Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4261

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[p. 202 modifica] esempio di ὅσον in questo senso, usato da Ateneo, ap. Casaubon., ad Athenae, l. XV, c. 2, verso il fine e dallo scoliaste di Pindaro, ap. eumdem, ib., c. 19, fin.


*    Dimonia. Demonia. Mulina plurali.


*    Tutti siamo naturalmente inclinati a stimar noi medesimi uguali a chi ci è superiore, superiori agli uguali, maggiori di ogni comparazione cogl’inferiori; in somma ad innalzare il merito proprio sopra quel degli altri fuor di modo e ragione. Questo è natura universale, e vien da una sorgente comune a tutti. Ma un’altra sorgente d’orgoglio e di disistima altrui, sconosciuta affatto a noi; divenuta, per l’assuefazione incominciata sin dall’infanzia, naturale e propria; è ai francesi e agl’inglesi la stima della propria nazione. Tant’è: il piú umano e ben educato e spregiudicato francese o inglese non può mai far che, trovandosi con forestieri, non si creda cordialmente e sinceramente di trovarsi con un inferiore a se (qualunque si sieno le altre circostanze); che non disprezzi piú o meno le altre nazioni prese in grosso; e che in qualche modo, piú o meno, non dimostri esteriormente questa sua opinione di superiorità. Questa è una molla, una fonte [p. 203 modifica]ben distinta di orgoglio, e di stima di se, in pregiudizio o abbassamento d’altrui, della quale niun altro fra i popoli civili, se non gli uomini delle dette nazioni, possono avere o formarsi una giusta idea. I tedeschi, che potrebbero con altrettanto diritto aver lo stesso sentimento, ne sono impediti dalla lor divisione, dal non esserci nazion tedesca. I russi sentono di esser mezzo barbari, gli svedesi, i danesi, gli olandesi di essere troppo piccoli e di poter poco. Gli spagnuoli del tempo di Carlo quinto e di Filippo secondo ebbero certamente questo sentimento, come veggiamo dalle storie; niente meno che i francesi e gl’inglesi di oggidí, e con diritto uguale; forse, senza diritto alcuno, l’hanno anche oggi; e cosí i portoghesi; ma chi pone oggi in conto gli spagnuoli e i portoghesi, parlando di popoli civili? Gl’italiani forse l’ebbero (e par veramente di sí) nei secoli quindicesimo e sedicesimo e parte del precedente e del susseguente; per conto della lor civiltà, che essi ben conoscevano, e gli altri riconoscevano, esser superiore a quella di tutto il resto d’Europa. Degl’italiani d’oggi non parlo; non so ben se ve n’abbia.