Rivista italiana di numismatica 1894/Necrologie

Rivista italiana di numismatica 1894|Necrologie

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Rivista italiana di numismatica 1894 Rivista italiana di numismatica 1894
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NECROLOGIA



DAMIANO MUONI.


Il Cav. Damiano Muoni nacque in Antignate sul bergamasco il 14 agosto 1820 da Giovanni Pietro, notaio collegiata di Cremona e da Giuseppina Torriani da Mendrisio. Compì gli studi legali nel 1841. Prese parte alla rivoluzione milanese nel 1848. — Preso da giovanile entusiasmo per i miracoli del magnetismo animale, che in allora aveva guadagnato nuovi adepti e preso nuovo vigore, percorse vari stati d’Europa, e segnatamente la Spagna, da fervente apostolo della dottrina di Mesmer. Rimpatriato, ebbe nel 1857 la nomina a Vice-segretario della Luogotenenza di Lombardia, e nel 1864, quella a Segretario presso l’Archivio di Stato di Milano, dove rimase fino al 1880. Dal 1859 in poi applicò tutte le forze del suo ingegno agli studi storici. Illustrò con singolare amore e con erudite monografie il suo paese nativo, e a questo nobile scopo consacrò non piccola parte della sua modesta fortuna nell’acquisto di libri, di carte e monete, colle quali formo nella sua casa un pregevole Museo. Dopo una vita sempre operosa e dedicata in ispecie al lustro della propria famiglia e del paese nativo, Damiano Muoni moriva in Milano il 22 febbraio 1894, nell’età di settantaquattro anni.




Fra le numerose pubblicazioni del Muoni, citeremo le seguenti, che hanno rapporto colla numismatica:

Elenco delle zecche d’Italia dal medio-evo infino a noi. Milano, 1858. — Famiglia Sforza. Milano, 1858; con 7 tav. — Sulle [p. 128 modifica]Monete di Sardegna. Milano, 1865; con fig. — La zecca di Milano nel secolo XV. Asti, 1865; con 2 tav. — Officine monetarie di Giovanni II Bentivoglio nei castelli di Antignate e Covo. — L’antico Stato di Romano di Lombardia ed altri comuni, ecc. Milano, 1871; fig. con ritr. e notizie numism. sull’officina monetaria d’Antignate. — Famiglia Mandelli, conti di Maccagno e di Caorso, feudatari di Montorfano. Milano, 1877; con 8 tav. e con impronte di rame. — Elenco delle zecche d’Italia dal medio-evo sino a noi. Edizione II. (Estratto dalla Gazz. Num. di Como, 1885-86). — Monetazione carolingia italiana. – Carlomanno. Milano, 1889; fig. (estratto dalla Riv. Ital. di Num., anno II, fasc. II.







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NECROLOGIA




DOMENICO MARINCOLA-PISTOIA.


La regione calabrese ha perduto uno de’ più valenti cultori della sua Numismatica classica, il Prof. Marincola, direttore del Museo Provinciale di Catanzaro.

Domenico Marincola-Pistoia, tratto per naturale propensione alle ricerche storiche, ed avendo sortito i natali in quella estrema plaga, ricca di tante gloriose memorie, volse con predilezione i propri studi alle antiche monete della Magna Grecia, e con lungo amore ne investigò i tipi, ne interpretò le iscrizioni, e dettò intorno ad esse più d’una interessante monografia1. E di monete della Magna Grecia, come di antiche monete greche in genere, riunì una pregiata collezione, che ora forma beli’ ornamento del Museo già da lui diretto.

Nè, in Domenico Marincola, il desiderio del raccoglitore e del numismatico si appagava col possesso e con la cognizione esterna delle monete; che anzi, dallo studio delle monete, egli soleva assurgere alle considerazioni storiche intorno alle origini delle varie città, soleva assurgere alle ardue quistioni topografiche, recando in esse quel medesimo fervore e quell’acutezza di mente che tanto distinguono i suoi lavori di Numismatica pura.

[p. 250 modifica]E, quel che più importa, del risultato delle sue acute e pazienti ricerche, come di notizie e di cortesie d’ogni fatta, era liberale a quanti dotti italiani e stranieri a lui ricorressero; ne tanno testimonianza, per tacere d’altri, il Padre Garrucci nella sua grande opera sulle monete dell’Italia antica, il compianto Lenormant nel suo libro sulla Magna Grecia, lo Schlumberger nel suo vasto lavoro sulla Sigillografia dell’Impero bizantino.

Egli non fu soltanto un indagatore instancabile nel campo della scienza, ma anche un efficace e volonteroso cooperatore delle indagini altrui; ed è in questa duplice qualità ch’egli contribuì all’incremento ed al progresso della Numismatica, e che il nome di Domenico Marincola rimarrà nella riconoscente memoria degli studiosi.




D. MANUEL VIDAL QUADRAS y RAMON.


Il 20 maggio scorso moriva a Barcellona Don Manuel Vidal Quadras y Ramon, il Nestore dei Raccoglitori spagnuoli. — Possedeva una Collezione di monete e medaglie spagnuole antiche e moderne, di oltre 15.000 pezzi, considerata a giusta ragione la più ricca della Spagna. Nel 1888 ne pubblicò un Catalogo riassuntivo e nel 1892 ne dava una completa illustrazione in una elegantissima edizione di quattro volumi in-4 con 87 tavole (Catalogo de la Colleccion de Monedas y Medallas de Manuel Vidal Quadras y Ramon. — Barcellona).



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NECROLOGIA




ARIODANTE FABRETTI.



Nella notte dal 13 al 14 settembre scorso, spirava tranquillamente di vecchiaia a Monteu da Po presso Torino il Senatore Ariodante Fabretti, direttore del Museo Archeologico di Torino.

Il Fabretti nacque a Perugia il 1° ottobre 1816. Cominciò in patria gli studii, dedicandosi specialmente alle lingue classiche col Mezzanotte, all’archeologia col Vermiglioli, alle scienze naturali col Purgotti e col Bruschi (studi continuati negli anni 1837-1839 a Bologna coll’Alessandrini, l’Angeletti, il Medici, il Ranzani, ecc.) e alla storia umbra del medioevo.

Cominciò a tarsi conoscere quale valente archeologo nel 1842 con alcune erudite pubblicazioni.

Fervido patriota, prese parte, quale deputato di Perugia, all’Assemblea costituente romana nel 1848-49 e votò la proclamazione della Repubblica romana.

Ma in seguito all’incalzare degli avvenimenti politici, dovette riparare in Toscana, quindi in Piemonte, dove tornò ai suoi studii prediletti. E fu anzi a Torino dove il Fabretti svolse tutta la gagliardia del suo ingegno e la sua instancabile attività.

Fu nominato dapprima professore ordinario di archeologia all’Università, poi direttore del Museo etrusco ch’egli riordinò, illustrò ed arricchì.

A Torino poi il Fabretti copriva moltissime cariche: era vicepresidente dell’Accademia delle Scienze e direttore [p. 390 modifica]della Classe di scienze morali, storiche e filologiche all’Accademia delle Scienze; direttore di nomina prefettizia agli Istituti di beneficenza e credito amministrati dalla Direzione dell’Opera di S. Paolo, consigliere al Museo Civico, direttore del Museo d’antichità, socio fondatore della Società di Archeologia e Belle Arti per la provincia di Torino, membro della R. Commissione conservatrice dei monumenti di arte antica, ecc. ecc.

Durante la XIII legislatura (1886-90) gli elettori del primo Collegio di Perugia lo elessero deputato. Alla Camera militò nelle file della sinistra avanzata. Nel 1889 veniva nominato senatore. Era cavaliere dell’Ordine civile di Savoia e socio corrispondente dell’Istituto di Francia. Scrisse un numero ragguardevole di lavori, che sono d’un incontestabile valore. Fra i quali, lasciando le opere storiche, le filologiche e le archeologiche, ci limiteremo ad accennare qui le numismatiche, che si riassumono nei cataloghi delle Collezioni del Museo di Torino da lui ordinato. Un primo catalogo pubblicò nel 1876: Raccolta numismatica del R. Museo di Antichità di Torino (Roma, Torino, Firenze, 1876); un secondo nel 1881: R. Museo di Torino ordinato e descritto da A. Fabretti, F. Boni e R. V. Lanzone, Vol. III: Monete greche. Vol. IV: Monete consolari e imperiali (Roma, 1881).

Il Fabretti aveva una figura caratteristica, la lunga barba bianca e i capelli fluenti gli davano un aspetto venerando. Era modestissimo in mezzo alla sua molta scienza, e pregato diverse volte da noi d’onorare la nostra Rivista con qualche suo scritto, sempre se ne schermì dicendo di non essere in numismatica che un semplice dilettante!


La Direzione.




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A. R. CAUCICH.


Il giorno 4 settembre p. p., moriva improvvisamente in Bologna, nell’età d’anni 61, il numismatico Cav. A. R. Caucich, Socio onorario di varie Società italiane ed estere. Nato in Trieste il 3 aprile 1833, prese parte al movimento irredento per la libertà della sua patria. Da oltre trent’anni stabilitosi a Firenze, vi aveva aperto una Casa di commercio in monete, medaglie e antichità in genere, guadagnandosi simpatia e buon nome per la sua specchiata onestà. Nel 1867, in unione a due amici, cominciava in Firenze la pubblicazione del Bollettino di numismatica italiana, che diresse per tutto il tempo della sua durata, ossia fino al 1870, e ne fu assiduo collaboratore, rendendosi benemerito della numismatica italiana, coll’illustrare buon numero di monete italiane inedite e sconosciute. Ora egli stava appunto, dietro nostra insistenza, allestendo alcuni Articoli per la nostra Rivista, quando immaturamente lo colse la morte. Nutriamo fiducia di poter in seguito far conoscere ai nostri lettori qualche lavoro postumo del compianto numismatico.

La Direzione.




PUBBLICAZIONI DEL CAV. A. R. CAUCICH.


Di una moneta inedita d’Acqui (Riv. num. italiana di Asti. Tomo I).
Illustrazione di una moneta inedita di Pomponesco (Boll. di Num. ital. Anno I, n. 1).
Illustrazione di due monete della zecca di Montalcino (Id. n. 2).
Monete inedite o rare: Montalcino, Scio, Siena (Id. n. 3); Guastalla, Pomponesco, Bozzolo (Id. n. 4); Roma (Id. n. 5).
Di due conii falsi recentemente scoperti in Roma (Id. n. 5).

[p. 392 modifica]Monete inedite o rare: Faenza, Firenze (Id. n. 6).

Monete inedite, corrette o rare: Masserano, Roma (Id. Anno II, n. 1); Fabriano (Id. n. 2).

Di un documento della zecca di Todi (Id. n. 2).

Monete inedite, corrette o rare: Fabriano, Parma (Id. n. 3); Firenze (Id. n. 4).

Breve cenno di una moneta fin’ora unica dei Conti di S. Fiora (Id. n. 4-5).

Illustrazione di una medaglia in oro di Guidobaldo II duca d’Urbino (Id. n. 5).

Monete inedite, corrette o rare: Venezia, Dalmazia, Albania (Id. Anno III, n. 1); Masserano (Id. n. 2); Firenze (Id. n. 3); Livorno (Id. n. 5); Aquileia (Id. n. 6).

Breve ragionamento intorno a diversi sistemi di classificazione di monete italiane del medioevo (Id. Anno IV, n. 1-2).

Monete inedite, corrette o rare: Modena (Id. n. 2); Modena, Spinola, Milano, Avignone (Id. n. 3); Bozzolo (Id. n. 5).

Della zecca fabrianese. Cenni storici di Camillo Ramelli, ristampato da A. R. Caucich nel 1867 con giunte e correzioni.



Note

  1. Di Temesa o Tempsa, repubblica italiota (Catanzaro, 1866).
    Di Petelia, città autonoma della Magna Grecia (nelle Memorie dell’Accademia di scienze e lettere di Catanzaro, vol. I, 1868.
    Mesma o Medma (nelle predette Memorie, voi 11, 1869X
    Ipponio (l. c.).
    Di Terina e di Lao, città italiote dei Bruzii (Catanzaro, 1886).