Nicarete ovvero La festa degli Alòi/Atto unico/Scena decima

Atto unico

Scena decima

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Atto unico - Scena nona Nota a pagina 41
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SCENA ULTIMA

TUCRITO, CARIONE e detti.


Tucrito.

(fermo sulla soglia osservando e interloquendo con la maggior flemma e pacatezza)

Io direi... che non va bene.

Protomaco.

(alzandosi)

Tucrito!

Tucrito.

(avanzandosi, con tutta flemma)

Vedi, questo non è permesso. (a Carione) Tu prendi nota. (Nicarete gli si appende affettuosa al collo, celando il viso sulla spalla di lui) Grazie, Nicarete. Sei contenta? Adesso possiamo tornare in campagna.

Protomaco.

(attonito)

Tucrito! [p. 54 modifica]

Tucrito.

(tenendo sempre abbracciata Nicarete e parlando a Protomaco con flemma)

Ma sta zitto... indiscreto che sei! Quel che a te non accomodava, vorresti accomodasse a me? Soltanto, io, adesso, sono DENTRO la legge e tu FUORI. Tanto più che l’amor per Nicarco è proprio una frottola, come ti dicevo.

Protomaco.

Eh?...

Tucrito.

Ma sì... una frottola... e se tu ora ti adattavi ad adorarla disonesta, io, vedi, sono più di buona bocca, e, anche onesta, me la tengo. Neh, Carione, tu sei testimone...

Carione.

Ma certo... Lascia fare... Servigio per servigio...

Tucrito.

Andremo dall’Arconte insieme. Se mi precedi...

Carione.

(appressandosi a Protomaco)

Moglie ripudiata per adulterio... marito colto a riparlarle... caso grave... pena l’infamia! Ah che bel caso!... viene a capello per la mia arringa. (s’avvia per uscire) [p. 55 modifica]

Protomaco.

(affranto si appoggia a una colonna chinando a terra lo sguardo)

Numi!

Nicarete.

(alzando il capo di su la spalla a Tucrito,
volta a Protomaco con voce affabile)

No, ferma, Carione. (Carione s’arresta) Protomaco! (Protomaco la guarda) Neppure gl’Iddii disfanno il destino. Dopo l’ingiuria di avermi ripudiata innocente, mi hai fatto l’altra di rivolermi colpevole. Ti ho perdonato la prima, ti perdono la seconda... perchè la donna, SE perdona, lo fa meglio dell’uomo. Il disonore che a me tu hai inflitto io a te lo risparmio. Nè Carione, nè Tucrito ti accuseranno all’Arconte. S’intende che in pubblico ritirerai l’accusa... lo giuri...

Protomaco.

Lo giuro... E allora? (con accento di speranza, avanzandosi verso lei)

Tucrito.

(con tutta flemma, frapponendosi fra i due, e cingendo del braccio Nicarete)

Allora io ti sposo regolarmente... poichè per Giove, me lo son meritato!... (a Protomaco) Che diamine! Ti ho invitato per questo... (mentre parla accarezza Nicarete) N’è vero, Nicarete? [p. 56 modifica]

Protomaco.

(attonito)

Che!...

Tucrito.

(a Protomaco, pur tenendo Nicarete abbracciata)

Capisci bene che l’uomo che respinge una donna, fosse anche il più brutto, il più stupido, col solo ferirla che fa nell’orgoglio, le lascia desiderio di sè, nel desiderio della rappresaglia... Anche l’odiarlo, in tal caso, può essere un’infedeltà. Tu m’inquietavi!... Adesso che lei la rappresaglia l’ha ottenuta... e che ha visto TE così inesorabile, adattarti... a ben peggio... tu diventi perfettamente inconcludente... Grazie! Non è così, Nicarete?

Nicarete.

(abbracciata a lui, con effusione)

Oh sì, si... per la Dea Venere!... Grazie, Tucrito!... Ti vorrò bene di più...

Tucrito.

(terminando la frase)

Perchè, dopo lavata l’offesa al tuo orgoglio, ora sposandoti lavo quella al tuo onore. Sarà bella ed allegra la tua festa quest’oggi! (ricambiandole il bacio, e volto a Protomaco) Con permesso. Ah sì, i tuoi baci sono più dolci del nettare... (nell’avviarsi abbracciati, lui e Nicarete, verso le stanze di quest’ultima, a sinistra) Per lui [p. 57 modifica]ci è il vin di Taso... è la festa degli Alòi... Poveretto!... un po’ di nettare anche per lui. (volgendosi a Protomaco nell’uscire) Vieni, Protomaco... (escono abbracciati)

Carione.

(si accosta a Protomaco che è rimasto mezzo istupidito, declamandogli con serietà grave e sentenziosa, dietro le spalle)

Savia legge questa fu di Solone... così avanti ripudiare le mogli, i mariti Ateniesi... ci pensano... una volta...

Protomaco.

(furioso voltandosi e scagliandosi contro lui)

La finisci!

Carione.

(scappando e voltandosi di nuovo)

E anche due!... (scappa inseguito da Protomaco, e appena fuor di tiro dalle busse, dalla soglia si volta ancora accompagnando col gesto) Anche due!!


QUADRO — CALA LA TELA.