Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici/1773

Primo Giornale. Anno 1773. Punti Lunari

../Elogio di Giuseppe Toaldo ../1774 IncludiIntestazione 6 marzo 2020 75% Da definire

Elogio di Giuseppe Toaldo 1774


[p. 1 modifica]

PRIMO GIORNALE.

ANNO 1773.

PUNTI LUNARI1.


Per Punti di Luna s’intende quì, que’ tali siti, nei quali si trova successivamente nel suo non eguale corso la Luna, rapporto al Sole, ed alla Terra, ove alterando col Mare l’Atmosfera, suole indurre alterazione di Tempo.

Non conosce il Popolo se non le Quattro Fasi della Luna, o sia i Novilunj, i Plenilunj, ed i due Quarti, che influiscono in [p. 2 modifica]questo. Ma vi sono altre sei circostanze sulle Maree, così commovendo anche l’aria, possono, e devono alterare il Tempo. Si tratta quì di qualunque alterazione sensibile, Pioggia, Vento, Sereno, ec.

Questi sei Punti, oltre le dette quattro Fasi della Luna, sono, 1.° quando la Luna si accosta sommamente alla Terra, il che fa per 27 mille miglia incirca in ogni Lunazione; e si chiama questo Punto il Perigeo della Luna. 2.° Quando 14 giorni circa dopo, di altrettanto si allontana, che si chiama l’Apogeo.

3.° e 4° Quando la Luna traversa, due volte in ogni suo Mese, l’Equatore, o passa sopra il mezzo della Terra: una volta, quando dall’Emisfero Meridionale passa nel Settentrionale, il qual Punto si può chiamare Equinozio Ascendente della Luna (si noterà Equ. Asc.); l’altra volta, quando ripassa l’Equatore, abbandonando il nostro Emisfero Settentrionale, ed entra nel Meridionale, e questo si chiama da noi Equinozio Discendente (Equ. Discend.)

5.° Quando la Luna si trova nel suo limite Settentrionale, vicina più che può essere [p. 3 modifica]in quel Mese, al nostro Zenit, e passa altissima, il qual sito il Sig. de la Lande il primo chiamò Lunistizio, Boreale, talora Bor., ed anche B. solamente.

6.° Quando all’opposto la Luna sommamente si abbassa sotto l’Equatore, rispetto a noi, e passa bassissima, e lontanissima dal nostro Vertice. Questo sito si chiama Lunistizio Australe, ed è marcato Australe, o Austr. o anche A.

Per lunga osservazione, non superficiale, si trova, che tutti questi Punti alterano più o meno l’aria, come le acque del mare; e perciò era utile che il Popolo fosse istruito, specialmente i Naviganti, e gli Agricoltori, dei giorni, nei quali accadono. Non è già che l’alterazione dell’aria debba attendersi in quell’ora precisa, ch’è la vanità superstiziosa degli Astrologi. Ma in quel contorno de’ giorni, uno, due, tre, talor sin quattro, avanti, o dopo, si può aspettare una qualche mutazione di tempo; specialmente intorno i Punti più efficaci, che sono i Novilunj, i Plenilunj, gli Apogei, i Perigei Lunari, ed anche gli Equinozj. Perciò si è risparmiata la fatica inutile di notare le ore, [p. 4 modifica]ed i minuti, di questi Punti, salvo le quattro Fasi solite.

Inoltre rendonsi osservabili per una certa disposizione, o anche alterazione effettiva, che il Tempo acquistar suole, i Quarti Giorni, tanto avanti, che dopo i Novilunj, ed i Plenilunj. Questi Quarti Giorni sonosi notati con un semplice q. piccolo. Corrispondono questi quarti giorni appresso poco ai Sestili, ed ai Trini degli Astrologi Antichi, che pure erano caduti in osservazione per li moti di Tempo; nè molto si scostano dagli Ottanti (ottave parti del Corso Lunare) de gli Astronomi moderni, a capo de’ quali arriva al colmo dell’alterazione, o sbilancio, del detto Corso Lunare, che si chiama Variazione.

Siano dunque gli Uomini, i quali vi hanno interesse, in parata, ed in osservazione nei giorni presso di quelli Punti Lunari, spezialmente de’ più efficaci, che si sono or ora accennati, i Novilunj, i Plenilunj, i Perigei, e gli Apogei, poichè di 12 in 13 che occorrono ogni anno per ciascuna spezie, appena due, o tre, talor neppure uno, passa senza notabile mutazione di Tempo. [p. 5 modifica]

Molto più pòi si rende osservabile il concorso di due, o più, di questi Punti, che talor accadde; spezialmente se si combinano presso i Punti Cardinali del Sole, vale a dire i Solstizj, e gli Equinozj particolarmente, verso i 20 dei Mesi di Marzo, Giugno, Settembre, e Decembre.

Concorrono dei Punti Lunari assieme anche in quest’anno 1773, come si può osservare nella serie del Giornale; ma non accadono così presso ai Punti Cardinali, come l’Anno scorso 1772, che fu tanto stravagante. Si può consultare sopra queste materie un Libro, stampato in Padova 1770. Appresso Gio: Manfrè, Librajo di Venezia, col titolo: Della vera Influenza degli Astri, ec.


Giorni della Luna, suo Levare, e Tramontare.

I Naviganti hanno interesse di sapere i Giorni della Luna per le Maree, e per li Punti d’Acqua. Per essi dunque, e per altri curiosi, si è posta questa Colonna. Ma la [p. 6 modifica]numerazione non si è fatta secondo l’uso volgare, che conta le Lune alternativamente una di 29. l’altra di 30 giorni. Si sono numerati i giorni veri del Novilunio, contando uno quello del Novilunio; così le Lune si succedono più d’una volta collo stesso numero di 30. giorni: poichè la durata delle Lune difatto si avvicina più a 30 giorni, che a 29.

E poi una vanità quella di chiamare una la Luna di Marzo, l’altra d’Aprile, ec. e si è detto altrove, che tanto si può dire la Luna d’Agosto, come la Luna del Giappone, e del Perù. Chi vuol chiamare la Luna Pasquale, Luna di Marzo incorrerà nell’assurdo, che s’attribuirà ad un Mese una Luna, la quale in esso non ha verun giorno. La cosa più ragionevole, volendo ritenere queste denominazioni, sarebbe quella di attribuire ad un Mese quella Luna che in esso fa il Tondo, poichè per tal cagione la maggior parte della sua durata cadde dentro quel Mese. Ma che sarà quando in un medesimo Mese vi sono due Plenilunj? Insomma quest’è una vanità popolare.

L’ora del Levare, e del Tramontare [p. 7 modifica]della Luna, espresse in queste due Colonne separate, prestano due principali usi.

Primo. Di sapere, quante ore della notte farà chiaro la Luna, la qual notizia è d’un grandissimo comodo per li Lavoratori, Viandanti, Naviganti, Pescatori, Cacciatori, ec. Secondo, di sapere l’ora della Marea alta, e bassa, o sia del Flusso, e Riflusso, per entrare, ed uscire dai Porti, per sapere, se l’acqua sia contraria, o seconda, andando, e venendo, ec.

All’ora del Levare, e del Tramontare della Luna, segnata in questa Colonna, generalmente l’acqua è bassa quanto debba essere in quel giorno, e comincia a crescere.

Un’ora avanti incirca, che la Luna arrivi al mezzo del Cielo, tanto di sopra, che di sotto, è l’ora del Flusso, o dell’acqua alta, e dopo comincia a calare sin che la Luna tramonta, o leva2. [p. 8 modifica]

Per sapere l’ora, in cui la Luna arriva al mezzo del Cielo, dividete appresso poco per mezzo il tempo, che vi è tra il Levare, ed il Tramontare, oppure tra il Tramontare, e Levare del giorno seguente. Aggiungete la metà di questo tempo all’ora del Levare, o del Tramontare, e avrete l’ora senza grande errore, in cui la Luna passa [p. 9 modifica]per il Meridiano di sopra, che si dice Luna in Ostro, oppure di sotto.

Veramente questi due tempi, che la Luna impiega dal Levare al Meridiano, e dal Meridiano al Tramontare, non sono mai eguali. Poichè oltre l’inegualità del suo moto proprio, oltre il mutar declinazione, o con essa la lunghezza del Cerchio Semidiurno, quando la Luna scorre i Segni Ascendenti, impiega più di tempo dal Meridiano al Tramontare, che dal Levare al Meridiano; viceversa, quando scorre i segni Discendenti (il che si vedrà dalla seguente Colonna) impiega più di tempo dal Levare al passare per il Meridiano, che da questo a giugnere all’Orizzonte. Nullaostante per l’uso presente, dimezzando la somma di questi due tempi, si ha l’ora del passaggio della Luna al Meridiano, che indica l’acqua alta un’ora e mezza avanti, quanto basta per non errare di molto.

Un terzo uso si può trarre dalla notizia di queste ore, riguardo alle ore dei cambiamenti del Cielo. Poichè nel voltar dell’acqua, come si dice a Venezia, cioè, quando la Luna arriva all’Orizzonte, ed al Meridiano; s’osserva quasi sempre alterarsi il Cielo, [p. 10 modifica]molto, o poco, cessare, scemare, alzarsi, rinforzarsi il vento, cominciare, o finire la pioggia, rompersi le nuvole, ec. Ancora questo è da osservare, che facendosi un Temporale, mentre l’acqua cala, per lo più si dissipa presto, discendendo le nuvole al mare, quasi a seconda del moto dell’acqua. All’opposto facendosi un tempo, quando l’acqua cresce, più si sostenta, e riesce più pericoloso.

Le ore poi qui segnate sono senza tanta sottigliezza, che sarebbe superflua all’oggetto, di cui si tratta. Si potrà rimarcare la gran differenza, che v’è da una settimana all’altra, nel ritardo del levare, e tramontare della Luna; mentre ora ritarda 80. e più minuti da un giorno all’altro, talora appena 20., il che procede dalla varia obbliquità del Zodiaco nei Segni Ascendenti, o Discendenti, che la Luna scorre: e dalla velocità, o tardità del corso della Luna medesima, la quale intorno il suo Perigeo scorre quasi 15. gradi al giorno, intorno l’Apogeo poco più di 11.

Il ritardo giornaliero della Luna, che per un mezzo si può dire di tre quarti d’ora, fa, che in una Lunazione ella perde un giorno; che vuol dire, se il Sole ha fatto in 30. volte il giro diurno, la Luna non ne ha [p. 11 modifica]fatto che 29. Perciò vi deve essere un giorno, o sia uno spazio di 23 ore, in cui non leva, ed uno in cui non tramonta. Se oggi leva a 23. ore, e mezza, ritardando tre quarti, dimani leverà a 24 ore, ed un quarto; che vuol dire non leverà dentro le 24 ore di dimani: e così vi sarà un giorno vuoto, qual è segnato in ogni Mese in ambe le Colonne.

Questo vuoto si è posto dopo la notte seguente (segnata n. 5.) del giorno dato, essendosi stimato bene tenere questo metodo, perchè gli uomini hanno bisogno di sapere l’ora del Levare, e Tramontare della Luna, non per la notte passata, ma per quella che segue. Un poco di riflesso, e di pratica, farà capire perfettamente tutto.


DELL’APOGEO,

e del nodo della luna.


Nell’ultime caselle dopo i Pianeti in ciascun Mese si è notato il luogo del Zodiaco, in cui si trova al principio del Mese, tanto l’Apogeo della Luna, che scorre tre gradi e mezzo in circa al Mese, a seconda de’ Segni, quanto [p. 12 modifica]il Nodo Ascendente che di moto retrogrado si muove al contrario de’ Segni, per poco più d’un grado e mezzo al Mese. Il sito del Nodo regola le varie declinazioni della Luna; poichè quando il Nodo è intorno l’Equinozio di Primavera in principio d’Ariete, allora la Luna si scosta dall’Equatore 28 gradi; ma quando il Nodo è nell’Equinozio d’Autunno, come in quest’Anno, che si trova nel segno di Libra, la Luna non declina più di 18 gradi, cioè, s’avvicina meno al nostro Zenit; lo che non è forse indifferente per le impressioni, che può fare sulla nostra Atmosfera.

L’Apogeo poi, non solo influisce direttamente per se come Punto lunare, nel senso di sopra espresso, ma ancora relativamente al suo sito nel Zodiaco, molto importa per la condizione delle Stagioni, e dell’Annate; siccome si è molto chiaramente insinuato in un discorso inserito nel Giornale d’Italia del Sig. Milocco, del prossimo Anno 1772. sul Ricorso delle Stagioni, e degli Anni stravaganti.

Digressione sulle Osservazioni Meteorologiche.


Uno degli oggetti di questo Libretto sarebbe d’introdurre, e diffondere la pratica [p. 13 modifica]dell’Osservazioni Meteorologiche, le quali col progresso degli anni possono prestare molto uso all’Agricoltura, ed al resto della vita. Si bramerebbe in particolare, che si notasse l’effetto degli esposti Punti Lunari, cioè, le mutazioni di tempo, che andranno nascendo di giorno in giorno, come meglio si dirà or ora.

A tal fine direi, che si potesse tra le Carte stampate di questo istesso Giornale, far legare delle Carte bianche, ma forse la forma riesce talora troppo angusta, e sarà bene farsi un Libro più ampio, dando una facciata, o due, ad ogni Mese, e dividendo ciascuna facciata in Colonne, notando prima a sinistra i giorni del Mese, separati con riga fatta col Lapis. La Prima Colonna servirà per il Barometro, la seconda per il Termometro, la terza per il Vento, la quarta più ampia per lo Stato del Cielo, e per le Meteore, l’ultima per la misura della Pioggia. Diamo alcune avvertenze per chi non avesse tutta la pratica.

Prima di tutto una serie d’osservazioni regolari vuol esser fatta ad un’ora fissa del giorno, spezialmente quanto al Barometro, ed al Termometro; meglio se fossero due ore fisse, o tre, come Mattina, Mezzodì, e Sera. [p. 14 modifica]La più comoda sarà il Mezzodì; se qualche giorno non si può, si noti l’ora a parte; e quando uno è lontano, procuri d’aver persona che supplisca.

Circa il Barometro, l’altezza del Mercurio si noti in Pollici, Linee, e Decimali, o altre frazioni di linea, del Piè di Parigi, misura ormai universale tra’ Dotti, o almeno in misura nota. Al fine di questo Giornale vi sarà una Tavola delle misure più celebri. Si osservi sopra tutto, che la Cartina, solita a porsi sotto la Canna del Barometro, in Pollici divisi in Linee, quanto basta per la Scala di variazione del Barometro stesso nel dato Paese, per esempio, a Venezia, ch’è sul Mare, tra i Pollici 26. lin. 6., e Poll 28. lin. 8. si osservi dico, che questa Cartina sia posta nella dovuta altezza, o distanza dalla superficie del Mercurio nel vaso a basso. A tal fine bisogna avere la giusta misura del Piè di Parigi diviso in Pollici, e linee; e questa si ricava dal rapporto delle misure nell’accennata Tavola qui dopo.

Il Termometro sia colla Scala, o Graduazione di Reaumur, oppure di Farhenehit; e si avverta, quanto alla Scala di Reaumur, che nota Zero al gielo, Caldo sopra, [p. 15 modifica]Freddo sotto; spezialmente nei passaggi delle Stagioni, di notare col segno positivo + i gradi di Caldo, o sia sopra il Zero, e col segno meno – i gradi di Freddo segnati sotto del Zero.

Il Vento si può conoscere dal Fumo dei Camini, e con ogni Banderuola piantata in alto, in sito libero da riverberi, e pronta al moto: ma bisogna aver notizia delle Plaghe de’ Venti nel dato luogo, almeno Levante, Ponente, Ostro, Tramontana. A tal fine vi sono molti mezzi, ma il più sicuro è quello di tracciare una buona Meridiana, che s’insegnerà qui dopo, sebbene per l’oggetto dell’osservazione del Vento non occorra tanta sottigliezza.

Sarà bene notare gli otto Venti Principali (riferendo a ciascuno d’essi i più vicini), colle semplici lettere iniziali: T. Tramontana; Gr. Greco, L. Levante; S. Scirocco; O. Ostro; Ga. Garbino; P. Ponente; M. Maestro.

Sarà anche bene notare appresso poco i gradi di forza del Vento; notando 1. l’Aria sensibile; 2. un Vento gagliardetto; 3. un Vento forte; 4. un Vento procelloso, e furioso; p. e. un forte Levante L. 3. [p. 16 modifica]

Nella Quarta Colonna, si lascierà più ampia, si notino le Meteore, collo stato del Cielo. Sereno, o Sole, S. Nuvolo, N. Pioggia, P. Caligine, C. Gragnuola, G. Neve, N. Vento, V. Tuono, T. Fulmine, F. Terremoto, Ter. ec. E queste cose si notino coll’ore, qualunque volta accadono.

In fine sarà bene notare la Misura della Pioggia, Neve, Grandine liquefatta: a tal fine vi vuole un Vaso di data apertura, p. e. d’un Piede Quadro, di Rame, o di Lata; vi vogliono delle misure cubiche d’un pollice, di due, di tre, ec. per misurare di volta in volta l’acqua raccolta (se questa cadesse in un vaso chiuso da non potere svaporare, si può misurare con comodo, anche a capo d’un Mese, o dell’Anno). 144. Misure d’un pollice cubico (uno di due pollici ne fa 8., uno di 3. ne fa 27) se il Vaso sia d’un piede in quadro, danno un pollice d’acqua caduta nell’estensione del Vaso; 12. Misure danno una linea, ec. Chi brama informarsi meglio di tutte queste cose, potrà vedere l’accennato Libro Meteorologico dell’Influenza degli Astri. In un’altra facciata i Coltivatori potrebbero, e dovrebbero notare di giorno in giorno gli accidenti, che nascono alle Piante, [p. 17 modifica]ed alle Biade, colla riuscita, quantità, e qualità del frutti, ec.

I Medici il numero de’ Morti, o ammalati, in genere, la durata delle malattie, la complessione, l’età, ec.

I Parrochi il numero de’ morti maschi, e femmine, coll’età, l’ora della morte, la qualità, ec.

Non v’è dubbio, che a capo di molti anni un buon numero di questi Giornali d’osservazioni, caduto in buone mani, non fosse per produrre delle notizie, e delle regole utilissime. Se alcuno avrà la bontà di far te nere al Libraio, che ha stampato, questo Libretto, le sue osservazioni, se ne darà notizia al Pubblico con giusta lode all’Autore; e forse col tempo, se questo libretto incontri il gradimento del Pubblico, vi si inseriranno i risultati più notabili dell’osservazioni.

Dopo questa digressione, resta da spiegare la

FIGURA

Per conoscere appresso poco l’Ore della Notte.

Rappresenta questa Figura quelle Costellazioni, poste intorno il nostro Polo, le quali non tramontano mai sotto il nostro [p. 18 modifica]Orizzonte, e perciò nelle Notti chiare si veggono tutte per tutto l’Anno. La Stella, che merita più d’osservazione, è la così detta Stella Polare, che indica la Tramontana, posta all’estremo della coda dell’Orsa Minore, e molto vicina al Polo. Facile è di conoscerla, quando si conosca il Carro, figura formata da sette brillanti Stelle di seconda grandezza nell’Orsa Maggiore: tirando coll’occhio una linea retta, per le due Stelle, che rappresentano le Ruote di dietro del Carro, cioè, le più rimote dal Timone; questa linea retta, prolungata, dalla parte della convessità del Timone, va a ferire la Stella Polare, ch’è la Prima, sebbene in distanza, che s’incontri in detta linea. Questa linea si è segnata anche nella Figura con A B P: P. è la Stella Polare.

Girano tutte queste Stelle ogni giorno in torno il Polo P. andando, per di sopra, da destra a sinistra, per chi ha voltata la faccia verso Tramontana, come chi mira questa Figura; per di sotto, si vanno ripiegando da sinistra a destra, sempre visibili, perchè non arrivano a tramontare, ritornando allo stesso sito a capo di 24 ore, meno 4. minuti incirca. [p. 19 modifica]anche la stella Polare P., fa il suo giro nello stesso spazio di tempo intorno del Polo: ma per essere vicinissima al Polo, fa un picciolissimo cerchio, tanto che appena uno s’accorge, che si muova, e cambi sito. Si muove però, ed or si trova sotto, or sopra del Polo, or a Levante, ora a Ponente, secondo le ore, e secondo le stagioni ad una data ora. Al principio di Novembre, 2. ore avanti mezzanotte, la Polare si trova direttamente sopra del Polo, in linea colla prima della coda dell’Orsa Maggiore al di sotto, e sei Mesi dopo, cioè, al principio di Maggio, la Polare si trova al di sotto, e la prima della coda dell’Orsa Maggiore al di sopra in una linea a piombo. E così esplorando con un filo a piombo questa situazione, si ha la vera Tramontana, e si può descrivere una giusta Meridiana: il che però si può fare ogni notte, considerando questa Figura, e confrontandola secondo i Mesi col sito delle corrispondenti Stelle in Cielo. Poichè ognuna delle rette, che partono dal Polo, come si spiegherà ben tosto, rappresenta il Meridiano, quando sia verticale.

La Stella Polare in questo secolo dista del polo meno di due Gradi (nell’anno 1773, [p. 20 modifica]Gr. 1. min. 54.) vale a dire meno di quattro diametri apparenti del Sole, o sia meno di quattro piedi a vista: il che pure servirà a giudicare appresso poco del sito del Polo, o della vera Tramontana, coll’ajuto della Figura, secondo l’ora, ed il sito, conforme alla Stagione. Ma col corso degli anni tutte le Stelle girando di moto proprio, a contraria del moto diurno, intorno il Polo dell’Ecclittica situato in E, e facendo un grado in 71 anni incirca, e l’intiero cerchio in 25 mille anni, che si può chiamare l’Anno magno: la Stella Polare si va avvicinando al Polo 20. Secondi di grado all’anno; e nell’anno 2100 della nostra Era non sarà distante dal medesimo, che di 7. minuti, in apparenza meno d’un quarto di piede, o sia tre pollici; indi seguitando il suo lento circolo intorno il Polo dell’Ecclittica; si andrà scostando dal Polo del mondo: e di quà a tre, o quattro mila anni non sarà più questa la Stella Polare; ma subentrerà in tal ufficio la Stella vicina presso lo Scettro di Cefeo, ed a questa col tempo altre della stessa costellazione; siccome ne’ tempi addietro, già quattro o cinque mila anni, la Stella Polare era quella del Dragone, per cui [p. 21 modifica]nella nostra Figura passa la linea marcata 25. Ottobre.

Ma per venire al nostro principale scopo, prescindendo dall’accennato moto, e parlando solamente del moto diurno delle Stelle, è da notare, che la medesima Stella, o costellazione, come il Carro, non si vede ad una data ora nel medesimo sito sempre: anzi di notte in notte varia, e di mese in mese molto più sensibilmente, nè ritorna nella stessa ora nello stesso sito, se non a capo d’un anno. Senza tal variazione con brevissima pratica saprebbe ognuno precisamente conoscere le ore della notte; poichè per ogni ora si potrebbe fissare ad ogni Stella il suo sito, lungo un tetto, un campanile, un’albero, ec.

Il variare del sito, che fanno le Stelle ad una data ora, nasce, a cagione del moto proprio del Sole, e perchè noi contiamo le ore, non col moto delle Stelle, come fanno molti Astronomi, ma col moto diurno del Sole. Il Sole poi, a cagione del suo apparente moto proprio per il Zodiaco da Ponente a Levante, contrario al moto diurno, sebbene obliquamente, resta ogni giorno indietro sulle Stelle, verso Levante, ed arriva al [p. 22 modifica]Meridiano, o altro cerchio, 4 minuti incirca più tardi che nel giorno precedente. Resta addietro d’un’intero giro diurno, e quando il Cielo, e le Stelle hanno fatto 366. rivoluzioni diurne, il Sole non ne ha fatto che 365.

Perciò si vede, che nel corso d’un’anno, il Sole restando ogni giorno addietro, o sia a Levante, d’un grado, dee dentro d’un’ anno trovarsi, per così dire, in faccia a ciascuna Stella del Cielo, cioè, in linea retta con ciascuna Stella, ed i Poli. Quindi se nato intorno al Polo, come centro, un cerchio qualunque (nella Figura si è segnato il Circolo Polare, che in quest’anno dista dal Polo meno di Gr. 23. min. 28.), e diviso questo in 24. parti eguali, secondo il numero delle 24. ore del giorno, e per queste divisioni concependo dal centro, o sia dal Polo, tirate delle linee rette, che rappresenteranno i 24 Cerchi Orarj; il Sole col suo moto retrogrado, di 15. in 15. giorni incirca, passerà dall’una all’altra di queste linee, ritardando d’un’ora il suo nascere, e tramontare, o per parlare più giusto, il suo passaggio per il Meridiano.

Per assegnare poi i giorni corrispondenti [p. 23 modifica]de’ Mesi, p. e. il Coluro degli Equinozj, il quale passa presso la Prima Ruota del Carro, sopra la Stella Polare, per il Petto di Cassiopea, e corrisponde al principio di Ariete, e di Libra, ove si ritrova il Sole ai 21. di Marzo, e 23. di Settembre incirca. Una linea, perpendicolare a questa, marca il Coluro dei Solstizj, ove si trova il Sole ai 21. di Giugno, e 21. Decembre. Le altre linee si succedono per ordine in distanza di circa 25. giorni, e ciascuna indica il luogo del Sole, corrispondente al dovuto Grado di Equatore, sopra il quale si conta il Tempo.

Ognuno poi capisce, che quando il Sole si ritrova al mezzo del Cielo, per di sopra, rispetto a un dato luogo della Terra, ivi allora è Mezzodì: il punto opposto dunque avrà la Mezzanotte.

Immaginandosi dunque quella linea, a cui in tal giorno corrisponde il Sole, diretta al basso, a perpendicolo, e così girando la Figura; questa in tal posizione mostrerà la situazione di tutte queste Stelle per l’ora del la mezza Notte. (L’ora della mezza Notte è segnata di giorno in giorno nel Giornale.) Per esempio, la Notte delli 21. Marzo a mezza Notte, cioè, a ore 5. min. 30. Italiane, [p. 24 modifica]il Carro sarà in alto sopra della nostra testa, ed al di sopra del Polo; ed alla parte di sotto direttamente vi sarà la bella costellazione di Cassiopea, assai rimarcabile per 4. in 5. Stelle, che formano un Zic-Zac, ed in altra vista una spezie di pettorina, oppure un M. largo, a sinistra vi sarà la Capra, Stella di prima grandezza nella costellazione del Cocchiere, l’Auriga, sola segnata nella Figura; a destra, un poco in alto, le Guardie, due belle Stelle dell’Orsa Minore, o del Piccolo Carro segnate nella Figura presso la lettera G. Una tal situazione di Stelle, dunque indicherà in quei giorni l’ora della mezza Notte, quanto basta per l’uso civile.

Che se il Carro non fosse arrivato a mezzo del Cielo, non sarà ancora mezza Notte; e se vi fossero solamente le prime Ruote (cioè in apparenza quelle di dietro, mentre il Carro gira a rovescio col Timone indietro) a mezza Notte mancherà un’ora. Ma se al mezzo vi fosse già giunta la prima della coda, sarà passata un’ora dopo mezza Notte; se l’ultima della coda, quasi due ore, ec.

Bisogna dunque fissarsi in mente l’ora della mezza Notte in quel torno di giorni: far pratica della Figura; confrontare la [p. 25 modifica]Figura col Cielo, per conoscere queste costellazioni, e le poche Stelle segnate; guardare bene sulla Figura, qual sito debbano avere a mezza Notte, quale prima, quale dopo: in pochi giorni si acquisterà la pratica di congetturare l’ora della notte colla sola vista del Carro, senza sbagliare di mezzora.

Vi sarebbero anche altri modi, p. e. coll’osservare, quando ciascuna di queste Stelle si trovi a perpendicolo sopra, o sotto della Stella Polare, oppure tra loro, potendosi per tutte le Notti dell’anno determinare a qual ora debba ciò succedere, come si vede praticato nella figura delle vecchie Effemeridi dell’Accademia di Parigi. Si potrebbe anche disegnare nel Cielo le distanze di due in due ore, col mezzo di alcune Stelle più rimarcabili, cominciando p. e. dalle Plejadi volgarmente la Chiocchetta, seguitando colla cintura d’Orione (le Falci, o i tre Re), col Cane, ec. indicando, a qual ora ognuna di esse successivamente debba secondo le Stagioni, trovarsi al mezzo del Cielo. Ma ognuno di questi modi è più lungo, e meno universale. L’esposto sembra più semplice, più a portata di tutti, per tutti i nostri climi, e [p. 26 modifica]costante per molti secoli: e la stessa figura servirà per tutti gli Anni.

Potrassi anche spesso arguire l’ora della Notte dall’altezza, a Levante, e Ponente della Luna, per l’ora marcata a ciascun giorno nel Giornale, del suo levare, e tramontare. Potrà aiutare ancora l’ora indicata per il levare, o tramontare de’ Pianeti.

Passeremo ora ad altre notizie, che si è creduto poter servire di utile e grata istruzione, anche per la migliore intelligenza del Giornale: come l’idea del Calendario, che segue.


BREVE NOTIZIA DEL CALENDARIO

Del Giorno, e delle Ore.


La ordinata distribuzione delle parti maggiori, e minori del Tempo, che forma il Calendario, è un capo di prima necessità nella vita civile, la quale senza di ciò sarebbe confusissima.

Per fare con ordine le operazioni giornaliere, convenne prima dividere la giornata [p. 27 modifica]in certe parti, chiamate Ore, e queste ancora suddividere in particelle minori. Il Giorno fu diviso, generalmente, in 24 parti eguali, che sono le Ore; ogni ora in 60 minuti, ogni minuto in 60 secondi, ec.

Sebbene per Giorno paresse doversi intendere quello spazio di tempo, in cui il Sole fa chiaro sopra l’Orizzonte, in quanto si oppone alla Notte; nullaostante s’intende più comunemente il tempo di una intera rivoluzione del Sole, detto da altri Giorno Naturale, qual denominazione i primi danno al tempo in cui dimora il sole sopra l’orizzonte, ch’è il tempo del lavoro.

Comunque sia, un tale spazio di 24 ore, si prende anche per il Giorno Civile, e si può cominciare da qualunque termine: ma il più comodo è il Meridiano per l’esattezza, l’Orizzonte per l’osservazione. Poichè tracciata una buona Meridiana, quando l’ombra d’uno Stilo posto sopra della medesima vi arriva, si sa precisamente l’ora del Mezzodì, termine perciò adottato dagli Astronomi per principio, e fine del Giorno. Tuttavia, perchè il levar del Sole, e molto più il tramontare si può vedere da tutti, e [p. 28 modifica]quando non si vegga, se ne accorge ognuno dal chiaro, o dall’oscuro del Cielo; per l’uso popolare val forse meglio prendere il termine del giorno dall’Orizzonte: e però gl’Italiani, ed altri popoli colti (come gli Ateniesi, ed i Chinesi) cominciano, e terminano l’enumerazione delle Ore al Tramontar del Sole, come generalmente nel secolo passato; di presente secondo un uso assai comune, mezzora dopo, e più, spezialmente nelle Città, e nella stagione d’Estate, quasi tre quarti d’ora, quanto dura il Crepuscolo chiaro, cioè quello in cui si discerne bene gli oggetti, che si può dire un terzo di tutto il Crepuscolo, tempo che tanto la mattina, che la sera si potrebbe, e si dovrebbe impiegare nei lavori.

Le Ore da noi si numerano successivamente sino a 24. quando gli altri Europei contano XII. Ore della mattina, e XII. della sera, prendendo per termine del giorno la mezza Notte. Se vogliamo dire il vero gl’Italiani stessi, sebbene numerino le Ore dal Tramontare del Sole tuttavia prendono anch’essi la mezza Notte per termine del giorno, almeno del Civile, ed Ecclesiastico, [p. 29 modifica]come per le Feste, per le Vigilie, per le Azioni Legali, ec. p. e. se un sia nato avanti mezza Notte, sebbene siano cominciate le Ore del giorno seguente, non ostante si dirà nato nel giorno precedente. Donde si scorge non essere cosa indifferente tanto l’esattezza degli Orologi, quanto il fissar la vera ora della mezza Notte. A tal fine vi vogliono degli Orologi Solari giusti, o almeno delle buone Meridiane3 a cui si debbono rapportare gli Orologi in macchina per farli andar bene.

Le Ore Italiane si convertono facilmente [p. 30 modifica]nell’Europee, sapendosi colla nostra Tavola del Giornale l’ora del Mezzodì, e della mezza Notte, che appresso loro è sempre la XII. Poichè sottraendo l’ora della mezza Notte mostra dall’ora del levare del Sole, quel che resta è l’ora della mattina, in cui leva il Sole: e sottraendo l’ora nostra del levare del Sole dall’ora nostra del Mezzodì, si ha l’ora Europea in cui tramonta il Sole. P. E. ai 2. di Gennajo mezza Notte a ore 7. min. 10. [p. 31 modifica]Leva il Sole a ore 14. min. 49. resta ore 7. min. 39. per l’ora Europea del levar del Sole, sotto 14 min. 49. da 19. 10 ora del Mezzodì nostro; resta 4. 21. ora della sera Europea del Tramontare.

Settimane, e Mesi.

I Governi hanno istituito de’ periodi di giorni, per ordinare le azioni negoziose, e civili, pubbliche, private, Sacre, profane. Un circolo di sette giorni forma la Settimana, d’istituzione antichissima, sebbene non universale. Se ne parlerà a proposito della Lettera Dominicale.

Il Mese è un circolo d’incirca 30. giorni; suggerito dal Corso Lunare.

Il Mese Lunare, una Lunazione, è il tempo che passa da un Novilunio all’altro prossimo, che non è sempre eguale, ma per un mezzo si trova di giorni 29. ore 12. min. 44. secondi 6.

Il Mese solare vero è il tempo, in cui il Sole scorre un segno del Zodiaco; da uno all’altro vi può esser differenza di più d’un giorno. Ma dividendo in 12. parti eguali tutto l’anno, per li 12. segni del Zodiaco [p. 32 modifica](giorni 364. h. 6. m. 49.) la misura media d’un Mese Solare, sarà di giorni 90. h. 10. m. 39.

Nell’uso civile non si può tener conto di queste minuzie, bisogna prendere periodi d’interi giorni; e perciò d’intieri giorni si compone il Mese Civile, tanto Lunare, che Solare.

I Mesi Lunari Civili sono alternativamente, uno di 30. l’altro di 29. Giorni; e perchè i 44. minuti, che avanzano ogni Mese, in 37. Mesi fanno un giorno, allora il Mese, che doveva essere di 28 giorni, si fa di 30.

I Mesi Solari Civili appresso di noi si fanno, sette di 31., quattro di 30., uno di 28. oppure di 29 giorni, come è noto.

Dell’Anno.

L’Anno Astronomico, o Vero abbraccia il tempo, in cui il Sole scorre tutta l’Ecclittica, e contiene giorni 365. h. 5. min. 49. incirca. Ma l’Anno Civile, che si compone di giorni interi, senza frazioni, o è Comune, e costa di 365. giorni, o Bissestile di 366. Questo giorno di più, risulta dall’avanzo di quasi 6 ore, sopra 365. giorni, le quali 6. ore in 4. anni fanno quel giorno, che si [p. 33 modifica]dice Bissestile, e s’inserisce tra li 23. e 24. del Mese di Febbrajo, il quale diventa allora di 29. giorni. Questa forma di anni, de’ quali 3. sono Comuni nel modo detto, ed un Bissestile, dicesi Anno Giuliano, da Giulio Cesare che lo introdusse.

Un’Anno Lunare Astronomico, che comprende 12. Lunazioni, è di giorni 354. h. 8. m. 48., ma l’Anno Lunare Civile, o è Comune, ed ha 354. giorni, risultanti da 12. Mesi, e de’ quali 6. sono di 29. giorni, 6. di 30: o Intercalare, Embolismio, di 13. Mesi che fanno 383. giorni, il, quale, si spiegherà meglio dopo d’aver .detto una parola de’ Cicli.

De’ Cicli, e prima del Ciclo Solare, e della Lettera Dominicale.

Per Ciclo s’intende un Circolo, o Periodo d’anni. Il Calendario Cristiano riguarda spezialmente la celebrazione della Pasqua, da cui dipendono le altre Feste Mobili.

Per indicare dunque ogni anno il giorno di Domenica, e gli altri giorni della Settimana, si applicarono le sette prime Lettere dell’Alfabetto ai 7. primi giorni dell’Anno [p. 34 modifica]ripetendole successivamente sino al fine. Si vede, in un dato Anno ciascuna delle sette Lettere esser affissa ad un dato giorno della settimana. Onde la lettera, la quale in quell’Anno sempre tocca alla Domenica, fu detta lettera Dominicale di quell’Anno.

Ma questa Lettera cesserà d’essere Dominicale, l’Anno comune essendo di giorni 365. che fanno 52. settimane, ed un giorno; se l’Anno ha cominciato in Domenica, termina anche in Domenica; e però l’Anno seguente comincia in Lunedì. La lettera A resta sempre affissa al primo giorno dell’Anno. E però se l’Anno primo aveva per lettera Dominicale A, il secondo avrà G: poichè cominciando questo in Lunedì, a cui corrisponde la lettera A, (sempre affissa al primo dell’Anno, come si è detto) il secondo, Martedì, avrà B, ed il settimo Domenica, avrà la G; e questa G sarà in tutte le Domeniche. Il terzo anno cominciando in Martedì, avrà la prima Domenica ai 6. a cui risponde la lettera F, che sarà la Domenica del terzo Anno.

Il quart’Anno comincierà colla lettera Dominicale E, la quale durerà sino alli 24. di Febbrajo, giorno Bissestile. Dopo, si rompe l’ordine, perchè la stessa Lettera si [p. 35 modifica]ripete nei giorni 23. e 24. di Febbrajo, senza ripetersi il nome del giorno della settimana; e perciò nell’altra prossima Domenica succede un’altra lettera, ch’è la prossima in ordine retrogrado, che vuol dire in tal caso la D; come accade nell’Anno Bissestile prossimo passato 1772, poichè ai 23. di Febbrajo fu la Domenica della Sessagesima, colla lettera Dominicale E. Questa si ripetè nel Lunedì 24. giorno intercalare: ai 25. Martedì veniva la lettera E, ai 26. Mercordì la G; ai 27. Giovedì, la A; ai 28. Venerdì la B; ai 29. Sabbato la C, al 1. di Marzo Domenica, la D; ed ecco la seconda lettera Dominicale, che serve per il resto dell’Anno Bissestile.

L’Anno Quinto avrà la lettera Dominicale C, il secondo la B, il settimo l’A, l’ottavo Bissestile le due G, F, il nono la E, ec. Onde si vede a cagione dell’Anno quarto Bissestile, che le sette lettere non possono ritornare a segnare le Domeniche successive collo stesso ordine per tutto l’Anno nelli stessi giorni, se non dopo il periodo di 4. volte 7. cioè, dopo il Circolo di 28 anni: e questo si chiama il Ciclo Solare.

Nella successione dell’Era nostra Cristiana [p. 36 modifica]corre una serie di questi periodi di 28. anni, a ciascuno de’ quali corrisponde la propria lettera Dominicale, circolando.

Data la lettera Dominicale d’un anno qualunque, passato, o futuro, si può sapere qual giorno della settimana sia qualunque dato giorno d’un Mese, poichè si sa qual giorno sia Domenica. Ciò serve per verificare le date; e perciò negl’Istrumenti Pubblici si pone il giorno della settimana, in cui sono fatti, col giorno del Mese.

Nel presente secolo corre l’ordine delle lettere Dominicali, annesse ai proprj numeri del Ciclo solare, che si scorge nella presente Tavoletta; nel Secolo prossimo ve ne sarà un’altro per la ragione che si dirà dopo. L’Anno 1773. che ha per lettera Dominicale C, ha di Ciclo Solare il numero 18. succedendo al Bissestile 17. D, E.

Ciclo Solare, colle Letttere Dominicali dal 1700. sino al 1800.


1. C.D. 5. E.F. 9. G.A. 13. B.C. 17. D.E. 21. F.G. 25. A.B. 1. C.D.
2. B. 6. D. 10. F. 14. A. 18. C. 22. E. 26. G. 2. B.
3. A. 7. C. 11. E. 15. G. 19. B. 23. D. F. ec. ec.
4. G. 8. B. 12. D. 16. F. 20. A. 24. C. E.
[p. 37 modifica]

Del Numero d’oro, e Ciclo Lunare.

Il Numero d’Oro è uno dei 19. numeri del Ciclo Lunare, di quel Ciclo forma un periodo di 19. Anni Giuliani; e serviva nel Calendario Antico ad indicare il Giorno del Novilunio, il che fa meglio ora l’Epatta.

Il fondamento del Ciclo Lunare è questo. 19. Anni Giuliani (ogni quarto de’ quali è Bissestile), equivagliono a 235. Lunazioni: poichè 19 anni Giuliani fanno giorni 6939. ore 18; e 235. Lunazioni fanno pure 6939 giorni, h. 16. min. 27, dunque per questo solo divario in 19. anni, non prima, il Novilunio ritorna allo stesso giorno del Mese, anticipando solamente h. 1. m. 27. Per esempio nell’Anno 1773. corre il Plenilunio del Mese di Gennajo agli 8. ore 5 min. 33. della notte seguente: solamente da quì a 19. anni ritornerà il Plenilunio agli 8. di Gennajo colla detta anticipazione di h. 1. min. 27.. vale a dire a ore 4 min. 5. Questo divario d’un’ora e minuti 27. col decorso del tempo ha prodotto un disordine, che si spiegherà dopo.

Qui si avverte, che 19. anni Giuliani [p. 38 modifica]che contengono 228. Mesi, equivalendo a 215. Lune, conviene, che dei corrispondenti 19. Anni Lunari, sette siano di 13. Lune. Questi Anni Lunari di 13. Mesi, nel Ciclo sono li 3. 6. 8. 11. 14. 17. 19. Il Mese decimo terzo di questi, che si chiama Embolismico, è sempre pieno, vale a dire, di 30. giorni, eccetto l’ultimo, ch’è cavo, e sia di giorni 29., e s’intercala nel Mese di Giugno.

Chiamasi poi Numero d’Oro, quel Numero dei 19. che tocca per ordine a ciascun Anno. Questi stessi Numeri erano disposti nel Calendario Antico, per li giorni dei 12. Mesi dell’Anno, in modo, che il Numero dell’Anno dato, cioè, il Numero d’Oro indicava sempre per tutti i Mesi il dì del Novilunio, prendendo i Mesi alternativamente di giorni 30. e di 29. Al giorno poi del Novilunio aggiungendo 13. si aveva la Luna Decimaquarta, vale a dire, il dì del Plenilunio (medio); quindi il Plenilunio Pasquale, di cui si dirà poi; e colla lettera Dominicale dell’Anno si aveva il dì della Domenica di Pasqua. Ora il Numero d’Oro non serve più che per trovare l’Epatta. [p. 39 modifica]

Ciclo delle Indizioni.

L’Indizione è un Circolo di 15. Anni, o di tre Lustri; introdotto dagl’Imperatori per da rinnovazione, o Indizione delle pubbliche Tasse. Si trova in uso dal tempo di Costantino, sebbene se ne ignori la vera origine. Si pone tuttavia nei Diplomi, Istrumenti, ed altre Carte Notariali; poichè col giorno del Mese, e della Settimana serve a verificare le Date.

Periodo Giuliano.

Coi tre Cicli, Solare, Lunare, e delle Indizioni, moltiplicando questi tre Numeri 28. 19. 15. tra di loro, Giulio Cesare Scaligero celebre erudito del Secolo XVI, compose il famoso Periodo, dal suo nome detto Giuliano, di 7980. Anni, prodotto di detti numeri: periodo comodissimo in Cronologia, essendo come una misura universale, a cui rapportare tutti gli altri periodi minori, e a tutte l’Epoche della Storia.

Il periodo Giuliano si concepisce cominciare da quell’Anno, in cui, retrocedendo, [p. 40 modifica]tutti e tre i Cicli hanno per numero 1. poichè nel giro di 7980. Anni non vi può essere, che un’Anno solo, il quale abbia tre dati Numeri, o il medesimo dei tre Cicli. Ma bisogna aver fissato i Numeri d’un’Anno per andare al principio. Io credo, che siasi preso per fondamento l’Anno del Primo Concilio di Nicea, che fu il 325. dell’Era Cristiana, in cui correva per Ciclo Solare 26. Ciclo Lunare 3. Indizione 13. d’onde l’Anno Primo della stessa Era, cioè, l’Anno che comincia 8. giorni dopo la nascita di G. C, si trova avere per Ciclo Solare 10. Ciclo Lunare 2. Indizione 4. e però fu il 4714 del Periodo Giuliano corrente. Se la Nascita di G. C. seguì 3983. Anni dopo la Creazione, come pensa il P. Petavio, il Periodo Giuliano dee concepirsi cominciare 731. Anno avanti del Mondo.

Circa il Periodo Giuliano due quesiti si possono fare; il Primo: dato l’Anno del Periodo trovare i Numeri dei tre Cicli: e questo è facile, bastando dividere il numero dell’Anno dato, p. e, dell’Anno 1773. ch’è il 6486. del Periodo Giuliano, per li numeri dei tre Cicli 28. 19. 15. i residui sono 18. Ciclo Solare; 7. Ciclo Lunare; 6. Indizione. Il [p. 41 modifica]secondo: dati i numeri dei tre Cicli trovar l’Anno del Periodo Giuliano: questo Problema semindeterminato, non è facile da sciogliersi coll’Aritmetica volgare, nè la soluzione è per questo Libretto. Piuttosto si darà il modo di trovare per ogni Anno dell’Era nostra, i numeri de’ tre Cicli.

Regola per trovare i Numeri dei tre Cicli.

Ciclo Solare: poichè il primo Anno dell’Era nostra aveva per Ciclo Solare il 10, all’Anno dato si aggiunga 9. p. e. 1773. già 9. fa 1782. si divida per 28. la somma: il residuo 18. (non curando il numero delle volte) sarà il Ciclo Solare 1773.

Numero d’Oro: comincia un’Anno avanti l’Era. Dunque all’Anno dato s’aggiunga 1. p. e. 1673. 1. 1774 diviso per 19. lascia 7. Ciclo Lunare.

Indizione: comincia 3. Anni avanti l’Era Volgare. Però al dato Anno s’aggiunga 3. p. e. al 1773. 3. 1776. diviso per 15. lascia residuo 6. numero dell’Indizione.

Se niente avanza dopo la divisione, s’intende esser l’ultimo numero del Ciclo. [p. 42 modifica]

Correzione Gregoriana; e prima dell’Anno.

Bisogna prima porre la Legge della Pasqua, stabilita nel Concilio Niceno l’Anno 325. La Legge è questa: che, la Pasqua si debba celebrare nella Domenica, che segue la Luna decimaguarta, o sia il Plenilunio, il quale cade nel dì dell’Equinozio di Marzo, o subito dopo. E perchè al tempo di quel Concilio l’Equinozio cadeva nel giorno 21. di Marzo, fu preso il 21. di Marzo per il giorno dell’Equinozio; onde si reputa il Plenilunio Pasquale sol quello, che cadesse in detto giorno, o il primo dopo.

Ma quì erano nascosti due gran fonti d’errore: uno nella misura dell’Anno Giuliano: l’altro nel Ciclo Lunare. Tutto l’imbroglio del nostro Anno Ecclesiastico nasce dall’essersi combinato l’Anno Solare coll’Anno Lunare che non hanno una misura comune.

Supponevasi la misura dell’Anno, per ignoranza d’Astronomia, di giorni 365. ore 6. Misura, che eccede la vera di 11. minuti, i quali accumulati in 132. anni fanno un giorno, e più di 3. giorni in 400. Anni. Quindi il principio vero dell’Anno, o sia [p. 43 modifica]l’Equinozio, col decorso de’ Secoli andava anticipando tanto, che nell’Anno 1582. in cui seguì la correzione, accadeva agli 11 di Marzo, cioè, 10 giorni prima del supposto. Perciò un Plenilunio, che fosse accaduto tra gli 11. e li 21. di Marzo, non era tenuto per Pasquale, benchè realmente lo fosse secondo la verità della Legge. Si aspettava il Plenilunio seguente, e Pasqua si celebrava un mese dopo del dovere.

Per rimediare a questo capo d’errore, il Papa Gregorio XIII. dopo molte discussioni, coll’avviso d’un’Astronomo Veronese, chiamato Zilio, restituì prima l’Equinozio ai 21. di Marzo, troncando 10. giorni nel Mese d’Ottobre (dai 4. ai 15.) dell’Anno 1582. Poi, perchè restasse in perpetuo fisso in tal giorno 21. di Marzo, stabilì che ad ogni 400. anni si ommettessero tre Bissestili, in tre Anni Secolari (era più esatto sopprimere un Bissestile ad ogni 128. Anni, che dava la misura dell’Anno di Giorni 365. h. 5. m. 48. sec. 45. con ciò poi vi vorrebbe un Ciclo Solare di 400. Anni, che restituisce l’ordine delle lettere Dominicali: si supplisce); il che cominciossi a fare nell’Anno 1700, e così si farà nel 1800 e 1900., il due Mila resterà [p. 44 modifica]Bissestile, ec. con che la forma dell’Anno Civile di tanto s’è avvicinata alla vera misura dell’Anno Astronomico, quanto si può bramare in tali cose, non potendo farsi errore d’un giorno, che dopo 300. mila Anni.

Difetto del Ciclo Lunare.

Il secondo fonte d’errore era nel Ciclo Lunare, supponendosi che restituisce esattamente all’istesso giorno, ed alla stessa ora i Novilunj. Si restituivano allo stesso giorno sino ad un segno, ma non alla stessa ora. Poichè, come si è detto, il Novilunio del Secondo Periodo, cioè, dell’Anno 20. anticipa l’ora di quello del Primo Periodo d’un’ora, e 27. minuti e mezzo; che in 312. anni fanno un giorno: vale a dire, che i Noviluni non si restituivano più, a capo di 312. anni, neppure allo stesso giorno; ma anticipavano d’un giorno; in 624. di 21248. di 4. ec. come accade dal Concilio Niceno sino al Papa Gregorio XIII. verso il 1582. Quindi un Novilunio, che cadeva ai 17. di Marzo, venendo segnato per mezzo del Numero d’Oro ai 21. si riceveva per Pasquale non essendolo; e per tal segno s’anticipava [p. 45 modifica]erroneamente la Pasqua per un Mese. Perciò Papa Gregorio rigettò il Numero d’Oro da tal Ufficio, e vi sostituì l’Epatte.

Dell’Epatte.

L’Epatte Annue sono i giorni, coi quali entra la Luna nell’Anno Nuovo, cioè, i giorni scorsi dopo l’ultimo Novilunio dell’Anno precedente, o per meglio dire, l’eccesso dell’Anno Solare Comune di 365. giorni, sopra l’Anno Lunare Comune di 354. ch’è di giorni 11. Se per esempio, in un’anno al 1. di Gennajo cade la Luna Nuova contando 12. Lune, sei di 30. giorni, sei di 29. il Novilunio della Luna 13. ch’è la prima dell’anno seguente, cade nel dì 21. di Decembre, e perciò al 1. di Gennajo seguente la Luna conta 11. giorni. E questa si dice Epatta dell’Anno entrante. Per la stessa ragione nell’anno dopo, aggiugnendosi altri 11. giorni, la Luna entrerà in Gennajo con XXII. giorni, e sarà l’Epatta dell’anno stesso. Nell’anno seguente entrerà con giorni XXXIII., e perchè ciò non può stare, 33. giorni facendo più d’una Luna, [p. 46 modifica]l’anno precedente, ch’è il terzo, si farà di 13. Lune col Mese Embolismico di 30 giorni; e battendo questi 30. da 33. resterà l’Epatta III. per l’anno entrante: e così via via, aggiugnendo sempre 11. all’Epatta precedente, e battendo 30. ove occorre; si avranno 19. Epatte, corrispondenti ai 19. numeri del Ciclo Lunare.

Quest’Epatte marcheranno il dì del Novilunio ogni anno tanto bene, quanto faceva prima il Numero d’Oro, il quale poi non serviva se non per lo spazio di 312. anni. All’opposto vi è il rimedio nell’Epatta; poichè passati 312. anni, a capo de’ quali i Novilunj anticipano d’un giorno, basta crescere tutte l’Epatte d’una unità, e farne un’altra serie, che duri 312. anni, dopo i quali se ne sostituisce un’altra, ec.

Ma vi era pure da rimediare all’omissione del Bissestile nei 3 anni secolari per tutti li 400. anni. Questa omissione d’un giorno fa, che il Novilunio cada poi in un giorno dopo, cioè, numerato con una unità di più, vale a dire, che lo fa posporre d’un giorno. Per tal ragione fa d’uopo in quel Secolo passare ad una serie d’Epatte, che [p. 47 modifica]calino d’una unità dalle precedenti, poichè la serie discendono delle maggiori alle minori Epatte.

Quindi fa d’uopo costruire varie progressioni di 19. Epatte crescenti, e rispettivamente calanti l’una dall’altra, d’una unità. Le quali serie d’Epatte, al numero di 30. si trovano nella così detta Tavola Espansa dell’Epatte: e vi sono delle regole per sapere qual serie debbasi adoprare per ogni secolo. Nel presente Secolo ha luogo la se rie seguente.

Epatte dal 1700. al 1800.

Numero d’Oro 10 11 12 13 14 15 16 17 18
Epatte. IX XX I XII XXIII IV XV XXVI VII
19 1 2 3 4 5 6 7 8 9
XVIII X XI XXII III XIV XXV VI XVII XXVIII
I Numeri d’Oro si ritengono per indicare l’Epatte, colle quali sono con certa regola legati. Sono l’Epatte la parte più ingegnosa del nostro Calendario, ma insieme la più difficile; nè l’idea di questo Libretto permette d’internarsi in questa dottrina. Basti dare la regola per trovare le Lune. [p. 48 modifica]

Regola per trovare il dì della Nuova Luna.

Si avverta che siccome l’Epatta annua è l’eccesso dell’anno Solare sopra l’anno Lunare, così l’Epatta Mensuale è l’eccesso d’un Mese Civile Solare sopra un Mese Lunare, o di più Mesi sopra altrettanti. Così Gennajo di giorni 31. eccede d’un giorno un Mese Lunare, che sia di 30. giorni. Però la Luna entra in Febbrajo con un giorno di più di quello sia l’Epatta annua. E Febbrajo come tale avrà per Epatta 1. ma quest’uno viene distrutto dall’essere questo Mese di 28. giorni. Marzo dunque non ha Epatta. Aprile avrà 1. Maggio 2. ec. così seguitando ogni Mese avrà per Epatta propria quanto è il numero di esso Mese dopo Marzo; altri però v’includono il Marzo stesso, e forse pensano meglio.

Per sapere dunque l’età della Luna al principio d’ogni Mese, all’Epatta annua con viene aggiugnere l’Epatta del Mese. Per esempio si cerca l’età della Luna per l’entrante 1. Luglio 1773. l’Epatta dell’anno è 6, quella del Mese è 5. fanno 11. se [p. 49 modifica]v’aggiugnete l’1. del Mese si ha 12. età della Luna. Dunque 11. giorni avanti fu il Novilunio.

Se cercate per un altro giorno del Mese, alla somma dell’Epatte aggiugnete la somma delle due dette Epatte, 11. avete 36. si battano 30. (e così sempre che la somma ecceda 30.) resta 6. per età della Luna nel detto giorno 25. passato che sia; dunque 6. giorni prima fu la Luna Nuova.

Si avverta, che essendo l’Epatte numeri interi, omesse le Frazioni di ore, minuti, che possonvi mancare, o anche eccedere, questa regola non dà che l’età media, il Novilunio Medio, che può fallire dal vero talor sino di 2. giorni. Nullaostante per l’uso Civile, ed Ecclesiastico, molto più per la Campagna, per il Mare, per le Osservazioni Meteorologiche, può bastare.

Regola per trovare il Giorno di Pasqua.

Essendo le 30. Epatte distribuite nel Calendario per li giorni de’ Mesi senza interruzione, e con ordine retrogrado, applicando al primo giorno l’Epatta maggiore, p. e. al 1. di Gennajo l’Epatta 30. o sia*, XXIX. [p. 50 modifica]al 2. XXVIII. al 3. ec. con quell’avvertenze, che quì non è luogo di dettagliare, data l’Epatta dell’anno si ha, in quali giorni cadano i Novilunj Medj di tutto quell’anno, e con ciò si ha il Novilunio Pasquale, ch’è facile di discernere.

Poichè per la legge della Pasqua, dovendo questa celebrarsi nella Domenica che segue immediatamente il Plenilunio che cade nel dì dell’Equinozio 21. Marzo, o l’immediatamente dopo: una tal Luna non può cominciare prima degli 8. di Marzo. Poichè se una Luna comincia ai 7. il Plenilunio che ritualmente si calcola esser il giorno 14 della Luna, sarebbe il dì 20. e perciò con viene aspettare la Luna seguente, che comincierà ai 5. d’Aprile, ed avrà il Plenilunio ai 18. Se questo giorno fosse Domenica (non potendosi celebrare da’ Cristiani la Pasqua il dì del Plenilunio, o nella Luna Decimaquarta, in cui fanno la Pasqua gli Ebrei, converrà attendere altri 7. Giorni per la Domenica seguente che sarà ai 25. d’Aprile. E questa sarà la Pasqua più alta, che possa arrivare; ed in questo Secolo fu solamente nel 1734., e non sarà più presto che nell’anno 1886. [p. 51 modifica]

La Pasqua più bassa può venire ai 22. di Marzo, quando il Novilunio cade agli 8. di detto Mese, ed il dì 21. sia di Sabbato, quale fu in questo Secolo il 1761. e sarà nel seguente il 1818.

Dunque i termini del Novilunio Pasquale sono gli 8. Marzo, e li 5. Aprile; e per la Pasqua li 22. di Marzo, e li 25. Aprile; con una differenza di 35 giorni, invero un poco incomoda per gli affari civili. Le altre Pasque cadono tutte nei giorni intermedj, e Per la detta legge è facile fissarne il dì ogni anno. P. E. nell’anno 1773. correndo l’Epatta VI. che dà i Novilunj medj ai 25. Gennajo, ai 23. Febbrajo, 25. Marzo (veramente con notabile ritardo), sarà questo il Novilunio Pasquale, ed aggiugnendo 13. giorni, il Plenilunio Pasquale ai 7. d’Aprile, giorno di Mercordi: dunque la Domenica seguente, sarà agli 11. Giorno di Pasqua.

Delle altre Feste Mobili.

Fissato il Giorno di Pasqua si trovano subito tutte l’altre Feste Mobili, essendone stabilita la regola. [p. 52 modifica]

La Domenica di Settuagesima, arriva 63. giorni avanti Pasqua.

Le Ceneri 46. Giorni.

L’Ascensione 39. Giorni dopo il dì di Pasqua.

La Pentecoste 49.

La Domenica della Ss. Trinità 56.

Il Corpus Domini 60.

La Domenica Prima dell’Avvento, è la più vicina alla Festa di S. Andrea.

Le Quattro Tempore, sono determinate dalla Chiesa nel Mercordì, Venerdì, e Sabbato, della Settimana prima di Quaresima; Settimana di Pentecoste; il Mercordì dopo l’Esaltazione di Santa Croce 14. Settembre; il Mercordì dopo Santa Lucia, 13. Decembre.

E questa è la forma dell’anno detto Gregoriano, in uso appresso tutti i Cattolici. La Germania colla Danimarca l’adottò in sostanza nel 1700, l’Inghilterra nel 1752. la Svevia nel 1753. e non v’è più che la Moscovia colla Chiesa Greca, e qualche Cantone Elvetico, che ritenga lo stile vecchio, cioè, il Giuliano: il Gregoriano si dice stile nuovo, distinto per S. N. Perciò in questo Secolo vi è differenza di 11. giorni dal contare, che fanno i Greci, i giorni dei Mesi, [p. 53 modifica]e dell’anno, con noi. P. E. quando noi datiamo 20. Settembre, essi datano 9. Bisogna aver riguardo a questa differenza nelle Date, anche ne’ Libri dei Tedeschi, Inglesi, ec. prima che abbracciassero lo stile nuovo.

Gli Stati di Germania poi, per la celebrazione della Pasqua, in luogo dell’Epatte, si servono più sicuramente del Calcolo Astronomico, per determinare il vero tempo dell’Equinozio, e del Novilunio Pasquale, quando l’Epatta non dà che il tempo medio. Perlochè due volte in questo Secolo discordarono da’ Cattolici nella celebrazione della Pasqua, di una settimana, cioè, nel 1724. e 1744. perchè l’Epatta posponendo il Plenilunio medio al vero, i Cattolici celebrarono Pasqua 7. giorni dopo. In quest’anno 1744. i Cattolici celebrarono Pasqua li 5. Aprile, secondo il vero computo Astronomico. Il Novilunio Pasquale cadeva ai 14. Marzo a 0.e 7. m. 47. della Mattina, e per conseguenza la Luna Decimaguarta ai 27. di Marzo ch’era Venerdì; onde si poteva benissimo celebrare Pasqua ai 29. Domenica. Molti studj il Papa Albani ha fatto fare agli Astronomi per una nuova correzione: ma non ebbe luogo, nè si trovò ancora rimedio a questo disordine. [p. 54 modifica]

Porremo ora alcune Notizie Astronomiche, che saranno grate a chi non le tiene; ed anche per chi le sa: è, piacere averle pronte in un Libretto a mano.

MISURE ASTRONOMICHE

della Terra.

Cominciando dalla Terra, le cui dimensioni servono di Pertica, o di Scala, alle altre; il Diametro della Terra, per le recenti Misure de’ Matematici contiene Miglia Geografiche (da 953. Pertiche di Parigi l’uno) 6868. La Circonferenza della Terra Miglia 21600. La superficie, miglia Quadrate, 148,348,800. La solidità, miglia Cubiche, 169,859,375,000.

Supposto, che 12. uomini stiano comoda mente in una Pertica Quadrata, in un Miglio Quadrato ne starebbero 10,898,508. ed in tutta la superficie Terrestre, 1,616,780,633,590,400.

Ma per fare un computo più reale, postochè mezza la superficie del nostro Globo sia occupata dall’acque, e postochè per il vitto [p. 55 modifica]d’un uomo bastino di vantaggio due de’ nostri Campi Padovani ben coltivati (da 840. Tavole, o Pertiche Quadrate l’uno), de’ quali un miglio quadrato ne contiene 1080., in un miglio quadrato potendo comodissimamente vivere 540. uomini; sopra la Terra abitabile potrebbero vivere 40,052,176,000. uomini: in numero rotondo quaranta mila milioni d’uomini. Mettiamo, che per le Montagne, ed altri luoghi sterili, non vi sia che la metà della metà della Terra coltivabile, ed abitabile; ancora potrebbero esservi venti mila milioni d’uomini.

Attualmente per le notizie che abbiamo, enumerando le Nazioni delle quattro parti del Mondo, non si conta in tutta la Terra, che 1080. milioni, cioè, appena la ventesima parte degli abitanti, che potrebbero vivervi. Onde si vede, quanto scarsa sia la popolazione, e quanto potrebbe aumentarsi con buone leggi, se gli uomini potessero indursi a non turbarsi privatamente nè in pubblico tra le Nazioni, ma ad istruirsi, ed ajutarsi scambievolmente per coltivare meglio le Terre lavorate, e lavorare i paesi deserti.

La solidità della Terra di tanti milioni di [p. 56 modifica]milioni di miglia Cubiche, se fosse tutta di Terra Ortense, o da lavoro, la quale pesa un terzo più dell’acqua, il piè cubico d’acqua comune (Padovano) pesando intorno cento delle nostre libbre grosse (vedete quì dopo), ogni Pertica Cubica contenendo 216. piedi Cubici, ed un Miglio Cubico contenendo 186,953,006,232. piedi cubici; moltiplicando questo numero, ch’è di 12. note, con quello della solidità della Terra, trovato quì sopra di 12. note, risulta un numero di 23. note almeno: vale a dire, un dieci mila milioni di milioni di milioni di piedi cubici di terra. Ognuno di questi pesa 150. libbre; mettiamo 100. solamente: moltiplicando il detto numero per 100. si ha il numero delle libbre, che pesa la Terra, cento volte maggiore di quel gran numero. E valutando la materia componente un uomo ordinario per un piede cubico di terra al più, risulta che dalla massa della terra si potrebbero formare, altrettanti uomini, quanti sono i detti piedi cubici. Figuratevi ora, se la natura guadagna, o perde assai, dalla formazione, o distruzione d’un uomo. [p. 57 modifica]

Grandezza del Sole, e dei Pianeti.

Il Diametro del Sole, per le recenti osservazioni, si trova più di 113. volte maggiore del Terrestre; che vuol dire più di miglia 776084. dunque la superficie del Sole è più grande di quella della Terra, 12769. volte; ed il corpo del Sole può contenere un milione e mezzo di Terre. Per fare idea della grandezza del Globo Solare, si rifletta, che se avesse il centro nel centro della Terra, si estenderebbe di là dalla Luna quasi altrettanto della distanza della Luna dalla Terra. Quale smisurato Globo! ma tale deve essere, dovendo animare, e muovere tutto il sistema Planetario.

Il Diametro di Mercurio, non è che un terzo di quel della Terra, poco più di due mila miglia; la sua superficie una nona parte; la solidità una ventisettesima.

Venere, si faceva già eguale alla Terra. Ma negli ultimi due passaggi avanti il Sole si scoprì un poco minore; il suo Diametro non è che 8, none parti del Terrestre; la superficie 7. ottavi; la solidità 4. quinti.

Marte, ha un Diametro, ch’è poco più [p. 58 modifica]della metà del Terrestre. La superficie un terzo; la solidità un sesto.

Giove, il maggiore di tutti i nostri Pianeti, ha il Diametro più di 10. volte maggiore del Terrestre. La superficie ne fa 125. la solidità 1246. Terre.

Saturno, è un poco minore di Giove; il suo Diametro fa un poco meno di 10. Diametri Terrestri; la superficie 98. delle nostre; la solidità 868. Terre.

Il Diametro della Luna è un quarto incirca del Diametro Terrestre; la superficie una decimaquarta; la solidità una cinquantesima. Facilissimo è ridurre, colla regola del tre, tutte queste misure a miglia, ed altre misure note.

Distanza dei Pianeti.

Le distanze dei sei Pianeti dal Sole, centro de’ loro moti, sono appresso poco, come i seguenti numeri, facili da ritenere: Mercurio 4. Venere 7. Terra 10. Marte 15. Giove 52. Saturno 95.

La Terra (per la Parallasse del Sole fissata nell’ultimo Passaggio di Venere a [p. 59 modifica]Secondi 8) nella media distanza è lontana dal Sole 83.470,000, miglia.

Colla proporzione dei detti sei numeri 4, 7. 10. 18. 52. 95. le distanze degli altri cinque Pianeti sono queste.

Mercurio dista del Sole 32,559,300 miglia; e perciò dalla Terra, quando è Perigeo, cioè, di qua dal Sole direttamente, 51.110,700 miglia. Ma quando è sopra, o di là dal Sole rispetto alla Terra, 116.029,300. La distanza media è la stessa, che la nostra dal Sole.

Venere dista dal Sole 60.098,400. miglia. E perciò dalla Terra, quando è sotto del Sole 23.371,600. quando è di sopra, miglia 143.568,400. in distanza media, quanto il Sole.

Marte, ch’è il Pianeta prossimo superiormente alla Terra, dista dal Sole miglia 126.874,400, e perciò quando è in opposizione col Sole, che viene prossimo alla Terra (levando dalla sua distanza dal Sole quella del la Terra) viene vicino a noi 43.404,400 miglia; quando è di là dal Sole (5. 6. 7. volte talor più lontano) 210.344,400.

Giove dista dal Sole nella distanza media (e così dalla Terra) miglia 434,044,000. [p. 60 modifica]ma quando è in opposizione, cioè, dalla nostra parte, più vicino, 350,574,000. quando è di là dal Sole lontanissimo 517,514,000.

Saturno dista dal Sole 798.387,800. miglia. E perciò quando più s’avvicina alla Terra 714.913,800. E quando più se ne allontana 881.853,800.

La Luna, nelle distanze medie dista dalla Terra 60. semidiametri terrestri, vale a dire miglia 205,720.

Della distanza delle Stelle Fisse, nulla si può definire, se non ch’ella è inarrivabile. Se ogni Stella fissa è un Sole, come pare, e ve ne sarà alcuna più grande del nostro, o almeno eguale; figuriamoci, qual enorme distanza debba esser quella, che riduca il Globo immenso del Sole all’apparenza d’un semplice punto lucido, quanto è una Stella fissa. Se la Parallasse annua delle più vicine Stelle (mentre la Terra s’avvicina; e s’allontana da esse, per più di 160. milioni di miglia di sei Mesi in sei Mesi), se la Parallasse della più vicina Stella, qual pare essere la Canicola, fosse d’un sol secondo, la distanza sarebbe 206,264. volte più grande di quella della Terra dal Sole, vale a dire più di 16. milioni di milioni di miglia; [p. 61 modifica]spazio, di cui non abbiamo idea, come di niun’altro numero assai grande; ma che si può imaginare da questo, che una palla di Cannone delle più veloci non passerebbe in 4 milioni di anni. Ma la Parallasse Annua della Terra essendo ancora minore, la distanza delle Stelle fisse riesce anche più grande. Quanto è prodigiosa l’ampiezza della Casa di Dio! Quanto angusta la Casa dell’Uomo!


TEMPI DELLE RIVOLUZIONI.


Il, Sole, fermo nel Centro, ruota intorno il suo Asse in giorni 25. h. 14.

La Rotazione diurna di Mercurio intorno se stesso non è nota, non potendosi a cagione dello splendore del Sole, osservare nel la superficie di Mercurio veruna parte distinta. Per congettura d’un Anonimo recente, che deduce i tempi delle Rotazioni de’ Pianeti dalla loro grandezza, o insieme dalla distanza dal Sole, Mercurio gira intorno se stesso in 25 ore, e 24 minuti. Compie [p. 62 modifica]poi la sua rivoluzione intorno del Sole in giorni 88. ch’è l’Anno di Mercurio.

Venere gira intorno se stessa, secondo il Cassini, in h. 23. m. 20. ed il suo Anno, o sia giro intorno del Sole è di giorni 224. h. 18.

La Terra gira intorno se stessa in h. 23. min. 56. ed intorno del Sole in giorni 366. h. 6. m. 9. Perchè per arrivare ad una Stella vi vogliono 21. min. di più che per arrivare all’Equinozio, che va retrogradando, ed anticipando.

Marte gira intorno il suo Asse in h. 24. m. 40. (giorno di Marte), ed intorno al Sole, in un Anno de’ nostri, più giorni 321. h. 22. ch’è l’Anno di Marte.

Giove gira intorno il suo Asse in ore 9. m. 56, ch’è appresso poco il suo giorno; ed intorno al Sole compie il suo corso in 11. Anni de’ nostri, più giorni 313.

Saturno quante ore impieghi a girare intorno il suo Asse, non è scoperto, per non iscoprirsi in esso macchie, a cagione della gran distanza. Per congettura del Cassini impiega 29. ore; ma il citato Anonimo, coll’analogia anche di Giove, ristringe il giorno di Saturno a ore 10. min. 12. Compie [p. 63 modifica]Saturno il suo corso intorno del Sole in 29. Anni de’ nostri, più giorni 155. sebbene il suo corso, sbilanciato dal Passaggio delle Comete, e dalla vicinanza di Giove, varia da uno all’altro, di qualche giorno.

La Luna scorre il Zodiaco in Giorni 27. o. 7. m. 43. sec. 5. ch’è il suo Mese Periodico. Ritorna a pigliare il Sole in giorni 29. o. 12. m. 44 sec. 3. ch’è il suo Mese Sinodico, o sia una Lunazione. Gira intorno il suo Asse nel Mese Periodico. Fu scoperto, specialmente dopo la metà del prossimo scorso Secolo, che alcune Fisse hanno un moto proprio, e ce n’è un Catalogo di 92., delle quali questo moto è determinato con esattezza.

Per il Numero delle Stelle Catalogate ormai arriva a 50. mila, ed il Sig. de la Lande, Autore di questo gran Catalogo crede, che col gran Telescopio di Herschell4 si potrebbe distinguerne sino a 90. milioni in tutto il Cielo. L’Herschell di più scoprì 700. [p. 64 modifica]Fisse doppie, triple, quadruple, quintuple, e diede un Catalogo di 2. mila nebulose (Congetie di Stelle) da esso medesimo osservate.

Le Stelle Fisse, per la precessione degli Equinozj, sembrano avanzare ogni Anno 50. secondi, ed un terzo; e però fanno un grado in Anni 71. e giorni 44., e l’intiero corso in Anni 25. mila, 603. e mezzo incirca; che si può dire l’Anno Magno, ritornando tutte le Stelle allo stesso sito (cioè, i Punti nostri Equinoziali rapporto alle Stelle), le quali sono immobili. Soffrono altre varietà tanto regolari, che irregolari.

[p. 65 modifica]

DEI SATELLITI.

Per Satelliti s’intendono dei Pianeti Minori, che girano intorno a’ Pianeti Maggiori, come intorno la nostra Terra la Luna, che era il solo Satellite cognito avanti che Galileo scoprisse in Padova le Lune di Giove.

Satelliti di Giove girano intorno Giove.


Il Primo, o l’Intimo, in

giorni 1. h. 19. m. 29.
Secondo 3. 13. 18.
Terzo 7. 4. 0.
Quarto 16. 18. 5.
Secondo il Sig. Maraldi il Terzo Satellite è il Maggiore di tutti, tuttavia il suo Diametro è meno d’un quarto di quello della Luna, o sia una diciottesima di quel della Terra (282. Miglia), gli altri sono ancora Minori. Ma secondo il Wiston il terzo Satellite è uguale alla Terra; il primo un po’ più grande di Marte; il secondo uguale a Mercurio; il Quarto alla Luna. [p. 66 modifica]

Satelliti di Saturno.


Rivoluzioni Distanze in Semid. Sat.
I. Giorni 1. h. 21. m. 18. 4
II. 2. 17. 44. 6
III. 4. 12. 25. 8
IV. 15. 22. 35. 20
V. 79. 7. 27. 59

Forse vi sono intorno di Saturno altri Satelliti, o frammezzo ai cogniti, o fuori. Il Quarto è il Maggiore di tutti scoperto dall’Ugenio nel 1656. I Quattro altri Minori da Domenico Cassini. L’Anello di Saturno è una specie di sottile ponte tutto in aria, che circonda il Globo di Saturno, voltando ad esso il taglio, o sia la parte più stretta. Non si sa, che prodigio sia. Ha un Diametro del doppio di quello di Saturno, e 20. volte quello della Terra. Il sospettato Satellite di Venere non s’è ancora verificato.

Li due Nuovi satelliti di Saturno.

Nel Mese di Settembre 1789. l’Herschel col suo gran Telescopio di 40. Piedi di foco scoprì un sesto Satellite di Saturno più [p. 67 modifica]vicino degli altri cinque, e nel Mese di Ottobre prossimo susseguente ne ha scoperto un Settimo ancor più vicino al Pianeta. Di questi due Satelliti, come il medesimo Astronomo rilevò sono

Rivoluzioni Distanze in Semidiam.
dell’Anello
Gior. 0. h. 22. m. 40. Sec. 1, 303.
Gior. 1. 8. 53. Sec. 1, 670.

L’Anello di Saturno.

Nel 1790. l’Herschel medesimo riconobbe, che l’Anello di Saturno è doppio, e che tali due Corone non sono tra se distanti che di un secondo, e rilevò che il loro movimento intorno se stesse è di ore 10. min. 32. Scoprì anche sul Pianeta cinque fascie simili a quelle di Giove, e determinò la rotazione intorno al suo Asse di ore 10. min. 16.

Pongo una Tavola di alcune Misure, altre confrontate sulle Misure attuali, altre prese da’ migliori fonti. Tutte queste lunghezze si rapportano al Piè di Parigi, il quale s’intende diviso in Pollici 12. ogni Pollice in 12 linee; ogni linea in 10. particelle; sicchè il Piede viene a contenere particelle [p. 68 modifica]1440; che è il numero di confronto per gli altri Piedi, e Braccia ancora. Il Miglio, o la Lega s’intende composto di Pertiche da Piedi 6. di Parigi.

[p. 69 modifica]

TAVOLA

Delle Misure de’ varj Paesi ragguagliata col Piede di Parigi di Parti 1440.


Alessandria 1583, 6 Leyde 1390
Aliprando 1870 Lipsia 1252
Amsterdam 1258 Lisbona 1334
Assisi 2160 Londra 1351, 2
Astronomico Macedonico 1567
del Pendulo 1464 Mantova 2065
Arabia 1183 Monaco 1280
Augusta 1312 Naturale 1088
Berna 1300 Padova 1581
Bologna 1682 Perugia 1620
Brabante 1266 Reno 1391, 7
Brunswich 1260, 2 Romano Capitol. 1306
China 1419 Svezia 1316
Colonia 1220 Slesia 1283
Danimarca 1403, 3 Spagna 1240
Danzica 1277 Strasburgo 1283
Dresda 1275 Treviso 1830, 9
Ebreo 1550 Torino 2277
D’Ercole ) 1224 Udine, e Friul 1530
D’Erodoto ) Venezia 1541, 6
Ferrara, Piè del Verona 1512
Vescovo 1779 Versavia 1340
Firenze, Br. da Vicenza 1579
Terra 2440, 95 Vienna 1401, 3
Da Lana più Zurigo 1585
usato 2580, 45 Palmo Romano 990
Geometrico 1419 Genovese 1113
Geografico di cui Napoli 1164
5000 fanno il Palermo 1073
Miglio da 60 Lisbona 961
al Grado 1642 Cagliari 898
Greco 1360 Quarta da Cavallo
Hala Magdeburg 1360, 3 Padovana 740
[p. 70 modifica]

BRACCIA.


Amsterdam 3060 Mantova 2062
Bologna 2640 Milano 2541
Brescia 2075 Moscovia, Archina 3183
Breslavia 2438 Padova a Lana 4001
Brusselles Grande 3078
a Seta 
2815
Piccolo 
3034 Parigi da Stoffa 5275
Berlino 2956
Drappo 
5264
Castiglia, varo 3712
Tela 
5240
Costantinop. picca 3140 Parma, e Piacenza 2423
Copenaghen 2782 Reggio di Modena 2348
Danzica 2544 Strasburgo 2262
Dresda 2509 Svezia 2640
Ebreo Sacro 3006 Torino 2270
Firenze, ’da Terra 2440 Trigonometrico 2822
Da Panno 
Valenciennes 2640
più usato 2580 Venezia a Lana 3085
Francfort 3065
a Seta 
2856
Ginevra 5070 Verona a Lana 2870
Amburgo 2540
a Seta 
2856
Annover 2590 Vicenza a Lana 3070
Lion 5205
a Seta 
2830
Londra (yard) 4055 Vienna 3445
Lipsia 2506
[p. 71 modifica]

MIGLIA, E LEGHE.


Miglio Romano di Strabone, Pertiche 
766
 
Moderno 
754
Geografico da 60 al Grado, e Moderno 
957
D’Arabia, e d’Alessandria 
824
D’Inghilterra 
830
Stadio d’Egitto 
114
 
Greco d’Atene 
94
 
Romano 
94
Prussia, Wersta 
550
China, Li 
228
Turchia 
591
Persia, Parasanga 
1632
Egitto, Schoeno 
3265
Spagna 
3260
Germania )
 
3812
Olanda )
Danimarca 
3897
Ungaria 
4398
Svezia 
5445
Lega di Francia Piccola 
2000
 
Comune, di 25 al Grado 
2282
 
Marina, di 20 al Grado 
2853
[p. 72 modifica]

RAGGUAGLIO DE’ PESI

PRATICATI

In vari luoghi della Terraferma colla Libbra di Venezia.

(ZANON T. VI. P. 108.)


La Libbra di Adria, Brescia, Cividal di Friul, Chioggia, Marano, Portogruer, Rovigo, Udine; grossa, e sottile, è la stessa, che la Libbra Veneziana.

Bergamo e Crema: Libbre 108. di Venezia sono Libbre 100 di detti luoghi.

Bassano, Padova, e Vicenza: libbre 112 sottili di Venezia; sono 100. di questi luoghi. Libbre 102. grosse di Venezia, sono 100 grosse de’ luoghi medesimi.

Treviso, Castelfranco, Mestre, Motta, Sacile: la Libbra sottile di questi luoghi conviene con quella di Bassano, Padova, [p. 73 modifica]Vicenza. Ma Libbre grosse 108 di Venezia, ne fanno 100. di questi cinque luoghi.

Pordenon: sottile eguale alla Veneziana

  Grossa eguale alla Trevigiana.

Verona: libbre 110. di Venezia, sono 100. di Verona.

N. B.


La libbra grossa di Padova pesa Caratti 2346. ogni Caratto pesa grani 4. dunque una libbra grossa di Padova pesa Grani 9384.

La Libbra sottile di Padova pesa caratti 1638, o sia Grani 6552.

E però, il Zecchino pesando Caratti 16. gr. 3 la libbra Grossa di Padova pesa Zecch. 139 gr. 1.

 Sottile 97. gr. 4

Parimenti la Libbra grossa di Padova pesa Ducati d’Argento 21, e Caratti 7.

La sottile Ducati 14, Caratti 15.

Un’Inguistara d’Acqua di Pozzo, pesa

Libbre grosse Padovane 2, Onc. 0 Car. 50
 Sottili 2. Onc. 14. Car. 22

E però un Secchio, che si fa di 10. Inguistare, pesa Libbre 20. Car. 765. Grosse, [p. 74 modifica]ed una Botte Padovana computata di 80. Secchi, pesa libbre grosse 1626.

Un Piede Cubico d’Acqua, misura Padovana, pesa libbre grosse 98. Onc. 4. Car. 144.

Un Piede Cubico d’Acqua, misura di Parigi, pesa libbre 68. onc. 8 di Parigi. La libbra di Parigi è di 16. oncie, cioè, un quarto più grande di quella di Padova: ma il Piede di Padova è più grande di quello di Parigi. Risultando il Piede cubico di Parigi a quello di Padova, come, 2.985,984,000: 3.983,425,941. Sarebbe un Piede Cubico d’Acqua, misura di Padova libbre di Parigi 91 e però la libbra grossa di Padova a quella di Parigi come 91: 98 incirca come 15: 16.

Per misurare i Terreni s’adopra la Pertica di 6. Piedi. Un Campo Padovano, Vicentino, Veneziano, Trivigiano comprende 840. Pertiche Quadrate (delle Tavole) misura del proprio Paese.

Per misurare Mura, e distanze s’adopra il Passo di 5. Piedi. In Padova per misurare le Legna s’adopra un Passo minore di 4. Piedi. Un Passetto di Legna è un Cubo di 4. Piedi. [p. 75 modifica]

Il Miglio Padovano, è 1000. Passi Padovani, sono Toese 915.

Queste sicure notizie sopra i Pesi di Padova, vengono dalla nota diligenza del pubblico Architetto Abb. D. Domenico Cerato, di felice memoria. E con questo fondamento si può valutare il peso assoluto di tutte le libbre dello Stato Veneto, e ridurle a misura cubica cognita, come a quella di Parigi.


Nota. In fine di quest’Opera si troverà la Serie de’ Ristretti Meteorologici, Qualità dei Giorni per le Pioggie, Sereni, Venti, ed altro, che dall’Autore fu posta in ogni suo Giornale Meteorologico.

[p. 222 modifica]

ΝΟΤΑ

Delle Pioggie, dei Ristretti Meteorologici, della qualità de’ Giorni, della frequenza de’ Venti dall’Anno 1772 sino all’Anno 1798.5


 
Giorni
Mesi Pollici Linee me 12. di Pioggia
Gennajo 
11 4 0 15
Febbrajo 
5 6 5 16
Marzo 
3 9 7 17
Aprile 
8 0 7 15
Maggio 
8 6 6 16
Giugno 
1 9 8 10
Luglio 
0 11 4 8
Agosto 
2 7 9 8
Settembre 
2 6 5 9
Ottobre 
1 2 1 6
Novembre 
6 4 10 20
Decembre 
4 9 3 12
57 6 5 152
 


A memoria nostra non fu Anno così Piovoso. Poichè Poll. 50 lin. 8. 8. (misura di Parigi); e l’Anno 1728. Pollici 49. 10. 2. [p. 223 modifica]e fu stimato Anno piovosissimo in questi Paesi. L’Anno 1770. non parve piovoso da principio, perchè fu tutta Neve; l’Ottobre fu eccessivo, poichè piovette 20. giorni quasi di continuo. Ma il Gennajo del 1772. superò ogni altro Mese, di cui s’abbia memoria. Qualche Anno, come il 1740. e 1762. ha dato appena 20. Pollici di acqua piovana: ch’è poco più d’un terzo dell’Anno passato.

I Giorni piovosi furono 152. ma nel 1770. furono 151. che eccedono del doppio il numero di qualche Anno asciutto. Il numero Medio de’ Giorni piovosi, è, di 105. Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 3 - 1802 (page 18 crop).png

Note

  1. Gli Articoli precedenti di questa generale spiegazione, che sono relativi all’uso quotidiano di ciascun Giornale seguente, si ommettono, come superflui all’oggetto di questa Raccolta; e parimenti alcuni altri Articoli non creduti necessarj.
  2. L’Autore qui parla del Flusso, o dell’Acqua alta nei Porti di Venezia, e di Chioggia (e poca differenza vi sarà negli altri Porti dell’Adriatico), nei quali succede tra un’ora, ed un quarto, ed un’ora e mezzo circa avanti che la Luna arrivi al mezzo del Cielo tanto di sopra che di sotto. Ecco la Tavoletta di questa Marea, tratta dal Saggio Meteorologico dell’Autore. Ediz. terza pag.41.

    Ora dell’alta Marea avanti il passaggio della Luna per il Meridiano, secondo i Mesi, nei Porti di Venezia, e di Chioggia.


    Nel Novilunio Nel Plenilunio
    Notte Notte
    O. M. O. M. O. M. O. M.
    Gen. 2. 40 1. 40 2. 41 0. 56
    Feb. 2. 8 1. 57 2. 13 0. 57
    Marz. 2. 5 2. 5 1. 27 1. 21
    April. 2. 18 1. 19 0. 58 0. 58
    Mag. 0. 38 0. 8 0. 40 1. 25
    Giug. 1. 2 2. 47 0. 15 2. 45
    Lug. 0. 38 0. 53 0. 23 1. 22
    Agost. 0. 3 0. 9 0. 31 2. 1
    Sett. 0. 54 1. 39 0. 47 0. 47
    Ottob. 1. 40 1. 55 1. 17 0. 47
    Nov. 1. 56 0. 41 2. 29 1. 0
    Dec. 2. 25 1. 11 2. 45 1. 0
    Ore Medie 1. 23 1. 17 1. 27 1. 16
  3. Facile e volgare è il modo di descrivere una linea Meridiana. Abbiasi un piano di pietra, o di tavola coperto di carta ben liscia, e posto col livello in sito orizzontale. Dalla parte, che guarda appresso poco il Mezzodì, che si saprà dal sito del Sole, o colla Bossola, avvertendo, che l’Ago declina a Ponente 17. gradi, si ponga uno Stilo come Ca n b, che sia un mezzo cono, o mezza piramide retta, tagliata per l’asse, acciocchè la linea cm mostri la perpendicolare, ed il centro. Dal punto m, come centro si descriva nel piano con sottil Lapis un Cerchio (anzi tre, e quattro vicini per maggior sicurezza) come xMz: avanti Mezzodì (tre ore, se si può) si osservi, quando la cima dell’ombra dello Stilo tocca il Cerchio, e si noti quel Punto, come x: dopo Mezzodì, si aspetti che l’ombra allungandosi arrivi a toccare lo stesso Cerchio dall’altra parte, e se ne noti pure il punto, come z. (Lo stesso si faccia degli altri Cerchi). Si tagli per mezzo l’arco xz in M; la linea mM sarà la Meridiana.
  4. Fece fare sotto suoi occhi un Telescopio per l’Osservatorio Reale di Madrid, che costò 164 mila Franchi.
  5. Per l’Anno 1773 Vedi il Ristretto Meteorologico del Giornale dell’Anno 1774 alla Pagina       Tomo Primo.