Satiri alla caccia (Sofocle - Romagnoli)/Prologo

Prologo

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Sofocle - Satiri alla caccia (V secolo a.C.)
Traduzione di Ettore Romagnoli (1926)
Prologo
Personaggi Parodo
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Tragedie di Sofocle (Romagnoli) III-0224.png

APOLLO


entra in scena, e si volge al pubblico, con piglio di banditore.


A tutti quanti i Numi e a tutti gli uomini
lancio un bando, e prometto un guiderdone,
* perché non posso tollerar che resti
senza castigo un furto ond’io son vittima*1.
Le mie vacche lattaie, i miei vitelli,
le mie giovenche, son tutte sparite,
e invan le cerco: abbandonato han tutte
di nascosto la greppia ed il presepe,
rese, non so per quale arte, invisibili.
Niun dei mortali e niuno degli effimeri
abile a tale impresa avrei creduto,
né che rompesse a tanto ardire. E adesso
che il fatto pur segui, preso dal cruccio,
vo’ attorno, e cerco, e lancio un bando in regola,
ché niuno il fatto ignori, ai Numi e agli uomini2.

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* Alle tribú giunsi dei Traci, ai Tessali,
alla terra beota, al suol dei Dori:
nelle impervie regioni eccomi adesso
della Ninfa Cillene. Ora, se qui
v’è bifolco ad udirmi, o pecoraro,
o carbonaro, o satirello alpestre
figlio di Ninfa, a tutti quanti annuncio:
chiunque scuopra il ladro di Peone,
per lui c’è pronta súbito la taglia.*

SILENO
appena Apollo ha pronunciato il bando arriva di corsa.
Appena udii che tu gridavi, appena
t’udii lanciare ad alta voce il bando,
con quella fretta che si può richiedere
ad un vecchietto, o Febo, mi lanciai
di corsa qui, per farti un buon ufficio.
E se conduco a termine la caccia,
cinga un araldo alla mia fronte l’oro
* che tieni pronto, innanzi alla tua soglia.
E i figli miei, ch’àn gli occhi aguzzi, aiuto
daranno a me, se la promessa serbi.
APOLLO
Trovami i bovi, cd io ti darò l’oro.
SILENO
Avrai la greggia. Ma sanziona il patto.

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APOLLO
Chi me li reca, prende il premio; è pronto.
E un altro dono al primo aggiungerò.
SILENO
Un altro dono ancora? E quale, dunque?
APOLLO
Tu coi figliuoli tuoi sarete liberi.*
Apollo s’allontana.


Tragedie di Sofocle (Romagnoli) III-0226.png

Note

  1. Molti luoghi sono incomprensibili: e li tralascio. Molti altri, sebbene mutilati, lasciano intravvedere sicuramente il contesto. Ne rendo il senso, e li chiudo tra due asterischi.
  2. La mutilazione della prima parola e la mancanza d’uno probabile congettura rende incomprensibile, a mio credere, il verso che segue: lo tralascio.