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Libro I - Capitolo VIII

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Dante Alighieri - Monarchia (1312)
Traduzione dal latino di Marsilio Ficino (1468)
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Come quella conditione che è la parte al tutto, quella à l’ordine partichulare a l’ordine universale.

Quella conditione che ha la parte al tutto, quella ha l’ordine particulare all’ordine huniversale. La parte si diriza al tutto come a ·ffine et hottimo: adunque l’ordine ch’è nella parte all’ordine ch’è nel tutto come a fine et hottimo si riduce. Di qui è chiaro che ·lla bontà dell’ordine particulare none eccede la bontà dello hordine huniversale, ma più tosto pel contrario. Due hordini si truovano nelle cose: l’ordine delle parti intra ·ssé medesime, et l’ordine delle parti ad uno che nonn–è parte, come l’ordine delle parti dello exercito intra ·ssé medesime, et l’ordine loro al capitano. Certamente l’ordine delle parti a uno è meglio come fine dello altro hordine, perché l’altro è a fine di quello, et non quello a ·ffine di questo. Honde se la forma di questo hordine si ritruova nelle parti della humana moltitudine, molto magiormente si debba inn–essa moltitudine ritrovare, per la forza della rag[i]one predetta. Adunque tutte le parti che ·ssono sotto e regni, et essi regni, si debbono a uno prencipato riducere, et questo è monarcha et monarchia.