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Tragedie di Euripide (Romagnoli) II-0083.png

primo corifeo

Strofe
Spesso fui con le Muse, spesso
sursi a volo d’idee sublimi;
ma. per quanto cercassi, nulla
vidi mai che piú forza avesse
della Sorte; né alcun rimedio
ritrovai ne le tracie tavole,
negl’incanti d’Orfeo vocale,
né tra l’erbe che Febo colse, che, blandi farmachi
per le misere genti, porse d’Asclepio al figlio.

secondo corifeo

Antistrofe
Ma non ara, né sculta effigie
cui tu supplice giunga, questa
Dea possiede: non cura vittime.
Non gravare su la mia vita
piú di quanto finor gravasti:
ché sin quanto disegna Giove,
o Divina, per te si compie.
Tu fra i Càlibi16, domi il ferro con la tua possa;
né si piega, né il tuo volere pietà conosce.