Il Cristianesimo felice nelle missioni de’ padri della Compagnia di Gesù nel Paraguai/Parte I/Capitolo XVI

Capitolo XVI

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CAPITOLO XVI.


Del Governo Ecclesiastico di quelle Riduzioni.


SOn fiiggetti que’nuovi Criftiani-, come gli al¬ tri Fedeli , alla giurifdizione de’ Vefcovi , nelle Diocefi de’ quali fi truovano fondate _ le Riduzioni, come fono i Vefcovi dell’ Affunzio- ne, di Buenos Ayres, di Coniava , e dt due a tre altri, che foli fi contano in quel vaftiffimo tratto di paefe. Ma poco da faticare refta a i Vefcovi pel regolamento delle troppo lontane Riduzioni de gl’indiani, perchè in effe non v’ha ordinariamente, che il Parroco Gefuita con- un Sacerdote compagna, nè vi fi truovano-Cherici , riè Preti fecolari, nè Monifterj di Monache , e Confraternità, come in Europa . Altro dunque non fogliono fare i Prelati, che inviar colà que¬ gli Editti, che età formano, o pur vengono da Roma , ovvero configli , e limofine : il che fi pratica da i più ricchi e zelanti, acciocchèfrdi- lati la Religion di Crifto in quelle barbare con¬ trade . Tutto dunque il pefo delle Chiefe fuddet- te è falle fpalle de’ Parrochi Gefuiti , i quali fanno il linguaggio, ed anche le maniere più ac¬ certate per indurre gl’indiani a far ciò, che è •onvenevole. Quelli, da che fon riconofcmti sì pel fapere, che per qualche fufficiente notizia di J|uelle ftrane Lingue, capaci per tale impiego , on prefentati dal P. Provinciale al Governatore della Provincia, che per parte del Re li nomi¬ na, e il Vefcovo conferifce loro la Chiefa con diverfe facoltà, ed infiniti privilegi, parte daef- fo Vefcovo, e parte dalla Santa Sede accordati a que’ Parrochi, sì per cagion della fmoderata ' lon[p. 129 modifica]Dei P.a r AQtnTi; ,127 lontananza; Some ancora per. facilitare la cori-1 verfion de gl’ Infedeli, e la confermazione de i già con Ver tiri-. Il Pastorale zelo di .que’ Vefcovi li muòve poi qualche volta a vifitàr que.fté*fto-’ polazioni, sì per conofcere lè lor.pecorelle divi-' ila, come per eflère cònofeiuti da effe, • e-mafli- mamente per toiniftrar loro il Sacramento delta' Crefima.'Tali vilite fi poffono• Chiamar piutto- fio Miflìòni fimili a quelle' de gli A portoli ; giacché non folo non ne ricavano per sé emo¬ lumento alcuno per la povertà de* Popoli , ma in un fot giro di vifita qualche Vefcovo vi ri¬ mette l'entrata di tutto un Anno , come fuccé- de a quello di Buenos Ayres, che non Jia più di tre mila pezze di rendita ; laddove l’Arcive- fcovo della Piata , di cui egli, é Suffraganeo , ne• avrà ben feffanta mila. Dee dunque il Ve¬ fcovo di Buenos Ayres, allorché vuole portarli alla vifita, far quante pròvvifioni portano ba¬ llare per sé, e per tutto il fuo feguiito, pel viag¬ gio di circa fecento cinquanta miglia , che or¬ dinariamente 'fi contano da Buenos Ayres alle prime Riduzioni dell’ Uraguai ; perché nel viag- Eo non (blamente non s’incontra Terra o Vil- ggio alcuno in cui provveder fi poffa del bi- fognevole, ma né pure un miferabit albergo da ricoverarvifi la notte; e-però fa di meftieri fer- virfi di tende e baracche . Dall’ eflère appunto tutto quel paéfe, avanti di giugnere alle Ridu¬ zioni, incolto , o montuofo, fi può di qui infe¬ rire, qual deggia- eflère lo zèlo di que’ buoni Pa- ftoriper efporfi a tanti inconfqdi e patiménti a; benefizio!' delle lor pecorelle, le' quali per altro’ tengono per una delle maggióri lofr fortune' e confo! azioni il'potere in vira ricevete e ih irate' il facro loro Pallore. Certamente » fatte-Vifite Parte I. I no* [p. 130 modifica]non sogliono farsi se non di rado, e dopo il corso di molti anni. Perciò con suppliche gl’invitano, e qualor' odono che saranno esaudite le lor preghiere, gli preparano, ogni, maggior possibile accoglimento. Cioè fi offefifcono *.gara perfer- vìrlo nel Camniino /alcuni. per , i/barattare, o feqdér mc;fi'difàftrofé fe ftradq ; ffitri per fervir¬ gli dì guida feijéme è di,frotta .contro» i perico¬ li dp’ malandrini 'e delle fiefe ; od altri pfer, tener preparate ne’, luoghi più «teléró proy.uitioot. e rfofréfchi.. Ed affinchè gì'indiani per là rozzez¬ za lor9 non manchino al proprie*, dovere,.fi -af- fegnanò Corréttori 4 od.aferj Principali di mag¬ gior fefeifip lor, condotta ; ed oitte . a ciò uno' Ò. pip Miffionarj. intervenendovi friggono tutto il viàggio , in marnerà _ che PQd manchi mai, per' quanto J^pofijhiJe in que’paefi, Uco- '•modci .e fervigio convpo.ieote al loro. Paftoré. . àjlcppg. miglia poi ì Rrinfe . che arrivi il Pre* lató.a-.quaifivogiù' délfe Riduzioni, fi dà prin¬ cipiò.a i fegqalt d’ allegrezza-, che ognuno mo- ftra per la di lui venuta, Il folito è, che gli e.idbnò incóntro due CpmEàsnie dèlia milizia a cavallo, fe qpàli al comparirò del,Prelato comin¬ ciano a fye»ttofer:feAàf1iui«1'ei a. caracollar co i cavagli ,éa dar tutte fe moftré d’allegrezza mi- lìqaye fecondo /a loroUfanza. Avvicinandoli poi sfi balzano tutti d§. cavallo , e. polli fi gì-, j noqdhroui.gii bftcjàife^ siv^rentemeofe la m3®» • Ricevuta fe di Idi hàifediàioóe., rimontano elfi a cpyallo, e diyifi 'hi due. afe. ih vanno, fempre afcotppagggndov ,tjjg .ùiiglìa. in circa lungi, dal* là Riduzione fe gii pfefen.tano davanti il Regio Correttore, i Tribunali della Gitlftizia , i Càci- qui, i Capitan, e Principali; e dietrod’effivie- aq A P, Superiore de' Miffionarj con quanti Pa-, drì / / [p. 131 modifica]t E L Par A: CU Ai:’. IJf ìlei hanno potuto concorrere dalle lor Parrochlé; ì quali dato il beta venuto A Vefcovo, raccol¬ gono colla medefitnà riverenza dé i primi ;*Ri- truoyaadofi poi alla, vitta della Riduzione la fanteria diVifa nellé'fùeCompagniè, ognuna col¬ le proprie tnfégne militari, afmi, è tamburi; acclàméndò tutti alla venuta del Prelato, à'fuo- no di Pifferi e di Clarrne ( che fono ùria fpecie di Tromba ) gli danno a cdnofceré ia lóro alfe- grezza; e .lo. fteffo fa il rumore tettivo delle caropane : 'fcntrató il Prelato nella CHiéfa,. truo- và "quivi «andate tutte lé Donne, afte quali mai' non fi permette di òfcire msfcolate con gli Uo¬ mini ine piire in uri.' dì di tanta allegrezza Qua¬ le. poi fia la lor divozione al primo vederlo ; è quale la riverenza e venerazione , noti fi può agevolmente (piegare ; perché tutli fanno di ono¬ rare nella pedona di Im il ftipremo Paftor delle anime. noftre. Data loro la benedizione Pallori - le, che ricevono colle mani giunte, ecollàfrOrc- te per terza, fi porta il Vefcovo atto, feabetto preparatogli avanci- 1’ Altare maggiore * dovè mentre fi trrittiéné ip ginocchio, vien cantato il Teàtum cqIL’organo, e colla maggior folcimità : Ciò fatto i Padri co i primi del ,Popolo Condu¬ cono Monsignore allHalloggiament© ; ed accomo¬ dano tutti gii aferi- del fuo feguito---ne* luoghi già preparati, proCcurando di affittere e fervire a tutti; in guifa che nulla manchi loto di quel¬ lo; che può fommiitiftrare il paefe. / Ne’gtorpi, che fi trattiene il Prelato allaVi- fita-, enet-ion ferire la Credula a chiunque qcj corre,non'lafda quel Popolo di far '.quante di- moftrazioni di giubilo é loro permeffo. Vedono fi allora tutte Te ftrade e la piazza ridotte co¬ me giardini, sì per gli fiori, e per 1* erbe odo[p. 132 modifica]rifare fparfe nel fuolo, e si per gli Archi trion¬ fali , che innalzano lavorati con rami d’- gl beri ìng^nofamerite intrecciati, da' quali pendono le frutta, che dà il paefé, ficcóme s’ è già detto di fopra .Quefta è la magnificenza de’loro: ap- erati, fomigliante a quella, che talvolta info¬ rni occafioni- fogliono fare i poveri PP. Cap- pucini fifa noi, e che non lafcia d’ eflère dtlet- te'voliffima, '• anzi ' mirabile fra. que ’ buoni India¬ ni. Certamente far di pià non potrebboao, le aveflero da accogliere lo fletto fommó ■ Pontefi¬ ce. Più. eh# certo è ancóra /che i quanti Vefcor vi han vifltate quelle Riduzioni , al. trovar’ ivi tanta regolatezza ne’coftutiii /tal'divozione nel¬ le l’acre funzioni, e sì pronta ubbidiènza e ris¬ petto a i lor Curati, piangendo teneramente per la confolazion / che ne provavano , non celiava¬ no di benedire e ringraziar Dio, la cui Grazia avea potuto trasformare iti manfueti agnellini coloro,.che poco prima viveano da fiere indo¬ mite, pafcéndófi al pari d’effe di carne umana. Nè lì dee tralafciare, che più'de gli altri fan- premura i PP. della Compagnia di Gesù:, a’quai foli fono appoggiate quelle Miflioni, per impe¬ trare la Vinta de’ Vefcovi, acciocché etti Prela¬ ti chiarifcàno co’ propri occhi l’infuffiftenza del¬ le dicerie e calunnie, che taluno fparge di loro, e-delle quali parleremo più abbatto . In fatti niun d’effl* Prelati è flato colà , che non abbia poi fatte onorevoli teftimbnianze in fiirore d* etti Religfofi in qualunque occafione ; che loro fi prefentatte-j e mattìmamente nelle Ldtterefcrit- te a i -Sommi Pontefici , è alle Maeftà Catto¬ liche. ;V c •