Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2322

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[p. 168 modifica] proprio della scrittura e lo fu, sino ab antico, per sempre.

Gli stessi motivi mi fanno credere che, per esempio, trovando noi nelle tre lingue figlie amammo, amamos, aimâmes, si debba concludere che il vólgare latino diceva parimente amamus contratto per amavimus, come abbiamo veduto ch’egli diceva amai (che gli spagnuoli e i francesi dicono aimai, amè mutato l’ai in e); e come pur diceva amasti, amastis per amavisti ec. (del che discorrete come sopra), onde amasti amaste, amaste amastes, aimas aimâtes (anticamente aimastes). (1 gennaio 1822).


*    Gli antichi non solo celebravano i giorni natalizi, ma anche gli anniversarii delle morti. Vedi il quinto dell’Eneide, e segnatamente vers. 46-54. Celebravano pure gli anniversarii di vittorie riportate ec., come di quella d’Azio, per cui s’istituirono i giuochi Aziaci. Vedi Heyne P. Virg. Maron. Vita per annos digesta, anno U. C. 723. Cosí in Atene la festa di Pallade nell’anniversario (se non erro) della battaglia di Maratona [p. 169 modifica]Maratona o di Salamina. Celebravano annualmente in diversi tempi diverse