Contributi alla storia del ripostiglio consolare di Palazzo Canavese

Serafino Ricci

1897 Indice:Rivista italiana di numismatica 1897.djvu Rivista italiana di numismatica 1897 Contributi alla storia del ripostiglio consolare di Palazzo Canavese Intestazione 24 luglio 2019 25% Da definire

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CONTRIBUTI

alla

storia del ripostiglio consolare

di

PALAZZO CANAVESE




Se la moneta antica ha un valore in sè, doppio ne acquista quando, invece d’essere isolata, fa parte di un ripostiglio che offra allo studioso un complesso di dati cronologici e numismatici di maggior entità, e permetta di assorgere ad induzioni precise sul periodo in cui tali monete furono coniate e sul popolo che le usò in quel periodo.

Perciò rilevai l’importanza del ripostiglio di Romagnano Sesia, che ebbi la fortuna di studiare quando era ancòra integro1, e, nell’impossibilità di farlo acquistare pel Museo di Antichità in Torino, raccomandai al proprietario di venderlo intero o di tenerlo, piuttosto che togliergli ogni valore col dividerlo2. In quell’occasione osservai inoltre quanto siano rari i ripostigli consolari nell’Alta Italia e specialmente nel Piemonte3, per il che tanto maggiore è l’obbligo di seguire la traccia di quelli di cui si ha qualche notizia. Fra i ripostigli allora citati v’era quello di Palazzo Canavese, presso Ivrea, il cui ritrovamento risale non al 1886, come [p. 180 modifica]era stato da me desunto dalle relazioni, ma alla primavera del 1884. Quantunque pur troppo del ripostiglio di Palazzo non si possa ricostruire la storia e fare l’illustrazione completa come di quella di Romagnano Sesia, pure credo non scevro d’interesse scientifico il raccogliere intorno a quello tutti i dati possibili, in aspettazione d’altri ancora più particolareggiati.

Il compianto sen. Fabretti, già direttore del R. Museo di Antichità in Torino, negli Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la provincia di Torino, del gennaio 1887, dava un breve cenno sul ripostiglio dei nummi consolari d’argento di Palazzo Canavese, che allora s’era rinvenuto contemporaneamente ad un altro abbastanza importante di monete imperiali, dei dintorni di Settimo Torinese, di cui si ebbe notizia troppo tardi, per impedirne la dispersione.

" Il ripostiglio di Palazzo — così scrive il Fabretti — caduto nelle mani di un idiota, aveva il peso di circa dieci chilogrammi, e la maggior parte delle monete che lo componevano, tra le quali erano molti e di ottima conservazione i denari dei monetari di Augusto, fu venduto qua e là alla spicciolata, spesso a vilissimo prezzo; altre giacciono tuttora, non viste da alcuno, chiuse in un sacchetto e sottratte allo sguardo di chicchessia fino al giorno che saranno divise tra coloro che ne reclamarono la proprietà „4.

Mi ricordava di questo cenno riassuntivo del Fabretti quando, i primi giorni del dicembre scorso, venne al Museo da Palazzo Canavese un tal Giuseppe Landorno, uomo rozzo, ma non del tutto ignaro di ciò che aveva fra le mani, portando un gruzzolo abbastanza rilevante di monete consolari d’argento, oltre una di bronzo imperiale irreconoscibile, e ne offriva alla Direzione la vendita. Io accertai innanzi tutto la provenienza delle monete da Palazzo Canavese e la loro pertinenza al ripostiglio medesimo, particolare sul quale s’erano levati dei dubbi, dicendolo scoperto in val d’Aosta5, ed, esaminati tutti i pezzi per riconoscere se vi fosse qualche moneta non ancora rappresentata nel Gabinetto Numismatico, trovai che tredici dei pezzi del Landorno non erano ancòra [p. 181 modifica]posseduti, e ne proposi la compera al sig. Direttore6, avendo poi cura di notare la rappresentanza e la citazione corrispondente ad ognuna anche delle altre monete, tanto nel Catalogo del Fabretti quanto in quello del Babelon7.

Le monete esaminate salgono a 159. M’accorsi tosto da un esame preliminare che il ripostiglio doveva essere stato di speciale importanza, se ben 59 famiglie vi erano rappresentate in sole 159 monete, ed eranvi alcune importanti e tutte di buona conservazione. Ma questa importanza si rileva ancor più, pensando quanto grande dovesse essere il numero completo di tutto il ripostiglio, se pesava originariamente ben 10 chilogrammi.

Cercai di sapere dal proprietario Landorno come avvenne il ritrovamento e la dispersione del tesoretto, e quali speranze vi fossero di ricomporlo, almeno in gran parte. Le notizie che potei raccogliere dalla viva voce del Landorno e dalla convenzione scritta già fin dal settembre 1885 fra i membri della famiglia e i parenti più prossimi dei Landorno, circa la suddivisione di tal genere di sostanza, sono le seguenti:

La primavera del 1884 Giuseppe Landorno, mentre attendeva a lavori di escavazione in un appezzamento di comune proprietà coi fratelli, rinveniva un vaso ripieno di antiche monete d’argento, della Repubblica, dei vari consolati o legionarie, che furono in parte vendute in varie località — e di queste non v’è più modo di rinvenire le traccie sicure8 — in parte disperse fra i parenti, in modo che la parte maggiore rimanente del tesoretto intero risaliva a Kg. 5.8, sequestrati dai carabinieri in Andorno nel 1885, e, prima della detta convenzione, ancòra nelle loro mani.

Fatta poi la convenzione9, e diviso in parti eguali ciò [p. 182 modifica]l82 SERAFINO RICCI che del ripostiglio era stato raccolto, fissarono le condizioni reciproche d’interesse tra i fratelli, e alla detta convenzione s’aggiunse la clausola " che le monete tuttora sotto sequestro, appena rilasciate, venissero inventariate e ritirate dal comune zio delle parti, dott. Monti Antonio fu Pietro, con incarico di curarne la vendita e di ripartirne il prezzo nelle proporzioni fissate „, e simili.

Secondo le attestazioni del Landorno Giuseppe, il precitato Sig. Monti avrebbe dovuto avere circa un quattrocento monete del ripostiglio, cioè circa Kg. 0.8 di argento, che, sommato con Kg. 0.6 circa, a cui sale il peso complessivo delle monete da me esaminate, porterebbe a circa Kg. 1.5, cioè a poco meno di un terzo del totale raccolto dai carabinieri, quella parte di monete del ripostiglio che parrebbe doversi ancora ritrovare e studiare.

Ma, scritto in proposito al dott. Monti precitato, egli mi rispose che, " per circostanze indipendenti affatto dalla sua volontà, anzi, contro suo volere, erano state alienate le monete in discorso, senza badare a pregio nè reale nè d’antichità; e, mentre egli, sebbene non assoluto proprietario, le avrebbe conservate ad opera scientifica, il vero possessore le aveva ritirate e ne aveva fatto spreco. „

Per il che, da quella parte credo riesca oltremodo difficile l’identificazione delle monete vendute, e stimo già gran ventura che il desiderio di vendere una piccola parte disponibile mi abbia fatto capitare fra le mani quelle 159 che esaminerò fra poco. Se non che, avendomi il Landorno dati altri nomi di acquirenti delle monete di Palazzo fin dai primi periodi di dispersione, non ho ancòra perduta la speranza di potere in sèguito aggiungere maggiori contributi alla storia e all’illustrazione di uno dei ripostigli consolari più importanti del Piemonte.

Ecco l’elenco delle monete esaminate; prima per famiglie, secondo il catalogo del Fabretti10, poi in ordine di tempo, [p. 183 modifica]secondo la classificazione cronologica proposta dal Babelon. Il primo elenco cita anche il numero delle monete di ogni tipo, e quindi costituisce la somma di tutte quelle esaminate; il secondo elenco cita solo i tipi delle famiglie rappresentate entro i nove periodi della classificazione cronologica della Repubblica romana, indipendentemente dal numero di monete che esiste per ogni tipo.



FAMIGLIE CONSOLARI


RAPPRESENTATE NEL TESORETTO DI PALAZZO CANAVESE

in ordine alfabetico




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Aemilia         N. 6 Fabr. N. 756, 758bis 759, 770.
Antestia " 2 " " 825 (due).
Antonia " 22 " " 919, 922, 923, 932, 937, 945, 948, 951, 954, 962, 964, 966, 969, 974.
Appuleia " 1 " " 993
Baebia " 3 " " 1224, 1227 (due).
Caecilia " 2 " " 1250, 1263.
Calidia " 2 " " 1278 (due).
Calpurnia " 4 " " 1382 (una)11.
Carisia " 1 " " 1685.
Cipia " 3 " " 1762 (tre).
Claudia " 12 " " 1770 (una), 1771 (cinque), 1837 (cinque)12.
Cloulia " 2 " " 1878, 1919.
Considia " 1 " " 2036.
Cordia " 2 " " 2046 (due).
Cornelia " 6 " " 2151, 2201, 2219, 2232, 223913.
Domitia " 2 " " 2424 (due).
Fabia " 1 " " 2491
Fannia " 1 " " 2584.
Flaminia " 2 " " 2613 (due).
Fonteia " 2 " " 2686, 2692.
Fundania " 1 " manca14.
Furia " 1 " " 2749.
Garcilia " 3 " " 2759, 2761 (due).
Herennia " 2 " " 2773 (due).
Julia " 13 " " 2903 (due), 2934 (una), 3072 (tre), 3091 (una), 3093 (una), 3143 (una)15.
Junia " 2 " " 3153, 3262.
Licinia " 2 " " 3326 (due).
Livineia " 2 " " 3344, 3351.
Maenia " 1 " " 3407.
Mamilia " 1 " " 3420.
Marcia " 5 " " 3462, 3480, 3540, 354416.
Minucia " 3 " " 3757, 3759, 3771.
Petillia " 1 " " 4157.
Petronia " 1 " " 4166.
Pinaria " 2 " " 4167 (due).
Plancia " 2 " " 4259 (due).
Plautia " 2 " " 4271, 4279.
Plutia " 1 " " 4265.
Porcia " 1 " " 4369.
Postumia " 1 " " 4427.
Rubria " 1 " " 4615.
Rutilia " 2 " " 4629 (due).
Saufeia " 2 " " 4695 (due).
Scribonia " 1 " " 4704.
Sentia " 1 " " 4731.
Sergia " 1 " " 4764.
Servilia " 3 " " 4796, 4798 (due).
Sicinia " 1 " " 4810.
Terentia " 4 " " 4861.
Thoria " 3 " " 4872 (due), 4880.
Titia " 2 " " 4896, 4899.
Tituria " 8 " " 4919 (una), 4967 (due), 4969 (una), 4971 (una), 4973 (una)17.
Trebania " 1 " " 4981.
Tullia " 1 " " 4985.
Valeria " 1 " " 5010.
Vibia " 2 " " 5087, 5171.
Pompeo Magno " 1 Cohen I, p. 5, n. 17.
Giulio Cesare " 1     "       I, p. 9, n. 12.
Augusto " 3     "       I, p. 64, n. 1 1; p. 70, n. 47; p. 70, n. 50.

N. 16018





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ELENCO DELLE MONETE CONSOLARI


DI PALAZZO CANAVESE

in ordine cronologico




SECONDO PERIODO (217-154 a. C.)19.
Baebia 217 a.C. Cn. Beabius Tampilus Fabretti n. 1224 Babelon I, p. 251, 4
Plutia 217 " C. Plutius " " 4265 " II, " 329, 1
Terentia " " C. Terentius Lucanus " " 4861 " II, " 483
Scribonia 204 " C. Scribonius Curio " " 4704 " II, " 424
Cornelia 200 " P. Cornelius Sula " " 2219 " II, " 387, 1
Pinaria " " Pinarius Nata " " 4167 " II, " 303, 1
Saufeia " " L. Saufeius " " 4695 " II, " 421 1
Antestia 174 " C. Antestius Labeo " " 825 " I, " 144, 1
Junia " " M. Junius Silanus " " 3153 " II, " 104, 8

TERZO PERIODO (154-134 a. C.).
Fannia 149 a.C. M. Fannius C. f. Fabretti n. 2584 Babelon I, p. 491 1
Minucia " " Q. Minucius Rufus " " 3757 " II, " 227, 1
Baebia 144 " M. Baebius Q. f. Tampilus " " 1227 " I, " 254, 12
Fabia " " Q. Fabius Labeo " " 2491 " I, " 490, i
Trebania 139 " L. Trebanius " " 4981 " II, " 500, 1
Tullia 135 (?) " M. Tullius Decula " " 4985 " II, " 503
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QUARTO PERIODO (134-104 a. C.).
Porcia 129 a.C. C. Porcius Laeca Fabretti n. 4369 Babelon II, p. 369, 3
Domitia 114 " Cn. Domitius Ahenobarbus " " 2424 " I, " 460, 7
Aemilia 112 " Man. Aemilius Lepidus " "  759 " I, " 118, 7
Maenia 110 " P. Maenius Antiacus " " 3407 " II, " 164, 7
Marcia 109 " Q. Marcius Philippus " " 3462 " II, 186, 11
Calidia 108 " M. Calidius " " 1278 " I, " 283
Herennia 108(?) " M. Herennius " " 2773 " I, " 539, 1
Minucia 106 " L. Minucius Thermus " " 3759 " II, " 233 15
Sergia 104 " M. Sergius Silus " " 4764 " II, " 441 42
QUINTO PERIODO (104-90 a. C.).
Cloulia 101 a.C. T. Cloulius Fabretti n. 1878 Babelon I " 360
" " " "      " " " 1919 " I, " 360
Fundania " " Caius Fundanius " manca20 " I, 515, n. 1
Claudia  99 " Claudius Unimanus (?) " " 1770 " I, " 347
" " " "      " " " 1771 " I, " 347

[p. 188 modifica]

Cornelia 99 a.C. Cn. Cornelius Biasio Fabretti n. 2151 Babelon I, p. 396, 19
Cipia 94 " M. Cipius M. f. " " 1762 " I, " 341
Flaminia " " L. Flaminius Cilo " " 2613 " I, " 495, n. 1
Thoria " " L. Thorius Balbus " " 4872 " I, " 488
" " " "      " " " 4880 " I, " 488
Cornelia 90 " L. Cornelius Scipio Asiagenus " manca20 " I, " 399·400 " 24
Minucia " " Q. Minucius Thermus " " 3771 " I, " 235, 19
Titia " " Q. Titius " " 4896 " I, " 490
" " " "     " " " 4899 " I, " 490
Vibia " " C. Vibius C. f. Pansa " " 5087 (?) " I, " 538
" " " "        " " " 5171 " I, " 541 8


SESTO PERIODO (89-54 a. C.).
Caecilia 89 a.C. L. Caecilius Metellus Fabretti n. 1250 Babelon I, p. 277, 45
Calpurnia " " L. Calpurnius Piso Frugi " " 1382 " I, " 292
*       " " " "     " " manca20 " I, " 292 12
*       " " " "     " " manca20 " I, " 292 12
Garcilia 89(?) " (non determinato) " " 2761 " I, " 77, 226
Junia " " D. Junius Silanus L. f. " " 3262 " II " 108, 15
Sentia " " L. Sentius " " 4731 " II " 437·38
Servilia " " P. Serveilius M. f. Rufus " " 4798 " II, " 450·51
Fonteia 88 " M. Fonteius C. f. " " 2686 " I, " 506 9
Julia " " L. Julius Bursio " " 2903 " II, "   7
*    " " " "     " " manca20 " II, "   6·7 n. 5
* Julia 88 a.C. L. Julius Bursio Fabretti manca20 Babelon II, p. 6-7, n.5
*    " " " "     " " manca20 " II, p. 6-7, n.5
Tituria " " L. Titurius L. f. Sabinus " " 4919 " II, " 499, 6
" " " "      " " " 4967 " II, " 497
" " " "      " " " 4969 " II, " 497
" " " "      " " " 4971 " II, " 498, 4
" " " "      " " " 4973 " II, " 499, 5
*      " " " "      " " manca20 " II, " 499, 6
*      " " " "      " " manca20 " II, " 499, 6
Claudia 84 " Ti. Claudius Nero " manca20 " I, " 349, "5
Cornelia " " Cn. Cornelius Lentulus P. f. Marcellinus " " 2201 " I, " 414, 10
Mamilia " " C. Mamilius Limentanus " " 3420 " II, " 173 6
Marcia " " C. Marcius Censorinus " " 3480 " II, " 192, 19
" " " L. Marcius Censorinus " " 3544 " II, " 195, 24
*      " " " "      " " manca20 " II, " 196 27
Rubria 83 " L. Rubrius Dossenus " " 4615 " II, " 406 1
Licinia 82 " P. Licinius Crassus Dives " " 3326 " II, " 133
Cornelia 81 " L. Manlius " " 2232 " I, " 411, 39
" " " A. Manlius " " 2239 " I, " 413 48
Garcilia 81 (?) " "      " " " 2759 " I, " 532, 1
Caecilia 79 " Q. Caecilius Metellus Pius " " 1263 " I, " 275
Rutilia " " L. Rutilius " " 4629 " II, " 413
Calpurnia 64 " C. Piso L. f. Frugi " manca20 " I, " 301, " 26
[p. 190 modifica]
Postumia 64 a.C. C. Postumio At...
(oppure Ta...)
Fabretti n. 4427 Babelon I,p. 382 9
Servilia " " C. Serveilius C. f. " " 4796 " II, " 452, 15
Marcia 60 " M. Marcius Philippus " " 3540 " II, " 197, 28
Aemilia 58 " M. Aemilius Scaurus " " 756 " I, " 120, 8
       " " " "      " " " 758 bis " I, " 120, 8
Appuleia " " L. Appuleius Saturninus " " 993 " I, " 208, 1
Julia " " C. Julius Caesar " " 3072 " II, " 10·11
Plautia " " P. Plautius Hypsaeus " " 4271 " II, " 322


SETTIMO PERIODO (54·44 a. C.).
Aemilia 54 a.C. P. Aemilius Lepidus Fabretti n. 770 Babelon II,p. 122, 10
Fonteia " " P. Fonteius P. f. Capito " " 2692 " I, " 509, 17
Plancia " " Cnaeus Plancius " " 4259 " II, " 317-318
Furia 53 " L. Furius Cn. f. Brocchus " " 2749 " I, " 528, 23
Sicinia 51(?) " Q. Sicinius " " 4810 " II, 460·61
Julia 50 " C. Julius Caesar " manca20 " II, " 12, 12
G. Cesare " " "      " " II, 8 Cohen I, " 9, n.12
Considia 49 " C. Considius Paetus " " 2036 " I, " 379, 7
Cordia " " Man. Cordius " " 2046 " I, " 383, 1
Carisia 48 " T. Carisius " " 1685 " I, " 315
Valerius 46·45 " L. Valerius Acisculus " " 5010 " II, " 516, 17
Plautia 45 " L. Plautius Plancus " " 4279 " II, " 326, 14
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OTTAVO PERIODO (44·27 a. C.).
Julia 44 a.C. P. Sepullius Macer Fabretti n. 3091 Babelon II,p. 27, 46
" " " "      " " " 3093 " II, " 27, 48
Claudia 46 " P. Clodius Turrinus " " 1837 " I, " 355
Livineia 43·42 " L. Livineius Regulus " " 3344 " II, " 143
" " " "      " " " 3351 " II, " 144
Petillia " " Petillius Capitolinus " " 4157 " II, " 292 2
Pompeo M. 36 " "      " " II, 5 Cohen I, " 5 n.17
Antonia 34·31 " M. Antonius imperator cons. desig. iii, imperator iii, iii vir r. p. c. " " 919 Babelon I, " 197, 96
" 31 " M. Antonius imperator cons. iii, imperator iv, iii vir r. p. c. " " 922 Babelon I, " 200, 105
" " " "      " " " 923 " I, " 200, 106
" " " "      " " " 932 " I, " 201, 112
" " " "      " " " 937 " I, " 201, 113
" " " "      " " " 945 " I, " 201, 117
" " " "      " " " 948 " I, " 201, 118
" " " "      " " " 951 " I, " 201, 119
" " " "      " " " 954 " I, " 202, 121
" " " "      " " " 962 " I, " 202, 125
" " " "      " " " 964 " I, " 202, 126
" " " "      " " " 966 " I, " 202, 127
[p. 192 modifica]
Antonia 31 " M. Antonius imperator cons. iii, imperator iv, iii vir r. p. c. Fabretti n. 969 Babelon I, " 203, 129
" " " "      " " " 974 " I, " 203, 135
Julia 28 " Imperator Caesar (Augustus) " " 2934 " II, " 57 132
" " "      " " " 3143 " II, " 67 164


NONO PERIODO (44·27 a. C.).
Augusto dopo il 20 "
Fabretti n. II, 59 Cohen I, p. 70, 47
" " "
" n. II, 60 " I, p. 70, 50
" " "
" n. II, 37 " I, p. 64, 11
Petronia 20 " P. Petronius Turpilianus " " 4166 Babelon II, " 301 20




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ELENCO DELLE MONETE CONSOLARI


DI PALAZZO CANAVESE

acquistate dalla direzione del r. museo di antichità in torino.


1 Calpurnia, del tipo Fabretti, n. 1490, con caduceo e g da un lato, v e g dall’altro; vedi Babelon I, p. 292, n. 12 (89 a. C.).

1 Calpurnia, del tipo Fabretti, n. 1421, 1447, con f da un lato, testa d’asino dall’altro; vedi Babelon, ibidem, (89 a. C.).

1 Calpurnia, del tipo Fabretti, n. 1572 e segg., con la variante della spica; vedi Babelon I, p. 301, n. 26 (64 a. C.).

1 Claudia, del tipo Fabretti, n. 1787, col n. lxviii; vedi Babelon I, P- 349, n. 5 (84 a. C.).

1 Cornelia, del tipo Fabretti, n. 2079, con la variante ; vedi Babelon I, p. 399-400, n. 24 (90 a. C.).

1 Fundania, del tipo Fabretti, n. 2700 e segg., con lettera a; vedi Babelon I, p. 515, n. 1, (101 a. C.).

1 Julia, del tipo Fabretti, n. 2903 e segg., con protome di cavallo e tridente; vedi Babelon II, p. 6-7, n. 5 (88 a. C.).

1 Julia, del tipo Fabretti, n. 2910 e segg., col n. lxxix; vedi Babelon II, p. 6-7, n. 5 (88 a. C.).

1 Julia, del tipo Fabretti, n. 2991 e segg., con tridente e luna crescente da un lato, e na sotto la quadriga; vedi Babelon II, pag. 6-7, n. 5 (88 a. C.).

1 Julia, del tipo Fabretti, n. 3074, con variante del fiore dietro la testa di Venere, vedi Babelon II, p. 12, n. 12 (50 a C.).

1 Marcia, del tipo Fabretti, n. 3551, col n. xxxvi; vedi Babelon II, p. 196, n. 27 (84 a. C.).

1 Tituria, del tipo Fabretti, n. 4913 e segg., con la variante deli’armatura; vedi Babelon II, p. 499, n. 6 (88 a. C.).

1 Tituria, del tipo Fabretti, n. 4913 e segg., come sopra, con la variante dello strigile degli attrezzi atletici; vedi Babelon II, p. 499, n. 6, come sopra (88 a. C.).

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Dall’esame precedente delle monete di Palazzo Canavese risultano finora i seguenti dati, relativi a quel ripostiglio. Esso è composto esclusivamente di nummi consolari d’argento, non essendo calcolabile quell’unico bronzo imperiale irreconoscibile, di provenienza dubbia, e, secondo me, non proveniente dal medesimo scavo. Delle 159 monete esaminate, 156 appartengono alla repubblica romana, e si estendono dal 217 a. C, col denaro della Baebia, coniato da Cn. Baebius Tampilus, al 20 a. C, con quello della Petronia, coniato da P. Petronius Turpilianus.

Tre nummi appartengono al periodo augusteo, e furono coniati sotto Augusto, dopo il 28 a. C.; non toccano però nessuno l’Era Volgare. È verosimile che il ripostiglio intero fosse ben più riccamente rappresentato, e si estendesse in un periodo di tempo molto maggiore, se in così piccolo numero di monete già si può abbracciare lo spazio di tempo di quasi due secoli. E tale doveva essere la copia e la varietà dei tipi da far supporre si trattasse veramente di cassa militare per il pagamento delle truppe di presidio, probabilmente alla vicina Eporedia (Ivrea), che, fondata nel 100 a. C. nel paese dei Salassi, e più tardi retta come municipium con magistrati indipendenti, era, come Augusta Praetoria (Aosta), uno dei centri militari di maggior importanza per tener testa alle invasioni e alle ribellioni dei popoli Alpini.

La maggior parte delle monete non eccede l’importanza e il valore medio, però alcuni pezzi sono rari; oltre la Cornuficia già citata, ch’io non ebbi nelle mani, citerò la Garcilia n. 2759, che ha il valore di catalogo di Fr. 50; l’Augustus n. 37, che ha quello di Fr. 30; la Baebia n. 1224 = Fr. 25, la Petronia n. 4166 = Fr. 20; la Vibia n. 5171 = Fr. 15; Pompeo Magno = Fr. 15; la Julia n. 3143 = Fr. 10. Il valore complessivo di catalogo delle monete da me vedute ammonterebbe a Fr. 516, e si può immaginare il valore di tutto il ripostiglio, anche non eccedendo la media del valore di quelle esaminate, qualora si pensi che queste rappresentano solo 1/2 di quelle sequestrate dai carabinieri dopo le prime dispersioni. Questo rende ancor maggiore il dispiacere di aver tanto perduto per incuria e per inscienza di chi rinvenne e possedette nei primi anni il tesoretto di Palazzo, il quale [p. 195 modifica]non ha, secondo me, importanza esclusivamente numismatica, ma anche archeologica, in quanto che finora è l’unico ritrovamento d’antichità di un certo valore, avvenuto nella zona di quel territorio21.

Il Canavese è in generale poco rappresentato nell’antichità classica, e per nulla affatto sinora nella sezione piemontese del Museo; si ha però qualche notizia sporadica di ritrovamenti22. P. es. di S. Giusto Canavese si conoscono alcune sepolture romane, di cui la suppellettile era composta per ogni tomba di un’urnetta di terra grossolana, coperta da una coppa di terra rossa più fina, capovolta, e tre vasi con largo ventre, manico e collo stretto. La tomba era quindi ad incinerazione, e vi appartenevano pure un piccolo balsamario di vetro bianco ed un medio bronzo di Tiberio; altri fittili ed undici monete imperiali di medio bronzo, da Tiberio a Tito, furono scoperte in un luogo vicino a quello del ritrovamento precedente, anzi nello stesso fondo, ma nella parte spettante al Comune di Foglizzo23.

Un’iscrizione latina del monastero di S. Ponzo Canavese presso Valperga cita una certa Matilda Paterna ex pago Licirro, vico Navelis, che ci dà il titolo romano di quei dintorni24. Pure di Valperga citano epigrafi romane25, ed [p. 196 modifica]una ne abbiamo nella Collezione lapidaria del Museo, da Forno di Rivara (catalogo n. 3397). S. Martino Canavese ci diede un vaso d’argilla giallognola, citato e illustrato dal compianto avv. Vittorio Del Corno26.

Tutta la zona d’Ivrea e delle sue torbiere, giù fin oltre Piverone e il Lago di Viverone, è conosciuta fin dal tempo preromano, e splendidamente rappresentata al Museo di Antichità in Torino dalla Collezione Gastaldi27, che prima trovavasi al Museo Civico28. Palazzo Canavese, che è fra Piverone ed Ivrea, trovasi sulla via romana che da Lomello (Laumellum) per Vercelli (Vercellae) conduceva ad Ivrea, passando appunto per Dorzano e Piverone; è quindi verosimile che, se finora esso non ha dato molto agli studi archeologici, ne possa dare in sèguito, per scavi fortuiti o sistematici che siano condotti lungo la strada romana.

Torino, Maggio 1897.
(R. Museo d’Antichità).

Serafino Ricci.               





Note

  1. Vedi Rivista italiana di Numismatica, vol. VIII (1895), pag. 495; vol. IX (1896), fasc. II, pag. 233-246 e nota 1. — Ne parlò anche il ch. cav. prof. Ferrero in Atti dell’Accademia delle Scienze di Torino, vol. XXXI, pag. 766-775.
  2. Vedi Rivista cit., vol. VIII (1895), pag. 494. Con molto piacere venni a sapere che il ripostiglio di Romagnano Sesia fu acquistato intiero dal ch. cultore di studi archeologici cav. Giuseppe Assandria in Torino.
  3. Vedi Rivista cit., vol. IX (1896), pag. 244, nota 4.
  4. Vedi Atti della Soc. di Archeologia e Belle Arti cit., vol. V, pag. 20.
  5. Vedi Op. cit., voi. V, pag. 128-129.
  6. Vedi l’elenco dei denari d’argento comperati a pag. 193.
  7. Vedi pag. 186 e segg.
  8. So da gentile comunicazione del chiar. cav. Ercole Gnecchi che un buon numero dei denari consolari d’argento di Palazzo Canavese giunsero anche sul mercato numismatico di Milano, e che il fratello, chiar. cav. Francesco, ne acquistò parecchi, che ora non potrebbe più identificare, fra cui una Julia, che fu aggiunta nell’elenco a p. 194, n. 2934. Tra i nummi in vendita si notava una Cornuficia, rarissima, il cui tipo in argento rappresenterebbe un valore di catalogo dai 400 ai 500 franchi.
  9. Porta la data del 17 settembre 1885.
  10. Seguo la 2a ediz.e più recente del Catalogo del Fabretti, come la più completa; è il vol. IV (1881, Monete consolari e imperiali) dell’opera Regio Museo di Torino, e fa parte del Catalogo generale dei Musei, Gallerie e Biblioteche del Regno. La 1a ediz., del 1876, non comprende che la prima serie delle monete consolari, senza gli ulteriori acquisti fino al 1881.
  11. Gli altri tre denari della Calpurnia non erano rappresentati nel Gabinetto numismatico del Museo di Torino, e mancano al catalogo del Fabretti; furono acquistati dalla Direzione, vedi pag. 188-189, 193.
  12. Un denaro della Claudia fu acquistato con gli altri precitati, vedi pag. 189, 193.
  13. Un denaro della Cornelia fu pure acquistato, vedi pag. 188, 193.
  14. Fu acquistata come sopra, cfr. pag. 187, 193.
  15. Quattro denari della Julia furono acquistati, perchè mancanti nella Collezione, vedi l’elenco a pag. 193; cfr. 188, 189, 190.
  16. Il quinto denaro della Marcia fu pure acquistato vedi p. 189, 193.
  17. Gli altri due denari della Tituria furono pure acquistati con gli altri undici precedenti, perchè mancanti anch'essi, vedi pag. 189, 193.
  18. I denari d' argento consultati da me sono 159, ma è stato aggiunto nell'elenco alla famiglia Julia il denaro n. 2934, di cui si parla a pag. 181, nella nota 8.
        P. S. — Dimenticai di notare, alla famiglia Antonia, che le 22 monete di questa famiglia sono così distribuite: 919, 922, 923, 932 (tre), 937 (due), 945 (due), 948 (due), 951 (due), 954, 962 (due), 964, 966, 969, 974 (due).
  19. Il primo periodo della monetazione repubblicana (254-217 a.C.) non è finora rappresentato nel ripostiglio di Palazzo Canavese — Non mi è ancora pervenuta l’opera recentissima del Bahrfeldt, Nachträge und Berichtigungen zur Münzkunde ref römischen Republik, in Anschluss an Babelon’s Verzeichniss der Consular–Münzen, Breslavia 1897, pag. IX-316. Qualora gli studi del Bahrfeldt portassero a conclusioni cronologiche differenti da quelle del Babelon, m’affretterò a farne nota in un prossimo numero di questa Rivista.
  20. 20,00 20,01 20,02 20,03 20,04 20,05 20,06 20,07 20,08 20,09 20,10 20,11 20,12 I denari notati con l’asterisco in margine sono quelli acquistati dalla Direzione, perché non rappresentati nella Collezione numismatica; essi mancano naturalmente al Catalogo del Fabretti, vedi l'elenco a pag. 193.
  21. Per gentile comunicazione del figlio Ludovico dell’on. Marchese Carlo Compans di Brichanteau, che aveva anni fa alcuni possedimenti a Palazzo Canavese, ho potuto sapere che furon trovate dal giardiniere di casa alcune monete sparse nel terreno, e venute in luce in occasione di lavori campestri, con qualche lucerna di terra cotta e non pochi lacrimatoi; il che farebbe pensare a tombe romane. Le monete da me vedute l’anno scorso erano anch’esse repubblicane, e d’argento, una della Fannia, coniata da M. Fannius, che risale al 149 a. C. (Babelon I, p. 491, n. 1), un’altra della Thoria, coniata da L. Thorius Balbus del 79 a. C. (Babelon II, p. 487), e una terza della Rubria, di L. Rubrius Dossenus del 49 a. C. (Babelon II, pag. 406, n. 1).
  22. Descrisse il Canavese e ne raccolse le memorie storiche A. Bertolotti nei suoi lavori: Passeggiate nel Canavese, Ivrea, Curbis, 18671872 (vol. 6); Fasti Canavesani, ibidem 1870; Gite nel Canavese, ibidem 1872.
  23. Vedi Notizie degli Scavi, 1894, p. 187.
  24. C.(orpus) I(nscriptionum) L(atinarum) V, 2, 7923. Della medesima provenienza sono le iscrizioni C. I. L. V, 2, 7882 e 6917, questa riveduta e corretta dal ch. Pais (Notizie Scavi 1883, p. 149).
  25. Notizie degli Scavi, 1883, p. 149-150.
  26. Vedi Atti della Società di Arch. e B. A. in Torino, II, p. 120, tav. V, n. 9.
  27. Vedi Gastaldi B., Nuovi cenni sugli oggetti di alta antichità trovati nelle torbiere e nelle marniere dell’Italia. Torino, Marzorati, 1862; Iconografia di alcuni oggetti di remota antichità rinvenuti in Italia, in Memorie dell’Accademia delle Scienze di Torino, serie II, tomo XXVI (1871). Cfr. dott. De Agostini; Le torbiere dell’anfiteatro morenico d’Ivrea in Rivista geografica italiana II (1895), sc. V, pag. 287.
  28. Sul trasporto della Collezione Gastaldi dal Museo Civico al R. Museo d’Antichità, vedi in questa Rivista di Numismatica, IX (1896), pag. 245, n. 5.