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classici, sulle tre Corone, con venature latineggianti alle quali fanno contrasto le crude espressioni che i poeti ripetono dal loro dialetto nativo.

Prima di mandar fuori il suo libro, l’Ariosto fu preso da qualche nuovo pentimento, e buttò giú una breve Errata Corrige. Gli spiacque d’aver usato il plur. mano, e rifá i versi ove era in rima (III 72, X 49), salvo a lasciarlo in XIV 65, 4; e cosí cancella, sfuggitagli la scempia per la doppia, Alemano, sostituendo Germano (III 28, 3, III 36, 4); rimedia a qualche sconcordanza e a qualche distrazione (XI 34, 3, XIV 54, 6, XVII 8, 3; XXIII 20, 5). Distingue, con maggior convenienza, golfo da fiume (VI 45, 3) e marina da riviera (VI 45, 6). E null’altro.

Pubblicato il Furioso, subito o poco appresso, io penso, messer Ludovico giá si divertiva a variarlo qua e lá: questo, di mutar sempre ciò che aveva fatto, coltivasse fiori o rime, era il suo diletto. E furon forse da prima lievi ritocchi, poi mutamenti di maggior rilievo. In lettera dell’ottobre del’19 all’Equicola scrive d’avere incominciato a fargli «un poco di giunta», benché certe contese col Duca e col Cardinale fossero tali da mettergli «altra voglia che di pensare a favole»; ad ogni modo, concludeva, «pur non resta per questo che io non segua, facendo spesso qualche cosetta».

Sopra un esemplare di A venne registrando il suo lento e minuto lavoro di ripulitura, qualche spostamento, qualche aggiunta, alcune rare soppressioni; e quando ne fu contento, affidò la copia per la stampa a Giovanni Battista da la Pigna milanese, che il 13 febbraio 1521 diede fuori la seconda edizione1.

In questa la forma generale del poema rimane immutata, salvo due spostamenti, entrambi notevoli, l’uno notevolissimo. Nel c. XXXIII di A, mentre Ruggiero, sfidato da Bradamante, rimane perplesso, Marfisa entra in campo, e toglie per sé il duello. Qui l’Ariosto raccontava con lunga digressione che rallenta, dietro notizie di scarsa importanza, il corso d’una scena vivissima, come Marfisa fosse tornata a combattere per Agramante, e gli ultimi casi del misero Brunello (XXXIII 16-19) Queste quattro ottave

  1. Ciò che qui per la prima volta si osserva, che la seconda ediz. iti condotta sopra una copia della prima, risulta dagli errori ripetuti: farse AB IV 14, 3; guadagnare AB VI 80, 6; questa AB XII 2, 8; abbatutto AB XX 81, 2; Hettore AB XXIV 100, 8; Altante XXXIV 26, 2 ecc.