Geografia (Strabone) - Volume 1/Avviso del Tipografo

Avviso del Tipografo

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Strabone - Geografia - Volume 1 (I secolo)
Traduzione dal greco di Francesco Ambrosoli (1827)
Avviso del Tipografo
Prolegomeni
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AVVISO DEL TIPOGRAFO.


Strabone ricevette quasi novella vita dalla traduzione e dalle illustrazioni dei signori de la Porte du Theil, Coray, Gossellin e Letronne. Questo lavoro intrapreso in Francia per sovrano decreto, e frutto d’oltre sedici anni di studj, è cosí lodato e così classico, che basterebbe esso solo a rendere utilissima la lettura dell’insigne Geografo, ed a porgere molto ornamento alla mia Collana. Nondimeno mi è parvenuto che per valermi meritamente dell’altrui ricchezza fosse d‘uopo tentare dal canto mio di accrescerla. E però traendo il meglio dallo Strabone francese ho aggiunto al mio [p. vi modifica]altri molti commenti critici, eruditi, scientifici, dei quali opportunamente favellerò nella Prefazione del secondo volume che dá principio al volgarizzamento del nostro Autore; Intanto come prova del mio zelo offro questo primo volume.

«Ogni lettore attento e curioso, dicono gli editori francesi nel loro Avviso, amerebbe vedere in sul principio di questo volume un rapido quadro dello stato delle cognizioni geografiche anteriori all’epoca di Strabone, una notizia sugli autori che l’han preceduto, e ch’egli reca in testimonio sia per accettare le loro opinioni, sia per combatterle; un saggio sulla vita e gli scritti di Strabone, un’esposizione dei lavori, fatti dal rinascimento delle lettere in Europa sulla Geografia di questo Autore, un’indicazione [p. vii modifica]de’ manoscritti principali, c delle edizioni che si posseggono.» E giusta è la loro asserzione; ma quegli egregj uomini recar non poterono ad effetto questo desiderio per quelle ragioni ch’essi soggiungono. Tocca ora a me giovarmi del sano consiglio, e supplire in ogni parte alla mancanza, mercè di quei dotti e scelti lavori che per buona ventura nel frattempo dati vennero in luce.

E prima ho pregato il cavalier Mustoxidi a voltarmi dal greco i Prolegomeni che Adamanzio Coray prepose al suo Strabone pubblicato in Parigi nel 1815 in quattro volumi in 8.°. Il traduttore ha corredato questi Prolegomeni di molte Note, nelle quali spesso discostandosi dalle opinioni del suo esimio connazionale ed amico, viene a di[p. viii modifica]dilucidare molte cose spettanti alla vita del Geografo. Segue poi la versione che dal latino ho ad altra penna commesso delle due Dissertazioni di A. H. L. Heren de fontibus Geographicorum Strabonis, inserite nelle Memorie della Regia Societá delle Scienze di Gottinga (1823). A questa tien dietro l’Indice degli Autori citati da Strabone, ricavato dal tomo quarto della Greca Biblioteca del Fabricio, edizione dell’Harles, ed emendato dal Mustoxidi.

Ma per riunire insieme quanto separatamente basta ad ornare piú edizioni, ho trasportato anche dal I e dal V volume dell’edizione francese in questa mia: I.° l’illustrazione del Gossellin sulla Rosa dei venti degli antichi, alla quale ho aggiunto un brano tolto dalla[p. ix modifica]peregrina prefazione del Coray al Trattato d’Ippocrate intorno le arie, i luoghi e le acque, non solo perchè in esso egli tratta parimente dei venti degli antichi, ma perchè ne paragona i nomi coi nomi italiani, 2.° Le osservazioni preliminari e generali , pure del Gossellin, sulla maniera di considerare e valutare gli antichi stadj itinerarii; sugli errori che il falso uso di queste misure ha sparso nel sistema geografico dei Greci, e sui mezzi di ricondurre questo sistema alla sua primitiva esattezza. 3.° Le Ricerche finalmente sul principio, le basi ed il valsente dei differenti sistemi metrici e lineari del l’antichitá, composte dal medesimo Gossellin dopo la pubblicazione del IV volume, ed un miglior esame fatto [p. x modifica]sopra molti passi di Strabone e di altri autori antichi.

Tutti questi Discorsi preliminari sono certamente di non poco momento, e renderanno piú chiara e proficua la lettura d’uno Scrittore che in sè racchiude quasi tutta la storia della scienza geografica da Omero infino al secolo d’Augusto, e che trattando dell’origine, e delle emigrazioni dei popoli, e della fondazione delle cittá e degl’imperj e delle repubbliche, narra fatti i quali invano altrove si cerchierebbero, ed accoppia ai caratteri d’insigne geografo quelli d’isterico diligentissimo.