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Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/10

4 canto


12
     Acciò chi poi succederá, comprenda
che, come ha d’acquistar vittoria e onore,
qualor d’Italia la difesa prenda
incontra ogn’altro barbaro furore;
cosí, s’avvien ch’a danneggiarla scenda,
per porle il giogo e farsene signore,
comprenda, dico, e rendasi ben certo
ch’oltre a quei monti avrá il sepulcro aperto. —

13
     Cosí disse; e menò le donne dove
incomincian l’istorie: e Singiberto
fa lor veder, che per tesor si muove,
che gli ha Maurizio imperatore offerto.
— Ecco che scende dal monte di Giove
nel pian da l’Ambra e dal Ticino aperto.
Vedete Eutar, che non pur l’ha respinto,
ma volto in fuga e fracassato e vinto.

14
     Vedete Clodoveo, ch’a piú di cento
mila persone fa passare il monte:
vedete il duca lá di Benevento,
che con numer dispar vien loro a fronte.
Ecco finge lasciar l’alloggiamento,
e pon gli aguati: ecco, con morti et onte,
al vin lombardo la gente francesca
corre, e riman come la lasca all’esca.

15
     Ecco in Italia Childiberto quanta
gente di Francia e capitani invia;
né piú che Clodoveo, si gloria e vanta
ch’abbia spogliata o vinta Lombardia;
che la spada del ciel scende con tanta
strage de’ suoi, che n’è piena ogni via,
morti di caldo e di profluvio d’alvo;
sí che di dieci un non ne torna salvo.