Giro del mondo del dottor d. Gio. Francesco Gemelli Careri - Vol. VI/Libro II/II

Libro II - Cap. II

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CAPITOLO SECONDO.

Della Real Casa della moneta, e Real officio dell’Appartado di Mexico.


T
Utto l’argento, che si scava nella Nuova Spagna, dee venire in Mexico a manifestarsi nella Real cassa; e si dice che da un’anno all’altro si manifestino [p. 144 modifica]due milioni di marchi; oltre quello che passa per alto, o per controbando: e di questa quantità si lavorano ogni anno settecento mila marchi di pezze d’otto, nella casa della moneta.

L’argento, che si vuol ridurre in pezze da otto, oltre la prima manifestazione, per lo pagamento del quinto; ha da manifestarsi di bel nuovo nella Real Cassa, per darsene quivi al Re un Reale per marchio di Siñoriage, (come dicono gli Spagnuoli) cioè quando l’argento ha la ley Cansada da 2210. Maravedis sinoa 2376. che è la ley Suvida. Gli Uficiali Reali non lo marchiano, se non ha questa perfezione; e s’è di differente qualità, prima lo riducono a quella di 2376. maravedis; e poi aggiungono ad ogni marchio cinque ottave d’oncia di rame, per ridurlo alla ley di 2210. maravedis; come sono ordinariamente le pezze d’otto, che si spendono. La spesa, per questo lavoro, si fa da’ medesimi padroni, ne’ fornelli della casa della moneta; dove nel farsi le verghe, si perde molto argento, per difetto di buoni istrumenti. Queste verghe si portano all’Insajatore, acciò vegga se hanno la dovuta ley di 2210. maravedis: e trovatala giusta, le passano a las ornazas, che sono le otto stanze, ove si [p. 145 modifica]fanno le monete. In cadauna di esse sta un Capatax, o Capo con dieci, o dodici uomini. A costui si consegnano le verghe d’argento, pesate dal Bilanciere, e notate dallo Scrivano, e Tesoriere ne’ loro libri. Nelle ornaze si pongono le verghe al fuoco, per potersi tagliare: dopo tagliate, per esser l’argento aspro, si bagnano con acqua; e poi di nuovo tornate al fuoco, si coniano.

Cinque sono i generi di monete, che vi si fanno, cioè Reali di otto, di quattro, di due, d’uno, e di mezzo. Lavorate, che sono, secondo il dovuto peso, tornano al Tesoriere, il quale le riceve per mano dell’istesso Bilanciere, Scrivano, ed altri Officiali. Come che la moneta vien nera, a cagion del rame, si manda prima a gl’Imbiancatori; e poi passata per los Guardas, o Officiali, che riconoscono il legittimo peso di 67. reali per marchio, si consegna a’ venti Coniatori, che stanno uniti in una sala. A costoro si danno ogni giorno i 5. suggelli detti Truxeles; però la notte vengono custoditi diligentemente da los Guardas, con pericolo della lor vita. Suggellata, e battuta la moneta, torna in poter del Tesoriere, con tutti gli atti, e formalità mentovate; ed egli ne fa [p. 146 modifica]liberanza al Padrone, avutane la porzione, che tocca a gl’Ufficiali; cioè esso Tesoriere, Ensayador, Tallador, Escribano, Balanzario, dos Guardas, ed altri Officiali minori, e venti Coniatori. Questa porzione però non fa alcuno interesse a’ Padroni: perche si toglie da’ due Reali, che s’accrescono per marchio all’argento non lavorato: che valendo 65. reali fuor della casa della moneta, secondo ii peso comune d 34. maravedis; n’esce col valore di 67. secondo il peso di 33. maravedis. Si distribuisce questo avanzo a gli Uficiali per maravedises, e raçiones; ogni maravedis essendo di 137. razioni: nel modo seguente:

A el Tesorero 22. maravedises, y 120. raçeiones.

A el Ensayador 1. maravedis, e 60. raçiones.

A el Tallador 5. maravedises, y 60. raçiones.

A el Escribano 1. maravedis, y 60. raçiones.

A el Balanzario 1. maravedis, y 80. raçiones.

A un Guarda 1. maravedis, y 60. raçiones.

A otro Guarda 1. maravedis, y 60. raçiones.

A el Merino, o Escribano           16. raçiones.

A un Alcalde                                 16. raçiones.

A los Capataçes, y

Brazajeros               24. maravedises.

A los Acuñadores   8. maravedises.

Che fanno in tutto la somma di 68. maravedises.

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Tutti gli Officiali maggiori, come Tesoriere, Insayatore, Tagliatore, Scrivano, Bilanciere, due Guardiani, un’Alguzile, e due Alcaldi Dottori, vi sono porti dal Rè; e tutti gli altri inferiori sono nominati dal Tesoriere, pagando tre mila pezze. I primi sono in solidum tenuti a pagare la fraude commetta dal compagno, acciò tutti siano fiscali un dell’altro; e ciò sotto pena capitale, particolarmente l’Insayatore.

Si comprano i mentovati officj maggiori, e ponno rinunziarsi, nel miglior modo, che piace, a chiunque si vuole. Per essere però quella renunziazion valida, deve il renunziante sopravviver venti giorni naturali; e colui, che n’ha l’utile, deve presentarla avanti il V. Re, fra’l termine di 60. giorni; e pagar la terza parte del valor dell’officio al Re, e le altre due al padrone, o a’ suoi eredi. Non vivendo il renunziante 20. dì, o non presentandola l’altro fra 60. giorni, cade in commisso, e si vende l’officio per conto dei Re: e perciò quelli, che ne tengono simili, sogliono farne la renunziazione ogni mese, per potersi contar sempre 20. giorni di sopravvivere. Frutta l’officio di Tesoriere da cinquanta cinque in sessanta [p. 148 modifica]mila pezze d’otto l’anno. Quelli d’Insayatore, e Fonditore (conceduti in proprietà al Convento, e Romitaggio de’ PP. Carmelitani Scalzi di Mexico) che si esercitano da una medesima persona, rendono quindici in sedici mila pezze. L’officio di Tagliatore dieci in undici mila; e gli altri maggiori, sopra mentovati, alcuni tre mila e cinquecento, e il meno ottocento pezze l’anno. I Maestri delle otto fornaci, e 20. coniatori, hanno per cadauno ottocento in mille pezze l’anno; e le persone di più basso servigio si guadagnano una pezza il dì. Buona parte di loro essendo schiavi del Tesoriere, costui se n’approfitta.

Quantunque ogni particolar Cittadino, che tiene argento, possa farlo ridurre in moneta; ad ogni modo la Zecca lavora quasi sempre a conto di mercanti (e sono di presene tre i più ricchi) i quali comprano il metallo da’ particolari meno ricchi, ritenendosi dal guisto prezzo, due reali per marchio: uno che pagano al Re per lo Siñorriage, e l’altro per la spesa del lavoro: poiche essendo il valore dell’argento di ley di 3376. maravedises, otto pezze, e sei reali il marchio, le pagano otto, e quattro reali. [p. 149 modifica] Come che nell’argento (siccome è detto) si contiene alquanto oro, se ne separa in un’altro luogo, detto de l’Appartado. Prima però di portarvelo, deve andare nella Real Cassa, a levarsene il quinto reale, per riporvisi dopo la separazione. Questa si fa nella casa dell’Appartado, in tal modo. Liquefatto l’argento, si converte in minute pallottole; le quali si pongono entro vasi, con acqua forte, affinche si sciolgano. L’oro rimane nel fondo de’ vasi, come polvere nera: e l’acqua, che contiene l’argento, si pone in due vasi di vetro colle bocche giunte, che dicono gli Spagnuoli Cornamusas. Datosi il fuoco, resta l’argento in uno de’ due vasi, e nell’altro vuoto l’acqua. L’oro si liquefa in una fornace; e se ne fanno prima pani rotondi, e poi di nuovo verghe, siccome fassi dell’argento separato. Per questa fatica si pagano alla Real Casa dell’Appartado sei reali, per marchio. Torna così l’oro, come l’argento nella Cassa Reale, dove veduto il primo di 22. carati, e la qualità dell’argento di 2210. maravedises, si suggellano, come è detto di sopra. L’officio dell’Appartado è d’un particolare di Mexico, di cognome la Rea, che lo comprò dal Re settantaquattro mila pezze d’otto. [p. 150 modifica]

Volendosi dell’oro far monete, si praticano le medesime circonstanze, che nell’argento; e se ne fanno doppie di sedici, d’otto, di quattro, e di due pezze d’otto, che si chiamano scudi d’oro. Vi è differenza però ne’ diritti, perche là dove per l’argento pagansi due reali per marchio, per l’oro se ne pagano tre, e mezzo; dandosi cioè le monete per un peso minore del comune, con cui si riceve l’oro, nel medesimo modo, detto dell’argento.

Questo è quanto ho potuto raccorre intorno la presente materia; parte veduto con gli occhi proprj, parte saputo da D. Filippo de Rivas Sivigliano, che per trenta anni avea fatto il mestiere d’Insayatore.