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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/11


trentesimoterzo 5


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     Mostra Pipino, e mostra Carlo appresso,
come in Italia un dopo l’altro scenda,
e v’abbia questo e quel lieto successo,
che venuto non v’è perché l’offenda;
ma l’uno, acciò il pastor Stefano oppresso,
l’altro Adriano, e poi Leon difenda:
l’un doma Aistulfo, e l’altro vince e prende
il successore, e al papa il suo onor rende.

17
     Lor mostra appresso un giovene Pipino,
che con sua gente par che tutto cuopra
da le Fornaci al lito pelestino;
e faccia con gran spesa e con lung’opra
il ponte a Malamocco, e che vicino
giunga a Rialto, e vi combatta sopra.
Poi fuggir sembra, e che i suoi lasci sotto
l’acque; che ’l ponte il vento e ’l mar gli han rotto.

18
     — Ecco Luigi Borgognon, che scende
lá dove par che resti vinto e preso,
e che giurar gli faccia chi lo prende,
che piú da l’arme sue non sará offeso.
Ecco che ’l giuramento vilipende;
ecco di nuovo cade al laccio teso;
ecco vi lascia gli occhi, e come talpe
lo riportano i suoi di qua da l’Alpe.

19
     Vedete un Ugo d’Arli far gran fatti,
e che d’Italia caccia i Berengari;
e due o tre volte gli ha rotti e disfatti,
or dagli Unni rimessi, or dai Bavari.
Poi da piú forza è stretto di far patti
con l’inimico, e non sta in vita guari;
né guari dopo lui vi sta l’erede,
e ’l regno intero a Berengario cede.