Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1305

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[p. 75 modifica] dico che il linguaggio popolare è una gran fonte di novità ec. allo scrittore, nello stesso modo in cui [p. 76 modifica]lo sono le lingue madri ec., le quali somministrano gran materia, ma tocca allo scrittore il formarla il lavorarla e l’adattarla al bisogno, non già solamente trasportarla di netto o adoperarla come la trova (10 luglio 1821).


*    L’uomo isolato crederebbe per natura, almeno confusamente, che il mondo fosse fatto per lui solo. E intanto crede che sia fatto per la sua specie intera, in quanto la conosce bene e vive in mezzo a lei e ragiona facilmente e pianamente sui dati che la società e le cognizioni comuni gli porgono. Ma non potendo ugualmente vivere nella società di tutti gli altri esseri, la sua ragione si ferma qui e senza riflessioni, che non possono esser comuni a molti, non arriva a conoscere che il mondo è fatto per tutti gli esseri che lo compongono. Ho veduto uomini vissuti gran tempo nel mondo, poi, fatti solitarii e stati sempre egoisti, credere in buona fede che il mondo appresso a poco fosse tutto per loro, la qual credenza appariva da’ loro fatti d’ogni genere ed anche dai detti implicitamente. E non