Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1267

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[p. 45 modifica] dove un altro de’ sensi che ebbero da principio, o fossero propri o traslati. Cosí che non è da far maraviglia se bene spesso in diversissime lingue si trovano tali e tali radici uniformi o somiglianti nel suono, ma disparatissime nel [p. 46 modifica]significato. Né la disparità del significato è ragion sufficiente per decidere che non hanno fra loro alcuna affinità. Ci vuole il senno e la sottigliezza del filosofo e la vasta erudizione e perizia del filologo, dell’archeologo, del poliglotto, per esaminare se e come quella tal radice potesse da principio riunire quei due o piú significati diversi. Chi non vede, per esempio, che wolf, voce che in inglese e in tedesco significa lupo, è la stessa che volpes o vulpes che significa un altro quadrupede pur selvatico e dannoso agli uomini? Frattanto la detta osservazione dimostra la immensa differenza che a poco a poco dovette nascere fra le varie lingue e l’infinita oscurazione che ne dovette seguire del linguaggio primitivo e comune una volta, ma già non piú intelligibile né riconoscibile (vedi la p. 2007, principio).

Nel quarto luogo che dirò della scrittura?

1o, O della sua mancanza (giacché è piú che verisimile che, quando gli uomini e le lingue si divisero e sparsero, non si avesse ancora nessuna notizia della scrittura alfabetica, né di segno alcuno de’ suoni, trattandosi che la lingua stessa allora parlata era cosí bambina come abbiamo probabilmente conghietturato dagli effetti); mancanza che toglieva ogni