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Pag. 161, v. 10. - L’Otro era una montagna della Tessaglia, ricca di boschi e di pascoli.

Pag. 162, v. 4. - Molossi, popolo d’origine ellenica, passato dalla Tessaglia in Epido sotto la condotta di Pirro figlio di Achille.

Pag. 176, v. 26. - Nella dimora di Cora, cioè nell’Averno, dove Cora (Persefone) era signora.

Pag. 184, v. 17. - I Càlibi, popolazione che abitava sulle coste meridionali del Mar Nero, dove erano ricche miniere di ferro.

Pag. 186, v. 17. - I Bistonî, popolo tracio che abitava lungo la costa del mar Egeo e intorno al lago Bistonides a levante di Abdera.

Pag. 194, v. 4. Come al capo della Górgone, cioè con ripugnanza, guardando da un’altra parte. È noto che al capo della Górgóne si attribuiva il potere di far diventare di pietra chi lo contemplasse.

Pag. 197. v. 7. - di Stenelo al figlio, ad Euristeo; cfr. p. 126, v. 1.

NOTE A «LE FENICIE»

Pag. 216, v. 11. - Edipo lo chiamò; Οἰδί-πους, cioè dai piedi gonfi.

Pag. 220, v. 1. - Ismeno, fiume della Beozia, che scaturisce dal colle Ismenio, attraversa Tebe, si unisce con le acque della fonte Dirce, e sbocca nel lago di Hylice.

Pag. 220, v. 10. - L’esercito pelasgo, è l’esercito assediante, detto pelasgo perchè comandato da Adrasto, re d’Argo; cfr. p. 229, vv. 15-16.

Pag. 222, vv. 12-13. - La sorella della consorte, Deipile, mogile di Tideo, era sorella di Argia, moglie di Polinice: cfr. p. 238, 1. 10, n.

Pag. 223, v. 9. - Zeto, figlio di Giove e di Antíope, partecipò insieme col fratello Anfione alla fondazione di Tebe; cfr. Omero, Odissea, XI, 260:

Antíope dopo questa m’apparve, figliuola d’Asòpo
che tra le braccia di Giove giaciuta era, disse; e dal Nume
due pargoletti aveva concetti, Anfíone e Zeto
che Tebe pria fondaron, città di settemplici porte
che la munîr di torri; perché rimaner senza torri,
per quanto in Tebe fosser gagliardi, possibil non era.