palme al ciel levate
Canta — Osanna, Dio forte — :
L’organo manda per le volte aurate
128Un rantolo di morte.

Quando al popol ti volgi, ed — Il Signore,
Mormori, sia con voi — ,
Come adultera donna a l’amatore.
132Guardi a gli sgherri tuoi.

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Su le canne d’acciaio in mezzo a’ ceri
L’omicidio scintilla:
Tu ’l vedi, e ’l gaudio vela di sinceri
136Pianti la tua pupilla.

China su ’l pio mister che si consuma,
China il tuo viso tristo:
Di sangue, mira, il tuo calice fuma;
140E non è quel di Cristo.

Ahi, d’italiche vene è sangue schietto.
Nobile sangue e caro!
E una stilla ve n’ha pur di quel petto
144Che queste donne amâro;

Queste donne che diêro a’ tuoi decreti
Umile il cuor, l’orecchio
Prono; e pregaron anche in lor secreti
148Per te, feroce vecchio!

Io, per le grige chiome de la madre
E per le chiome bionde
De la sposa che sciolte or sotto l’adre
152Pieghe un sol vel confonde;

Io, per Gesú che a gli uccisor compianse;
Io per le donne sante,
Maddalena che amò, Maria che pianse,
156O vecchio sanguinante;

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Te ch’oro e ferro e bronzo mendicando
Te ne vai per la terra,
Che gridi contro la tua patria il bando
160De l’universa guerra;

Te che il lor sangue chiedi con parole
Soavi a’ fidi tuoi,
Ed il sangue di chi re non ti vuole
164Ferocemente vuoi;

Te da la pïetà che piange e prega,
Te da l’amor che liete
Le creature ne la vita lega,
168Io scomunico, o prete;

Te pontefice fósco del mistero,
Vate di lutti e d’ire,
Io sacerdote de l’augusto vero.
172Vate de l’avvenire.

19 gennaio 1868.



Note

  1. [p. 528 modifica]Il boulevard Montmartre, dove i colpi di fucile sanzionarono il colpo di stato del 2 decembre 1851. Ne’ versi anteriori si accenna ai caduti nell’assedio di Roma del 1849. Di questa nota, per avventura superflua, mi servirò per confessare che due versi del presente epodo

    E su ’l capo gli penzola inchiodato
    Gesù perché non fugga

    e l’altro

    O vecchio prete infame,


    gli debbo a Vittore Hugo, che nella Nox in fronte ai Châtiments scrisse,


    Sur une croix dressée au fond du sanctuaire
    Jésus avait été cloué pour qu’ il restât;


    e ne’ Châtiments stessi, I, 6,


    Ton diacre est Trahison et ton sous-diacre est Vol;
    Vends ton Dieu, vends ton âme!
    Allons, coiffe ta mître, allons, mets ton licol,
    Chante, vieux prêtre infâme.


    Dando a ristampare nel marzo del 1882 questi versi, credo non inutile far sapere qui in nota, come, ridotta in istrettezze non per sua colpa la nobile famiglia dei Corazzini di Pieve Santo Stefano, in vano due o tre volte raccomandai caldamente a un ministero, del quale era pure a capo Benedetto Cairoli, la vedova madre di Eduardo per una piccola pensione o un sussidio: non era provato che il figlio suo fosse morto dalle [p. 529 modifica]ferite ricevute in battaglia. Ciò può anche dimostrare la severità con la quale in Italia si osserva la legge.