Il Canzoniere (Bandello)/Alcuni Fragmenti delle Rime/LXXXII - È questo il glorïoso, sacro e altiero
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LXXXII.
A Napoli. Visita il sepolcro di Virgilio sulla via di Pozzuoli. Nel son. XV accennò a Mantova, «culla» del poeta.
È questo il glorioso, sacro, e altiero
Venerando sepolcro di Marone,
Gloria di Cirra, e pompa d’Elicone,
4Che tra poeti fu il poeta vero?
Ebb’egli sulle Muse quell’impero,
Ch’al poetar eccelso ogn’uom dispone,
E tal che mai non ebbe paragone:
8Sì fu sublime, dotto, dolce e intero.
O fortunato sovr’ogni altro monte,
Che già sentisti la divina tromba,
11Cantante Enea, con suon sonoro, e sacro.
E tu fra l’altre più lodata tomba,
L’alte cui lodi son famose e conte,
14Quest’edra, e quest’alloro i’ ti consacro.
Note
V. 2. Marone, Virgilio Marone.
V. 3. Cirra ed Elicona sono i due gioghi del monte Parnaso, l’uno sacro alle Muse; l’altro ad Apollo.
V. 7. Mai fu superiore adunque anche ad Omero; cfr. Dante che vanta Virgilio: «... degli altri poeti onore e lume», Inf., I, 82.
V. 8. Sublime, per altezza d’inspirazione; dotto per erudizione; dolce per soavità d’eloquio e delicatezza di sensi; intero in ogni parte, compiuto, anzi perfetto.
V. 11. Enea è nell’Eneide cantato con possente inspirazione eroica e con sacra religione di patria; egli è il «pius Æneas».
V. 13. Conte nel senso usato da Dante di cognite, conosciute, Inf., III, 76.