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[p. 128 modifica] sebben solitaria azione o da continua attività interna e successione d’immagini disegni ec., ec., e come questo accada parimente ne’ fanciulli, l’ho già spiegato piú volte. Come poi accada negli uomini oggidí, eccolo. La società manca affatto di cose che realizzino le illusioni per quanto sono realizzabili. Non cosí anticamente, e anticamente la vita solitaria fra le nazioni civili o non esisteva o era ben rara. Ed osservate che quanto si racconta de’ famosi solitari [p. 129 modifica]cristiani cade appunto in quell’epoca, dove la vita, l’energia, la forza, la varietà originata dalle antiche forme di reggimento e di stato pubblico, e insomma di società, erano svanite o sommamente illanguidite, col cadere del mondo sotto il despotismo. Cosí dunque torna per altra cagione ad esser proprio degli stati e popoli corrotti quello ch’era proprio dell’uomo primitivo, dico la tendenza dell’uomo alla solitudine, tendenza stata interrotta dalla prima energia della vita sociale. Perché oggidí è cosí la cosa. La presenza e l’atto della società spegne le illusioni,