Il Sofista e l'Uomo politico/Il Sofista/V

Il Sofista - V

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Platone - Il Sofista e l'Uomo politico (IV secolo a.C.)
Traduzione dal greco di Giuseppe Fraccaroli (1911)
Il Sofista - V
Il Sofista - IV Il Sofista - VI
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V.


DFor. Produttive o acquisitive essendo dunque tutte le arti1, in qual sezione, o Teeteto, porremo la pesca con la lenza?

Teet. Nell’acquisitiva, è chiaro.

For. E dell’acquisitiva non vi sono due specie? L’una, la permutativa, che è da consenziente a consenziente per mezzo di donazioni e di allegagioni o di traffici; l’altra, che si impone o con le parole o con le opere, potrebbe tutta insieme esser 〈chiamata〉 costrittiva.

Teet. E’ pare infatti da ciò che s’è detto.

For. E che? La costrittiva non si ha da dividerla in due?

[p. 114 modifica]Teet. In che maniera?

EFor. Quella palese ritenendola tutta insieme agonistica, e quella clandestina tutta arte della caccia.

Teet. Sì.

For. L’arte della caccia poi non c’è ragione di non tagliarla in due.

Teet. Spiega come.

For. Distinguendo quella della specie inanimata e quella dell’animata.

Teet. Perchè no? Se però ci sono tutt’e due.

220For. E come non ci sono? Or conviene che noi la sezione delle cose inanimate, che non ha un nome speciale all’infuori di certe parti dell’arte del palombaro e poche altre cose tali, la lasciamo andare, e che l’altra, quella che è caccia degli esseri animati, la chiamiamo caccia viva.

Teet. Sia pure.

For. E della caccia viva forse che non si potrebbe dire giustamente che ve n’è un doppio tipo, l’una delle specie di terra, caccia di terra, che si distingue in molti altri tipi e nomi, l’altra dei natanti2, in complesso caccia di fluido?

[p. 115 modifica]Teet. Certamente.

BFor. Ma dei natanti vediamo e la razza alata e la acquatica?

Teet. E come no?

For. Ora la caccia della specie alata noi usiamo chiamarla tutta uccellagione.

Teet. La chiamiamo infatti.

For. E quella dell’acquatica in complesso tutta pesca.

Teet. Sì.

For. E che? Questa specie di caccia alla sua volta non la possiamo dividere secondo due grandi sezioni?

Teet. Secondo quali?

For. Secondo che l’una fa la caccia con asserragliamenti senz’altro3 e l'altra colpendo.

Teet. Come dici? E in che modo distingui l’una dall’altra?

CFor. L’una, in quanto tutto ciò che asserraglia qualche cosa circondandola per trattenerla si può bene chiamarlo asserragliamento.

Teet. Senza dubbio.

[p. 116 modifica]For. Ora le nasse e le reti e i lacci e i panieri e altre tali cose forse che si hanno da chiamare con altro nome che asserragliamenti?

Teet. Con nessun altro.

For. Questa parte dunque la chiameremo pesca asserragliatrice4 della preda, o giù di lì.

Teet. Sì.

For. E quella che si fa con gli ami e con le fiocine, colpendo, ben diversa da questa, converrà ora che la comprendiamo sotto il nome Ddi pesca percussoria. O altri, o Teeteto, avrebbe da proporne uno più bello?

Teet. Non curiamoci del nome, poichè basta anche questo.

For. E della percussoria quella notturna, credo, che si fa alla luce del fuoco, da quelli stessi che la esercitano ha già ricevuto il nome di pesca con le torcie.

Teet. Precisamente.

For. E quella di giorno5, poichè anche le fiocine sulla punta hanno uncini, la si chiama tutta pesca all’uncino.

ETeet. La si chiama infatti così.

Note

  1. Per le partizioni che seguono cfr. Euthyd. p.290 BC riferito in principio del cap. IV dei Prolegomeni.
  2. Grote, Stallbaum, Mueller intendono questo nuotare anche degli uccelli; che volare è nuotare nell’aria. Ed è l’unica interpretazione che convenga e al filo del ragionamento e alle parole: ἔνυγρος infatti vale tanto di chi va per aria quanto di chi va per acqua; ἔνυδρος solo di chi nuota nell’acqua. Se Aristotele, come oppone l’Apelt, in De part. anim. 642b. 10, intende di censurare questo luogo perchè si pongan gli uccelli parte in una sezione parte in un’altra (τοὺς μὲν μετὰ τῶν ἐνύδρων συμβαίνει διῃρῆσθαι, τοὺς δ’ἐν ἄλλῳ γένει), non vuol dire che Platone abbia commesso questo errore, ma vuol dire che Aristotele, come gli succede più volte, non lo avrebbe inteso. Gli è che Aristotele quasi di certo alludeva invece a Polit. p. 264 D. Veggasi ivi la nota. A prova dell’interpretazione che abbiamo accettata cfr. p. 221 B.
  3. ἕρκεσιν αὐτόθεν = con le reti che agiscono di per sè, senza immediata opera dell’uomo. La lezione più comune αὐτόθι non dà senso soddisfacente.
  4. Meno esattamente la si può dire pesca con le reti.
  5. Già l’Heindorf aveva notato che qui la partizione non corre ben liscia, il che riconosce anche l’Apelt: l’errore, dovuto evidentemente a trascuratezza, consiste nell’essersi introdotta la divisione in genere diurno e notturno, la quale resta poi abbandonata; tant’è vero che nel riassunto a p. 221 B non se ne parla affatto più.