Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/484

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[p. 18 modifica] formiamo una tal quale idea sí dell’esterno che dell’interno di quella persona. Idea piú o meno confusa, piú o meno viva, secondo le circostanze; ma ordinariamente chiarissima e vivissima ne’ fanciulli, sebbene [p. 19 modifica]per lo piú falsissima. E massimamente i fanciulli (sempre lontani dall’indifferenza) secondo questa idea si determinano all’odio o all’amore, a un certo genio o contraggenio verso quelle tali persone non conosciute se non per nome (10 gennaio 1821).


*   Non si è mai letto di nessun antico che si sia ucciso per noia della vita, laddove si legge di molti moderni, e vedi il suicidio ragionato di Buonafede. Né perché questo accade oggidí massimamente in Inghilterra, si creda che questo fosse comune in quel paese anche anticamente, senza che ne rimanga memoria. Dai poemi di Ossian si vede quanto gli antichi abitatori di quel paese fossero lontani dal concepire la nullità e noia necessaria della vita assolutamente; e molto piú dal disperarsi e uccidersi per questo. Gli antichi celti e gli altri antichi si uccidevano per disperazioni