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[p. 465 modifica] il primo degli enti terrestri e distruggersi immancabilmente la sua vita quaggiú o ridursi all’ultima infelicità, non rimase altro mezzo che la credenza di una rivelazione, era troppo conveniente alla sua misericordia l’adoperarlo, e perché questa credenza fosse stabile e certa, fare che fosse vera, cioè rivelar da vero.


*   Del resto, sebbene io dico che la civiltà media è il migliore stato dell’uomo corrotto e sociale, e che il cristianesimo lo mette né piú né meno in questo stato, ciò non contraddice a quello ch’io soggiungo, che l’uomo era piú felice prima che dopo il cristianesimo. Perché questo stato di civiltà media può avere diversi gradi, cioè contener piú o meno di natura o di ragione; di credenze naturali o non naturali; e quindi essere piú o meno felice. Ma oggidí non essendo piú possibile tornare allo stato di civiltà antica, pel maggiore incremento della ragione, sostengo che il piú felice possibile in questa vita è lo stato di vero e puro cristianesimo. Vedi poi gli altri miei pensieri circa gli effetti del cristianesimo (o delle cause che lo produssero