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nota 429

Invece nell’incontro in su un pare la vinca la seconda, ma non è sicuro:

in sun AB in s’un C V 9, 3
in s un A in sun B in su ’n C XXIII 52, 8, XXXIII 122, 3.


Riservo da ultimo un caso abbastanza curioso, che si risolve con tutta chiarezza. In due luoghi del poema è nominato il Lambro:

Nel pian da l’Ambra e dal Ticino aperto XXXIII 13, 6.
E che con lui Lambra e Ticin si mesce XXXVII 92, 3.

Nel primo verso gli Edd. hanno corretto: da l’Ambro Ruscelli, dal Lambro Morali; nel secondo han lasciato come sta. Non c’era affatto da ritoccare. Il Poeta ha sempre ritenuto che il nome del fiume fosse l’Ambra. E se andiamo a vedere gli autogr., anche il secondo verso lo troveremo scritto cosí:

E che con lui lambra el ticin si mesce,

cioè: l’Ambra e ’l Ticin. Avvertito forse dell’errore, sulle prove di C con lieve mutamento, cioè togliendo l’artic. anche al maggior fiume, s’acconciò all’uso; ma quanto al verso Nel pian da l’Ambra e dal Ticino aperto», non volle ritoccare. L’Ariosto, ormai lo sappiamo, corregge quando gli garba.

E veniamo agli errori di stampa, limitandoci, secondo il consueto, a quello che può importare. Molte volte fu omesso il segno d’abbreviazione. Ricordo anello VIII 2, 1, che ritengo sia da correggere. Nota che pur qui annello AB, come annel(lo) ABC III 69, 1, 70, 4, 71, 8, 73, 6, 74, 6, 8, ecc., e osservisi la correzione:

anel B annel C XXIX 64, 7 .

D’altro lato ritengo sia stato posto per errore in haveā XIV 67, 2, cui corrisponde havea in AB, benché quasi tutti gli Edd. accettino la lez. di C.

Confusione di lettere abbiamo probabilmente in Ottone XVI 17, 8, corrispondente ad Othone di B. Certo l’Ariosto pronunziava Oto III 43, 5 (:), Oton(e), che sempre sono scritti Otho e Othon(e) III 27, 7, 31, 4, VIII 27, 1, XV 8, 8 ecc., VI 33, 6, VIII 28, 2 ecc.

E cosí in un luogo ben noto penso che s’abbia un semplice errore materiale, anziché un prezioso unico da registrar nei