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APOLLO


entra in scena, e si volge al pubblico, con piglio di banditore.


A tutti quanti i Numi e a tutti gli uomini
lancio un bando, e prometto un guiderdone,
* perché non posso tollerar che resti
senza castigo un furto ond’io son vittima*1.
Le mie vacche lattaie, i miei vitelli,
le mie giovenche, son tutte sparite,
e invan le cerco: abbandonato han tutte
di nascosto la greppia ed il presepe,
rese, non so per quale arte, invisibili.
Niun dei mortali e niuno degli effimeri
abile a tale impresa avrei creduto,
né che rompesse a tanto ardire. E adesso
che il fatto pur segui, preso dal cruccio,
vo’ attorno, e cerco, e lancio un bando in regola,
ché niuno il fatto ignori, ai Numi e agli uomini2.

  1. Molti luoghi sono incomprensibili: e li tralascio. Molti altri, sebbene mutilati, lasciano intravvedere sicuramente il contesto. Ne rendo il senso, e li chiudo tra due asterischi.
  2. La mutilazione della prima parola e la mancanza d’uno probabile congettura rende incomprensibile, a mio credere, il verso che segue: lo tralascio.