Rime (Gianni)/Canzoni/Donna, se 'l prego de la mente mia

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Canzoni - Amor nova ed antica vanitate Canzoni - Se tu martoriata mia soffrenza
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XIII.


     Donna, se ’l prego de la mente mia,
come bagnato di lacrime e pianti,
venisse a voi incarnato davanti
a guisa d’una figura pietosa,
5e voi degnaste udir sua diceria,
ragion vi moverebbe ne’ sembianti
perchè udireste li tormenti, quanti
soffera l’alma mia di voi pensosa,
con quella pena che l’è faticosa,
10pur aspettando che da voi si mova
una dolce pietà, se ’n voi si truova,

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in farmi grazia d’empir lo desio;
e se virtù d’amor in voi riposa,
spero d’aver la grazia bella e nuova
15e di ciò mostrarei verace pruova
che Amor non de’ voler per ragion ch’io
merito perda per lo buon servire,
poi lungo tempo m’ha fatto languire.
     Donna, ragion d’Amor mi dà speranza
20che voi sarete ver me sì gentile
che non isdegnerete mio cor vile
meritando vie più ch’io non son degno;
e da ciò si nutrica mia possanza
ch’attende che la vostra mente umile
25vêr me si faccia di merzè simile;
onde ciò disiando mi mantegno
che non m’è avviso che sia altro regno
fuor del ben, donna, che da voi aspetto,
il qual sarà mirabile diletto
30che mi terrà gioioso sempre mai.
Io prego Amor che mi doni suo ingegno,
sì ch’io non manchi per alcun difetto

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e ’l ben ch’io attendo mi faccia perfetto
aver da voi, di cui innamorai
35entro ’l principio della mia vaghezza
quando m’apparve vostra gran bellezza.
     Donna, e’ mi duol ancor, quand’i’ rimembro
i dolorosi colpi e li martiri,
che soffrirò in quel punto i mie’ desiri,
40quando mirai ne’ vostri occhi amorosi
e sostenni passione in ciascun membro,
ed or convien che dolcemente miri
verso di voi senza gettar sospiri
per la speranza ch’hanno esser gioiosi.
45Io posso dir ched’ei sian poderosi
per lo durar ch’hanno fatto soffrendo
in ciascuna battaglia voi vincendo,
sì che per uso non curan tormento,
nè son di ciò tementi o paurosi.
50Donna, voi li gabbate sorridendo,
e vedete la lor vita morendo;
con soffrenza farà riparamento,
e tanto soffriranno nel penare

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che vi rincrescerà il martoriare.
     55Donna, quando sarà per me sereno
ched e’ v’incresca delle mie gravezze?
Non credo mai fin che vostre bellezze
soverchieranno l’altre di beltate.
Se sofferenza vi venisse meno,
60sacciate, donna, che le mie fortezze
non dureranno contro a vostre altezze.
Dunque la morte avrà di me pietate:
ed io ne prego la sua maiestate
che mi riceva senza dar fatica.
65Voi rimarrete al mondo mia nemica;
io, sconsolato, me n’andrò in pace:
Amor, veggendo vostra crudeltate
vorrà servare una sua legge antica,
che qual donna a buon servo non è amica
70le sue bellezze distrugge e disface,
onde se ciò vi tornasse in dispregio
sarebbe per ragione a me gran pregio.
     Donna, dunque vi piaccia provvedere
al vostro stato e al mio in tal maniera

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75che nostra benvoglienza mai non pera;
e s’io ho ’l torto, Amor dia la sentenza.
Dio! voi dovreste per ragion volere
che quanto bella donna è più altera,
tanto le cresca onor, quanto è men fera
80ver lo suo servo che non ha potenza.
Cosi alla vostra angelica piacenza
nulla virtù sarebbe a darmi morte,
ancor sentendo ch’io fosse più forte,
donna, poichè da voi non mi difendo.
85Qui riconosca Amor vostra valenza;
se torto fate, chiudavi le porte
e non vi lasci entrar nella sua corte.
Data sentenza in tribunal sedendo
sì che per voi non si possa appellare
90ad altro Amor che ve ne possa atare.
     Canzon mia nova, poich’io son lontano
da quella ch’ha d’Amor l’alma fiorita
va per conforto della nostra vita
e prega che di me aggia mercede.
95Il tuo sembiante sia cortese e piano,

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quando davante le starai gecchita,
e contale di mia pena infinita;
e s’ella sorridendo non ti crede
dille: Madonna, con giurata fede,
100se voi vedeste suo misero stato
e ’l viso suo di lacrime bagnato
e’ ve n’ increscerebbe in veritate,
chè piangendo ne’ncresce a chi lo vede;
dunque vi piaccia che sia confortato
105chè se prima si muor, vostro è il peccato,
e non vi varrà poi aver pietate,
chè se per voi, servendo, e’ fosse morto,
poco varrebbe poi darli conforto.


Questa soavissima canzone, una delle più belle composizioni di Lapo e del dolce stil nuovo, resta nei principali codici da noi esaminati. Dal Pucciano non la trasse il Fiacchi essendo già nella stampa del Serassi, dalla quale la ripubblicarono il Valeriani e il Nannucci. Resta nei codd. Chig. l. viii, 305; Ricc. 2846; Ashb. 479; Triv. 37 e nelle copie dei codici Bartoliniani, pei quali, come dicemmo, ci serviamo del Bol. Univ. 2448. Varianti: [p. 49 modifica]1. B. della; 2. B. et p.; 3. R. de voi incarnato; 5. R. B. degnasse; s. degnassi; 9. C. chell e faticosa; 10. C. da lei si moua; 12. R. C. in farmi; C. B. d empier; 16. B. s. non debbe voler per ragione: 17. B. s. ch'io merto; con un grave ed evidentissimo errore di tutti i codd. Bar.; 24. C. chella; 25. s. merce; 27. C. chessi: B. aduiso; 28. C. T. chel ben; 31. C. eo pregho; 34. C. da cui namorai; 42. T. che or convien; 45. B. s. che dei; 50. s. se non di ciò; 53. s. sofferanno; 56. B. mia; 60. B. s. mia; 63. C. ne prego la su amistade; 64. s. dar fatica; 66. s. anderò in pace; 69. C. donn a bon; 70. C. distrugg e disface; 72. C. amme; 74. C. e mio; B. et mio; 76. B. dea la sent.; 77. T. volere, ma senza Deo voi dovreste; B. deh.... volere; 79. B. s. onor; 81. R. angelica pienza; B. piagenza; 84. da noi, nella stampa del Chig., ma però legge: noi; 90. C. poss atare; B. amore; 92. C. da quello ch a d’amor; 95. B. semblante; 96. T. gecchiata; 102. B. even; 106. Questo e i segg. due versi mancano nella stampa del Serassi, sebbene non manchino nel cod. della Comunale di Bergamo, dal quale certamente egli derivava; 107. B. e forse.

[Canzone di sei stanze, l’ultima delle quali serve di commiato, composte di diciotto versi, tutti endecasillabi, che seguono questo sistema di rime: [p. 50 modifica]

ABBCABBCCDDECDDEFF.


Non pochi dei codici che contengono rime del Gianni aggiungono, come congedo di questa canzone, la stanza che segue: Se tu, martoriata mia sofferenza, ma certo erroneamente. Vedi la nota alla poesia XIV, che segue].