Le Nuvole (Aristofane-Romagnoli)/Parte seconda

Parte seconda

../Parabasi ../Contrasto IncludiIntestazione 11 febbraio 2020 25% Da definire

Parabasi Contrasto
[p. 63 modifica]



socrate

esce dal Pensatoio.
No, pel Fiato, per l’Ètere, pel Càos,
mai non l’ho visto, un uomo così zotico,
cosi goffo, impacciato, smemorato!
A mala pena impara una bazzecola,
e l’ha scordata prima d’impararla.
Proviamolo un po’ fuori, all’aria aperta. —
Lesina! Piglia lo stramazzo, ed esci!

lesina

dal di dentro
Eh, se me lo permettono le cimici!
Esce, trascinando con grandi sforzi Io stramazzo.

socrate

Svslto, lascialo a terra, e dammi retta!

[p. 64 modifica]



lesina

Ecqo fatto!

socrate

Sentiamo, quale brami
apprendere per prima, delle cose
che non hai mai studiate? Animo, parla!
1 vocaboli, i ritmi, o le misure?

lesina

Io? Le misure! Ché il fornaio, l’altro
ieri, me ne rubò due di farina!

socrate

Non ti domando ciò; ma qual misura
stimi più bella: quella in tre o in quattro?

lesina

Nulla mi va più dello staio!

socrate

Amico,
balordaggini, dici!

lesina

Vuoi scommettere
se lo staio non tien quattro misure?

[p. 65 modifica]



socrate

Eh, come sei bifolco e duro! Al diavolo! ’
Ma forse i ritmi t’entreranno prima.

lesina

Che mi giovano 1 ritmi, alla panàtica?

socrate

A far la tua figura in società,
prima di tutto, con l’intender quale
è un membro enoplio, e quale uno dattilico!

lesina

I membri?

socrate

Si, perdio!

lesina

Ma li so

socrate

Dilli!

lesina

Che devono essere! Un braccio o una gamba!
Anche questo, se no, si dice membro.
Ari»tofane - Commedie, Il - 5.

[p. 66 modifica]



socrate

Che gaglioffo e tarpano!

lesina

Anima mia,
se io di questa roba non ne voglio
imparar nulla!

socrate

E che vuoi dunque?

lesina

Quello,
quello! 11 discorso ingiusto fra gl’ ingiusti!

socrate

Altro devi imparar, prima di questo:
quali sono i quadrupedi di genere
mascolino!

lesina

Eh, lo so, che sono scemo?
Il capro, il becco, il toro, il cane, il pollo...

socrate

Vedi che ti succede? Chiami pollo
la femmina ed il maschio, al modo stesso!

[p. 67 modifica]



lesina

E come?

socrate

Come? Dici pollo e pollo!

lesina

Pel Dio del mare! e adesso, come devo
chiamarli?

socrate

L’uno pollo, e l’altra polla!

lesina

Corpo dell’aria, bene! Polla! Voglio
riempirti la madia di farina
sol per questo problema!

socrate

Siam daccapo!
Il problema, ch’è maschio, me lo fai
diventar donna!

lesina

E come te lo faccio
diventar donna?

[p. 68 modifica]



socrate

Vedi, è il caso stesso
di Cleònimo!

lesina

E no, non è un problema
saper eh e pure femmina, Cleònimo.
E d’ora innanzi come devo dire?

socrate

Dirai problemo, come dice Sòstrata.

lesina

Il problemo: maschile!

socrate

Ora va bene.

lesina

Dunque, ho capito: problemo, e Cleònima.

socrate

Adesso poi, devi imparare i nomi
di persona, e distinguere i maschili
dai femminili.

[p. 69 modifica]



lesina

Eh, li conosco bene,
i femminili!

socrate

E sentiamo!

lesina

Lisilla,
Demetrìa, Clitagora, Filinna!

socrate

E ne sai, dei maschili?

lesina

A centinaia!
Filòsseno, Melesia, Aminia...

socrate

Pover’
òmo, codesti non son già maschili!

lesina

Ah! Non sono maschili, a casa vostra?

socrate

Per niente affatto 1 Finché dici Aminia
e non Aminio, tu lo rendi femmina!

[p. 70 modifica]



lesina

Non gli sta bene? In guerra non ci va!
Ma perché imparo ciò che sanno tutti?

socrate

Gli indica lo stramazzo.
Tutti? Ma cosa! Sdraiati costi!

lesina

A fare che?

socrate

Rifletti ai casi tuoi.

lesina

Qui sopra no, ti prego! Se la cosa
è proprio necessaria, almeno lascia
che rifletta per terra!

socrate

Non si può
fare altrimenti!

lesina

Ah, poveretto me!
Me ne faran passare, oggi, le cimici!
Si sdraia sullo stramazzo, c durante il canto del coro si rivolta in fiera
lotta con le cimici. Intanto Socrate s’Immerge in profonda meditazione.

[p. 71 modifica]



coro

Osserva e pensa. Ti concentra, e l’animo
tuo d’ogni parte volgi. E se ti sovraggiunge
un qualche inciampo,
lanciati del pensiero in altro campo;
e il sonno resti da tue ciglia lunge!

lesina

Ahimè, ahimè!

coro

Qual e il tuo duolo? Quale il tuo cruccio?

lesina

con enfasi tragica.
Tapino me, ch’ io mòro! Dal lettuccio
strisciano fuori a mordermi le cimici;
e i fianchi mi dilacerano,
e l’anima mi succhiano,
mi strappano i testicoli,
il culo mi perforano,
e mi fanno la festa!

coro

Troppo angosciosa lamentela è questa!

[p. 72 modifica]



lesina

Come?> Se non mi resta
il becco d’un quattrino,
né ho più spirito in corpo, né sangue entro le vene,
né scarpe ai piedi! Ed oltre a tante pene,
per stare all’erta e fare il canterino,
son quasi al lumicino!

socrate

si scuote dalla sua meditazione e si rivolge a Lesina.
Coso, che fai? Non pensi?

lesina

Altro, se penso!

socrate

E che cosa pensavi?

lesina

Se le cimici
di me ne lasceranno un solo briciolo!

socrate

Schianta!

lesina

Schiantato sono già, mio caro!

[p. 73 modifica]



socrate

Non farmi il delicato, e rimbacuccati:.
trova un imbroglio fino, qualche mezzo
per non pagare!
Socrate si ritira nel Pensatoio.

lesina

E già, l’imbroglio fino
lo trovo in una pelle di castrone!
Toma ad imbacuccarsi, e rimane qualche istante meditabondo:
intanto, dal Pensatoio esce di nuovo

socrate

Fammi vedere un po’ che fa l’amico.
Oh coso, dormi?

lesina

Io? Punto, per Apollo!

socrate

Hai nulla?

lesina

Io no, per Giove!

socrate

Nulla nulla?

[p. 74 modifica]



lesina

Nulla,, no, tranne che l’uccello in mano.

socrate

Imbacuccati e pensa, animo!

lesina

A che,
me lo sai dire, Socrate?

socrate

Scandaglia
da te pria quel che brami, e poscia dimmelo!

lesina

Se te l’ho detto diecimila volte!
L’arte di non pagare gl’interessi
a nessuno.

socrate

Imbacuccati, via, lascia
al sottile pensier libero corso,
investiga le cose a poco a poco,
distingui, osserva bene...

lesina

dibattendosi sotto i morsi delle cimici.
Ahimè tapino!

[p. 75 modifica]



socrate

Fermo li! Se un’ idea ti si confonde,
lasciala, e passa oltre: poi riprendila
a mente fresca, scuotila, bilanciala...

lesina

Amoruccio d’un Socrate!

socrate

Che brami,
o vecchio?

lesina

L’ ho trovata, una maniera
per non pagare i frutti!

socrate

E dunque, dimmela!

lesina

Dimmi un po’!

socrate

Che?

lesina

Se comprassi una maga
tessala, e poi di notte mi pigliassi

[p. 76 modifica]


la luna, la chiudessi in un astuccio
tondo, come uno specchio, e la guardassi
a vista?

socrate

E a che ti gioverebbe?

lesina

A che?
Se non spuntasse più la luna, io
non pagherei più frutti!

socrate

E come mai?

lesina

Perché si paga a luna nuova, il frutto!

socrate

Bravo davvero! Ti propongo un altro
elegante quesito. Se t’intentano,
poni, un processo di cinque talenti,
come faresti per mandarlo in fumo?

lesina

Come?... Come?... Non so, fammi cercare!

[p. 77 modifica]



socrate

Sempre a te stretta non tener l’idea,
ma lascia il tuo pensier che in aria vagoli
come uno scarabeo legato a un piede!

lesina

L’ ho, per mandarlo in fumo, una trovata!
È fina fina, e tu l’ammetterai!

socrate

Sentiamo un po’!

lesina

Dai cerretani, hai visto
mai quella pietra bella e trasparente
che ci si accende il fuoco?

socrate

Vuoi parlare
del cristallo?

lesina

Sicuro! Se lo prendo,
e da lontano, mentre il cancelliere
scrive il processo, lo mantengo contro
il sole, faccio liquefar la cera
sopra le tavolette.

[p. 78 modifica]



socrate

78 ARISTOFANE
Per le Grazie,
ingegnosa davvero!

lesina

Ah, gusto mio!
Cinque talenti d’un processo in fumo!

socrate

Andiamo, svelto, acchiappa questa!

lesina

Facendo la mossa d’un cane che abbocca.
Cosa?

socrate

Come faresti a volgere le sorti
in un processo, quando per mancanza
di testi, fossi già li l! per perdere?

lesina

Io? Nel modo più semplice e più spiccio.

socrate

Sentiamo!

[p. 79 modifica]



lesina

Ecco! Prima che si chiami
il mio processo, mentre si discute
il precedente, corro ad impiccarmi!

socrate

Ciance!

lesina

Ma certo, santi Numi! Morto
che fossi, di’ che m’intentino cause!

socrate

Sbalestri! Via, non ti dò più lezione!

lesina

Santi Numi! E perché, Socrate, dimmelo!.

socrate

Se ciò che apprendi te lo scordi sùbito!
Di’, che cosa imparata hai tu per prima?

lesina

Vediamo, quale fu la prima?... Quale
fu la prima?... Che era quella cosa
che diventava donna... Ahimè, che era!

[p. 80 modifica]



socrate

Te’ ne vuoi dunque andare alla malora,
 vecchio smemoratissimo e goffissimo?
Lò respinge, si fa da parte e si risprofonda nella meditazione
senza più badare a quello che avviene.

lesina

Ahi, me tapino, che sarà di me?
Se non imparo a rigirar la lingua,
sono spacciato! — Mi sapreste, oh Nuvole,
dare voialtre qualche buon consiglio?

coro

È nostro avviso che se tu, vegliardo,
hai qualche figlio bello grande, in tua
vece, a prender lezione mandi lui!

lesina

Un figliuolo l’avrei, come si deve:
ma non vuole imparare! Ah, come faccio!

coro

E tu glie la dài vinta?

lesina

È un bellimbusto
pieno di fumo! Da parte di madre

[p. 81 modifica]


vien da quei falopponi di Cesira! —
Ora, però, ci vado! Se non cede,
non c’è pietà, lo caccio via di casa!
A Socrate.,
Entra un po’ dentro, aspettami un momento.

coro

a Socrate.
Lo vedi tu, che frutto
ricavi già dal credere
noi sole Dee? L’amico è pronto a tutto
ciò che gl’ imponi tu. Mentre è colpito
palesemente ed esaltato, succhialo
quanto sai più:
certi entusiasmi dànno presto giù!
Lesina esce di casa, spingendo avanti a sé con mal garbo
e maltrattando Tirchippide.

lesina

No, per la Nebbia, qui non ci rimani!
Vatti a cavar la fame coi pilastri
di Mègacle!

tirchippide

Che fai?... Benedett’uomo!
Babbo!... Che mai ti piglia? Uscissi pazzo,
per Giove Olimpio!
Annotane - Commedie, Il - 6.

[p. 82 modifica]



lesina

’ Senti, senti! Giove
Olimpio! E credi a Giove, all’età tua?
Sghignazza.

tirchippide

E c’è tanto da ridere?

lesina

Vo’ in bestia,
che sei ragazzo, ed hai pel capo certe
anticaglie! — A ogni modo, vieni qui,
se vuoi saperne di più. Sentirai
certa roba, che tu, quando l’impari,
diventi uomo. Basta poi che tu
non l’insegni a nessuno!

tirchippide

Eccomi qua:
di che si tratta?

lesina

Hai giurato per Giove,
tu, or ora?

tirchippide

[p. 83 modifica]



lesina

Vedi che bella cosa
è l’imparare? Tirchippide mio,
Giove non c’è: c’è invece un certo Vortice,
che regna adesso, e ha spodestato Giove.

tirchippide

Ahimè, che cianci?

lesina

È come te la dico!

tirchippide

E chi lo dice?

lesina

Socrate di Melo,
e Cherefonte, che misura i salti
delle pulci.

tirchippide

E tu sei pazzo a tal segno,
che credi a quegli squilibrati?

lesina

Parla
come si deve, e non alla leggera,

[p. 84 modifica]


di persone d’ingegno e di cervello,
parsimoniose tanto, che nessuna
1 «
si tosa mai, né s unge, né si ficca
dentro l’acqua del bagno! E invece tu,
in che acque lo metti, il babbo tuo!
Sll’, va’ H, presto, impara in vece mia!

tirchippide

Da quelli? E cosa vuoi che ci s’impari?

lesina

Davvero? — Tutta la saggezza umana!
E poi conoscerai te stesso, quanto
sei grosso e bestia! Aspettami un momento.
Entra.

tirchippide

Il babbo s’è impazzito! Che fo, povero
me! Lo faccio interdire per follia,
o gli faccio ammannire il cataletto?

lesina

esce tenendo un pollo in ciascuna mano; e mostra l’un d’essi
a Tirchippide.
Vediamo! Tu come lo chiami, questo?

[p. 85 modifica]



tirchippide

Pollo!

lesina

Benone. E questa?

tirchippide

Pollo!

lesina

Un nome
per tutti e due? Vuoi farti canzonare!
Non ci cascare più, d’ora in avanti:
questo chiamalo pollo, e questa, polla!

tirchippide

Polla! E codesta bella roba, sei
stato ad imparare da quei trogloditi?

lesina

Questa, e tant’altra! Ma imparata appena,
me la scordavo! Eh, gli anni miei son troppi!

tirchippide

E per questo è sparito il tuo mantello?

[p. 86 modifica]



lesina

Certo! Anche lui per troppo assottigliarsi.

tirchippide

E delle scarpe, che n’ hai fatto, grullo?

lesina

Le spesi in ciò che bisognava — come
Pericle! — Ma sll’, via, muoviti, andiamo!
Prima dà retta al babbo, e poi scapricciati.
Anch’ io ti diedi retta, quando avevi
sei anni, e ciangottavi! Ti comprai
un carrettino, alle Diasie, coi primi
tre soldi che buscai facendo il giudice!

tirchippide

Bada, che poi te ne dovrai pentire!

lesina

Bene, ti sei convinto! — Qui, qui, Socrate!
Ho persuaso il mio figliuolo che
non voleva saperne, e te lo reco!

socrate

Piccino è ancora! E il saper nostro eccelso
non gli si appiccherà così di schianto.

[p. 87 modifica]



tirchippide

Tu, se t’appicchi, schianti di sicuro!

lesina

Alla malora! Imprechi al tuo maestro!

socrate

imitando la cattiva pronuncia di Tirchippide.
Appicchi! Game ha pronunciato goffo
e con le labbra sgangherate! — (A Lesina) E credi
che questo imparerà le scappatoie
legali, l’arte di citare, quella
di trionfare a paroioni? Iperbolo
l’apprese; ma un talento, gli costò!

lesina

Imparerà, non ci pensare! È nato
filosofo! Era un bimbettino tanto,
e fabbricava casette, incavava
barchette, costruiva carrettini
di corame, e ranocchi con la scorza
dei melograni, ch’erano un amore!
Trova modo che impari i due discorsi,
il da più, qual che siasi, e il da meno,
che vince l’altro a imbrogli; e se non può
due, quel che imbroglia, impari, in ogni caso!

[p. 88 modifica]



socrate

Dai due discorsi stessi, imparerà!
Io vo!
Socrate parte.

lesina

Correndogli appresso.
Basta ch’ei possa contraddire
quanto sa di giustizia: non scordartelo!
S avanzano i due Discorsi, vestiti l’uno con l’antica semplicità,
1 altro con raffinatissima eleganza. Lesina ritorna per ascoltarli.