Rime varie (Alfieri, 1912)/LXXXVII. Sullo stesso soggetto

LXXXVII. Sullo stesso soggetto

../LXXXVI. Soffre, pur avvicinandosi al luogo ov'è la sua donna ../LXXXVIII. Avvicinandosi alla sua donna, si sente rinascere il coraggio IncludiIntestazione 1 gennaio 2022 75% Da definire

LXXXVII. Sullo stesso soggetto
LXXXVI. Soffre, pur avvicinandosi al luogo ov'è la sua donna LXXXVIII. Avvicinandosi alla sua donna, si sente rinascere il coraggio

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LXXXVII [cxix].1

Sullo stesso soggetto.

Ingegnoso nemico di me stesso2
Già da natura, e per amor piú assai,
Da immaginato mal mi avviene spesso
4 Ch’io traggo veri e ben cocenti guai.3

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Ecco ch’io lieto, ora, se il fui giammai,
Esser dovrei; poiché vieppiú mi appresso
A chi pur tanto sospirando andai,
8 E in cui mia speme e vita e gloria ho messo.
E or pur mi assal, senza ch’io tor mel possa,
Nuovo un terror che me la pinge inferma;
11 E me ne scorre il brivido per l’ossa.
Ma d’onde il so? la sconsolata ed erma4
Vita ch’io meno, ogni fantasma ingrossa;
14 Né dal troppo sentir senno mi scherma.5


Note

  1. Nel ms.: «13 agosto: tra Fuessen e Weibach».
  2. 1. Cioè, pronto sempre ad amareggiarmi, anche quando avrei motivi di letizia.
  3. 4. Guai, lamenti.
  4. 12. Erma, solitaria.
  5. 14. Scherma, ripara: anche Dante (Purg., VI, 151):
    ... con dar volta suo dolore scherma.